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Khaled Mesh'al

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Khaled Meshʿal
Khaled Meshaal.jpg

Presidente dell'Ufficio politico di Hamas
Durata mandato 1996 - 2017
Successore Isma'il Haniyeh

Dati generali
Partito politico Hamas

Khaled Meshʿal, o Khaled Mashʿal (in arabo: خالد مشعل‎) (Silwad, 28 maggio 1956), è un politico palestinese, uno dei leader dell'organizzazione islamica palestinese Hamas, del cui Ufficio politico è stato presidente dal 1996 al 6 maggio 2017[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Meshʿal nacque nel 1956 a Silwad in Cisgiordania, al tempo sotto il controllo giordano[2]. Frequentò la Silwad Elementary School fino allo scoppio della Guerra dei sei giorni nel 1967. La famiglia di Meshʿal si trasferì nel Kuwait subito dopo la guerra per ragioni economiche. Meshʿal entrò a far parte dei Fratelli Musulmani nel 1971[2]. Ottenne una laurea in fisica all'Università del Kuwait nel 1978[2].

Nel dicembre 1987 Ahmed Yassin fonda Hamas separandosi dai Fratelli Musulmani. Meshʿal aderisce al nuovo movimento e diventa rapidamente uno dei leader di Hamas in Kuwait[3].

Al termine della Guerra in Iraq, nel 1991, il Kuwait espelle 300 000 palestinesi per via del supporto fornito da Yasser Arafat a Saddam Hussein. Meshʿal si stabilisce in Giordania[3].

Il 22 settembre 1999, Meshʿal assieme ad altri due leader di Hamas, vengono accusati di attività politiche illegali e imprigionati per breve tempo. Dopo il rilascio, Re Abdullah impone la chiusura degli uffici di Hamas ad Amman ed espelle Meshʿal, il quale si stabilisce prima in Qatar e poi a Damasco, in Siria[3].

Dal 2012 vive in Qatar.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Ci si riferisce a lui a volte come il capo della leadership in esilio di Hamas. È stato coinvolto nei negoziati per il rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit. Criticato per le attività terroristiche contro Israele attraverso la propria organizzazione politica Hamas, ha recentemente ammorbidito le proprie posizioni.

Ha dichiarato di riconoscere la "realtà" di Israele, ma ha subordinato il riconoscimento di tale Stato alla fine dell'occupazione Israeliana dei Territori palestinesi occupati e alla creazione di uno Stato palestinese: "The problem is not that there is an entity called Israel. The problem is that the Palestinian state does not exist. [...] Israel is there, it is part of the United Nations and we do not deny its existence. But we still have rights and land there which have been usurped and until these matters are dealt with we will withhold our recognition."[4]

Nel maggio 2017, Mesh'al ha preso le distanze dai Fratelli Musulmani e sottolineato che Hamas si richiama all'ideologia della Fratellanza ma rimane una organizzazione palestinese indipendente[5].

Tentativo di assassinio[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 settembre 1997, Meshʿal è stato l'obiettivo di un tentativo di assassinio effettuato dal Mossad israeliano su disposizione del Primo ministro Benjamin Netanyahu e del suo governo[6].

Sei agenti del Mossad con passaporti canadesi entrarono in Giordania, dove Meshʿal viveva. Lo avvicinarono nei pressi del suo ufficio e gli iniettarono un veleno mortale in un orecchio[6]. Le autorità giordane scoprirono l'attentato e arrestarono due degli agenti impegnati nel tentativo. Re Hussein di Giordania chiese a Benjamin Netanyahu di fornire l'antidoto per salvargli la vita, cosa che avvenne.

Le autorità giordane rilasciarono quindi gli agenti del Mossad in uno scambio con lo Shaykh Ahmed Yassin, fondatore e leader spirituale di Hamas.[7]

Dopo l'attentato Meshʿal dichiarerà:

(EN)

« Israeli threats have one of two effects: some people are intimidated, but others become more defiant and determined. I am one of the latter. »

(IT)

« Le minacce di Israele possono avere due effetti distinti: alcune persone ne sono intimidite, mentre altri reagiscono diventando più provocatori e determinati. Io appartengo a questi ultimi. »

(Khaled Mesh'al[6])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ismail Haniyeh nuovo capo politico di Hamas
  2. ^ a b c (EN) Profile: Khaled Meshaal of Hamas, in BBC, 8 febbraio 2006. URL consultato il 25 giugno 2017.
  3. ^ a b c (EN) Khaled Meshaal Fast Facts, su cnn.com. URL consultato il 29 giugno 2017.
  4. ^ (EN) Hamas leader acknowledges 'reality' of Israel, The Guardian. URL consultato il 29 giugno 2017.
  5. ^ Il nuovo programma politico di Hamas, Internazionale, 4 maggio 2017. URL consultato il 29 giugno 2017.
  6. ^ a b c (EN) This Week in History: The failed assassination of Mashaal, The Jerusalem Post, 29 settembre 2011. URL consultato il 29 giugno 2017.
  7. ^ Vedi link

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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