Hold Your Fire (Rush)

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Hold Your Fire
ArtistaRush
Tipo albumStudio
Pubblicazione8 settembre 1987
Durata50:21
Dischi1
Tracce10
GenereRock progressivo
Rock elettronico
EtichettaAnthem Records
Mercury Records[1]
ProduttorePeter Collins, Rush[1]
ArrangiamentiRush, Peter Collins
NoteTour promozionale collegato: Hold Your Fire Tour
Certificazioni
Dischi d'oroStati Uniti Stati Uniti
(vendite: 500 000+)
Dischi di platinoCanada Canada
(vendite: 100 000+)
Rush - cronologia
Album precedente
(1985)
Album successivo
(1989)
Singoli
  1. Time Stand Still/High Water
    Pubblicato: 1987
  2. Prime Mover/Thai Shan[2]
    Pubblicato: 1987
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
All Music Guide[3] 3/5 stelle

Hold Your Fire è il dodicesimo album in studio della rock band canadese Rush, ed è stato pubblicato l'8 settembre 1987.

Il disco è stato registrato al Manor Studio nell'Oxfordshire, al Ridge Farm Studio nel Surrey, negli Air Studios a Monserrat ed al McClear Place di Toronto tra il gennaio e l'aprile 1987 e mixato al Guillaime Tell Studio di Parigi nel maggio dello stesso anno. L'album è stato certificato disco d'oro dalla RIAA il 9 novembre 1987[4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Hold Your Fire, è l'ultimo album in studio della cosiddetta terza fase della discografia dei Rush, caratterizzata da un grande uso dei sintetizzatori, che avvicina il sound della band a quello del rock elettronico e della new wave, mentre si allontana dalle sonorità più progressive rock e hard rock degli esordi. I brani sono mediamente più brevi e assimilabili alla classica "forma canzone", nonostante continuino ad essere presenti arrangiamenti ed intermezzi strumentali tipici del progressive rock. L'album, pur ottenendo discreti dati di vendita, ha riscosso meno successo rispetto ai lavori precedenti[5]: i suoni sono morbidi, dominati dalle tastiere, molto lontani dalle sonorità tipiche del rock, gli arrangiamenti nuovamente arricchiti da orchestrazioni.

Secondo Neil Peart per la realizzazione di Hold Your Fire è stato confermato sia lo staff tecnico del precedente album visti i soddisfacenti risultati ottenuti, che lo stesso approccio di realizzazione, con frequenti cambi di studio nelle diverse fasi di registrazione, utili a mantenere un ambiente stimolante durante la lavorazione[6]. La fase di scrittura è iniziata con le prime bozze di idee per i testi delle nuove canzoni, databili al settembre 1986: nonostante l'idea iniziale fosse quella di trattare come tematica generale del disco il tempo (il primo embrione di testo riguardava il brano Time Stand Still), i testi abbozzati per brani quali Second Nature e High Water riguardavano una tematica riguardante piuttosto gli istinti primordiali e il temperamento[6]. Un primo incontro con Lee è servito a Peart per illustrare al compagno le prime liriche ancora in lavorazione, e viceversa a Lee per sottoporre a Peart alcune idee musicali, tutte composte sulla tastiera. Il successivo passo è stato il vero processo compositivo, iniziato in ottobre presso gli Elora Sound Studios: da una parte Peart stava definendo e perfezionando i testi, dall'altra Lifeson e Lee stavano scrivendo parti musicali prendendo spunto da precedenti idee individuali e dalle registrazioni dei sound check di vari show[6]. A differenza degli anni precedenti la band ha optato per non interrompere la fase creativa con i concerti di riscaldamento e ha quindi proseguito il lavoro in studio. In novembre erano pronte 8 canzoni, ma dato che il mezzo privilegiato di ascolto della musica era oramai diventato il CD, più lungo del disco in vinile, il gruppo ha deciso di realizzare un prodotto da 50 minuti circa, contenente 10 brani[6]. Peter Collins in dicembre ha raggiunto la band in studio per dare il suo contributo con suggerimenti sulla struttura dei brani, in particolare è stato molto influente su Mission e Open Secret. Negli ultimi due giorni di lavorazione è stata composta Force Ten, prendendo spunto da testi di Pye Dubois, come già avvenuto in Tom Sawyer[6]. Le registrazioni base per batteria, basso, tastiere, chitarre guida e tracce vocali sono state effettuate in circa 3 settimane presso i Manor Studios in Inghilterra, con "Jimbo" Barton come tecnico del suono; le sedute sono proseguite ai Ridge Farm Studios, sempre in Inghilterra, dove sono state aggiunte parti di tastiera da Andy Richards. Le sessioni sono poi continuate presso gli Air Studios di Montserrat e ancora al McPlace Studios di Toronto, per registrare le voci e chitarre aggiuntive; in quell'occasione Aimee Mann ha registrato le parti vocali per Time Stand Still[6]. A inizio maggio 1987 il trasferimento a Parigi presso gli Studio Guillaume Tell per il missaggio finale.

La retrocopertina dell'album, oggi visibile nel libretto interno del cd, e che originariamente era stata concepita per essere la copertina vera e propria[7], contiene l'immagine di un giocoliere che fa roteare tre palle di fuoco (i tre membri del gruppo), con implicito rinvio al titolo dell'album (hold your fire, stringi il tuo fuoco). Dietro di lui un orologio segna le 21.12 (riferimento all'album 2112), in un contesto urbano che contiene ulteriori rinvii a molte delle copertine dei precedenti album del trio.

Il disco ha come tema dominante "l'istinto" nelle sue varie declinazioni, il quale è interpretato come una fiamma ardente alimentata dal desiderio di fare qualche cosa[8][9].

In seguito alla pubblicazione del disco la rivista Kerrang! licenzia una recensione entusiastica: Hold Your Fire viene definito un album di qualità, sostanza e coerenza; i Rush vengono apprezzati per la capacità di progredire musicalmente e sperimentare senza cadere nell'indulgenza. Tutte le canzoni vengono valutate come di alto livello e il disco come uno dei migliori dell'anno[10]. Sounds vede una band in grande forma e in costante miglioramento. Abili strumentisti che realizzano come sempre un album profondo e complesso, ma ricco di melodie, dove il trio ha la capacità di valorizzare anche la semplicità, anche grazie al lavoro di produzione[11]. All Music giudica Hold Your Fire come il migliore del ciclo degli ultimi 4 album: il suono risulta più caldo in precedenza, grazie alla combinazione di chitarre di Lifeson e tastiere di Lee, mentre come di consueto Peart è eccitante e innovativo. Tra i brani si evidenziano Force Ten, Time Stand Still e Turn the Page come i pezzi più immediati del disco, Prime Mover e Tai Shan definite misteriose, Lock and key in perfetto stile Rush e infine il miglior pezzo del disco, Mission con la sua bellezza pura[12].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi di Neil Peart, eccetto dove indicato, musiche di Geddy Lee e Alex Lifeson.

  1. Force Ten – 4:31 (testo: Neil Peart, Pye Dubois)
  2. Time Stand Still – 5:09
  3. Open Secrets – 5:38
  4. Second Nature – 4:36
  5. Prime Mover – 5:19
  6. Lock and Key – 5:09
  7. Mission – 5:16
  8. Turn the Page – 4:55
  9. Tai Shan – 4:15
  10. High Water – 5:33

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo
Altri musicisti

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1987) Posizione
massima
Stati Uniti[4] 13

Principali edizioni e formati[modifica | modifica wikitesto]

Hold Your Fire è stato pubblicato nel corso degli anni in varie edizioni, ristampe e formati; queste le principali:

  • 1987, Anthem Records (solo Canada), formato: LP, CD
  • 1987, Mercury Records, formato: LP, MC, CD
  • 1997, Mercury Records, formato: CD, rimasterizzato
  • 2016, Mercury Records, formato: LP (vinile 200 g.), rimasterizzato
  • 2011, Mercury Records, all'interno del cofanetto Sector 3, formato: CD, rimasterizzato

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Rush Album Discography - HOLD YOUR FIRE (1987)
  2. ^ https://www.discogs.com/it/Rush-Prime-Mover/release/2619438
  3. ^ Rush | Discography | AllMusic
  4. ^ a b Scheda su Hold Your Fire sul sito Powerwindows Archiviato il 21 novembre 2009 in Internet Archive.
  5. ^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, p. 159. ISBN 978-88-96131-03-9
  6. ^ a b c d e f Neil Peart, Fireworks - The Making of "Hold Your Fire" in Hold Your Fire Tourbook
  7. ^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, p. 151. ISBN 978-88-96131-03-9
  8. ^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, p. 146-147. ISBN 978-88-96131-03-9
  9. ^ Neil Peart, Fireworks: The Making Of "Hold Your Fire", su 2112.net. URL consultato il 12 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2013).
  10. ^ Hold Your Fire Kerrang! album review, su 2112.net. URL consultato il 13 febbraio 2019.
  11. ^ Hold Your Fire Sounds album review, su 2112.net. URL consultato il 13 febbraio 2019.
  12. ^ (EN) Hold Your Fire, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 13 febbraio 2019.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]