Costa dei Trabocchi

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« ...Quella catena di promontori e di golfi lunati dava l'immagine d'un proseguimento di offerte, poiché ciascun seno recava un tesoro cereale. Le ginestre spandevano per tutta la costa un manto aureo. Da ogni cespo saliva una nube densa di effluvio, come da un turibolo. L'aria respirata deliziava come un sorso d'elisir. »
(Gabriele d'Annunzio da Il trionfo della morte)
La costa dei Trabocchi vista dall'abbazia di San Giovanni in Venere (Fossacesia)

La costa dei Trabocchi corrisponde al tratto di litorale Adriatico della provincia di Chieti (Abruzzo) segnato dalla presenza diffusa del trabocco, macchina da pesca su palafitta. È un tratto di costa famoso in tutta Italia per la sua bellezza naturalistica e per la sua eterogeneità: ognuno dei paesi della Costa mantiene infatti le proprie caratteristiche e tradizioni.

Si estende lungo la via della Strada statale 16 Adriatica, e si snoda dal territorio di Francavilla al Mare fino a San Salvo, passando per Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Ortona

La costa non si presenta omogenea nei vari tratti che la compongono, ma, al contrario, muta notevolmente d'aspetto. Vi sono tratti di spiaggia bassa e sabbiosa (come a Francavilla, Ortona, nell'ultimo chilometro a sud della costa di Torino di Sangro in corrispondenza del lido Le Morge, Casalbordino, Vasto e San Salvo) e tratti a ciottolame (a Fossacesia, nella maggior parte della costa di Torino di Sangro, parte di Vasto), oltre a tratti alti e rocciosi (a San Vito Chietino, Rocca San Giovanni e Vasto). La fascia costiera si fa strada tra vallate e colli che, terminando sul mare, danno vita a paesaggi e ambienti naturali di vario genere. Dal punto di vista urbanistico, l'impianto urbano di questo tratto di litorale non condivide i caratteri di continuità e linearità proprio della cosiddetta città adriatica che si sviluppa in maniera più o meno continua da Ortona fino a Rimini anche se fenomeni di "francavillizzazione" in corso non mancano.

Torino di Sangro[modifica | modifica wikitesto]

Le coste di Torino di Sangro (in provincia di Chieti) sono comprese in 6 km circa tra gli ultimi tratti dei fiumi Sangro a nord, e Osento a sud, che segnano i confini rispettivamente con Fossacesia e Casalbordino.

Nei pressi vi è la Lecceta di Torino di Sangro

Il lungomare Costa Verde al tramonto

L'ultimo tratto del fiume comprendono varie specie vegetali:

Alcuni esemplari testimoniano elementi di derivazione balcanica, testimoniando così delle correlazioni con la flora balcanica.

Una trabocco nella località balneare di Punta Aderci, vicino a Vasto

La fauna è presente con:

La spiaggia sabbiosa di Le Morge è protetta da un sistema di frangiflutti posti a breve distanza dalla riva al fine di contrastare l'erosione e le mareggiate che, come hanno riportato giornali locali, hanno in passato distrutto il ponte della statale adriatica.

È per questo motivo che alla spiaggia del lungomare Costa Verde, anticamente in sabbia, è stata posta della ghiaia, appunto per frenare l'inesorabile ed irrefrenabile avanzata del mare.

Entrambe sono molto frequentate da turisti in estate, soprattutto Le Morge, che attira, anche grazie alle sue numerose strutture balneari, migliaia di bagnanti ogni estate.

Poco più a nord di Le Morge, sulla punta omonima è presente l'unico trabocco di Torino di Sangro, di recente costruzione, attualmente utilizzato solo per la pesca, costruito sullo Scoglione (fino agli anni sessanta ve n'era un altro sul medesimo punto, poi demolito).

Nei pressi vi sono camping e boschi secolari.[1]

Di fronte alla costa sull'Adriatico si possono osservare due stazioni per l'estrazione di metano in pieno mare aperto.

Vasto[modifica | modifica wikitesto]

Il tratto di costa appartenente al comune di Vasto è lungo circa 20 km compreso tra i comuni di Casalbordino e San Salvo.

Il litorale si presenta molto eterogeneo, con tratti sabbiosi (Vasto Marina, Libertini e la spiaggia di Punta Penna), con ciottolame (Mottagrossa, Punta Aderci, San Nicola e La Canale) e a tratti rocciosi.

Il Golfo di Vasto è il tratto più a sud ed è quello più frequentato dai turisti, con molti stabilimenti.

Il tratto più a nord, invece, è la riserva naturale di Punta Aderci (più volte risultata tra le spiagge più belle d'Italia [2]), dove il turismo è più di tipo naturalistico, con il tratto finale di Mottagrossa riservato al nudismo.

Nel 2014 sette capodogli si spiaggiarono sulla spiaggia di Punta Penna. Molti sono stati i volontari che cercarono di salvare gli animali, riuscendone a riportare al largo quattro su sette.[3]

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Un trabocco fossacesiano
Uno dei tanti trabocchi di San Vito Chietino
Il trabocco Pesce Palombo di San Vito
Due trabocchi nella località marittima di Ortona, nella zona della costa dei Trabocchi

I Comuni che la compongono fanno parte della provincia di Chieti e sono i seguenti:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La regione ha un forte indotto economico grazie al turismo, molto presente grazie all'eccezionale paesaggio della costa che è rimasto nell'immaginario collettivo di molti stranieri come uno dei simboli dell'Italia.

Luoghi di interesse turistico[modifica | modifica wikitesto]

Spiagge[modifica | modifica wikitesto]

I trabocchi[modifica | modifica wikitesto]

Trabocco Turchino (San Vito)

Molti trabocchi della costa sono stati trasformati in ristoranti.

  • Trabocco Fosso Canale (San Vito)
  • Trabocco Punta Tufano (San Vito)
  • Trabocco San Gregorio (San Vito)
  • Trabocco Turchino (San Vito)
  • Trabocco Valle Grotte (Rocca San Giovanni)
  • Trabocco Sasso della Cajana (Rocca San Giovanni)
  • Trabocco Punta Isolata (Rocca San Giovanni)
  • Trabocco Punta Cavalluccio (Fossacesia)
  • Trabocco Pesce Palombo (Fossacesia)
  • Trabocco Punta Punciosa (Fossacesia)
  • Trabocco Punta Rocciosa (Rocca San Giovanni)
  • Trabocco Le Morge (Torino di Sangro)
  • Trabocco di Casalbordino
  • Trabocco di Punta Penna (Vasto)
  • Trabocco di Vasto Marina
  • Trabocco Zi' Nicola di San Salvo

Pista ciclabile[modifica | modifica wikitesto]

Lungo la costa dei Trabocchi è prevista la realizzazione della ciclovia Adriatica (la ciclabile di 1000 km che correrà lungo tutta la costa adriatica dalla foce del Po alla Puglia) nell'area dismessa della ferrovia Adriatica (49 km).

Al momento è presente una pista ciclabile solo per il tratto finale della Costa, quello tra Vasto e San Salvo

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi d'interesse artistico[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di San Giovanni in Venere di Fossacesia[modifica | modifica wikitesto]

San Giovanni in Venere
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di San Giovanni in Venere.

La chiesa risale al VII secolo, costruita sopra un tempio di Venere, che si affacciava sul promontorio estremo verso la costa. Successivamente è stata ampliata nel XII secolo, e distrutta dalle invasioni Turche nel XVI secolo.

Dopo un accurato restauro, la chiesa è uno dei monumenti più importanti della zona, in quanto perfettamente conservata, assieme al giardino dei frati, e al chiostro romanico.

Abbazia di Santo Stefano in Rivomare di Casalbordino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di Santo Stefano in Rivomaris.

Si trova nella località omonima, vicino alla costa. Fu costruita nel VI secolo, e restaurata nel XII. A causa della distruzione turca nel XVI secolo, la chiesa è rimasta abbandonata, e oggi sopravvivono due pezzi di mura e la parte dell'abside.

Basilica della Madonna dei Miracoli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario della Madonna dei Miracoli (Casalbordino).

Si trova nella località Miracoli di Casalbordino. Fu costruito nel XVII secolo in seguito ad un'apparizione mariana ad un contadino. Dopo che nel campo fuori Casalbordino, secondo la leggenda, si era abbattuta una grandinata, il contadino corse per constatare i danni, vedendo però la Madonna che ordinò la costruzione di una cappella. In seguito alla fabbricazione di un'icona della Madonna, anche altri contadini malandati per la peste guarirono, e fu costruito il santuariovero e proprio. Negli anni '60 fu notevolmente ampliato per il consistente numero di pellegrini in arrivo,e la facciata fu cambiata in uno stile posticcio neoclassico, con l'aggiunta di una cupola sul transetto.

Anche Gabriele D'Annunzio ricorda il santuario nel Trionfo della morte (1894), descrivendo la pratica quasi profana e delirante della guarigione dei poveri ammalati e storpi, che si accalcano urlanti presso l'altare.

Cimitero militare Canadese di Ortona[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cimitero canadese (Ortona).

Si trova in località San Donato, costruito in memoria della Battaglia di Orsogna, che distrusse quasi l'intera città, nel tentativo alleato di conquistarla, e di respingere i nazisti invasori. Si compone di un giardino con un altare funebre centrale. Le tombe hanno tutte lapide uguale, con una foglia della bandiera canadese scolpita.

Resti della Basilica di San Marco di Ortona[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Basilica di San Marco (Ortona).

Si trovano presso la spiaggia di Punta dell'Acquabella in contrada San Donato. La basilica è risalente al IX secolo, fondata dai Longobardi. Dopo la distruzione turca del XVI secolo, è caduta in declino. Oggi rimane la pianta basilicale rettangolare, con le mura intatte. Resta anche il pavimento in pietra.

Castello Aragonese di Ortona[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello Aragonese (Ortona).

Sorse nel XII secolo come torre difensiva, lungo lo sperone roccioso che attraversa la costa. Nel XV secolo fu fortificato come castello vero e proprio da Jacopo Caldora, che prese il feudo dagli angioini. Il nuovo proprietario Alfonso d'Aragona lo prese nel 1452 e ampliò notevolmente la struttura, che fu gravemente danneggiata dalla guerra del '43. Il castello ha pianta a trapezio, con quattro torri circolari. Oggi sopravvivono quelle della facciata dell'entroterra, perché metà del castello è franata nel '46.

Cimitero militare britannico di Torino di Sangro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cimitero britannico (Torino di Sangro).

È il cimitero di guerra, costruito nel 1946, per ospitare le salme dei soldati inglesi e non, arruolati nella Battaglia del Sangro (dicembre 1943 - aprile 1944), combattuta nella piana del Sangro, fra Casoli, Gessopalena e Montenerodomo. Possiede un ampio giardino con tombe contrassegnate da un simbolo, tutte uguali nella forma lapidea.

Il Promontorio Dannunziano di San Vito[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Gabriele d'Annunzio
« ... una piccola casa rurale composta di due stanze al primo piano e di una stanzetta al piano terreno e di un portichetto; e, accanto, un grande orto d'aranci e d'altri alberi fruttiferi, e sotto il mare gli scogli, una vista interminabile di coste e monti marini, e sopra tutto, una immensa libertà, come un buen retiro di santi anacoreti... »
((Gabriele d'Annunzio, da una lettera a Barbara Leoni))
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: San Vito Chietino, Gabriele D'Annunzio e Il trionfo della morte.

La città marittima di San Vito Chietino è famosa perché nel tratto della Costa dei Trabocchi, nella località delle Portelle, a metà strada tra il centro e Fossacesia, vi è un eremo dove nell'800 vi fu costruita una casa da pescatori, che Gabriele d'Annunzio nel 1889 acquistò e ristrutturò per il suo soggiorno personale assieme all'amante Barbara Leoni.

La casa e l'eremo tutto è chiamata eremo dannunziano, o promontorio dannunziano, ed oggi è un museo privato. Dallo stile architettonico pare essere un tipico edificio della architettura rurale ottocentesca abruzzese. La parte dell'edificio utilizzata dal poeta non presenta elementi di degrado. La pianta è a base quadrata. La facciata sulla piazza è su due livelli con elementi in stile neomedievale lombardo. Al piano terra vi è un porticato che segue il piano superiore di cui la parte centrale della facciata è avanzata al resto dell'edificio. Ai lati vi sono due fornici. Il fronte è in arenaria.[4]
D'Annunzio vi ambientò anche una parte del suo romanzo Il trionfo della morte (1894), in cui il protagonista Giorgio Aurispa giunge nel piccolo borgo sanvitese assieme all'amante Ippolita.

Chiesa di San Matteo in Rocca San Giovanni

Reduce dalla delusione nel paese di Guardiagrele della scoperta della rovina finanziaria della propria nobile famiglia, Giorgio cerca riposo nel mare, e studia il Così parlò Zarathustra di Nietzsche, apprendendo la filosofia del superuomo. Giorgio tuttavia non riesce a fondere il suo pensiero naturalistico e quello superoministico dirompente, e ne fa esperienza dapprima assistendo a scene di superstizione popolare a San Vito, quando si teme che una bambina venga rapita di notte dalle streghe, e quando un ragazzino viene trovato affogato nel mare dalla madre; e poi recandosi in pellegrinaggio nel vicino paese di Casalbordino. Lì, nel Santuario della Madonna dei Miracoli, Giorgio Aurispa viene travolto dall'orrore della superstizione dei contadini locali, che si abbassano agli stati più miserevoli, riducendosi a larve, per ottenere il miracolo della Madonna. Oggi sul promontorio sono sorti ristoranti dedicati al poeta di Pescara, e anche un parco pubblico con belvedere, dov'è sepolta l'amante di d'Annunzio: Barbara Leoni.

Borgo medievale di Rocca San Giovanni[modifica | modifica wikitesto]

Considerato uno dei "Borghi più belli d'Italia", fu costruito nel XII secolo per vigilare sull'abbazia di San Giovanni in Venere. Di interesse vi sono la chiesa di San Matteo, perfettamente conservata nel romanico, e un tratto panoramico delle mura medievali, con una torretta circolare.

Il faro di Punta Penna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Faro di Punta Penna.

Presso il porto di Vasto si trova il Faro della Punta Penna. Alto 70 metri, è il secondo faro più alto del Paese. Fu costruito nel 1906, e distrutto nel 1944 durante la guerra. Ricostruito successivamente con aspetto simile all'originale, su progetto di Olindo Tarcione, è una costruzione in muratura a forma di torre slanciata, avente base in un palazzo di controllo, usato prima come sede del porto, successivamente trasferito. Presso il faro si trova la neogotica chiesetta di Santa Maria di Pennaluce, e più avanti il porto la cinquecentesca Torre di Punta Penna, costruita per volere di Carlo V contro le invasioni turche.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Documentazione[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 2011 e il 2012 la regista Anna Cavasinni ha girato un documentario della durata di 58 minuti su tutta la costa teatina relativa ai trabocchi.

Il documentario ha per titolo appunto "La Costa dei Trabocchi" e viene distribuito in DVD. In questi mesi viene proiettato nei centri più importanti del litorale abruzzese e la proiezione è seguita da dibattito con il pubblico e con le autorità. Il documentario fa parte di un progetto di documentazione e valorizzazione della memoria abruzzese che l'Associazione Culturale Territori-Link sta conducendo da lungo tempo.

Attualità[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2007 è in corso una dura mobilitazione della popolazione della costa e dell'entroterra abruzzese, finalizzata ad impedire la costruzione di impianti di estrazione e trasformazione del petrolio nel territorio.

Il sito dove dovrebbe sorgere la raffineria ENI

Il primo impianto che ha destato le preoccupazione degli abitanti è stato il cosiddetto centro olii, ovvero un grande impianto (127.000 m²) di deidrosolforazione del petrolio greggio, progettato dall'ENI. La zona interessata è quella di contrada Feudo, nel cuore della produzione vitivinicola abruzzese. I timori della popolazione riguardano le ricadute sulla salute dell'esposizione all'idrogeno solforato, la distruzione della fiorente economia agricola e gli effetti negativi sul turismo. L'impianto dovrebbe sorgere infatti nelle immediate vicinanze della costa dei Trabocchi.

Di recente la legge regionale n. 14 del 2009 ha sospeso la costruzione del centro, ma molte compagnie hanno presentato progetti per la realizzazione di piattaforme marine per l'estrazione e la lavorazione del petrolio, non interessate da tale legge.

Secondo quanto pubblicato il 6 maggio 2010 dal sito www.diebucke.it, lo scorso 18 aprile si è svolta a San Vito una manifestazione contro la petrolizzazione della riviera abruzzese che ha raccolto circa 5000 partecipanti.

Sempre secondo l'articolo di Francesco Amoroso, "[...] Gli abruzzesi si stanno impegnando facendo pressione sui politici locali, inviando loro lettere ed email (gli indirizzi sono facilmente reperibili in rete) cercando di compensare la pressione che dall'altro lato è esercitata da Eni e Mog.[...]"[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]