Chaillevois

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Chaillevois
comune
Chaillevois – Veduta
Il villaggio di Chaillevois
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneAlta Francia
DipartimentoBlason département fr Aisne.svg Aisne
ArrondissementLaon
CantoneLaon-1
Territorio
Coordinate49°31′N 3°31′E / 49.516667°N 3.516667°E49.516667; 3.516667 (Chaillevois)Coordinate: 49°31′N 3°31′E / 49.516667°N 3.516667°E49.516667; 3.516667 (Chaillevois)
Superficie2,18 km²
Abitanti200[1] (2009)
Densità91,74 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale02000
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE02155
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Chaillevois
Chaillevois

Chaillevois è un comune francese di 200 abitanti situato nel dipartimento dell'Aisne della regione dell'Alta Francia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lꞌetimologia di Chaillevois è composta da una radice molto antica, kal, che significa "pietra" o "roccia". Così lꞌorigine del villaggio risale ai tempi più remoti.[2].

In effetti, sulla collina situata a nordovest del villaggio e che porta il nome di Château-Monceau, vi sono delle abitazioni sotterranee sotto la roccia calcarea che circonda il ꞌꞌplateauꞌꞌ (proprietà privata). Questo rifugio fu probabilmente rimaneggiato ai tempi dei Celti. Nel luogo più stretto del ꞌꞌplateauꞌꞌ, lato nord, era scavato un fossato il cui terreno, rigettato verso lꞌinterno formava un bastione coronato da una collina che si elevava per una decina di metri. Questa collina, ancor oggi esistente, ma molto ridotta, è chiamata anche tombelle de Chaillevois[3].

È probabilmente allꞌepoca romana che risale la fondazione del villaggio come lo si vede oggi, ai piedi delle colline. Il villaggio è attraversato da due strade romane. Innanzitutto, il cammino da Laon verso Senlis seguiva il tracciato dellꞌattuale strada LaonAnizy-le-Château. Il nome del villaggio potrebbe provenire da questa antica via che ivi passava: ꞌꞌcallis viaꞌꞌ, cammino regale[4]. Successivamente la strada da Soissons a Ribemont entrava nel territorio di Chaillevois attraverso il parco del castello, seguiva la strada principale del villaggio, passava vicino alla chiesa e da lì si portava su Royaucourt[5].

Dal XII secolo, fino alla Rivoluzione, lꞌHaut-Chaillevois apparteneva al capitolo della Cattedrale di Laon. Il Basso Chaillevois formava con Chailvet e Royaucourt un feudo della contea di Roucy[6].

I Templari hanno realmente posseduto dei beni a Chaillevois tra gli anni 1149 e 1163.

Un atto in latino, datato 1149, del vescovo di Laon, Barthélemy de Jur, notifica allꞌordine del Tempio la donazione fatta da Nicolas dꞌEspagne di tutto ciò che egli possedeva a Chaillevois (Calleviacum) e anche la donazione fatta da Burdin de Valavergny di una vigna nello stesso luogo.[7]. Nel 1163, una carta latina di Gautier de Mortagne, vescovo di Laon, relaziona la vendita fatta a suo nipote dai Templari delle loro proprie tà di Chaillevois, consistenti in terre, case, prati, vigne e boschi[8].

Nel 1224 fu stabilito il comune di Chaillevois, con un carta di Anselmo di Mauny, vescovo-duca di Laon, con il consenso del capitolo della sua cattedrale[9].

La coltura della vigna, verosimilmente introdotta in Gallia dai Romani, era dꞌaltra parte molto diffusa nel Laonnese. A sud di Laon, una cinquantina di villaggi, dei quali Chaillevois faceva parte, attiravano in modo particolare i borghesi e i canonici di Laon. Questi proprietari possedevano, oltre alle vigne, i boschi e i prati, delle belle abitazioni chiamate vendangeoirs, un tipo di fabbricato del tutto speciale nel Laonnese.

I vigneti si estendevano nel 1780 su 20 ettari a Chaillevois[6]. Di conseguenza, il nome del villaggio potrebbe dovere la sua origine di cantina sulla via[10].

Ma i contadini impiegati sotto questa borghesia agiata avevano, a quellꞌepoca, per i lavori nelle vigne e nei campi, una vita dura e difficile. I cahier de doléances della parrocchia di Chaillevois, per gli stati generali del 1789, ci traccia un quadro molto commovente:

(FR)

«La communauté de Chaillevois est composée d'environ deux cents personnes. La plupart des habitants n'ont aucyune propriété ;ceux qui en ont, c'est si peu de chose qu'il n'en faut point parler. La nourriture ordinaire est du pain trempé dans de l'eau salée. Pour ce qui est de la viande, on en mange le jour de Mardi Gras, le jour des Pâques et le jour de la fête du saint patron. On peut aussi manger quelquefois des fèves et des haricots lorsque le maître n'empêche pas d'en mettre dans ses vignes. Voilà comment le petit peuple est heureux sous le meilleur des rois.»

(IT)

«La comunità di Chaillevois è composta di circa duecento persone. La maggior parte degli abitanti non ha alcuna proprietà; quelli che ne hanno, ne hanno così poca che non mette neanche conto parlarne. Il cibo ordinario è il pane immerso nellꞌacqua salata. Per quanto riguarda la carne, si mangia il giorno di Martedì Grasso, quello di Pasqua e il giorno della festa del santo patrono. Si può anche mangiare talvolta delle fave e dei fagioli, quando il padrone non ne impedisce la coltivazione nelle vigne. Ecco come il popolino è contento sotto il migliore dei re.»

(Dai cahier de doléances della parrocchia di Chaillevois, per gli stati generali del 1789)

Questo documento, che ha goduto di un'importante notorietà, è citato e studiato in numerose pubblicazioni.[11].

Attraverso i secoli, il villaggio ha conosciuto guerre e invasioni.

La Guerra dei cent'anni ha provocato l'assalto del villaggio da parte degli Inglesi nel 1350[9].

Nel 1590, le guerre di religione insanguinarono il laonese [2].

La Campagna nel nord-est della Francia, nel 1814, portò nuovamente gli eserciti stranieri a Laon e dintorni[2]. A questo proposito, durante la battaglia di Laon (9 - 10 marzo 1814), l'Imperatore Napoleone I aveva stabilito il suo quartier generale a Chavignon, ove dormì tre notti.

Egli si trovò allora in difficoltà di raggiungere, senza pericolo, il villaggio di Chivy e sloggiare il nemico a sorpresa, attaccandolo sul fianco. Ma il generale Charpentier, che aveva compiuto i suoi studi nel collegio di Laon, conosceva perfettamente la zona. Egli indicò dunque all'Imperatore un tragitto fuori mano che partiva da Chavignon, attraversava i prati della valle dell'fiume Ailette, attraversava il ponte d Ailes e conduceva a Chaillevois. Di là, passando per i boschi, sbucava direttamente sul villaggio di Chivy. L'Imperatore rispose favorevolmente a questa proposta e fu così che il villaggio di Chaillevois vide passare Napoleone e le sue truppe in più riprese[12].

Nel 1870, i Prussiani occuparono la regione[2].

Ed ecco nel 1914, nuovamente l'invasione. Il villaggio fu occupato per quattro anni dai Tedeschi, dal settembre 1914 all'ottobre 1918. Gli abitanti, prima di essere evacuati nell'ottobre 1917, avevano subito saccheggi, soprusi e requisizioni[13]. Al loro ritorno, all'inizio del 1919, ritrovarono il villaggio saccheggiato e vuoto di tutto ciò che poteva essere portato via. Situato in prossimità del Chemin des Dames, il villaggio subì bombardamenti che provocarono importanti danni alle case e alla chiesa. Con un decreto del 17 ottobre 1920, il ministro della Guerra ha citato il comune di Chaillevois, insieme a diciotto comuni del cantone di Anizy-le-Château, allꞌordine dellꞌEsercito, poi il 3 aprile 1921, gli fu assegnata la Croce di guerra francese 1914-1918[14].

E ancora l'occupazione tedesca dal 1939 al 1945, durante la seconda guerra mondiale. Con l'esodo e le privazioni, c'è una pagina dolorosa che gli abitanti hanno nuovamente vissuto[2]. Il castello, restaurato negli anni 1920, è scomparso nell'agosto 1944: i Tedeschi, che lo utilizzavano come deposito di derrate alimentari, lo incendiarono prima della loro partenza[15].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ a b c d e (FR) Histoire de Laon et du Laonnois sous la direction de Michel Bur 1987
  3. ^ (FR) Antiquités et monuments du département de l'Aisne par Edouard Fleury 1877-1882
  4. ^ (FR) Maximilien Melleville – Dictionnaire historique du département de l’Aisne - 1865
  5. ^ (FR) Itinéraires gallo-romains dans le département de l'Aisne par Amédée Piette 1856-1862
  6. ^ a b (FR) Maxime de Sars - Les vendangeoirs du Laonnois - 1934-1935
  7. ^ (FR) Annie Dufour-Malbezin Actes des évêques de Laon des origines à 1151 - 2001
  8. ^ (FR) Archives départementales de l’Aisne - G 171
  9. ^ a b (FR) Le canton d'Anizy-le-Château par Eugène Cuvillier de Wissignicourt 1846
  10. ^ Suzanne Martinet – Montloon - 1972
  11. ^ (FR) La Révolution Vue de l'Aisne en 200 documents - archives départementales de l'Aisne 1990
  12. ^ (FR) Edouard Fleury Le département de l’Aisne en 1814 - 1858
  13. ^ (FR) Fédération des sociétés d'histoire et d'archéologie de l'Aisne tome XLVII (2002)
  14. ^ Maxime de Sars - Urcel et son église – 1935
  15. ^ La dépêche de l'Aisne septembre 1944.

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