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Führer

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Il Führer nel 1933

Führer (IPA: /ˈfyːʀəɐ/; dal tedesco: capo o guida), fu un titolo che Adolf Hitler assegnò a se stesso per legge nel 1934, a seguito della morte del presidente del Reich Paul von Hindenburg.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nuova posizione, per esteso Führer und Reichskanzler (Führer e cancelliere del Reich), rese formalmente Hitler capo di Stato e di governo della Germania (vedi anche: Führerprinzip).

Hitler sviluppò un culto della personalità attorno al suo ruolo di capo e generalmente veniva chiamato semplicemente Der Führer. Uno degli slogan politici più frequentemente ripetuti da Hitler era «Ein Volk, ein Reich, ein Führer» ("Un popolo, un Impero, una Guida").

Nei primi decenni del primo dopoguerra il termine Führer, non ancora connotato politicamente, era radicato come Kaiser per indicare il capo di Stato precedente. Führer indicava Adolf Hitler e il Kaiser – più remoto – Guglielmo II. Oggi non è più utilizzato per indicare un capo qualsiasi; al suo posto Anführer, normalmente usato come traduzione letterale di "capo" o "leader", mentre Führer viene usato solo nelle parole composte, ad esempio Lokführer o Zugführer ("conducente di treno"), Bergführer ("guida alpina"), Führerschein ("patente di guida"), Reiseführer ("guida turistica"), eccetera.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Führer, in Brewer's Dictionary of Phrase and Fable, Londra, Chambers Harrap, 2009.

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