Brandon Teena

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Teena Renae Brandon (Lincoln, 12 dicembre 1972Humboldt, 31 dicembre 1993) è stato un ragazzo transgender statunitense.

La sua storia ha ispirato il documentario The Brandon Teena Story (1998) ed il film Boys Don't Cry (1999), per il quale Hilary Swank ha ricevuto il Premio Oscar alla miglior attrice nel 2000.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Teena Renae Brandon nasce a Lincoln. Viene violentata da un suo parente. Secondo la madre di Teena, il parente in questione è Joann Brandon, ricercato dalle autorità nel 1991. La giovane Teena non fatica a stringere amicizie, sua madre però non accetta il suo transgenderismo e per tale motivo continua a riferirsi a lei come "mia figlia" nonostante lei si vesta da uomo e si faccia chiamare Brandon Teena.

Falls City[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993, dopo alcuni problemi con la legge, Teena si trasferisce a Falls City, nella contea di Richardson, dove stringe amicizia con alcuni abitanti del luogo, dove si identifica pubblicamente come uomo. Va ad abitare a casa di Lisa Lambert, dove conosce Devine, amico di vecchia data di Lana Tisdel, oltre a due ex-cons, John Lotter e "Tom" Nissen, stringendo amicizia anche con loro. Nissen è sposato e ha due figli, mentre Lana Tisdel e John Lotter sono amici sin dall'infanzia e in passato erano stati fidanzati per alcuni anni. Intanto un altro uomo, Filippo, diventa amico di Teena.

Il 15 dicembre di quell'anno Teena viene arrestata per contraffazione. Lana Tisdel paga la sua cauzione e, andata in carcere, vede che è stata assegnata al reparto femminile, scoprendo così che Brandon Teena è in realtà Teena Brandon, una donna. Dinanzi ad una richiesta di spiegazioni, Teena dice che intende sottoporsi ad un intervento per cambiare sesso.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Durante la festa di Natale del 1993, Nissen e Lotter afferrano Teena e la costringono a togliersi i pantaloni, mostrando a Lana che è una femmina. Lotter e Nissen hanno una colluttazione con Teena e la costringono a salire su un'auto, dove la violentano. Infine la riportano di nuovo a casa di Nissen.

Teena, fuggita dalla casa di Nissen, riesce ad andare a casa di Tisdel, arrampicandosi sulla finestra. Denuncia l'accaduto alla polizia, la quale però non riesce a incastrare e arrestare i due stupratori. Tom Nissen e John Lotter vanno così a casa di Lisa Lambert in cerca di Teena e, trovatola, la uccidono assieme a Devine e Lisa Lambert il 31 dicembre seguente.

Nissen in seguito testimonia contro Lotter, ottenendo così l'ergastolo. Lotter, invece, viene condannato alla pena di morte, ed ora il suo caso è sotto revisione.

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda di Teena ha ispirato il documentario The Brandon Teena Story, diretto da Susan Muska e Gréta Olafsdóttir, e distribuito nel 1998.

Nel 1999 è stato realizzato Boys Don't Cry, film diretto da Kimberly Peirce con Hilary Swank nel ruolo di Teena e con Chloë Sevigny (Lana Tisdel), Peter Sarsgaard (John Lotter) e Brendan Saxton III (Tom Nissen). Per la sua interpretazione Hilary Swank ha ricevuto il Premio Oscar alla miglior attrice nel 2000.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN70934083 · ISNI (EN0000 0000 3939 1564 · LCCN (ENno00043519 · BNF (FRcb17114296w (data)