Alessandro Di Battista

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on. Alessandro Di Battista
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Alessandro Di Battista
Luogo nascita Roma
Data nascita 4 agosto 1978
Titolo di studio - Laurea in discipline dell'arte, della musica e dello spettacolo

- Master di secondo livello in tutela internazionale dei diritti umani

Professione Scrittore
Partito Movimento 5 Stelle
Legislatura XVII
Gruppo Movimento 5 Stelle
Circoscrizione Lazio 1
Incarichi parlamentari

Vicepresidente della III commissione (Affari Esteri e Comunitari)

Pagina istituzionale

Alessandro Di Battista (Roma, 4 agosto 1978) è un politico italiano, deputato della XVII Legislatura della Repubblica Italiana con il Movimento 5 Stelle.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È nato a Roma da genitori di Civita Castellana[1], figlio di Vittorio, già consigliere comunale nelle file del Movimento Sociale Italiano[2]. Si è diplomato al liceo scientifico Farnesina della capitale con 46/60[3] e, dopo essersi laureato in discipline dell'arte, della musica e dello spettacolo (DAMS) presso la Università di Roma Tre ha conseguito un Master di secondo livello in tutela internazionale dei diritti umani alla Sapienza Università di Roma[4]. Successivamente ha lavorato un anno come cooperante in Guatemala, occupandosi di educazione e progetti produttivi nelle comunità indigene[1].

Nel 2008 si è occupato di microcredito e istruzione in Congo-Kinshasa. Lo stesso anno si è occupato di diritto all'alimentazione per conto dell'Unesco[5][6][7]. Ha inoltre collaborato col Consiglio italiano per i rifugiati, la Caritas e Amka onlus (organizzazione non governativa dedita alla realizzazione di progetti di sviluppo per i paesi australi)[6][7].

Nel 2010 è partito per il Sudamerica lavorando alla scrittura di un libro, Sulle nuove politiche continentali, che lo ha portato a viaggiare in Argentina, Cile, Paraguay, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Panamá, Costa Rica, Nicaragua, Guatemala e Cuba[6].

A partire dal 2011 ha collaborato con il blog di Beppe Grillo pubblicando reportage sulle azioni di Enel in Guatemala.[5]

Nel 2012 gli è stato commissionato un libro sui sicari sudamericani da parte della Casaleggio Associati. È quindi partito per Ecuador, Panamá, Guatemala e Colombia e a fine anno ha pubblicato l'eBook Sicari a cinque euro, edito da Adagio (Casaleggio Associati), nel quale analizza l'origine del fenomeno del sicariato e propone alcune possibili soluzioni[8][9].

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 si è candidato con la lista Amici di Beppe Grillo alle comunali di Roma[5]. Entra poi nel Movimento 5 Stelle di cui diventa portavoce per il Lazio[1]. Il 3-6 dicembre 2012 si è candidato alle "parlamentarie" del Movimento 5 Stelle, risultando al 4º posto per la circoscrizione Lazio 1 della Camera dei Deputati[10]. Alle elezioni politiche italiane del 2013 è stato poi eletto deputato nella medesima circoscrizione. Dal 7 maggio 2013 al 20 luglio 2015 è stato vicepresidente della commissione Affari esteri e comunitari[4].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Di Battista con Roberto Fico e Luigi Di Maio.

Il 20 maggio 2014 nel corso della trasmissione Bersaglio Mobile ha fatto riferimento ai parlamentari Giuseppe Civati e Gianni Cuperlo (PD) accostandoli alla parola mafia dicendo:

« La mafia è Civati che è costretto a restare in un partito in cui ha pagato 35mila euro per stare in Parlamento [...] La mafia è Cuperlo che ha buone idee e cita Berlinguer, ma per stare su quello scranno accetta le porcate perché glielo chiede il partito »
([11])

In seguito alle polemiche scaturite ha voluto sottolineare che in quelle dichiarazioni si riferiva ad una "mafia del compromesso" che non consente di affrancarsi dal partito persone intelligenti come Cuperlo e Civati (poi, successivamente, uscito dal Partito Democratico). Nonostante la reazione stizzita, nessuno dei due deputati ha sporto denuncia e Civati ha precisato di aver ricevuto le scuse private di Di Battista via sms.

Il 16 agosto 2014 compare sul blog di Beppe Grillo un suo lungo post dal titolo "ISIS, che fare?"[12] che suscita vivaci reazioni. In particolare a fare scalpore è la frase:

« Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione. Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell'era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. È triste ma è una realtà. Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana. Non sto né giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire. Per la sua natura di soggetto che risponde ad un'azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore »
([13]. Successivamente avrà modo di chiarire che quelle parole non si riferivano all'ISIS, bensì ad Hamas[14])

Il 14 febbraio 2015 viene citato in un articolo del New York Times come vincitore della speciale classifica delle bugie più grandi dell'anno 2014. L'articolo fa riferimento ad una frase pronunciata da Di Battista ad una manifestazione al Circo Massimo nella quale, descrivendo la situazione della Nigeria definito "paese tranquillo" dal ministro Beatrice Lorenzin, replicò "Il 60% è in mano a Boko Haram, il resto del paese è in mano ad Ebola", tesi smontata dal NYT avvalendosi anche di dati provenienti dall' Organizzazione Mondiale della Sanità.[15][16]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Di Battista, da Civita alla Camera Il grillino che ama il Sud America, Il Messaggero, 6 marzo 2013.
  2. ^ M5S, il padre di Di Battista: io, fascista ho inventato i Vaffa day prima di Grillo, Il Messaggero, 2 febbraio 2014.
  3. ^ La maturità delle ministre: il "dramma" della Boschi, l'incubo della Madia
  4. ^ a b Alessandro Di Battista, su Camera.it - XVII Legislatura, Parlamento italiano.
  5. ^ a b c Chi sono, alessandrodibattista.it. URL consultato il 16 novembre 2013.
  6. ^ a b c Dimissioni Giulio Terzi: Alessandro Di Battista (M5s) "Non bastano, vogliamo capire bene una vicenda oscura e nebulosa" (VIDEO), Huffington Post, 26 marzo 2013. URL consultato il 6 maggio 2014.
  7. ^ a b Di Battista, il grillino che litiga con la Bignardi sognava Amici, Il Messaggero, 9 febbraio 2014. URL consultato il 6 maggio 2014.
  8. ^ Alessandro Di Battista - candidato "Parlamentarie" Movimento 5 Stelle, roma5stelle.com. URL consultato il 28 maggio 2013.
  9. ^ Alessandro Di Battista, Passaparola - Sicari a cinque euro - Alessandro Di Battista, beppegrillo.it, 24 dicembre 2012. URL consultato il 27 maggio 2013.
  10. ^ Grillo è un compagno che sbaglia o un quattrinaro nemico di classe?, Il Foglio, 11 dicembre 2012.
  11. ^ "Civati e Cuperlo sono la mafia" (FOTO, VIDEO), su L'Huffington Post. URL consultato il 30 novembre 2015.
  12. ^ ISIS: Che fare?, su Blog di Beppe Grillo. URL consultato il 30 novembre 2015.
  13. ^ Di Battista (M5s): "L'obiettivo politico dell'Isis ha una sua logica", su L'Huffington Post. URL consultato il 30 novembre 2015.
  14. ^ "L'isis? Ma io pensavo ad Hamas", su L'Huffington Post. URL consultato il 30 novembre 2015.
  15. ^ Bill Adair e Maxime Fischer-zernin, The Lies Heard Round the World, in The New York Times, 14 febbraio 2015. URL consultato il 30 novembre 2015.
  16. ^ Di Battista citato dal New York Times tra le "balle" dell'anno, su L'Huffington Post. URL consultato il 30 novembre 2015.

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