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Associazione Sportiva Dilettantistica Napoli Calcio Femminile

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A.S.D. Napoli Calcio Femminile
Calcio Football pictogram.svg
Napolicalciofemminilestemma.png
Azzurre, Tartarughine
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Bianco e Azzurro2.svg Bianco, azzurro
Simboli Tartaruga
Dati societari
Città Napoli
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie B
Fondazione 2003
Presidente Italia Italo Palmieri
Allenatore Italia Marco Mazziotti
Stadio Stadio Arturo Collana
(12 000 posti)
Sito web www.napolicalciofemminile.it
Palmarès
Dati aggiornati al 19 febbraio 2017
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Sportiva Dilettantistica Napoli Calcio Femminile, conosciuta semplicemente come Napoli Femminile, è la principale squadra di calcio femminile di Napoli. Fondata nel 2003, milita nel campionato di Serie B per la stagione 2015-2016.

Storia

La nascita del Calciosmania

Nata con il nome di Calciosmania Napoli, colori sociali verde e bianco, in principio contava sia la sezione maschile che quella femminile. Nel 2003 si iscrive al campionato di Serie C e nel 2005, vincendo il girone, è promossa in Serie B. Nell'estate 2005 avviene il passaggio definitivo al calcio femminile con la fusione tra Calciosmania Napoli e Venus Napoli, con la conseguente chiusura della sezione maschile ed assumendo il nome di A.S.D. Napoli Calcio Femminile.

Dalla B alla A

Forte di una sicurezza economica garantita da due main sponsor come Carpisa e Yamamay[1], e di una rosa competitiva grazie anche agli innesti provenienti dalla Venus (tra tutte, Valentina Esposito, che diventerà il capitano delle Azzurre), oltre alle riconferme di elementi come una giovanissima Valeria Pirone, già nel giro delle giovanili della Nazionale, in soli due anni il Napoli riesce a vincere il campionato di Serie B ed entrare così nella Serie A2, ottenendo anche uno storico piazzamento in Coppa Italia, dove arriva fino ai quarti di finale, eliminato dalla Torres, formazione pluridecorata della Serie A, che quell'anno vincerà la sua settima Coppa Italia.

Dopo cinque anni, iniziano a vedersi i primi "frutti" del vivaio: nella stagione 2008/09 vengono promosse in prima squadra Paola Di Marino (subito nel giro della Nazionale Under-17), Manuela Rapuano ed Emanuela Schioppo. Dopo un 8º posto al primo anno di Serie A2, la squadra viene allestita per tentare la scalata alla massima serie: arriva dalla Lazio la sedicenne Elisa Lecce, anche lei già nel giro dell'U-17 e successivamente dell'U-19. A gennaio, anche grazie ai due colpi di mercato Patrizia Caccamo ed Emanuela Capponi (arrivate dopo il ritiro della loro squadra, il Sezze, dal campionato), il Napoli disputa un ottimo girone di ritorno, ma non riesce ad andare oltre il 4º posto. L'anno successivo, e dopo quattro stagioni, viene sostituita l'allenatrice Barbara Nardi con Sergio Curcio, proveniente dalle giovanili. Ma una partenza disastrosa (1 punto in 3 gare, e l'eliminazione dalla Coppa Italia ad opera di un modesto Francavilla), convince la società ad esonerare il 23 ottobre 2010 il tecnico, chiamando il giovane Geppino Marino, e si rivelerà la mossa vincente: arrivano subito i risultati (10 vittorie di fila, un pareggio, e record di 10 vittorie su 11 gare nel girone di ritorno), ma non bastano: per soli tre punti (persi nello scontro diretto alla seconda giornata, sotto la guida di Curcio), il Riviera di Romagna vince il campionato e così il Napoli deve ripartire da capo per l'assalto della Serie A.

Nella stagione 2011/2012, la squadra si rinforza ulteriormente tesserando Maria Caramia, il "Kakà del Salento", già vincitrice a più riprese delle classifiche cannonieri di A2 (di cui quella dell'anno prima), ed altri elementi di rilievo come Roberta Filippozzi. Il Napoli stravince il campionato di Serie A2 (19 vittorie ed un pareggio in 20 gare), piazzando anche due giocatrici sul podio delle cannoniere: la vincitrice è Maria Caramia (21 reti), al terzo posto Valeria Pirone con 18. Ma l'avventura più bella avviene in Coppa Italia, dove la squadra arriva in finale battendo, tra le altre, due compagini di Serie A, prima la Lazio ai quarti e, soprattutto, la Torres in semifinale: dopo essere stata sotto di due reti (doppietta di Fuselli) ed aver perfino sbagliato un rigore con Lecce, la formazione Azzurra rimonta incredibilmente negli ultimi 15 minuti, grazie ad una doppietta della stessa Lecce. Nella finalissima di Ostia del 2 giugno contro un'altra corazzata di Serie A, il Brescia, al Napoli non riesce il double maschile-femminile nella coppa nazionale (il Napoli maschile aveva battuto il 20 maggio la Juventus nell'altra finale di Roma della coppa maschile), e cede 3-2 dopo i tempi supplementari, davanti alla presenza di oltre 1.500 tifosi Azzurri arrivati da Napoli e Roma, oltre che di Antonio Cabrini, neo-ct della Nazionale femminile da poche settimane al posto di Pietro Ghedin.

La Serie A

Con l'arrivo in Serie A, la squadra si rinforza rispettando tre criteri: elementi d'esperienza (Gioia Masia, Antonella Morra, Emi Yamamoto), giovani già affermate (Alessandra Barreca, già vincitrice del titolo europeo con l'Italia Under-19, Lara Barbieri, Penelope Riboldi), ed elementi in prospettiva (Veronica Privitera, Valentina Giacinti, Valentina Casaroli, portiere dell'Italia U-19): la squadra chiude la stagione al 5º posto, raggiungendo anche le semifinali di Coppa Italia. L'anno successivo, la squadra viene rivoluzionata: vengono cedute quasi tutte le atlete non campane (con l'eccezione di Roberta Filippozzi[2]) e la squadra viene affidata a Corrado Sorrentino.

Dalla A alla B

La stagione 2013-2014 della Serie A si dimostra subito fallimentare, principalmente per l'inesperienza ad alti livelli delle giovani atlete chiamate ad affrontare un campionato così competitivo. Fin dalle prime giornate di campionato, la squadra occupa i bassifondi della classifica, ed a nulla serve la sostituzione dell'allenatore Corrado Sorrentino, rimpiazzato dal più esperto Domenico Paesano. Nonostante i segnali di ripresa della gestione Paesano, la squadra retrocede all'ultima giornata, sconfitta sorprendentemente dal fanalino di coda Scalese.

Con la retrocessione, abbandonano la squadra anche le poche atlete di valore rimaste, Valeria Pirone, Roberta Filippozzi e Valentina Esposito.

A questo punto, la società decide di ripartire dalla serie B con un progetto basato sulle giovani calciatrici campane, e per questo motivo viene scelto alla guida del team l'allenatore della primavera Alessandro Riccio.

Cronistoria

Cronistoria del A.S.D. Napoli Calcio Femminile
  • 2003 - Viene fondato l'A.S. Calciosmania Napoli.
  • 2003-2004 - 4º in Serie C Campania.
  • 2004-2005 - 1º in Serie C Campania. Promosso in Serie B.

  • 2005 - Fusione con la S.S.C. Venus Napoli, la denominazione rimane A.S. Calciosmania Napoli.
  • 2005-2006 - 6º nel girone F della Serie B.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie B.
Quarti di finale della Coppa Italia Serie B.
Quarti di finale della Coppa Italia.
  • 2008 - Cambio di denominazione in A.S.D. Carpisa Yamamay Napoli.
  • 2008-2009 - 8º nel girone B della Serie A2.
Fase a gironi della Coppa Italia.
Secondo turno della Coppa Italia.
  • 2010 - Cambio di denominazione in A.S.D. Napoli Calcio Femminile[3].
  • 2010-2011 - 2º nel girone B della Serie A2.
Terzo turno della Coppa Italia.
Finale della Coppa Italia.
Semifinale della Coppa Italia.
Ottavi di finale della Coppa Italia.
  • 2014-2015 - 4º nel girone D della Serie B.
Sedicesimi di finale della Coppa Italia.
Sedicesimi di finale della Coppa Italia.
  • 2016 - Cambio di denominazione in A.S.D. Napoli C.F.M. Collana[4].
  • 2016-2017 - 4º nel girone D della Serie B.
Primo turno della Coppa Italia.
  • 2017 - Sinergia con l'A.S.D. Napoli Dream Team e nascita della A.S.D. Napoli Femminile.

Strutture

Stadi

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stadio Arturo Collana.

Dalla stagione 2012/13, il Napoli gioca le proprie partite casalinghe allo Stadio Arturo Collana. In precedenza, aveva giocato al "Francesco Denza" di Posillipo, al "Green Sport" di Pianura e, soprattutto, al "Tony Chiovato" di Bacoli, soprannominato "Campo Castello" per la sua curiosa e suggestiva posizione (si trova infatti ai piedi dell'enorme Castello Aragonese di Baia). Gli allenamenti vengono tenuti generalmente presso il "Due Palme" di Agnano.

Organigramma societario

Aggiornato al 19 febbraio 2017[5].

Napolicalciofemminilestemma.png
Staff dell'area amministrativa
  • Presidente: Italo Palmieri
  • Vice presidente: Nicolò Viglia
  • Segretario: Raffaele Riccio
Napolicalciofemminilestemma.png
Staff dell'area tecnica[5]
  • Allenatore: Marco Mazziotti

Palmarès

2011-2012
2007-2008
2004-2005

Organico

Rosa 2016-2017

Rosa aggiornata al 19 febbraio 2017[6].

N. Ruolo Giocatore
Lituania P Greta Kaseleyte'
Italia P Alessia Ventresino
Italia D Roberta Buono
Italia D Paola Di Marino
Italia D Katia Musella
Italia D Maria Rosaria Russo
Italia D Emanuela Schioppo
Italia C Martina Albrizio
Italia C Anna Cafiero
Italia C Benedetta De Biase
Italia C Roberta Esposito
Italia C Valentina Esposito
Estonia C Virginie Estevez
N. Ruolo Giocatore
Italia C Daria Marotta
Italia C Giulia Risina
Italia C Sabrina Volpe
Italia A Chiara Lanzetta
Italia A Daniela Grazioso
Italia A Flavia Iorio
Italia A Ilaria Lombardi
Italia A Claudia Marotta
Francia A Khadidja Marzaki
Italia A Azzurra Massa
Italia A Martina Moccia
Italia A Alessia Tagliaferri

Note

  1. ^ Il presidente Raffaele Carlino è anche proprietario del marchio Carpisa, nonché presidente della squadra maschile dell'Ischia. Assieme al Presidente Onorario Luciano Cimmino, presidente della Yamamay, Carlino è anche main sponsor dell'Acquachiara (pallanuoto), mentre la stessa Yamamay è anche main sponsor della Futura Volley Busto Arsizio di pallavolo. Le Squadre Carpisa Yamamay - Sito ufficiale
  2. ^ Napoli, via al raduno
  3. ^ C.U. n. 9 fusioni, cambi denominazione, oneri finanziari, su lnd.it, 2 agosto 2010. URL consultato l'11 luglio 2019.
  4. ^ CU 3 - variazioni di denominazione, su lnd.it, 29 luglio 2016. URL consultato l'11 luglio 2019.
  5. ^ a b L'Organigramma della A.S.D. Napoli Calcio Femminile, su Napoli C.F.. URL consultato il 19 febbraio 2017.
  6. ^ Rosa 2015-2016, su Football.it. URL consultato il 5 marzo 2016.

Collegamenti esterni