The Big Money

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The Big Money
ArtistaRush
Tipo albumSingolo
Pubblicazioneottobre 1985
Durata5:35
Album di provenienzaPower Windows
GenereRock progressivo
Rock elettronico
EtichettaMercury Records
ProduttorePeter Collins e Rush
Rush - cronologia
Singolo precedente
(1984)
Singolo successivo
(1985)

The Big Money è un brano dei Rush, pubblicato dall'etichetta discografica Mercury Records nel 1985 come primo singolo estratto dall'album Power Windows. Il brano appare su numerose compilation del gruppo come Retrospective II e The Spirit of Radio: Greatest Hits 1974-1987 e è stato suonato dal vivo in molti tour. La facciata B del singolo include una versione dal vivo inedita di Red Sector A.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Il singolo si posiziona alla posizione 45 nelle classifiche statunitensi nel novembre 1985[1][2].

The Big Money

Il titolo del brano è preso dal romanzo omonimo di John Dos Passos, che fa parte della sua Trilogia USA. I Rush si erano già ispirati a Dos Passos in precedenza nel brano The Camera Eye, tratto dall'album Moving Pictures.

Il testo di Neil Peart è una riflessione sul potere dei grandi capitali e sul peso del commercio nella moderna economia globale[3].

Il videoclip del brano, diretto da Rob Quartly e prodotto da Allan Weinrib[4] (fratello di Geddy Lee), è realizzato con la computer grafica come il video di Money for Nothing dei Dire Straits. Nel video si vede il gruppo che si muove su un tabellone gigante del Monopoli con la scritta "Big Money" in mezzo[5].

The Big Money è stata inclusa nelle scalette del Power Windows Tour, dell'Hold Your Fire Tour (come documentato nel live A Show of Hands), del Roll the Bones Tour, del Test for Echo Tour, del Vapor Trails Tour (come documentato nel live Rush in Rio) e del Clockwork Angels Tour (come documentato nel live omonimo).

Red Sector A

Versione live del brano tratto da Grace Under Pressure del 1984, registrata presso il Maple Leaf Gardens di Toronto il 21 settembre 1984. La stessa versione dal vivo del brano verrà poi pubblicata nel 1985 nel videoconcerto Grace Under Pressure Tour.

Il testo è un resoconto di uno sconosciuto prigioniero di un non meglio identificato campo di prigionia. Peart ha dichiarato di aver voluto deliberatamente evocare i campi di concentramento nazisti, ispirandosi ai racconti sull'olocausto della madre di Geddy Lee[6]. Nel testo viene evidenziato il timore degli internati di esser gli ultimi sopravvissuti[7]. Il titolo richiama il nome di un'area di lancio nel John F. Kennedy Space Center della NASA, nel quale il gruppo assistette al primo lancio dello Space Shuttle Columbia il 12 aprile 1981[8].

Brano molto amato dal pubblico, caratterizzato dal suono della batteria elettronica e delle tastiere, è stato incluso nella set-list di molti tour, a partire dal Grace Under Pressure Tour del 1984 e con la sola esclusione dei tour di Presto, Roll the Bones, Counterparts, Snakes & Arrows e il Time Machine Tour.

Ulteriori versioni live sono presenti in A Show of Hands, Rush in Rio, Clockwork Angels Tour.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Il singolo pubblicato per il mercato statunitense contiene le seguenti tracce[9][10]:

  1. The Big Money - 5:35 (Lee, Lifeson, Peart)
  2. Red Sector A (Live) - 5:25 (Lee, Lifeson, Peart) (lato B)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Red Sector A è stata reinterpretata[11]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, p. 144. ISBN 978-88-96131-03-9
  2. ^ [1] Singoli dei Rush su Billboard Hot 100
  3. ^ (EN) Neil Peart, RUSH BACKSTAGE CLUB NEWSLETTER, JANUARY 1988; TRANSCRIBED BY KATHY VIEW, 2112.net, gennaio 1988. URL consultato il 27 maggio 2017.
  4. ^ [2] Scheda sul video di The Big Money
  5. ^ (EN) Nick Patch, Rush's Power Windows a window into record-store owner's past, Toronto Star, 20 gennaio 2016. URL consultato il 27 maggio 2017.
  6. ^ (EN) Scott R. Benarde, How the Holocaust rocked Rush front man Geddy Lee, jweekly.com. URL consultato il 27 maggio 2017.
  7. ^ [3] Red Sector A su rush vault
  8. ^ Martin Popoff, Contents under pressure 30 years of Rush at home & away, Toronto, ECW Press, 2004.
  9. ^ (EN) The Big Money, Discogs.
  10. ^ Martin Popoff, Rush: The Illustrated History, Omnibus Press, 2013, p. 182. ISBN 978-17-83051-47-2
  11. ^ [4] Red Sector A cover

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]