Personal branding

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L'espressione personal branding (mutuata dalla lingua inglese) indica la capacità di promuovere se stessi, al fine di essere gradito o comunque appetibile nei confronti di una comunità di consociati, con modalità simili a quanto avviene in campo economico, con i prodotti commerciali.
A differenza di altre discipline di miglioramento personale, il personal branding suggerisce di concentrarsi oltre che sul valore anche sulle modalità di promozione.

Origine del termine[modifica | modifica wikitesto]

Il termine viene comunemente fatto risalire ad un articolo del 1997 di Tom Peters[1], sebbene di self-branding e brand individuale se ne parli nel libro del 1980 "Positioning: The Battle for your Mind", scritto da Al Ries e Jack Trout.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il personal branding è un processo attraverso cui un’azienda o una persona definisce i punti di forza (conoscenze, competenze, stile, carattere, abilità, ecc.) che la contraddistinguono in modo univoco, creando un proprio marchio personale, che comunica poi nel modo che reputa più efficace. Il personal branding adotta le tecniche utilizzate dal Marketing per promuovere i prodotti commerciali e le adatta per la promozione dell’identità delle singole persone e delle aziende (piccole e medie imprese o aziende personali). L'obiettivo in entrambe i casi è il brand positioning ovvero, per citare Ries e Trout, posizionare nella mente dell'utente il brand (o il nome del professionista) associato a una precisa peculiarità, a un concetto che inequivocabilmente lo distinguerà dai concorrenti.

Con il personal branding si influenza l'utenza, attraverso esperienze da far vivere al cliente (experiential marketing) o diventando capace di influenzare una community di seguaci fedeli.

Chi applica il personal branding al web ha lo scopo di creare una rete di seguaci attraverso social media e Blog personali ed eventi (formazione e fiere di settore) con l'obiettivo di aumentare la propria web reputation.

I professionisti utilizzano software di monitoraggio della reputazione digitale che applicano diverse operazioni dette di social media Monitoring in grado di valutare la soddisfazione dell'utenza, di fare indagini di mercato e di monitorare le tendenze dei propri follower con operazioni di listening.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tom Peters, The brand Called You in Fast Company, nº 10, Mansueto Ventures LLC., agosto 1997, pp. 83.

Riferimenti bibliografici[modifica | modifica wikitesto]

  • Scandellari R., Fai di te stesso un brand, Dario Flaccovio Editore, 2015
  • William A. e Dib D., Personal Branding per il manager, Hoepli, 2013
  • Agostini A. e De Nardis A., La tua reputazione su Google e i Social Media, Hoepli, 2013
  • Centenaro L. e Sorchiotti T., Personal Branding, Hoepli, 2013

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]