Costa dei Trabocchi

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« ...Quella catena di promontori e di golfi lunati dava l'immagine d'un proseguimento di offerte, poiché ciascun seno recava un tesoro cereale. Le ginestre spandevano per tutta la costa un manto aureo. Da ogni cespo saliva una nube densa di effluvio, come da un turibolo. L'aria respirata deliziava come un sorso d'elisir. »
(Gabriele d'Annunzio da Il trionfo della morte)
La costa dei Trabocchi vista dall'abbazia di San Giovanni in Venere (Fossacesia)

La costa dei Trabocchi corrisponde al tratto di litorale Adriatico della provincia di Chieti (Abruzzo) segnato dalla diffusione del trabocco, macchina da pesca su palafitta. È un tratto di costa famoso in tutta Italia per la sua bellezza naturalistica e per la sua eterogeneità: ognuno dei paesi della Costa mantiene infatti le proprie caratteristiche e tradizioni.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Un trabocco fossacesiano
Uno dei tanti trabocchi di San Vito Chietino
Il trabocco Pesce Palombo di San Vito

I Comuni che la compongono fanno parte della provincia di Chieti e sono i seguenti:

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Ortona

La costa non si presenta omogenea nei vari tratti che la compongono, ma, al contrario, muta notevolmente d'aspetto. Vi sono tratti di spiaggia bassa e sabbiosa (come a Francavilla, Ortona, Casalbordino, Vasto e San Salvo) e tratti a ciottolame (a Fossacesia, Torino di Sangro), oltre a tratti alti e rocciosi (a San Vito Chietino e Rocca San Giovanni). La fascia costiera si fa strada tra vallate e colli che, terminando sul mare, danno vita a paesaggi e ambienti naturali di vario genere. Dal punto di vista urbanistico, l'impianto urbano di questo tratto di litorale non condivide i caratteri di continuità e linearità proprio della cosiddetta città adriatica che si sviluppa in maniera più o meno continua da Ortona fino a Rimini anche se fenomeni di "francavillizzazione" in corso non mancano.

Torino di Sangro[modifica | modifica wikitesto]

Le coste di Torino di Sangro (in provincia di Chieti) comprendono l’ultimo tratto del fiume Sangro e parte del litorale abruzzese sull'Adriatico.

Nei pressi vi è la Lecceta di Torino di Sangro

Torino di Sangro Marina al tramonto

L’ultimo tratto del fiume comprendono varie specie vegetali:

Alcuni esemplari testimoniano elementi di derivazione balcanica, testimoniando così delle correlazioni con la flora balcanica.

Una trabocco nella località balneare di Punta Aderci, vicino Vasto

La fauna è presente con:

Il tratto costiero è lungo 6 km circa ed è suddiviso in un tratto di spiaggia sabbiosa (Le Morge) a nord, ed un tratto ghiaioso (Costa Verde) a sud.

In quest'ultima viene praticata la pesca subacquea.

La spiaggia sabbiosa è protetta da un sistema di frangiflutti posti a breve distanza dalla riva al fine di contrastare l'erosione e le mareggiate che, come hanno riportato giornali locali, hanno in passato distrutto il ponte della statale adriatica.

È per questo motivo che alla spiaggia di Costa Verde, anticamente in sabbia, è stata posta della ghiaia, appunto per frenare l'inesorabile ed irrefrenabile avanzata del mare.

Entrambe sono molto frequentate da turisti in estate.

Nei pressi vi sono camping e boschi secolari.[1]

Di fronte alla costa sull'Adriatico si può osservare una stazione per l'estrazione di metano in pieno mare aperto.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La regione ha un forte indotto economico grazie al turismo, molto presente grazie all'eccezionale paesaggio della costa che è rimasto nell'immaginario collettivo di molti stranieri come uno dei simboli dell'Italia.

Pista ciclabile[modifica | modifica wikitesto]

Lungo la costa dei Trabocchi è prevista la realizzazione della ciclovia Adriatica (la ciclabile di 1000 km che correrà lungo tutta la costa adriatica dalla foce del Po alla Puglia) nell'area dismessa della ferrovia Adriatica (49 km).

Spiagge[modifica | modifica wikitesto]

  • Lido Riccio (Ortona)
  • Punta Ripari di Giobbe (Ortona)
  • Lido Saraceni (Ortona)
  • Punta Acquabella (Ortona)
  • Punta Mucchiola (San Vito)
  • Molo di San Vito Marina
  • Calata Turchino (San Vito)
  • Punta del Guardiano (San Vito)
  • Valle Grotte (San Vito)
  • Punta Cavalluccio (Rocca San Giovanni)
  • Costa di Fossacesia
  • Golfo di Venere (Fossacesia)
  • Le Morge (Torino di Sangro)
  • Punta Penna (Casalbordino -Vasto)
  • Punta Aderci (Vasto)
  • Punta Vignola (Vasto)
  • Lido di San Salvo Marina

I trabocchi[modifica | modifica wikitesto]

Molti trabocchi della costa sono stati trasformati in ristoranti.

  • Trabocco Fosso Canale
  • Trabocco Punta Tufano
  • Trabocco San Gregorio
  • Trabocco Turchino
  • Trabocco Valle Grotte
  • Trabocco Sasso della Cajana
  • Trabocco Punta Isolata
  • Trabocco Punta Cavalluccio
  • Trabocco Pesce Palombo
  • Trabocco Punta Punciosa
  • Trabocco Punta Rocciosa
  • Trabocco Le Morge
  • Trabocco di Casalbordino
  • Trabocco di Punta Penna
  • Trabocco di Vasto Marina
  • Trabocco Zi' Nicola di San Salvo

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di San Giovanni in Venere di Fossacesia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di San Giovanni in Venere.

Abbazia di Santo Stefano in Rivomare di Casalbordino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di Santo Stefano in Rivomaris.

Cimitero militare britannico di Torino di Sangro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cimitero britannico (Torino di Sangro).

Il Promontorio Dannunziano di San Vito[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Gabriele d'Annunzio
« ... una piccola casa rurale composta di due stanze al primo piano e di una stanzetta al piano terreno e di un portichetto; e, accanto, un grande orto d'aranci e d'altri alberi fruttiferi, e sotto il mare gli scogli, una vista interminabile di coste e monti marini, e sopra tutto, una immensa libertà, come un buen retiro di santi anacoreti... »
((Gabriele d'Annunzio, da una lettera a Barbara Leoni))
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: San Vito Chietino, Gabriele D'Annunzio e Il trionfo della morte.

La città marittima di San Vito Chietino è famosa perché nel tratto della Costa dei Trabocchi, nella località delle Portelle, a metà strada tra il centro e Fossacesia, vi è un eremo dove nell’800 vi fu costruita una casa da pescatori, che Gabriele d'Annunzio nel 1889 acquistò e ristrutturò per il suo soggiorno personale assieme all’amante Barbara Leoni. La casa e l’eremo tutto è chiamata eremo dannunziano, o promontorio dannunziano, ed oggi è un museo privato. Dallo stile architettonico pare essere un tipico edificio della architettura rurale ottocentesca abruzzese. La parte dell'edificio utilizzata dal poeta non presenta elementi di degrado. La pianta è a base quadrata. La facciata sulla piazza è su due livelli con elementi in stile neomedievale lombardo. Al piano terra vi è un porticato che segue il piano superiore di cui la parte centrale della facciata è avanzata al resto dell'edificio. Ai lati vi sono due fornici. Il fronte è in arenaria.[2]
D’Annunzio vi ambientò anche una parte del suo romanzo Il trionfo della morte (1894), in cui il protagonista Giorgio Aurispa giunge nel piccolo borgo sanvitese assieme all'amante Ippolita. Reduce dalla delusione nel paese di Guardiagrele della scoperta della rovina finanziaria della propria nobile famiglia, Giorgio cerca riposo nel mare, e studia il Così parlò Zarathustra di Nietzsche, apprendendo la filosofia del superuomo. Giorgio tuttavia non riesce a fondere il suo pensiero naturalistico e quello superoministico dirompente, e ne fa esperienza dapprima assistendo a scene di superstizione popolare a San Vito, quando si teme che una bambina venga rapita di notte dalle streghe, e quando un ragazzino viene trovato affogato nel mare dalla madre; e poi recandosi in pellegrinaggio nel vicino paese di Casalbordino. Lì, nel Santuario della Madonna dei Miracoli, Giorgio Aurispa viene travolto dall’orrore della superstizione dei contadini locali, che si abbassano agli stati più miserevoli, riducendosi a larve, per ottenere il miracolo della Madonna. Oggi sul promontorio sono sorti ristoranti dedicati al poeta di Pescara, e anche un parco pubblico con belvedere, dov’è sepolta l’amante di d’Annunzio: Barbara Leoni.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Documentazione[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 2011 e il 2012 la regista Anna Cavasinni ha girato un documentario della durata di 58 minuti su tutta la costa teatina relativa ai trabocchi. Il documentario ha per titolo appunto "La Costa dei Trabocchi" e viene distribuito in DVD. In questi mesi viene proiettato nei centri più importanti del litorale abruzzese e la proiezione è seguita da dibattito con il pubblico e con le autorità. Il documentario fa parte di un progetto di documentazione e valorizzazione della memoria abruzzese che l'Associazione Culturale Territori-Link sta conducendo da lungo tempo.

Attualità[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2007 è in corso una dura mobilitazione della popolazione della costa e dell'entroterra abruzzese,

Il sito dove dovrebbe sorgere la raffineria ENI

finalizzata ad impedire la costruzione di impianti di estrazione e trasformazione del petrolio nel territorio.

Il primo impianto che ha destato le preoccupazione degli abitanti è stato il cosiddetto centro olii, ovvero un grande impianto (127.000 m²) di deidrosolforazione del petrolio greggio, progettato dall'ENI. La zona interessata è quella di contrada Feudo, nel cuore della produzione vitivinicola abruzzese. I timori della popolazione riguardano le ricadute sulla salute dell'esposizione all'idrogeno solforato, la distruzione della fiorente economia agricola e gli effetti negativi sul turismo. L'impianto dovrebbe sorgere infatti nelle immediate vicinanze della costa dei Trabocchi.

Di recente la legge regionale n. 14 del 2009 ha sospeso la costruzione del centro, ma molte compagnie hanno presentato progetti per la realizzazione di piattaforme marine per l'estrazione e la lavorazione del petrolio, non interessate da tale legge.

Secondo quanto pubblicato il 6 maggio 2010 dal sito www.diebucke.it, lo scorso 18 aprile si è svolta a San Vito una manifestazione contro la petrolizzazione della riviera abruzzese che ha raccolto circa 5000 partecipanti. Sempre secondo l'articolo di Francesco Amoroso, "[...] Gli abruzzesi si stanno impegnando facendo pressione sui politici locali, inviando loro lettere ed email (gli indirizzi sono facilmente reperibili in rete) cercando di compensare la pressione che dall'altro lato è esercitata da Eni e Mog.[...]"[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Comune di Torino di Sangro, Il Territorio. URL consultato il 20/10/2009. .
  2. ^ Autori Vari, Eremo D'Annunziano - Eremo delle Portell, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  3. ^ Die Brücke » La marea nera minaccia le coste italiane

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]