Gorillaz

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Gorillaz
I Gorillaz al Glastonbury Festival nel 2010
I Gorillaz al Glastonbury Festival nel 2010
Paese d'origine Regno Unito Regno Unito
Genere Alternative rock
Alternative rap
Rock elettronico
Trip hop
Periodo di attività 1998 – in attività
Album pubblicati 8
Studio 4
Raccolte 4
Sito web

I Gorillaz sono un gruppo musicale britannico fondato nel 1998 dal frontman dei Blur, Damon Albarn, e dal fumettista Jamie Hewlett, co-creatore del comic book Tank Girl. La band è costituita da quattro personaggi tratti dai cartoni animati: 2D, Murdoc, Noodle e Russel. Dal 2010 al 2011 è stato aggiunto un quinto membro, Cyborg Noodle.

La musica del gruppo è frutto di una collaborazione tra diversi artisti, essendo Albarn l'unico personaggio reale permanente.

Il primo album, l'omonimo Gorillaz, venne pubblicato nel 2001, e, grazie al successo ottenuto con il primo singolo estratto, Clint Eastwood, ha venduto circa 6 milioni di copie in tutto il mondo ed è valso ai Gorillaz l'inserimento nel Guinness dei primati come band virtuale di maggior successo.[1] Nel 2001 il gruppo fu anche nominato per il Mercury Prize, ma la candidatura venne in seguito ritirata su richiesta della band.[2] Il secondo album in studio, Demon Days, uscì nel 2005, inclusi singoli come Feel Good Inc, Dare, Dirty Harry e El mañana/Kids with Guns. Demon Days ricevette per 5 volte il disco di platino nel Regno Unito[3] e il doppio disco di platino negli Stati Uniti,[4] oltre a cinque nomination ai Grammy Award nel 2006,[5] vincendone una nella categoria, "Miglior Collaborazione Vocale Pop".[6] Le vendite degli album Gorillaz e Demon Days, fino al 2007, hanno superato quota 15 milioni di copie.[7] Nel mese di marzo 2010 il gruppo ha pubblicato il terzo album Plastic Beach, seguito il 25 dicembre dello stesso anno dal quarto album The Fall. Oltre ai quattro album in studio, i Gorillaz hanno anche realizzato l'album di remix Laika Come Home, in collaborazione con gli Spacemonkeyz, e tre raccolte: G Sides, D-Sides e The Singles Collection 2001-2011.

Storia del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni (1999–2000)[modifica | modifica wikitesto]

Damon Albarn e Jamie Hewlett crearono i Gorillaz nel 1998 durante la loro convivenza in un appartamento sulla strada di Westbourne Grove a Notting Hill.[8] L'idea nacque mentre i due stavano guardando MTV, «se guardate MTV troppo a lungo, è un po' un inferno, non c'è nessuna sostanza. Così abbiamo avuto quest'idea della cartoon band, qualcosa che sarebbe valsa la pena di commentare», disse Hewlett.[9] Originariamente il nome della band era «Gorilla», e la prima canzone che registrarono fu Ghost Train,[10] inserita successivamente come b-side del singolo Rock the House. Il trio di musicisti dietro la prima incarnazione dei Gorillaz, Albarn, Del tha Funkee Homosapien e Dan the Automator, avevano precedentemente lavorato al brano, Time Keeps on Slippin, per l'omonimo album di debutto dei Deltron 3030. Il brano può essere considerato come l'inizio dello stile musicale che influenzerà l'album di debutto del gruppo.[11]

Nel 2000 pubblicarono l'Extended play, Tomorrow Comes Today, accolto molto bene nel Regno Unito dalla scena musicale underground, generando molta pubblicità virale, anche grazie all'aura di mistero che aleggiava sul creatore della band, e su cosa ci si sarebbe potuto aspettare di Gorillaz nei mesi successivi. Venne anche fatta circolare una fittizia biografia promozionale circa gli eventi della band. Il loro sito ufficiale mostra una rappresentazione virtuale dei Kong Studios, lo studio di registrazione e casa dei Gorillaz. I visitatori possono visualizzare la camera di ciascun membro della band, la sala di registrazione e persino i corridoi e i bagni. Ogni stanza ha delle sorprese bonus e dei giochi: ad esempio, la sala d'entrata ha un jukebox, la caffetteria contiene su di un muro, un lavagna per messaggi, ed il camper di Murdoc nasconde una bambola voodoo di 2D. Ogni membro ha anche il suo computer contenente immagini, brani usati in varie canzoni dei Gorillaz, i loro siti preferiti e le loro caselle e-mail. A causa della natura del sito, è stato creato un fansite ufficiale, fans.gorillaz.com per contenere le informazioni standard sulla band, comprese le news, una discografia e le schede di ogni membro.

Gorillaz (2001–2002)[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 marzo 2001 uscì l'album di debutto Gorillaz, anticipato pochi giorni prima dal singolo di notevole successo internazionale, Clint Eastwood, portando i Gorillaz sotto i riflettori del panorama mondiale musicale. Dall'album furono estratti anche, 19-2000, Rock the House e Tomorrow Comes Today. Ad ogni singolo è associato un video che fa uso massiccio di humor e ironia, velato da storyline immaginarie. Un remix di 19-2000 divenne popolare dopo essere stato utilizzato per gli spot pubblicitari del videogioco FIFA 2002. Nel frattempo uscì un falso documentario di mezz'ora intitolato Charts of Darkness, in cui viene mostrato il reporter Krishnan Guru-Murthy del britannico Channel 4, che tenta di seguire per un'intervista Albarn e Hewlett, dopo essere usciti da un manicomio. Nello special è presente anche un'intervista a Rachel Stevens, il cui tema principale ruotava attorno al successo dei S Club 7 e ad alcune altre voci di talento di altre band.

La fine dell'anno 2001, vede l'uscita del brano 911, una collaborazione tra i Gorillaz e il gruppo rap D12 e Terry Hall sull'attacco alle torri gemelle dell'11 settembre 2001.[12] Nel dicembre 2001 uscì per il mercato giapponese la raccolta G Sides, contenente b-side provenienti dall'EP, Tomorrow Comes Today e dai primi tre singoli.[13]

Nel 2002 i Gorillaz si esibirono ai BRIT Awards del 2002, apparendo in un'animazione 3D lungo 4 larghi schermi, ed un accompagnamento rap di Phi Life Cypher. Per l'evento, la band ricevette sei nomination[14]: per il miglior gruppo inglese, il miglior album inglese, e il miglior nuovo nome inglese.[15] Fu pubblicato nel giugno 2002, Laika Come Home, un remix-album di dub, contenente tracce degli stessi Gorillaz, e rielaborate dagli Spacemonkeyz. Il singolo che ne seguì, Lil' Dub Chefin', contiene un brano originale degli Spacemonkeyz intitolato, Spacemonkeyz Theme.

Nel novembre 2002 uscì il DVD, Phase One: Celebrity Take Down, contenente i quattro videoclip dei singoli estratti dall'album di debutto, il video abbandonato per 5/4, il documentario Charts of Darkness, le cinque Gorillaz Bitez,[16] un tour del sito online con il server MEL 9000 e altro materiale. Il menù del DVD era progettato con un design simile al design del sito e mostrava i Kong Studios abbandonati.[17] Durante il periodo di lancio del DVD, il sito fu chiuso quasi completamente. Il Kong Studios non era più accessibile, ma, al suo posto, i visitatori potevano accedere a una stazione di polizia dove il message board e la chat erano ancora accessibili. Da qui, un piccolo robot di nome G.R.3.G. poteva essere usato per esplorare i Kong Studios abbandonati in un ambiente in 3D Shockwave, il quale permetteva solo l'accesso ad alcuni giochi.

Nello stesso periodo alcune voci facevano presagire la produzione di un film dei Gorillaz, ma nel corso di un'intervista la EMI ha rivelato che i piani per il film erano stati accantonati. In un'intervista, Haruka Kuroda[18] ha dichiarato che Jamie Hewlett aveva rifiutato diversi copioni prima ancora di iniziare a lavorare al film.[19] Hewlett ha in seguito spiegato perché il film è stato abbandonato: «Abbiamo perso tutto l'interesse nel progetto. Quando abbiamo iniziato ad incontrare gli studios e a parlare con i produttori esecutivi di Hollywood, semplicemente non eravamo sulla stessa lunghezza d'onda. Ci siamo detti, lasciamo perdere, metteremo da parte l'idea fino a quando non potremo svilupparla da soli, e forse magari guadagnarci qualcosa da soli.»[20]

Demon Days (2004–2008)[modifica | modifica wikitesto]

L'8 dicembre 2004, il sito della band riapre con un esclusivo video intitolato, Rock It,[21] in cui viene annunciato un nuovo album, prodotto dai Danger Mouse. Il 15 dicembre 2004 venne lanciato un concorso per fan talentuosi chiamato, Search for a Star, che dava una possibilità ai fan di inviare un video, una traccia audio di un minuto oppure un'immagine. Il premio avrebbe incluso una collaborazione con la band nella creazione del video El mañana, futuro quarto singolo estratto dall'album, e la creazione di una loro propria stanza nel nuovamente ricostruito sito dei Kong Studios. Un secondo libro promozionale fu pubblicato con i dettagli del fallimento della produzione del film ad Hollywood e la pausa per la rinascita dei Gorillaz. Un progetto di viral marketing fu avviato con il nome di «Reject False Icons» con l'intento dichiarato di criticare le moderne figure pop.

L'album, intitolato Demon Days, venne pubblicato il 20 maggio 2005 e debuttò in prima posizione della UK Albums Chart.[22] Il primo singolo estratto fu, Feel Good Inc, il quale raggiunse la seconda posizione nella UK Singles Chart, il singolo di maggior successo di classifica del gruppo. Inoltre ricevette una nomination ai Grammy Awards 2006 nella categoria Song of the Year e fu incluso nel videogioco SingStar.

Il secondo singolo estratto fu Dare, uscito il 29 agosto 2005 nel Regno Unito. Debuttò al primo posto della UK Singles Chart e raggiunse la Top 10 in molti paesi. Poco tempo dopo, i Gorillaz contribuirono al brano Hong Kong, realizzato per la compilation a scopo di beneficenza, Help!: A Day in the Life, pubblicata il 10 settembre 2005.

Il 21 novembre del 2005, uscì il terzo singolo Dirty Harry posizionandosi al 6º posto della UK Singles Chart, seguito dal quarto ed ultimo singolo, El mañana/Kids with Guns, pubblicato il 10 aprile 2006.[23] Verso la fine del 2005 Demon Days vendette, in tutto il mondo, 6 milioni di copie,[24] diventando 5 volte disco di platino nel Regno Unito,[3] doppio platino negli Stati Uniti,[4] triplo platino in Australia[25] Il 26 ottobre 2006 vene pubblicata nel Regno Unito un'autobiografia del gruppo, intitolata, Rise of the Ogre.[26] Nello stesso anno, inoltre, è stato realizzato un film documentario sul gruppo, intitolato Bananaz.

Dopo la pubblicazione dell'album, i Gorillaz si sarebbero dovuti impegnare in un tour olografico mondiale tra il 2007 e il 2008.[27] I membri animati della band si sarebbero mostrati come ologrammi usando la tecnologia del Musion Eyeliner, in grado di fornire al gruppo nel corso degli show, un aspetto realistico. Gli ologrammi vennero utilizzati per la prima volta agli MTV Europe Music Awards del 2005, esattamente il 3 novembre,[28] e nuovamente ai Grammy Awards del 2006 l'8 febbraio, con l'aggiunta virtuale di Madonna: la band suonava una versione pre-registrata di Feel Good Inc.[29] In ogni caso, il tour del 2007-2008 fu annullato per problemi di budget. Jamie Hewlett ha affermato che « [...] era veramente costoso, estremamente difficile. Molte cose potevano andare nel verso sbagliato, anche in ogni secondo in cui si stava suonando.».[30]

Nel 2005 la Kidrobot realizzò un set di statuine dei Gorillaz, in coincidenza con la pubblicazione dell'album, Demon Days. Furono realizzate due versioni del set, conosciute come edizioni Nera e Rossa, più un'edizione limitata di Noodle dal video Dare. Nel 2006 vennero realizzati tre nuovi set di statuine in vinile dei Gorillaz. Il Set Basic fu messo in vendita il 16 ottobre 2006, mentre l'edizione Bianca in due toni, fu messa il vendita dal 2 novembre 2006.[31] Un gioco per cellulare chiamato, Gorillaz Entertainment System (GES) fu pubblicato dalla Gorillaz Partnership sotto licenza RealNetworks nella primavera del 2006 in Europa, e nell'estate 2006 negli Stati Uniti. Il gioco fu sviluppato dalla Gorillaz Partnership in associazione con la Zombie Flash Eaters e dalla Mr. Goodliving Ltd.[32] Il Gorillaz Entertainment System (GES) era composto da 4 giochi, ognuno dei quali basato su un personaggio, con una propria modalità di gioco e stile. I giochi combinavano i classici giochi in stile arcade e le illustrazioni moderne dei Gorillaz.[33]

Nel 21 settembre 2006 venne distrutta, per ragioni sconosciute, l'entrata principale dei Kong Studios. Una clip per la promozione di Slowboat to Hades apparve, potendo essere vista su uno schermo TV. Il DVD, Phase Two: Slowboat to Hades[34] fu pubblicato il 30 ottobre 2006 nel Regno Unito, ed il giorno successivo negli Stati Uniti. La biografia ufficiale illustrata dei Gorillaz, intitolata, Rise of the Ogre, fu pubblicata il 31 ottobre 2006 nel Regno Unito, e il 2 novembre negli Stati Uniti. D-sides, una compilation di B-side e remix, fu pubblicata il 19 novembre 2007 nel Regno Unito e il 20 novembre 2007 negli Stati Uniti.[35][36] Il 24 ottobre 2007, il fansite ufficiale dei Gorillaz annunciò la produzione di un film documentario sui Gorillaz, intitolato Bananaz. Il film, diretto da Ceri Levy, documenta i precedenti 7 anni della band.[37]

Ma con il tempo si persero le speranze, tanto che queste tornarono a rivivere nel 2008, quando Hewlett dichiarò che avrebbero prodotto il film indipendentemente. Il produttore e co-presidente della Weinstein Company americano, Harvey Weinstein, dichiarò di aver avviato una collaborazione con Albarn e Hewlett[38] In un'intervista del settembre 2006 sul magazine Uncut, vennero riportate le parole di Albarn: «I Gorillaz sono stati un fantastico viaggio che non è ancora finito, perché stiamo producendo un film. Abbiamo coinvolto Terry Gilliam. Ma prima che diventi una grande band e faccia uscire altra musica pop, sarà finita. Non lo faremo più.»[39] In un'intervista con il fansite non ufficiale dei Gorillaz, Jamie Hewlett e Cass Browne hanno rivelato che nel film i membri della band, in veste di altri personaggi, avrebbero presentato una nuova storia, all'interno di un'interpretazione di loro stessi. Hewlett ha anche affermato che la colonna sonora del film sarebbe stata il nuovo album dei Gorillaz. «La colonna sonora sarà il terzo album. Damon creerà la colonna sonora del film, nonché il terzo album dei Gorillaz.»[40] Approssimativamente, nell'Aprile 2007, Cass Brown stava terminando la stesura del copione, così Albarn auspicò che la produzione del film iniziasse nel settembre 2007.[41][42] Non ci fu nessuna ulteriore notizia prima del febbraio 2008 quando, in un'intervista con il fansite non ufficiale dei Gorillaz, Hewlett disse «Alla fine non pensiamo di sentirci nella posizione di fare il tipo di film che vogliamo con i Gorillaz al momento. [...] Ma mi piacerebbe comunque fare un film completo e ben animato con i Gorillaz un giorno.»[43]

Plastic Beach e The Fall (2008–2011)[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 settembre 2008 Albarn e Hewlett annunciarono, nel corso di un'intervista con la CBC News, la realizzazione di un nuovo album dei Gorillaz. Hewlett precisò che dal loro lavoro su Monkey: «abbiamo praticamente imparato di più su quello che dobbiamo fare, musicalmente e artisticamente.» Il terzo album è uscito il 5 marzo 2010 con il titolo di Plastic Beach, anticipato dal singolo Stylo.

Il 15 dicembre 2010, Albarn conferma, durante un'intervista su Triple J, di aver già concluso i lavori sul quarto album, intitolato, The Fall. Cinque giorni più tardi è stato annunciato che il giorno di Natale del 2010 sarebbe stato possibile preordinare la versione digitale dell'album dall'iTunes Store. Da The Fall è stato estratto il doppio singolo, Revolving Doors/Amarillo, pubblicato l'11 marzo 2011.[44]

L'album è molto particolare in quanto è stato interamente registrato con un iPad, quello di Damon Albarn, per poi essere successivamente mixato da Stephen Sedgwick. La registrazione dell'album è iniziata in realtà come passatempo, infatti il gruppo era in viaggio per il concerto, Escape to Plastic Beach Tour; per cui, The Fall, è nato attraverso una serie di esperimenti con lapp del tablet.

Pausa indefinita e altri progetti (2012–presente)[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di aprile 2012, Albarn ha dichiarato al The Guardian che i rapporti tra lui e Hewlett erano divenuti difficili e che i progetti futuri dei Gorillaz sarebbero diventati "improbabili". La tensione tra i due era nata durante le sessioni di registrazione di Plastic Beach, in quanto Albarn aveva percepito che «ci sentivamo rispettivamente in "modalità contraddizione"» e che le animazioni non corrispondevano perfettamente alla musica.[45] Tuttavia, nel corso di un'intervista al quotidiano, The Independent, Hewlett ha affermato la volontà di creare per conto proprio: «Damon ha molti progetti, fa sempre dieci cose alla volta, quindi è giusto separarci per un po' e provare cose diverse»; inoltre, il fumettista ha aggiunto che mentre il concetto di Gorillaz ha «fatto il suo corso per ora, ma ciò non vuol dire che è stato impacchettato per bene», una futura collaborazione con Albarn sarebbe qualcosa di «completamente diverso». Hewlett ha anche rivelato che gli piacerebbe rivisitare alcuni dei progetti incompiuti su cui lui e Albarn avevano lavorato durante i periodi tra le varie pubblicazioni.[46]

Il 24 giugno 2013, Jamie Hewlett ha dichiarato che sia lui che Albarn hanno in programma di registrare un seguito di The Fall, ma ha anche aggiunto che è in fase di lavorazione un nuovo album dei Blur, e fino a quando non sarà ultimato, il progetto Gorillaz rimarrà ancora in sospeso.[47]

Il 31 gennaio 2015 Jamie Hewlett ha annunciato il ritorno dei Gorillaz, pubblicando attraverso il social network Instagram nuovi disegni di Murdoc Nicalls e di Noodle.[48]

Il 15 luglio 2015, Albarn, nel corso di un'intervista al programma televisivo australiano ABC 7.30, afferma di rientrare in studio a settembre per registrare un nuovo album dei Gorillaz.[49]

Stile musicale[modifica | modifica wikitesto]

La musicalità dei Gorillaz è per lo più tendente all'alternative rock, ma sono presenti molte influenze che includono britpop, dub, trip hop, hip-hop e musica pop.[50][51]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Membri reali
Membri virtuali
  • 2D – voce, tastiera (1998–presente)
  • Murdoc Nicalls – basso, drum machine (1998–presente)
  • Russel Hobbs – batteria, percussioni (1998–2008, 2010–presente)
  • Noodle – chitarra, voce (1998–2006, 2010–presente)
  • Cyborg Noodle – chitarra (2010–2011)
Turnisti
Ex-turnisti
  • Simon Katz – chitarra ritmica e solista (2001–2002)
  • Junior Dan – basso (2001–2002)
  • William Lyonell – chitarra ritmica e solista (2001–2005)
  • Roberto Occhipinti – basso (2002)
  • Simon Jones – chitarra (2005–2006)
  • Morgan Nicholls – basso (2005–2010)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Gorillaz.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) James Cooper, Gorillaz: D-Sides, InTheNews.co.uk, 19 novembre 2007. URL consultato l'11 febbraio 2009.
  2. ^ Mercury Music Prize: The nominees, BBC News Online, 25 luglio 2001. URL consultato il 7 settembre 2007.
  3. ^ a b Platinum Awards Content - Demon Days, British Phonographic Industry, 24 febbraio 2006. URL consultato il 7 dicembre 2008.
  4. ^ a b Gorillaz RIAA certifications, Recording Industry Association of America. URL consultato il 7 dicembre 2008.
  5. ^ EMI Music earns 54 Grammy nominations, EMI, 8 dicembre 2005. URL consultato il 1º giugno 2007.
  6. ^ EMI Music Publishing Wins Big At The Grammys!, EMI, 14 febbraio 2006. URL consultato il 1º giugno 2007.
  7. ^ Marchetto, Sean, Living In A Virtual World, Fast Forward Weekly, 25 gennaio 2007. URL consultato il 25 ottobre 2008.
  8. ^ Chris Heath, The 21 People Who Changed Music: Damon Albarn, in Q, novembre 2007, p. 87.
  9. ^ (EN) Keeping It (Un)real, Wired. URL consultato il 5 ottobre 2008.
  10. ^ (EN) Gorillaz: Who Can It Be Now?, VH1.com, 9 giugno 2005. URL consultato il 10 ottobre 2007.
  11. ^ (EN) Deltron 3030, su AllMusic, All Media Network.
  12. ^ Cass Brown, Rise of the Ogre, Penguin, 2 novembre 2006, p. 99, ISBN 1-59448-931-9.
  13. ^ Seguita nel 2002 dalla pubblicazione internazionale.
  14. ^ Brit Awards 2002: The nominations, BBC News, 14 gennaio 2002. URL consultato l'11 febbraio 2009.
  15. ^ Gorillaz come out of the mist, Canadian Online Explorer, 23 febbraio 2002. URL consultato l'11 febbraio 2009.
  16. ^ Dei corti animati ispirati ai personaggi della band.
  17. ^ Mitchum, Rob, Phase One: Celebrity Take Down DVD, Pitchfork Media, 5 febbraio 2003. URL consultato l'11 febbraio 2009.
  18. ^ La voce di Noodle.
  19. ^ Gorillaz-Unofficial meets Haruka Kuroda, Gorillaz-Unofficial, 18 aprile 2005. URL consultato l'8 gennaio 2007.
  20. ^ Michael Joseph, Gorillaz in the Midst, in The Big Issue in Scotland, nº 604, 2 novembre 2006, p. 13.
  21. ^ Cass Brown, Gorillaz, Rise of the Ogre, United States, Penguin, 2 novembre 2006, p. 204, ISBN 1-59448-931-9.
  22. ^ Gorillaz - Demon Days - Music Charts, αCharts.us. URL consultato il 9 ottobre 2007.
  23. ^ (EN) El Mañana/Kids With Guns, fans.gorillaz.com. URL consultato il 7 marzo 2007.
  24. ^ (EN) Artist Profile - Gorillaz, EMI. URL consultato il 7 dicembre 2008.
  25. ^ (EN) ARIA Charts - Accreditations - 2006 Albums, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 3 aprile 2007.
  26. ^ Autobiografia Gorillaz - Notizie online MTV
  27. ^ Simpson, Dave, Gorillaz to tour - in 3D, The Guardian, 8 settembre 2008. URL consultato l'11 ottobre 2008.
  28. ^ Gorillaz at the MTV Awards 2005, Dimensional Studios, 2006. URL consultato il 9 settembre 2007.
  29. ^ Gorillaz & Madonna - Grammy Awards 2006, Dimensional Studios, 2006. URL consultato il 5 novembre 2006.
  30. ^ Jamie Hewlett: The Fan Interview, Gorillaz-Unofficial, 2006. URL consultato il 7 gennaio 2007.
  31. ^ Gorillaz Phase Two - Slowboat to Hades DVD Released October 31, Virgin Records, 9 ottobre 2006. URL consultato il 7 dicembre 2008.
  32. ^ Gorillaz Entertainment System phone game - world first review, Gorillaz-Unofficial, 30 marzo 2006. URL consultato il 12 febbraio 2007.
  33. ^ Real Gorillaz Games, fans.gorillaz.com, 17 febbraio 2006. URL consultato il 12 febbraio 2007.
  34. ^ Trad. Ing. "Fase Due: Traghetto per gli Inferi"
  35. ^ D-Sides Confirmed, fans.gorillaz.com, 18 settembre 2007. URL consultato il 19 settembre 2007.
  36. ^ D-Sides Deluxe Preview, fans.gorillaz.com, 20 ottobre 2007. URL consultato il 3 novembre 2007.
  37. ^ Gorillaz Go Bananaz, fans.gorillaz.com, 24 ottobre 2007. URL consultato il 3 novembre 2007.
  38. ^ Sciretta, Peter, Gorillaz: The Movie, Slashfilm, 2 giugno 2006. URL consultato il 1º ottobre 2006.
  39. ^ Nigel Williamson, West London Calling, in Uncut, novembre 2006, p. 88.
  40. ^ Making a Gorillaz movie, Gorillaz-Unofficial, 2006. URL consultato il 1º ottobre 2006.
  41. ^ Gorillaz movie update / reports in the media / Jamie video, Gorillaz-Unofficial, 20 aprile 2007. URL consultato il 22 aprile 2007.
  42. ^ Damon Albarn: 'no more Gorillaz albums', NME, 20 aprile 2007. URL consultato il 22 aprile 2007.
  43. ^ Jamie Hewlett: The Gorillaz-Unofficial 2008 Interview, Gorillaz-Unofficial, febbraio 2008. URL consultato il 5 ottobre 2008.
  44. ^ Revolving Doors / Amarillo - Single, iTunes.com. URL consultato il 24 agosto 2013.
  45. ^ (EN) John Harris, Damon Albarn: Gorillaz, heroin and the last days of Blur, Guardian.co.uk, 7 aprile 2012. URL consultato il 24 agosto 2013.
  46. ^ (EN) Genevieve Roberts, Jamie Hewlett: 'My brain is like a dried-out sponge, but I'm having ideas', Independent.co.uk, 15 aprile 2012. URL consultato il 24 agosto 2013.
  47. ^ (EN) Blur and Gorillaz will both make new albums, says Albarn collaborator, TheGuardian.com, 24 giugno 2013. URL consultato il 24 agosto 2013.
  48. ^ (EN) Dean Van Nguyen, Gorillaz creator Jamie Hewllet: 'Yes Gorillaz Returns', New Musical Express, 31 gennaio 2015. URL consultato il 4 febbraio 2015.
  49. ^ Damon Albarn: da settembre in studio per il nuovo album dei Gorillaz, su comingsoon.it, 16 luglio 2015. URL consultato il 20 luglio 2015.
  50. ^ Mar, Alex, Demon Days : Gorillaz : Review : Rolling Stone, Rolling Stone, 2 giugno 2005. URL consultato il 10 ottobre 2007.
  51. ^ Steininger, Alex, In Music We Trust - Gorillaz: Gorillaz, In Music We Trust, novembre 2001. URL consultato il 10 ottobre 2007.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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