Alessandro Di Battista

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Alessandro Di Battista
Alessandro Di Battista daticamera.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
Movimento 5 Stelle
Circoscrizione Lazio 1
Incarichi parlamentari
Vicepresidente della III commissione (Affari Esteri e Comunitari)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Movimento 5 Stelle
Titolo di studio - Laurea in discipline dell'arte, della musica e dello spettacolo

- Master di secondo livello in tutela internazionale dei diritti umani

Professione Scrittore

Alessandro Di Battista (Roma, 4 agosto 1978[1]) è un politico italiano, deputato della XVII legislatura della Repubblica Italiana con il Movimento 5 Stelle.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È nato a Roma da genitori di Civita Castellana[2], figlio di Vittorio, già consigliere comunale nelle file del Movimento Sociale Italiano[3], fondatore di An, e segretario provinciale dell'Idv, dal quale è uscito non appena il partito di Antonio Di Pietro si è alleato con il centrosinistra nel 2003. Vittorio Di Battista, piccolo imprenditore nel settore della ceramica sanitaria, si dichiara orgogliosamente "fascista" ma non di destra, contemporaneamente anticapitalista e anticomunista. Alessandro Si è diplomato al liceo scientifico Farnesina della capitale con 46/60[4] e, dopo essersi laureato in discipline dell'arte, della musica e dello spettacolo (DAMS) presso la Università di Roma Tre ha conseguito un Master di secondo livello in tutela internazionale dei diritti umani alla Sapienza Università di Roma[1]. Successivamente ha lavorato un anno come cooperante in Guatemala, occupandosi di educazione e progetti produttivi nelle comunità indigene[2].

Nel 2008 si è occupato di microcredito e istruzione in Congo-Kinshasa. Lo stesso anno si è occupato di diritto all'alimentazione per conto dell'UNESCO[5][6][7]. Ha inoltre collaborato col Consiglio italiano per i rifugiati, la Caritas e Amka onlus (organizzazione non governativa dedita alla realizzazione di progetti di sviluppo per i paesi australi)[6][7].

Nel 2010 è stato in Argentina, Cile, Paraguay, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Panama, Costa Rica, Nicaragua, Guatemala e Cuba per scrivere il libro Sulle nuove politiche continentali[6].

A partire dal 2011 ha collaborato con il blog di Beppe Grillo pubblicando reportage sulle azioni di Enel in Guatemala.[5]

Nel 2012 gli è stato commissionato un libro sui sicari sudamericani da parte della Casaleggio Associati. È quindi partito per Ecuador, Panama, Guatemala e Colombia e a fine anno ha pubblicato l'eBook Sicari a cinque euro, edito da Adagio (Casaleggio Associati), nel quale analizza l'origine del fenomeno del sicariato e propone alcune possibili soluzioni[8][9].

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 si è candidato con la lista Amici di Beppe Grillo alle comunali di Roma[5]. Entra poi nel Movimento 5 Stelle di cui diventa portavoce per il Lazio[2]. Il 3-6 dicembre 2012 si è candidato alle "parlamentarie" del Movimento 5 Stelle, risultando al 4º posto per la circoscrizione Lazio 1 della Camera dei Deputati[10]. Alle elezioni politiche italiane del 2013 è stato poi eletto deputato nella medesima circoscrizione. Dal 7 maggio 2013 al 20 luglio 2015 è stato vicepresidente della commissione Affari esteri e comunitari[1].

Il 7 agosto 2016 intraprende un tour elettorale in moto per promuovere il "no" al referendum sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi.[11]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Di Battista con Roberto Fico e Luigi Di Maio.

Il 20 maggio 2014 nel corso della trasmissione Bersaglio Mobile ha fatto riferimento ai parlamentari Giuseppe Civati e Gianni Cuperlo (PD) accostandoli alla parola mafia dicendo:

« La mafia è Civati che è costretto a restare in un partito in cui ha pagato 35mila euro per stare in Parlamento [...] La mafia è Cuperlo che ha buone idee e cita Berlinguer, ma per stare su quello scranno accetta le porcate perché glielo chiede il partito »
([12])

In seguito alle polemiche scaturite ha affermato che in quelle dichiarazioni si riferiva a una "mafia del compromesso" che non consente di affrancarsi dal partito a persone intelligenti come Cuperlo e Civati. I due deputati non hanno sporto querela e Civati ha affermato di aver ricevuto le scuse private via SMS.[13]

Il 16 agosto 2014 compare sul blog di Beppe Grillo un suo lungo post dal titolo "ISIS, che fare?"[14] che suscita vivaci reazioni. In particolare a fare scalpore è la frase:

« Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione. Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell'era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. È triste ma è una realtà. Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana. Non sto né giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire. Per la sua natura di soggetto che risponde ad un'azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore »
([15]. Successivamente avrà modo di chiarire che quelle parole non si riferivano all'ISIS, bensì ad Hamas[16])

Il 14 febbraio 2015 viene citato in un articolo del New York Times come vincitore di una speciale classifica delle bugie più grandi dell'anno 2014. L'articolo fa riferimento a una frase pronunciata da Di Battista a una manifestazione al Circo Massimo nella quale, descrivendo la situazione della Nigeria definito "paese tranquillo" dal ministro Beatrice Lorenzin, replicò "Il 60% è in mano a Boko Haram, il resto del paese è in mano ad Ebola", tesi smontata dal NYT avvalendosi anche di dati provenienti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.[17][18]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Di Battista, Sicari a cinque euro, Adagio (Casaleggio Associati), 2012.
  • Alessandro Di Battista, A testa in su. Investire in felicità per non essere sudditi, Rizzoli, 2016.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Alessandro Di Battista, su Camera.it - XVII legislatura, Parlamento italiano.
  2. ^ a b c Di Battista, da Civita alla Camera Il grillino che ama il Sud America, Il Messaggero, 6 marzo 2013.
  3. ^ M5S, il padre di Di Battista: io, fascista ho inventato i Vaffa day prima di Grillo, Il Messaggero, 2 febbraio 2014.
  4. ^ La maturità delle ministre: il "dramma" della Boschi, l'incubo della Madia
  5. ^ a b c Chi sono, alessandrodibattista.it. URL consultato il 16 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2016).
  6. ^ a b c Dimissioni Giulio Terzi: Alessandro Di Battista (M5s) "Non bastano, vogliamo capire bene una vicenda oscura e nebulosa" (VIDEO), Huffington Post, 26 marzo 2013. URL consultato il 6 maggio 2014.
  7. ^ a b Di Battista, il grillino che litiga con la Bignardi sognava Amici, Il Messaggero, 9 febbraio 2014. URL consultato il 6 maggio 2014.
  8. ^ Alessandro Di Battista - candidato "Parlamentarie" Movimento 5 Stelle, roma5stelle.com. URL consultato il 28 maggio 2013.
  9. ^ Alessandro Di Battista, Passaparola - Sicari a cinque euro - Alessandro Di Battista, beppegrillo.it, 24 dicembre 2012. URL consultato il 27 maggio 2013.
  10. ^ Grillo è un compagno che sbaglia o un quattrinaro nemico di classe?, in Il Foglio, 11 dicembre 2012.
  11. ^ Referendum, M5s lancia campagna «Io dico no». Tour di Di Battista in sella a uno scooter, in Il Sole 24 ORE, 7 agosto 2016. URL consultato il 14 agosto 2016.
  12. ^ "Civati e Cuperlo sono la mafia" (FOTO, VIDEO), su L'Huffington Post. URL consultato il 30 novembre 2015.
  13. ^ Alessandra De Angelis, Di Maio contro Civati scontro a Che aria che tira (VIDEO), Investireoggi, 22 maggio 2014.
  14. ^ ISIS: Che fare?, su Blog di Beppe Grillo. URL consultato il 30 novembre 2015.
  15. ^ Di Battista (M5s): "L'obiettivo politico dell'Isis ha una sua logica", su L'Huffington Post. URL consultato il 30 novembre 2015.
  16. ^ "L'isis? Ma io pensavo ad Hamas", su L'Huffington Post. URL consultato il 30 novembre 2015.
  17. ^ Bill Adair e Maxime Fischer-zernin, The Lies Heard Round the World, in The New York Times, 14 febbraio 2015. URL consultato il 30 novembre 2015.
  18. ^ Di Battista citato dal New York Times tra le "balle" dell'anno, su L'Huffington Post. URL consultato il 30 novembre 2015.

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