LinkedIn

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LinkedIn
Logo
URL www.linkedin.com/
Tipo di sito Rete sociale
Registrazione richiesta
Proprietario Microsoft
Creato da Reid Hoffman
Allen Blue
Konstantin Guericke
Eric Ly
Jean-Luc Vaillant
Lancio 5 maggio 2003
Stato attuale Attivo
Slogan Relationships Matter
(le relazioni contano)
« Grazie alla tecnologia, LinkedIn "distruggerà" il mondo delle raccomandazioni all’italiana. »
(Roger Abravanel[1])

LinkedIn è un servizio web di rete sociale, gratuito (con servizi opzionali a pagamento), impiegato principalmente per lo sviluppo di contatti professionali. La rete di LinkedIn, presente in oltre 200 paesi, a gennaio 2009 contava circa 30 milioni di utenti, ha superato i 100 milioni di utenti il 22 marzo 2011, i 200 milioni a gennaio 2013[2] e ha raggiunto i 400 milioni nel 2015[3]. Diffuso in tutti i continenti cresce a una velocità di 1 milione di iscritti alla settimana[4].

Il 56% degli iscritti risiede fuori dagli Stati Uniti d'America, mentre l'India, il Regno Unito e il Brasile sono i paesi col maggior numero di iscritti (quest'ultimo è anche quello che cresce più velocemente). Gli utenti europei sono oltre 22 100 000 e le nazioni che mostrano un maggiore interesse sono i Paesi Bassi, la Francia e l'Italia. LinkedIn copre circa 150 comparti economici e oltre 400 "regioni economiche". La società che gestisce il servizio ha sede a Palo Alto (California). Il 13 giugno 2016 la società annuncia di essere stata acquisita da Microsoft per una cifra di 26.2 miliardi di dollari.[5]

Contenuti[modifica | modifica wikitesto]

Lo scopo principale del sito è consentire agli utenti registrati di mantenere una lista di persone conosciute e ritenute affidabili in ambito lavorativo. Le persone nella lista sono definite "connessioni": esse sono in effetti le connessioni di un nodo (l'utente) all'interno della rete sociale. L'utente può incrementare il numero delle sue connessioni invitando chi di suo gradimento.

La rete di contatti a disposizione dell'utente è costituita da tutte le connessioni dell'utente, tutte le connessioni delle sue connessioni ("connessioni di secondo grado") e da tutte le connessioni delle connessioni di secondo grado ("connessioni di terzo grado").

Gli obiettivi del sito sono molteplici:

  • Ottenere di essere presentati a qualcuno che si desidera conoscere attraverso un contatto mutuo e affidabile.
  • Trovare offerte di lavoro, persone, opportunità di business con il supporto di qualcuno presente all'interno della propria lista di contatti o del proprio network.
  • I datori di lavoro possono pubblicare offerte e ricercare potenziali candidati.
  • Le persone in cerca di lavoro possono leggere i profili dei reclutatori e scoprire se tra i propri contatti si trovi qualcuno in grado di metterli direttamente in contatto con loro.

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

La diffusione di LinkedIn è capillare negli Stati Uniti. Il tasso di penetrazione all'interno del mercato del lavoro è consolidato negli Stati Uniti, in crescita in Europa e nel resto del mondo.

Gli uomini (59%) superano di gran lunga le donne, e le fasce con più membri sono quelle dei 25-trentaquattrenni e dei 35-cinquantaquattrenni (entrambe col 36%). I settori con più iscritti risultano essere l'hi-tech (17%), la finanza (14%) e la manifattura (10%). Le funzioni maggiormente presenti sono quelle legate alla vendita (12%), all'insegnamento (10%) e all'amministrazione (10%).

Modello di business[modifica | modifica wikitesto]

LinkedIn ha raggiunto nel 2010 i 1500 dipendenti e, per i primi nove mesi del 2010, 161 milioni di dollari di fatturato e 1,9 milioni di profitti. Gli introiti provengono da tre fonti: la vendita di abbonamenti premium del servizio (27% dei ricavi), le hiring solution (41%) e le marketing solution (32%)[6]. La prima tipologia di soluzioni racchiude servizi di consulenza (in particolare LinkedIn Corporate Solutions) e pubblicità (LinkedIn Jobs) che aiutano le aziende a individuare i migliori candidati da assumere; la seconda è pensata per offrire ai marketer nuove occasioni per entrare in contatto con partner e consumatori (attraverso advertising, anche fai da te, sondaggi di opinione, emailing mirato, test di campagne su gruppi selezionati, ecc…).

Facendo leva su questi asset l'azienda, posseduta per la gran parte da venture capitalist, a gennaio 2011 ha iniziato la procedura per la quotazione in Borsa, nella speranza di raccogliere 175 milioni di dollari con i quali far fronte ai crescenti costi operativi[7].

Nel giugno 2016, Microsoft ha rilevato LinkedIn, per 196 dollari per azione in contanti, nell'ambito di un'operazione valutata 26,2 miliardi di dollari [8]. Come si legge in una nota, LinkedIn «manterrà il proprio brand distintivo, cultura e indipendenza» e l'amministratore delegato Jeff Weiner manterrà il proprio incarico. Riferirà direttamente a Satya Nadella, numero uno di Microsoft.

Reid Hoffman, presidente, cofondatore e azionista di controllo di LinkedIn, e lo stesso Weiner «sostengono completamente la transazione», la cui chiusura è attesa nel corso dell'anno 2016.

Accuse di spam[modifica | modifica wikitesto]

LinkedIn è stata oggetto di critiche per l'invio indiscriminato di messaggi di posta che pubblicizzano i propri servizi o quelli degli inserzionisti[9], perché permette ai propri utenti di inviare inviti indiscriminatamente[10] e per l'estrazione di indirizzi di posta dalle webmail dei propri utenti[11][12]. Nell'estate del 2012, la blacklist SBL di Spamhaus ha aggiunto LinkedIn per l'invio di posta elettronica verso delle spam trap[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corriere.it - L'altra faccia del precariato che i giovani spesso non vedono
  2. ^ 200 Million Members!
  3. ^ Quanti sono davvero gli utenti di LinkedIn?, su Linkedin4business. URL consultato il 20 gennaio 2016.
  4. ^ LinkedIn Blog - 100 million members and counting…
  5. ^ Microsoft compra LinkedIn, su wired.it, 13 giugno 2016. URL consultato il 13 giugno 2016.
  6. ^ Nòva - Il Sole 24 Ore - Il profilo va in borsa (31 marzo 2011)
  7. ^ LINKEDIN Documento S-1 per IPO
  8. ^ Il Messaggero, Microsoft acquista Linkedln, ilmessaggero.it, 13/06/2016.
  9. ^ "Come ridurre lo spam proveniente da LinkedIn" (EN)
  10. ^ "LinkedIn: Pestering spamtraps with invitation reminders"
  11. ^ "Why does LinkedIn think it's OK to trick me into spamming my entire Gmail address book?"
  12. ^ "Be aware of LinkedIn spam"
  13. ^ "Spamhaus listings for IPs under the responsibility of linkedin.com"

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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