Chloë Sevigny

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Chloë Sevigny
Chloe Sevigny Horror premiere 2015.jpg
Chloë Sevigny nel 2015
Altezza170[1] cm
Misure90-60-90[1]
Taglia34[1] (UE) - 4[1] (US)
OcchiAzzurri
CapelliBiondi

Chloë Stevens Sevigny (Springfield, 18 novembre 1974) è un'attrice e modella statunitense.

Ha ottenuto la fama internazionale per il ruolo di Lana Tisdel in Boys Don't Cry (1999), per il quale è stata candidata ai Golden Globe e agli Oscar come miglior attrice non protagonista. Dal 2006 al 2011 ha interpretato Nicki Grant nella serie televisiva Big Love (2006-2011), vincendo, nel 2010, un Golden Globe per la migliore attrice non protagonista in una serie.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Chloë Sevigny nasce a Springfield[2][3][4], nel Massachusetts, il 18 novembre 1974 da David Sevigny, un contabile statunitense di origini franco-canadesi, e da Janine Malinowski, una casalinga statunitense di origini polacche. La famiglia però si trasferisce a Darien nel Connecticut, dove cresce.

La sua prima apparizione avviene nel video musicale del singolo Sugar Kane, singolo estratto dall'album Dirty degli Sonic Youth. Esordisce nel cinema con il controverso film indipendente Kids di Larry Clark (1995), incentrato su un gruppo di adolescenti alle prese con sesso e droga. Ancora per il cinema indipendente lavora anche in Mosche da bar del 1996, e Gummo di Harmony Korine (1997).

La notorietà arriva nel 1999 grazie al ruolo di Lana, una giovane provinciale innamorata di un ragazzo transgender, Brandon Teena, nel film Boys Don't Cry, che le procura una candidatura sia al premio Oscar alla miglior attrice non protagonista che al Golden Globe. Il successo di Boys Don't Cry le permette di lavorare in produzioni più importanti come American Psycho (2000) e Dogville (2003) di Lars von Trier.

Nel 2003 Cloe Sevigny accetta il ruolo di Daisy nel film The Brown Bunny di Vincent Gallo, suscitando clamore per una scena di sesso orale non simulata con il regista e co-protagonista Gallo.

Dal 2006 la Sevigny è coprotagonista della serie televisiva della HBO, Big Love, che ruota intorno alla storia di una famiglia di poligami, e sempre nello stesso anno in Zodiac, di David Fincher. Nel 2010 recita in My Son, My Son, What Have Ye Done di Werner Herzog, mentre nel 2012 e nel 2015 viene scelta da Ryan Murphy per far parte dell cast della serie antologica American Horror Story, nella seconda stagione American Horror Story: Asylum e nella quinta stagione American Horror Story: Hotel.

Chloë Sevigny è stata anche testimonial per importanti marchi come Louis Vuitton, Miu Miu, H&M e MAC Cosmetics. Attualmente sta lavorando ad una propria linea di abbigliamento e la casa di moda francese Chloé ha annunciato che la Sevigny sarà una delle testimonial per il suo nuovo profumo.

Nel 2016 esordisce alla regia con il cortometraggio Kitty, tratto da un racconto di Paul Bowles. L'anno seguente realizza, per la serie Miu Miu Women's Tales, il cortometraggio Carmen, presentato al Festival di Venezia.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attrice[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

  • Kitty (2016) - cortometraggio
  • Carmen (2017) - cortometraggio

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Questa lista è suscettibile di variazioni e potrebbe non essere completa o aggiornata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Chloë Sevigny, su Fashion Model Directory, Fashion One Group.
  2. ^ The Insider.com, Chloë Sevigny at The Insider, in The Insider. URL consultato il 10 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 17 agosto 2010).
  3. ^ Chloë Sevigny (II) Biography, Yahoo! Movies. URL consultato il 2 marzo 2010.
  4. ^ Springfield, in Probert Encyclopedia. URL consultato il 31 marzo 2010 (archiviato dall'url originale l'8 giugno 2011).

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN85732096 · ISNI (EN0000 0000 7825 1898 · LCCN (ENno99065618 · GND (DE129624128 · BNF (FRcb14071798w (data) · NDL (ENJA001111343 · WorldCat Identities (ENno99-065618