Fritz Haber

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Fritz Haber (Breslavia, 9 dicembre 1868Basilea, 29 gennaio 1934) è stato un chimico tedesco.

Il diploma del Premio Nobel conservato al museo dell'Università di Breslavia

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1886 e il 1891 studiò all'Università di Heidelberg sotto la direzione di Robert Bunsen. In seguito fu attivo all'Università di Berlino nel gruppo di August Wilhelm von Hofmann e infine all'Ecole technique di Charlottenburg con Carl Liebermann. Prima di cominciare la sua carriera accademica, lavorò nell'impresa chimica del padre e al Politecnico federale di Zurigo con Georg Lunge.

Si trasferì a Karlsruhe e nel periodo fra il 1894 e il 1911 sviluppò assieme a Carl Bosch il processo di sintesi dell'ammoniaca ad alta temperatura e pressione, a partire da idrogeno e azoto con ferro come catalizzatore (in seguito noto come processo Haber-Bosch), che gli fece vincere il premio Nobel per la chimica nel 1918 con la motivazione "per la sintesi dell'ammoniaca dai suoi elementi".

Durante la prima guerra mondiale convinse lo Stato Maggiore ad impiegare gas tossici.[1] Sotto la sua direzione fu creata nel 1915 la prima unità di Gastruppe, nel seno dei Reggimenti Pionieri Nr. 35 e Nr. 36; nell'unità militavano tra gli altri James Franck, Otto Hahn, Gustav Hertz, Wilhelm Westphal, Erwin Madelung e Hans Wilhelm Geiger.[2]

I tedeschi impiegarono i gas per la prima volta contro i russi nel 1915,[3] ma non ottennero un effetto decisivo. Per questi meriti gli fu attribuito il grado di capitano dell'esercito, e da allora la costante di Haber indica la dose minima di gas fatale per l'uomo. Si occupò anche delle reazioni di combustione, della separazione dell'oro dall'acqua di mare e di elettrochimica.

Nel periodo fra le due guerre mondiali Haber si interessò di insetticidi e mise a punto il procedimento per la sintesi dell'acido cianidrico, denominato commercialmente Zyklon B, che era destinato in origine alla disinfestazione di pidocchi ed altri parassiti e che fu poi utilizzato per uccidere i prigionieri dei campi di sterminio nazisti. La maggior parte del suo lavoro ebbe luogo fra il 1911 e 1933 presso l'Istituto di Fisica e Elettrochimica della Società Kaiser Wilhelm di Berlino, ma, poiché di famiglia ebrea, fu costretto alle dimissioni quando i nazisti promulgarono le prime leggi razziali nell'ambito della politica razziale e antisemita.

Max Planck tentò inutilmente di salvare la carriera di Haber in un incontro diretto che riuscì ad ottenere con lo stesso Hitler. In tale incontro Planck rammentò al Führer i grandi meriti che le scoperte di Haber avevano procurato all'apparato militare tedesco durante la Prima guerra mondiale, ma Hitler si adirò e Planck fu costretto a tacere. Fu in tale occasione che Hitler pronunciò la famosa frase: "Se la scienza non può fare a meno degli ebrei, noi in pochi anni faremo a meno della scienza"[4].

Fritz Haber dovette emigrare in Gran Bretagna dove trovò un incarico presso la Università di Cambridge. Nel 1934 decise di trasferirsi in Palestina nella cittadina di Rehovot (ora Israele), ma morì durante il viaggio per un attacco cardiaco in un albergo di Basilea. Nel 1953, l'Istituto di Fisica ed Elettrochimica ricevette il nome di "Istituto Fritz Haber", divenuto poi parte della Società Max Planck.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Heinrich Beck, interpretato da Bruno Ganz nella miniserie Padri e figli, è vagamente ispirato alle vicende di Fritz Haber.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Richter, Donald C. Chemical Soldiers: British Gas Warfare in World War I. University Press of Kansas: 1992. p. 6.
  2. ^ Margit Szöllösi-Janze: Fritz Haber 1868–1934: Eine Biographie. 1998, S. 328.
  3. ^ (EN) Fritz Haber’s Experiments in Life and Death, smithsonianmag.com, 6 giugno 2012. URL consultato il 28 agosto 2016.
  4. ^ Jeremy Bernstein, Einstein, il Mulino Universale Paperbacks, 1983, pp.189-190

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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