Servizio di rete sociale

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Nel Web 2.0 un servizio di rete sociale, comunemente chiamato anche social network, dall'inglese social network service, è un servizio Internet, tipicamente fruibile mediante browser o applicazioni mobili, appoggiandosi sulla relativa piattaforma, per la gestione dei rapporti sociali e che consente la comunicazione e condivisione per mezzi testuali e multimediali. I servizi di questo tipo, nati alla fine degli anni 90 e divenuti enormemente popolari nel decennio successivo, permettono agli utenti di creare un proprio profilo, organizzare una lista di contatti, pubblicare un proprio flusso di aggiornamenti e di accedere a quello altrui.

I servizi sono distinguibili in base alla tipologia di relazioni cui sono orientati, per esempio quelle amicali, lavorative o pubbliche, o anche a seconda del formato delle comunicazioni che prevedono, come testi brevi, immagini o musica. Il loro utilizzo è spesso offerto gratuitamente, dato che i fornitori sono remunerati dagli inserzionisti pubblicitari online.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la definizione[1] data dalle studiose Danah M. Boyd e Nicole B. Ellison, si possono definire siti di reti sociali (social network sites) i servizi web che permettono:

  • la creazione di un profilo pubblico o semi-pubblico all'interno di un sistema vincolato
  • l'articolazione di una lista di contatti
  • la possibilità di scorrere la lista di amici dei propri contatti

Attraverso ciò, questi servizi permettono di gestire, ristabilire o rinsaldare online amicizie preesistenti o di estendere la propria rete di contatti. Sebbene il primo social network, SixDegrees, fosse nato nel 1997, i social network sites ebbero un'esplosione a partire dal 2003, grazie alla popolarità di siti web come Friendster, il primo di successo, abcTribe.com e LinkedIn. Google ha lanciato Orkut il 22 gennaio 2004. Kidzbop, un social network in spagnolo e portoghese, ha debuttato anch'esso nel 2004. In Italia il primo dei grandi portali passati verso questo tipo di rete sociale è stato superEva. Sempre in Italia, fra il 2003 e il 2004, ci fu anche l'esplosione di MSN.

Uno studio del 2010[2], basato sul confronto dei dati di traffico risultanti dai motori Alexa, Google Trends for Websites e ComScore, mostra l'avanzata di Facebook in un numero crescente di nazioni, anche laddove MySpace opponeva maggiore resistenza, ad esempio negli Stati Uniti.

Anche in Europa la rete sociale di Mark Zuckerberg pare acquisire una posizione dominante, pur in presenza di enclavi come Hi5 in Portogallo e Romania, Nasza-klasa in Polonia, Hyves nei Paesi Bassi, Iwiw in Ungheria. Più ardue risultano la diffusione in Russia, dove sono consolidati servizi locali come V Kontakte e Odnoklassniki, la competizione con Maktoob nei paesi arabi e quella con Orkut, di proprietà di Google, in Brasile e India.

Il punto più avanzato della ricerca sulle reti sociali attraverso internet è rappresentato però dalla teoria del socio-semantic web (s2w), progetto destinato a "risemantizzare" il web, aggiungendo un approccio pragmatico usando nel semantic browsing classificazioni euristiche e ontologie semiotiche. In base a questi criteri la massa di informazione e produzione culturale immessa nel web viene interconnessa, producendo così un'attiva connessione tra gli utenti proattivi della rete. Ne sono un esempio Semantic Social Network come StumbleUpon e Funchain. Si può parlare in questo caso di un ibrido tra un web social network e un aggregatore, ovvero un sito che permette agli autori di weblog (più comunemente detti blog) di pubblicizzare i propri articoli (o post, utilizzando il termine inglese).

L'uso di reti sociali sta diffondendosi anche come un'evoluzione delle radio on line. I siti non si limitano a proporre musica in formato mp3, ma, interpretano i gusti e propongono musiche simili, facendo scoprire nuovi artisti, musicalità, ritmi. Attraverso siti come Pandora.com, lastfm.it, musicovery.com, o il più conosciuto Spotify è possibile creare delle comunità virtuali (in inglese virtual communities) invitando i propri amici, ma anche ascoltando la musica proposta per i "vicini", persone con preferenze simili alle proprie.

Le reti sociali possono essere organizzate anche attorno a professioni lavorative o svilupparsi su base territoriale, ad esempio per siti dedicati esclusivamente a cultura e tempo libero in una determinata città.

Le social network e il community networking stanno generando approcci innovativi al lavoro delle organizzazioni della società civile in direzione di uno sviluppo sostenibile.

Un importante sviluppo delle reti sociali è rappresentato dalla possibilità di creare da parte di chiunque ne abbia le competenze (sviluppatori con linguaggi solitamente proprietari) applicazioni orientate alla comunità degli iscritti; tale famiglia di applicazioni beneficiano della rete di contatti e delle informazioni individuali degli iscritti (es. Facebook, MySpace, ABCtribe sono stati i primi) e rendono per taluni i social network i sistemi operativi web del futuro (da qui anche la probabile motivazione degli investimenti di Microsoft in Facebook, 240 milioni di dollari a novembre 2007). L'evoluzione degli attuali sistemi operativi potrebbe cioè proprio essere rappresentato dai social network, cioè da un ambiente che offre non solo istruzioni base per creare applicazioni complesse (come oggi Windows, Linux, ecc.), ma istruzioni e soprattutto informazioni sugli utenti e le loro relazioni, per creare nuove tipologie di applicazioni un tempo impensate.

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Per entrare a far parte di una rete sociale online occorre costruire il proprio profilo personale, partendo da informazioni come il proprio indirizzo email fino ad arrivare agli interessi e alle passioni (utili per le aree "amicizia" ), alle esperienze di lavoro passate e relative referenze (informazioni necessarie per il profilo "lavoro").

A questo punto è possibile invitare i propri amici a far parte della propria rete, i quali a loro volta possono fare lo stesso, cosicché ci si trova ad allargare la cerchia di contatti con gli amici degli amici e così via, idealmente fino a comprendere tutta la popolazione del mondo, come prospettato nella teoria dei sei gradi di separazione dello psicologo Stanley Milgram (1967), la cui validità anche su Internet è stata recentemente avvalorata dai ricercatori della Columbia University.[3].

Diventa quindi possibile costituire delle comunità tematiche in base alle proprie passioni o aree di affari, aggregando ad esse altri utenti e stringendo contatti di amicizia o di affari.

I servizi social network consentono ai detentori di siti di trarre guadagno principalmente dalla fornitura a terzi delle informazioni degli utenti, che alimentano gratuitamente la base di conoscenza, in secondo luogo dalla pubblicità mirata che le aziende indirizzano agli utenti in base ai siti visitati, link aperti, permanenza media, alle informazioni da loro stessi inserite.
In terzo luogo, in particolare i siti di incontri e dating, dall'iscrizione degli utenti che desiderano utilizzare tutte le funzionalità del sito. Questa tipologia di siti è talora oggetto di critiche per l'utilizzo di profili e foto inventati, robot o altri programmi automatici che indirizzano e-mail e risposte standard in base alle preferenze manifestate dagli iscritti.

Diritto d'autore[modifica | modifica wikitesto]

Con lo sviluppo dei servizi di rete sociale e la sempre maggiore condivisione di contenuti da parte degli utenti, è venuto alla luce il problema del rispetto del diritto d'autore.

La libera condivisione (free sharing) di file musicali, video o, più in generale, culturali, lede - in via astratta - le norme sul diritto d'autore per le opere d'ingegno.

Una recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea, però, ha stabilito che il gestore di un social network non può essere costretto a controllare e filtrare i contenuti postati dai propri utenti sulla piattaforma, per evitare che essi diffondano materiale protetto dal diritto d'autore.

In particolare, la decisione è stata originata dall'iniziativa giudiziaria intrapresa dalla Sabam, collecting society belga - corrispondente all'italiana SIAE -, volta ad ottenere l'applicazione di un filtro sui contenuti ospitati dalla piattaforma di reti sociali gestita da Netlog, hosting provider convenuto nel giudizio insorto in Belgio. Tale sistema di filtraggio sarebbe stato diretto ad identificare i contenuti di proprietà degli associati della Sabam veicolati sul social network in questione, per inibirne, in via preventiva, la circolazione illecita tra gli utenti della piattaforma stessa.

L'intervento della Corte di Giustizia ha ribadito un orientamento precedente: di come, ossia, un'imposizione del genere, tanto a carico del gestore dell'accesso a Internet (ISP, Internet Service Provider o qualsiasi altro tipo di intermediario), tanto sull'hosting provider, sia incompatibile con il diritto comunitario. Infatti un'applicazione di filtri su larga scala imporrebbe al gestore del servizio un controllo sull'identità e le attività degli utenti, con una palese violazione della riservatezza. Inoltre nessun filtro, allo stato attuale, è in grado di distinguere con certezza tra contenuti leciti o illeciti: un impiego errato porterebbe a censurare comunicazioni lecite, con una conseguente lesione della libertà di informazione ed espressione. Infine, l'adozione delle misure richieste dalla Sabam, di un'elevatissima complessità tecnica, richiederebbe al gestore del servizio dei costi eccessivi, tali da rendere impossibile l'attività di impresa.

Nonostante ciò, molte sono le iniziative dirette alla protezione dei contenuti protetti da diritto d'autore. Ultima delle quali, la proposta lanciata dal Mei (Meeting delle Etichette Indipendenti) di attivare una azione collettiva contro le multinazionali delle grandi reti sociali per ottenere il pagamento dei diritti sui contenuti musicali e, più in generale, culturali.

Esempi di Reti sociali[modifica | modifica wikitesto]

Impatto sociale[modifica | modifica wikitesto]

Una prima scoperta di uno studio condotto da Danah Boyd è questa: gli adolescenti di oggi «devono» socializzare usando Facebook, per mancanza di altri spazi di ritrovo con i loro coetanei. «Molti adolescenti,» scrive la ricercatrice, «hanno meno libertà di muoversi, meno tempo libero e più regole» rispetto ai loro genitori o nonni. La pressione scolastica è aumentata. Non si usa più passare ore di tempo libero a spasso con gli amici dopo la scuola, (anche per ragioni di insicurezza, o presunta tale, si scopre che almeno in America gli adolescenti oggi passano meno tempo a zonzo per la strada rispetto a quel che facevano i loro genitori)[4]. «Facebook, Twitter, le foto con l'instant messaging sostituiscono quello che era il cinema drive in negli anni 50 e lo shopping mail negli anni 80. Ogni generazione di adolescenti ha uno spazio differente che decide come lo spazio "cool"». Oggi lo spazio "cool" per frequentare gli amici si chiama Facebook, Twitter, Instagram; «Gli adulti non lo capiscono perché interpretano questi fenomeni deformandoli alla luce delle proprie ossessioni, fobie, nostalgie e ricostruzioni distorte del passato. È un luogo comune dire che gli adolescenti sottovalutano i pericoli per la loro riservatezza, si "denudano" (talvolta in senso letterale) su Facebook senza valutarne le conseguenze». Migliaia di interviste di Boyd rivelano l'equivoco profondo. Gli adolescenti sono preoccupati della loro riservatezza, eccome. Però hanno una gerarchia di timori ben diversa da quella dei genitori. Quasi nessuno teme di essere "spiato dal governo", né si spaventa che Google o Facebook saccheggino le sue conversazioni a scopi commerciali, di pubblicità e marketing.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ definizione
  2. ^ studio del 2010
  3. ^ http://smallworld.columbia.edu
  4. ^ a b Federico Rampini, Rete padrona. Amazon, Apple, Google & co. Il volto oscuro della rivoluzione digitale, 2014.

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