Mercatone Uno-Scanavino

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Mercatone Uno-Scanavino
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Informazioni
Nazione Italia Italia
Debutto 1997
Scioglimento 2003
Specialità Strada
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Divisa

La Mercatone Uno-Scanavino era una squadra ciclistica maschile di ciclismo su strada italiana, attiva tra i professionisti fra il 1997 e il 2003.

La storia della squadra è legata alla figura di Marco Pantani, capace di aggiudicarsi nel 1998 la classifica generale del Giro d'Italia e del Tour de France. La squadra, che ebbe fra i team manager Giuseppe Martinelli, Marino Amadori e Davide Boifava, rivinse poi il Giro d'Italia nel 2000 con Stefano Garzelli.

Sponsor principale nelle sette stagioni di attività fu Mercatone Uno, catena italiana di negozi di elettrodomestici diretta da Romano Cenni. Nel 2003 ebbe come co-sponsor l'azienda vinicola Scanavino, mentre negli anni precedenti la squadra aveva usufruito della sponsorizzazione di Albacom, oltre che della Bianchi (fornitrice delle biciclette dal 1998 al 2001).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1962 Romano Cenni, imprenditore, fondatore del Mercatone Germanvox, entrò nel ciclismo come sponsor di una nuova società, il «Gruppo Sportivo Victoria Germanvox».[1] La squadra intraprese l'attività professionistica. Nella seconda metà del decennio figuravano in organico: Eraldo Bocci, Renato Laghi, Cencio Mantovani, Primo Franchini, Giuseppe Milioli e Battista Monti.[2][3] Un'altra squadra ciclistica denominata Mercatone Uno, divenuta poi Saeco, fu attiva dal 1992 al 1995, con licenza di San Marino. Nel 1997, dopo una pausa di un anno, sorse la squadra Mercatone Uno diretta da Giuseppe Martinelli e capitanata da Marco Pantani.

1997: il terzo posto al Tour con Pantani[modifica | modifica wikitesto]

Marco Pantani nel 1997

La nuova Mercatone Uno nacque per volere di Romano Cenni e del ds Luciano Pezzi, e fu creata intorno a Marco Pantani per portarlo a vincere nelle grandi corse a tappe. Proprio con Pantani, proveniente dalla dismessa Carrera ma inattivo nel 1996 per infortunio, vennero messi sotto contratto nove dei suoi ex compagni di squadra, tra cui Mario Podenzana e Beat Zberg, e uno dei due storici direttori sportivi Carrera, Giuseppe Martinelli (l'altro, Davide Boifava, creò la Asics-CGA). Le biciclette erano fornite dalla Wilier Triestina, mentre il bacino di sponsor, prima fra tutti Mercatone Uno, attingeva dalla Romagna, a creare una sorta di "Nazionale romagnola".[1][4]

La stagione iniziò bene con una vittoria di Mario Traversoni nella settima tappa della Tirreno-Adriatico. Al Giro d'Italia, grande obiettivo di stagione, Pantani subì però, dopo quello del 1995, un nuovo incidente, in una tappa interlocutoria della corsa, nella discesa del valico di Chiunzi, al km 182, a causa di un gatto che aveva attraversato la strada al passaggio del gruppo.[5][6] Riuscì a concludere la tappa grazie ai compagni di squadra, ma all'ospedale scoprì di aver subito la lacerazione di un centimetro nelle fibre muscolari della coscia sinistra. Abbandonò la corsa.[5][6]

Nonostante le complicanze recuperò velocemente e ritornò in sella al Tour de France, dove lottò a lungo per la maglia gialla, riportando altre due vittorie di tappa, ancora all'Alpe d'Huez, staccando Ullrich e Virenque, e a Morzine.[7] Pur prevalendo sulle salite delle Alpi e dei Pirenei, venne superato in classifica da Ullrich, che riuscì a recuperare il tempo perso grazie alle tappe a cronometro, nelle quali era più forte, portando la maglia gialla fino a Parigi; Pantani si piazzò al terzo posto della classifica finale dietro anche a Richard Virenque, che lo aveva staccato nella tappa di Courchevel.[5] In quello stesso Tour vinse una tappa anche Mario Traversoni.[8]

Altre vittorie di rilievo in stagione arrivarono da Beat Zberg alla Coppa Placci e da Sergio Barbero al Giro di Toscana.

1998: la doppietta Giro-Tour[modifica | modifica wikitesto]

Il 1998 fu l'anno del grande riscatto. Il team iniziò una collaborazione con la ditta di bici Bianchi, che divenne anche il secondo sponsor della squadra (denominata Mercatone Uno-Bianchi).[9] La squadra vide l'arrivo anche dei ciclisti Fabiano Fontanelli dalla dismessa MG Boys-Technogym, di Riccardo Forconi dalla Amore & Vita, di Marco Fincato dalla Roslotto e di Marco Velo dalla Brescialat, futuri gregari nelle vittorie di Pantani.[10]

Il Giro d'Italia vedeva ai nastri di partenza come favoriti tra gli altri Alex Zülle e Pavel Tonkov. Tuttavia Pantani fu in grado di guadagnarsi un margine tale in montagna da poter compensare la propria debolezza nelle prove contro il tempo. Pantani prese la maglia rosa al termine della frazione di Selva di Val Gardena, e il giorno dopo, nella tappa dell'Alpe di Pampeago, controllò il più diretto rivale, Tonkov. Decisiva fu la frazione di Plan di Montecampione, l'indomani: nell'occasione Pantani, con Zülle ormai alla deriva, attaccò ripetutamente Tonkov.[5] Il russo, dopo un duello accanito, dovette cedere subendo un passivo di circa un minuto negli ultimi due chilometri, mentre il romagnolo andò a vincere la tappa e a ipotecare, nonostante la cronometro di Lugano, il successo finale.[5] Quell'anno al Giro Pantani fece sua anche la classifica scalatori battendo José Jaime González, mentre Fontanelli vinse anch'egli una tappa.

Visto il buono stato di forma mantenuto anche nell'ultima settimana del Giro, sorse l'idea di provare nello stesso anno anche l'assalto al Tour de France. Pantani, nel mese che trascorse tra il Giro e il Tour, complice anche diversi festeggiamenti e riconoscimenti anche con il Presidente del Consiglio Romano Prodi, non si allenò quasi per nulla; a quindici giorni dall'inizio della gara francese morì inoltre il direttore sportivo Luciano Pezzi.[5] Al Tour il "Pirata" iniziò con un pesante ritardo: nelle prime sette tappe accumulò un ritardo di quasi cinque minuti dalla maglia gialla Ullrich. Ma con il passare dei giorni il romagnolo recuperò la miglior condizione e, con il secondo posto nella tappa Pau-Luchon e la vittoria a Plateau de Beille, ridusse di quasi 3 minuti il suo ritardo. Fu con la quindicesima tappa, che andava da Grenoble a Les Deux Alpes, che si ebbe la svolta decisiva: Pantani andò all'attacco sul colle del Galibier a quasi 50 km dal traguardo, e nonostante le difficili condizioni atmosferiche riuscì a staccare Ullrich arrivando al traguardo in solitaria, con quasi nove minuti di vantaggio sul rivale.[5] Quel giorno Pantani non solo vinse la tappa, ma si prese anche la maglia gialla, che, nonostante un parziale recupero di Ullrich, avrebbe mantenuto fino a Parigi, conquistando l'edizione numero 85 della Grande Boucle.[5]

1999: i fatti di Madonna di Campiglio[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 1999, dopo le grandi vittorie di Pantani nel 1998, vedeva l'obiettivo di riconfermare i successi con il gruppo dell'anno prima, sì privo di Traversoni passato alla Saeco, ma arricchito dall'innesto di Enrico Zaina, secondo al Giro 1996, dalla Brescialat.

Pantani vinse la Vuelta a Murcia e si presentò al Giro d'Italia in forma. Dimostrò subito la buona condizione, ottenendo la vittoria nella frazione sul Gran Sasso, primo arrivo in salita, e vestendo di rosa. Otto giorni dopo, sulla salita di Oropa, fu vittima di un salto di catena a pochi km dal traguardo: ciò nonostante reagì, riprese gli avversari, li superò e conquistò la tappa in solitaria.[5] Dopo le frazioni dell'Alpe di Pampeago e di Madonna di Campiglio, entrambe vinte, sembrava che nessuno ormai potesse togliergli la vittoria finale (era infatti primo in classifica con 5'38" sul secondo, Paolo Savoldelli), dato che anche la tappa successiva, la penultima, aveva caratteristiche altimetriche a lui favorevoli: partenza da Madonna di Campiglio e arrivo all'Aprica con scalata del Mortirolo e oltre 50 km di salita.[5] Le cose cambiarono per Pantani proprio il 5 giugno a Madonna di Campiglio, quando vennero resi pubblici i risultati dei controlli svolti dai medici dell'UCI: in tali test era stata riscontrata, nel sangue di Pantani, un valore di ematocrito del 52%, oltre il margine di tolleranza dell'1% rispetto al limite massimo consentito dai regolamenti, 50%; il "Pirata" venne di conseguenza sospeso per 15 giorni, il che comportava l'esclusione immediata dalla "Corsa rosa".[5][11] A questa notizia la Mercatone Uno si ritirò in blocco dal Giro.

Pantani, dopo voci di un possibile ritiro dall'attività,[12] rinunciò a partecipare al successivo Tour de France, anche se la sospensione di quindici giorni comminatagli glielo avrebbe consentito, e rimase inattivo fine al febbraio 2000.[13][7] La squadra tuttavia, in quel Tour, si aggiudicò una tappa con Dmitrij Konyšev. In stagione, nonostante la delusione del Giro, arrivarono per la squadra numerose vittorie nelle classiche italiane: Giro dell'Appennino con Simone Borgheresi, Tre Valli Varesine e Giro del Lazio con Sergio Barbero, Giro di Romagna con Roberto Conti, Coppa Sabatini con lo stesso Konyšev.

2000: la vittoria al Giro con Garzelli[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2000 iniziò con la certezza di un gruppo unito intorno a Pantani (atteso al grande ritorno) e giovani emergenti in grado di imporsi in altre corse. Nella prima parte di stagione Fabiano Fontanelli si impose alla quinta tappa della Settimana Ciclistica Internazionale. Stefano Garzelli vinse la quarta tappa della Settimana Ciclistica Lombarda e Simone Borgheresi una tappa e la classifica generale del Giro del Trentino.

Marco Pantani al Tour de France 2000

Pantani faticò a ingranare e la preparazione per il Giro d'Italia si fece inesistente, portandolo a rimanere lontano dalle gare fino al 13 maggio.[7] Nella Mercatone Uno si pensò ad un Giro senza Pantani, con Garzelli capitano: inizialmente i 9 posti in squadra per la "corsa rosa" erano per Garzelli, De Paoli, Velo, Zaina, Brignoli, Borgheresi, Forconi, Fontanelli e Podenzana, ma poco prima del via quest'ultimo venne escluso per far posto a Pantani. La prima parte del Giro fu controllata da Francesco Casagrande, che vestì la maglia rosa dalla nona alla diciannovesima tappa.[14] Garzelli trionfò nella diciottesima con arrivo in quota a Prato Nevoso, grazie anche all'aiuto di Pantani, conquistando la prima vittoria di tappa al Giro. Nella cronometro individuale del Sestriere, infine, prese la maglia rosa ottenendo la vittoria della corsa, la seconda in tre anni per il gruppo Mercatone Uno.[14] In stagione Garzelli vincerà anche una tappa del Tour de Suisse.

Pantani puntò tutto sul Tour de France, dove incontrò Lance Armstrong, futuro vincitore incontrastato delle seguenti edizioni; già dalle prime frazioni e sui Pirenei, però, il "Pirata" accumulò un ritardo notevole. Si riscattò nei giorni seguenti: prima batté in volata lo statunitense sul Mont Ventoux, ottenendo la vittoria di tappa; poi, nella tappa di Courchevel, andò all'attacco, lasciò sul posto gli avversari a 5 km dal traguardo, raggiunse e staccò José María Jiménez e andò a vincere in solitaria, dando 50" ad Armstrong.[5] Dopo il giorno di riposo, nella tappa di Morzine con il Col de Joux Plane poco prima del traguardo, Pantani attaccò alla prima salita, tentando di recuperare il distacco in classifica. La scarsa collaborazione con i compagni di fuga lo costrinse però a desistere, anche a causa di problemi intestinali: giunto al traguardo con 14 minuti di ritardo, abbandonò la corsa.[5]

2001: l'appannamento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 la Mercatone Uno, perso Garzelli passato alla Mapei-Quick Step, subiva sempre più le conseguenze di un Pantani prostrato nel morale anche a causa di un processo per frode sportiva, intentato nei suoi confronti per fatti risalenti al 1995. Pantani partecipò al Giro d'Italia ma si ritirò prima della 19ª tappa. Tra sospetti e il processo della giustizia sportiva, dove fu condannato per tre mesi per frode sportiva e poi assolto ("perché il fatto non era previsto dalla legge come reato"), non riuscì più a trovare la serenità necessaria per correre ad alti livelli.[5] Al Tour de France la Mercatone Uno non venne invitata per mancanza di "garanzia di risultati";[15] venne invece invitata alla Vuelta a España, a patto però che Pantani fosse incluso nei nove convocati. Il "Pirata" partecipò alla corsa spagnola per la seconda volta in carriera, tuttavia controvoglia, arrivando ad accumulare un ritardo di un'ora in dieci tappe: l'indomani, complice una caduta, abbandonò la corsa. Si trattò dell'ottavo ritiro su undici competizioni cui prese parte in stagione.[16]

In stagione la squadra ottenne solo quattro vittorie, tra cui quella in una tappa della Volta Ciclista a Catalunya con Daniele De Paoli.

2002: l'anno più difficile[modifica | modifica wikitesto]

Il 2002 si aprì con l'addio del direttore sportivo che aveva portato la squadra alla vittoria di Giro e Tour '98, Giuseppe Martinelli passato alla Saeco. Lo sostituì Marino Amadori, ex ciclista di rilievo negli anni '80 e direttore sportivo nel ciclismo femminile, nel quale aveva portato alla vittoria Fabiana Luperini in quattro Giri e tre Grande Boucle. Tra i corridori arrivarono Luca Mazzanti dalla Fassa Bortolo e Massimiliano Mori dalla Saeco.

Le vittorie stagionali della squadra furono scarse: solo Fabiano Fontanelli si aggiudicò una tappa e la classifica generale del Giro della Provincia di Lucca, e il Gran Premio Città di Rio Saliceto e Correggio. La squadra venne comunque invitata al Giro d'Italia, con capitano Pantani. Ma il "Pirata" in salita andò subito in difficoltà, ritirandosi durante la 16ª tappa, la Conegliano-Corvara in Val Badia, quando il suo distacco in classifica era già di quasi un'ora dalla maglia rosa (come Mario Cipollini, velocista).[17]

Vista la scarsa forma al Giro di Pantani, gli organizzatori del Tour de France preferirono non invitare la Mercatone Uno e la stessa cosa accadde anche alla Vuelta a España.

2003: la chiusura[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 la squadra cambiò profondamente. Dopo il fallito accordo di unione con l'Acqua & Sapone-Cantina Tollo, diretta da Vincenzo Santoni e capitanata da Mario Cipollini, per la creazione della "Mercatone Uno-Elitron", il gruppo poté continuare l'attività grazie all'arrivo di Davide Boifava, già team manager di Pantani alla Carrera, accompagnato da un nuovo sponsor, l'azienda vinicola Scanavino, e da un nuovo fornitore di bici da corsa, Carrera.[18] Nasceva così la Mercatone Uno-Scanavino grazie all'impegno del patron Cenni: la squadra tuttavia scese di graduatoria nella classifica internazionale, passando dalla prima alla seconda divisione.[19]

Pochissime furono ancora le vittorie della squadra, in cui fece ritorno uno degli storici gregari, Roberto Conti, cui si aggiunse l'esperto Massimo Codol dalla Lampre: 8 complessive, ma nessuna di rilievo. In stagione comunque Pantani, ancora capitano unico, sembrò aver ritrovato serenità e voglia di correre, tornando a prepararsi sia per il Giro che per il Tour. Al Giro d'Italia il "Pirata" lottò testa a testa con i migliori chiudendo quattordicesimo nella classifica generale (tredicesimo dopo la squalifica di Raimondas Rumšas). Durante la tappa del Monte Zoncolan reagì allo scatto di Gilberto Simoni, che aveva staccato tutti; si mise all'inseguimento e l'unico a reggere il suo ritmo fu Garzelli, ma per le energie spese calò nel finale e arrivò quinto. L'indomani, nella tappa di Cascata del Toce, fece il suo ultimo scatto a 3 km dall'arrivo, venendo però ripreso da Simoni.[5] In un'ultima intervista a fine Giro d'Italia rivelò la possibilità di una possibile partecipazione al Tour de France con un'altra formazione, visto che la Mercatone Uno era stata esclusa, ma l'accordo con il Team Bianchi di Jan Ullrich non avvenne e Pantani venne escluso dal Tour per il terzo anno consecutivo. In seguito rinuncerà al prosieguo della stagione, non prendendo parte alla Vuelta a España (la squadra non fu invitata). Il 21 giugno entrò nella clinica "Parco dei Tigli" di Teolo in Veneto, specializzata nella cura della depressione e della dipendenza da alcol, uscendone ai primi di luglio per continuare le cure con medici personali. Non tornerà più alle corse.

L'ultima vittoria della Mercatone Uno arrivò il 14 settembre allo Ster Elektrotoer, nei Paesi Bassi, con Enrico Degano. A fine anno, però, chiuse i battenti. Tra gli altri atleti di rilievo, Codol passò alla Fassa Bortolo, Eddy Serri e altri cinque alla Barloworld,[20] mentre Fontanelli, Conti e Daniel Clavero lasciarono il professionismo, così come il ds Amadori, mentre Boifava riprese l'attività solo nel 2005 con il piccolo team Androni Giocattoli-3C Casalinghi Jet.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Annuario[modifica | modifica wikitesto]

Anno Codice Nome Cat. Biciclette Dirigenza
1997 MER Italia Mercatone Uno-Wega - Wilier Triestina Manager: Luciano Pezzi, Franco Cornacchia
Dir. sportivi: Giuseppe Martinelli, Davide Cassani, Alessandro Giannelli,
1998 MER Italia Mercatone Uno-Bianchi - Bianchi Manager: Luciano Pezzi, Franco Cornacchia
Dir. sportivi: Giuseppe Martinelli, Alessandro Giannelli, Orlando Maini, Romano Cenni
1999 MER Italia Mercatone Uno-Bianchi GSI Bianchi Manager: Franco Cornacchia
Dir. sportivi: Giuseppe Martinelli, Alessandro Giannelli, Orlando Maini
2000 MER Italia Mercatone Uno-Albacom GSI Bianchi Manager: Franco Cornacchia
Dir. sportivi: Giuseppe Martinelli, Alessandro Giannelli, Orlando Maini
2001 MER Italia Mercatone Uno-Stream TV-Bailetti GSI Bianchi Manager: Franco Cornacchia
Dir. sportivi: Giuseppe Martinelli, Alessandro Giannelli, Orlando Maini
2002 MER Italia Mercatone Uno GSI Wilier Triestina Manager: Manuela Ronchi
Dir. sportivi: Marino Amadori, Riccardo Magrini, Massimo Podenzana
2003 MER Italia Mercatone Uno-Scanavino GSII Carrera Manager: Franco Cornacchia, Davide Boifava
Dir. sportivi: Marino Amadori, Alessandro Giannelli, Leonardo Levati, Pietro Turchetti

Classifiche UCI[modifica | modifica wikitesto]

Anno Class. Pos. Migliore cl. individuale
1997 - 11º Svizzera Beat Zberg (13º)
1998 - 10º Italia Marco Pantani (4º)
1999 GSI Italia Marco Pantani (27º)
2000 GSI 18º Italia Stefano Garzelli (14º)
2001 GSI 22º Spagna Igor Astarloa (117º)
2002 GSI 30º Italia Fabiano Fontanelli (71º)
2003 GSII Italia Eddy Serri (253º)

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Grandi Giri[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni: 7 (1997, 1998, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003)
Vittorie di tappa: 8
1998: 3 (2 Marco Pantani, Fabiano Fontanelli)
1999: 4 (4 Marco Pantani)
2000: 1 (Stefano Garzelli)
Vittorie finali: 2
1998 (Marco Pantani)
2000 (Stefano Garzelli)
Partecipazioni: 4 (1997, 1998, 1999, 2000)
Vittorie di tappa: 8
1997: 3 (2 Marco Pantani, Mario Traversoni)
1998: 2 (2 Marco Pantani)
1999: 1 (Dmitrij Konyšev)
2000: 2 (2 Marco Pantani)
Vittorie finali: 1
1998 (Marco Pantani)
Partecipazioni: 1 (2001)
Vittorie di tappa: 0
Vittorie finali: 0

Campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Strada
Cronometro: 1998, 1999, 2000 (Marco Velo)
Cronometro: 2002 (Andrej Mizurov)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il ciclismo piange Romano Cenni: l'uomo che credette in Pantani e vinse con lui Giro e Tour, su Eurosport.com, 13 marzo 2017. URL consultato il 29 luglio 2017.
  2. ^ Battista Monti, sitodelciclismo.net. URL consultato il 21 aprile 2017.
  3. ^ Germanvox - Wega 1968, sitodelciclismo.net. URL consultato il 21 aprile 2017.
  4. ^ Mercatone Uno in fuga dal crac. Il mobilificio dall'epopea di Pantani all'asta-bis, su Repubblica.it, 14 febbraio 2017. URL consultato il 29 luglio 2017.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Ciclismo - Marco Pantani, la favola, su Treccani.it. URL consultato il 29 luglio 2017.
  6. ^ a b Pantani, calvario senza fine, su Gazzetta.it, 25 maggio 2017. URL consultato il 29 luglio 2017.
  7. ^ a b c Marco Pantani, dagli anni d'oro alla caduta per i sospetti doping, su Repubblica.it, 14 febbraio 2004. URL consultato il 29 luglio 2017.
  8. ^ LA FAVOLA DI TRAVERSONI VINCITORE PER SBAGLIO, su Repubblica.it, 26 luglio 1997. URL consultato il 29 luglio 2017.
  9. ^ PANTANI CORRERA' SULLA BICI DI COPPI?, su Repubblica.it, 24 settembre 1997. URL consultato il 29 luglio 2017.
  10. ^ Bartoli tira il nuovo gruppo, su Gazzetta.it, 2 gennaio 1998. URL consultato il 30 luglio 2017.
  11. ^ Terremoto al Giro: fermato Pantani, su Repubblica.it, 5 giugno 1999. URL consultato il 29 luglio 2017.
  12. ^ Pantani si ritira? E' un giallo, su Repubblica.it, 6 giugno 1999. URL consultato il 25 luglio 2017.
  13. ^ "No al Tour, per un po' mi fermo", su Repubblica.it, 9 giugno 1999. URL consultato il 25 luglio 2017.
  14. ^ a b Il Giro è di Garzelli podio tutto italiano, su Repubblica.it, 4 giugno 2000. URL consultato il 25 luglio 2017.
  15. ^ Pantani fuori dal Tour Leblanc: "Non è più lui", su Repubblica.it, 2 maggio 2001. URL consultato il 25 luglio 2017.
  16. ^ Pantani cade e si ritira alla Vuelta era già in ritardo di oltre un'ora - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 25 luglio 2017.
  17. ^ La Repubblica/sport: Giro, Pantani si ritira "Non sono all'altezza", su Repubblica.it. URL consultato il 25 luglio 2017.
  18. ^ Cipo & Pantani, salta l' accordo, su Gazzetta.it, 18 dicembre 2007. URL consultato il 30 luglio 2017.
  19. ^ (FR) Mercatone Uno - Scanavino / Scanavino - La Verve jq 21 février (2003), su Memoire-du-cyclisme.eu. URL consultato il 29 luglio 2017.
  20. ^ Ciclismo, cinque ex Mercatone Uno al Team Barloworld, su Repubblica.it. URL consultato il 29 luglio 2017.

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