Alessandro Di Battista

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Alessandro Di Battista
Alessandro Di Battista in Piazza del Popolo (Rome) March 2 2018 (cropped).jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 marzo 2013 –
22 marzo 2018
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
Movimento 5 Stelle
Circoscrizione Lazio 1
Incarichi parlamentari
Vicepresidente della III Commissione - Affari Esteri e Comunitari
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Movimento 5 Stelle
Tendenza politica Nazionalismo
Populismo
Euroscetticismo
Titolo di studio Laurea in discipline delle arti, della musica e dello spettacolo; Master di II° Livello in Tutela Internazionale dei Diritti Umani[1]

Alessandro Di Battista (Roma, 4 agosto 1978[1]) è un attivista e politico italiano, deputato della XVII legislatura della Repubblica Italiana con il Movimento 5 Stelle.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È nato a Roma da genitori di Civita Castellana[2], figlio di Vittorio, già consigliere comunale nelle file del Movimento Sociale Italiano[3]. Si è diplomato presso il Liceo Scientifico "Farnesina" di Roma con votazione 46/60[4] e si è poi laureato in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi Roma Tre. Ha inoltre conseguito il Master di II° Livello in Tutela Internazionale dei Diritti Umani all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza"[1]. Successivamente ha lavorato per un anno come cooperante in Guatemala, occupandosi di educazione e progetti produttivi nelle comunità indigene[2].

Nel 2008 si è occupato di microcredito e istruzione in Congo-Kinshasa e di diritto all'alimentazione per conto dell'UNESCO[5][6][7]. Ha inoltre collaborato col Consiglio italiano per i rifugiati, la Caritas e Amka Onlus[6][7].

Nel 2010 è stato in Argentina, Cile, Paraguay, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Panama, Costa Rica, Nicaragua, Guatemala e Cuba per scrivere il libro Sulle nuove politiche continentali[6].

A partire dal 2011 collabora con il blog di Beppe Grillo pubblicando reportage sulle azioni dell'Enel in Guatemala[5].

Nel 2012 gli è stato commissionato un libro sui sicari sudamericani da parte della Casaleggio Associati. È quindi partito per Ecuador, Panama, Guatemala e Colombia e a fine anno ha pubblicato l'e-book Sicari a cinque euro, edito da Adagio (Casaleggio Associati), nel quale analizza l'origine del fenomeno del sicariato e propone alcune possibili soluzioni[8][9]. Ha un figlio, Andrea[10] nato dalla convivente Sahra Lahouasnia.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 si è candidato con la lista Amici di Beppe Grillo alle comunali di Roma[5]. Entra poi nel Movimento 5 Stelle di cui diventa portavoce per il Lazio[2]. Nel dicembre 2012 si è candidato alle "parlamentarie" del Movimento 5 Stelle, risultando con 313 voti al 4º posto per la circoscrizione Lazio 1 della Camera dei Deputati[11]. Alle elezioni politiche italiane del 2013 è stato poi eletto deputato nella medesima circoscrizione. Dal 7 maggio 2013 al 20 luglio 2015 è stato vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari[1].

Il 7 agosto 2016, con il Costituzione coast to coast, intraprende un tour elettorale in moto per promuovere il "No" al referendum sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi[12].

Il 20 novembre 2017 annuncia che non si ricandiderà in Parlamento alle successive elezioni politiche del 2018[13], pur restando membro del Movimento 5 Stelle.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 maggio 2014 nel corso della trasmissione Bersaglio mobile ha fatto riferimento ai parlamentari Giuseppe Civati e Gianni Cuperlo (PD), accostandoli alla parola mafia e dicendo:

«La mafia è Civati che è costretto a restare in un partito in cui ha pagato 35mila euro per stare in Parlamento [...] La mafia è Cuperlo che ha buone idee e cita Berlinguer, ma per stare su quello scranno accetta le porcate perché glielo chiede il partito»

([14])

In seguito alle polemiche scaturite ha affermato che in quelle dichiarazioni si riferiva a una "mafia del compromesso" che non consente di affrancarsi dal partito a persone intelligenti come Cuperlo e Civati. I due deputati non hanno sporto querela e Civati ha affermato di aver ricevuto le scuse private via SMS[15].

Il 16 agosto 2014 compare sul blog di Beppe Grillo un suo lungo post dal titolo "ISIS, che fare?"[16] che suscita vivaci reazioni. In particolare a fare scalpore è la frase:

«Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione. Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell'era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. È triste ma è una realtà. Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana. Non sto né giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire. Per la sua natura di soggetto che risponde ad un'azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore»

([17]. Successivamente avrà modo di chiarire che quelle parole non si riferivano all'ISIS, bensì a Hamas[18])

Il 14 febbraio 2015 viene citato in un articolo del The New York Times come vincitore di una speciale classifica delle bugie più grandi dell'anno 2014. L'articolo fa riferimento a una frase pronunciata da Di Battista a una manifestazione al Circo Massimo nella quale, descrivendo la situazione della Nigeria (definito "paese tranquillo" dal ministro Beatrice Lorenzin), replicò "Il 60% è in mano a Boko Haram, il resto del paese è in mano ad Ebola", tesi smentita dal NYT avvalendosi anche di dati provenienti dall'Organizzazione mondiale della sanità[19][20].

Il 31 marzo 2017 viene indagato dalla procura di Genova insieme a Beppe Grillo con l'accusa di diffamazione in relazione alle affermazioni contro Marika Cassimatis, vincitrice delle primarie online in vista delle elezioni comunali del capoluogo ligure e sconfessata dal Movimento perché ritenuta vicina a militanti fuoriusciti come Paolo Putti (candidato a Genova cinque anni prima) e Federico Pizzarotti (sindaco di Parma); Di Battista in particolare aveva evocato interventi drastici contro chi, a suo parere, non era in linea con il Movimento[21]. Il 14 aprile 2017 la Procura della Repubblica di Genova ha chiesto l'archiviazione sia per lui sia per Beppe Grillo[22].

Possiede il 30% del capitale sociale della azienda di famiglia, la Di.Bi Tec. una società di capitali a responsabilità limitata amministrata dal padre, della quale, pertanto, risulta socio di maggioranza, a pari livello della sorella Maria Teresa. Nel 2017, la società non ha adempiuto all'obbligo di deposito e pubblicità dei bilanci. Dagli esercizi precedenti risultano iscritti a bilancio debiti nei confronti di vari soggetti, incluso l'INPS e l'erario: deve alle banche 151.578 euro mentre i debiti verso i fornitori sono 135.373 euro[23]. Nel gennaio 2019 il padre ha ammesso che l'azienda ha usufruito delle prestazioni di un lavoratore in nero.[24]

Di Battista durante i suoi anni come cooperante ha anche lavorato come volontario presso AMKA Onlus, un'associazione non governativa che si occupa di progetti di sviluppo in Paesi non industrializzati. Durante questa collaborazione viaggia in Guatemala, dove segue diversi progetti con altri volontari ed entra in contatto con le popolazioni indigene che vedono la loro terra minacciata dalla presenza di Enel, che sul posto ha grandi interessi economici derivanti dalla costruzione di un impianto idroelettrico. Di Battista sposa la causa dei locali scrivendo un articolo sul blog di Beppe Grillo[25] , scagliandosi spesso con parole forti contro Enel e portando in futuro, una volta diventato deputato, un'interrogazione parlamentare in Italia. Ciò nonostante Di Battista proprio nel suo periodo di cooperante in Guatemala, aveva accettato 47.660 euro da Enel nel Cuore (come riportato nel documento di bilancio di missione di Enel Cuore Onlus), la onlus di Enel che si occupa di finanziare progetti di sviluppo il cui operato ha lui stesso definito:

«Enel Cuore onlus finanzia progetti di sviluppo solo nei paesi dove è presente il gruppo Enel. Far del bene è importante ma lo è ancor di più far vedere che loro sono i buoni. Inoltre, regalando lamiere e capre, tentano di comprare le comunità più povere e obbligarle a rinunciare alla protesta e lasciare soli quei sovversivi di San Felipe Chenla»    

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Di Battista, Sicari a cinque euro, Adagio (Casaleggio Associati), 2012.
  • Alessandro Di Battista, A testa in su. Investire in felicità per non essere sudditi, Rizzoli, 2016.
  • Alessandro Di Battista, Meglio liberi. Lettera a mio figlio sul coraggio di cambiare, Rizzoli, 2017.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Alessandro Di Battista, su Camera.it - XVII legislatura, Parlamento italiano.
  2. ^ a b c Di Battista, da Civita alla Camera Il grillino che ama il Sud America, Il Messaggero, 6 marzo 2013.
  3. ^ Ugo Baldi e Simone Canettieri, M5S, il padre di Di Battista: io, fascista ho inventato i Vaffa day prima di Grillo, Il Messaggero, 3 febbraio 2014. URL consultato il 10 settembre 2018 (archiviato il 14 giugno 2018).
  4. ^ La maturità delle ministre: il "dramma" della Boschi, l'incubo della Madia
  5. ^ a b c Chi sono, alessandrodibattista.it. URL consultato il 16 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2016).
  6. ^ a b c Dimissioni Giulio Terzi: Alessandro Di Battista (M5s) "Non bastano, vogliamo capire bene una vicenda oscura e nebulosa" (VIDEO), Huffington Post, 26 marzo 2013. URL consultato il 6 maggio 2014.
  7. ^ a b Di Battista, il grillino che litiga con la Bignardi sognava Amici, Il Messaggero, 9 febbraio 2014. URL consultato il 6 maggio 2014.
  8. ^ Alessandro Di Battista - candidato "Parlamentarie" Movimento 5 Stelle, roma5stelle.com. URL consultato il 28 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2013).
  9. ^ Alessandro Di Battista, Passaparola - Sicari a cinque euro - Alessandro Di Battista, su beppegrillo.it, 24 dicembre 2012. URL consultato il 27 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2013).
  10. ^ Alessandro Di Battista in viaggio con Sahra Lahouasnia e il figlio Andrea: “Che cosa mi manca dell’Italia? Luigi Di Maio” – ESCLUSIVO, oggi.it. URL consultato il 9 gennaio 2019.
  11. ^ Grillo è un compagno che sbaglia o un quattrinaro nemico di classe?, in Il Foglio, 11 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2013).
  12. ^ Referendum, M5s lancia campagna «Io dico no». Tour di Di Battista in sella a uno scooter, in Il Sole 24 ORE, 7 agosto 2016. URL consultato il 14 agosto 2016.
  13. ^ M5s, Di Battista annuncia: "Non mi ricandido, voglio girare il mondo e scrivere", in Repubblica.it, 20 novembre 2017. URL consultato il 21 novembre 2017.
  14. ^ "Civati e Cuperlo sono la mafia" (FOTO, VIDEO), su L'Huffington Post. URL consultato il 30 novembre 2015.
  15. ^ Alessandra De Angelis, Di Maio contro Civati scontro a Che aria che tira (VIDEO), Investireoggi, 22 maggio 2014 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2016).
  16. ^ ISIS: Che fare?, su Blog di Beppe Grillo. URL consultato il 30 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 21 novembre 2015).
  17. ^ Di Battista (M5s): "L'obiettivo politico dell'Isis ha una sua logica", su L'Huffington Post. URL consultato il 30 novembre 2015.
  18. ^ "L'isis? Ma io pensavo ad Hamas", su L'Huffington Post. URL consultato il 30 novembre 2015.
  19. ^ Bill Adair e Maxime Fischer-zernin, The Lies Heard Round the World, in The New York Times, 14 febbraio 2015. URL consultato il 30 novembre 2015.
  20. ^ Di Battista citato dal New York Times tra le "balle" dell'anno, su L'Huffington Post. URL consultato il 30 novembre 2015.
  21. ^ Giuseppe Filetto, Indagati Grillo e Di Battista per diffamazione per le primarie Cinque Stelle di Genova, in La Repubblica, 31 marzo 2017.
  22. ^ Genova, Cassimatis – Procura chiede archiviazione per Grillo e Di Battista, in Il Fatto Quotidiano, 14 aprile 2017.
  23. ^ Carmelo Carmelo Caruso, Vizietti grillini: i due Di Battista non pagano debiti e lavoratori, in Il Giornale, 17 dicembre 2018.
  24. ^ Le Iene dal papà di Di Battista: ha un lavoratore in nero. Il pentastellato: "Non lo sapevo", su Repubblica.it, 26 gennaio 2019. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  25. ^ (IT) beppegrillo.it, L'Enel e il popolo Maya, su Il Blog di Beppe Grillo, 25 gennaio 2012. URL consultato il 10 febbraio 2019.

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