Boko Haram

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Boko Haram
Gruppo della Gente della Sunna per la propaganda religiosa e la Jihad
جماعة أهل السنة للدعوة والجهاد
Logo of Boko Haram.svg
Attiva 2002 - oggi
Nazione Nigeria Nigeria
Ideologia Islam radicale
Alleanze Ansaru
Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento
Al-Shabaab
Componenti
Fondatori Ustaz Mohammed Yusuf
Simboli
Stati nei quali agisce Nigeria Nigeria
Camerun Camerun
Niger Niger
Ciad Ciad
Attività
Azioni principali Violenza interreligiosa in Nigeria
Disordini in Nigeria del luglio 2009
Fonti nel testo
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Boko Haram (da una locuzione hausa che letteralmente significa «l'istruzione occidentale è proibita») è un'organizzazione terroristica jihadista diffusa nel nord della Nigeria.[1] È anche nota come Gruppo della Gente della Sunna per la propaganda religiosa e il Jihad[2] (in arabo: جماعة اهل السنة للدعوة والجهاد‎, Jamāʿat Ahl al-Sunna li-daʿwa wa l-Jihād). Nel 2015 si è alleata con lo Stato Islamico.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione ha adottato il nome ufficiale di "Gruppo della Gente della Sunna per la propaganda religiosa e per il Jihād" (in arabo: جماعة أهل السنة للدعوة والجهاد‎, Jamāʿat Ahl al-Sunna li-daʿwa wa l-Jihād), ma nella città di Maiduguri, dove essa si era formata, le fu dato il soprannome di Boko Haram. Il nome "Boko Haram" deriva dalla parola hausa boko, che è liberamente traducibile come "educazione occidentale", e dalla parola araba harām, che indica un divieto legale, metaforicamente il "peccato".[3][4][5][6] Il nome significa quindi "l'educazione occidentale è sacrilega"[7] o "vietata" o "peccato"[8]. Il nome è dovuto alla dura opposizione all'Occidente, inteso come corruttore dell'Islam.[9]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione e primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Massima estensione del territorio controllato da Boko Haram, nel gennaio 2015 (grigio scuro)
Estensione del territorio controllato da Boko Haram al 10 aprile 2015 (grigio scuro)

Il gruppo viene fondato da Ustaz Mohammed Yusuf nel 2002[10] nella città di Maiduguri con l'idea di instaurare la shari'a nel Borno con l'ex governatore Ali Modu Sheriff.[11][12] Yusuf fonda un complesso religioso che comprende una moschea ed una scuola, dove le famiglie povere della Nigeria e degli stati vicini possano iscrivere i propri figli.[9]

Il centro si dà altri obiettivi politici e presto lavora per reclutare i futuri jihadisti per combattere lo Stato federale.[9] Il gruppo include membri provenienti dai confinanti Ciad e Niger, e parla solamente arabo.[13] Nel 2004 il complesso sposta la propria sede nel villaggio di Kanamma, vicino il confine col Niger.[14]

Eric Guttschuss (Human Rights Watch) racconta ad IRIN News che Yusuf attirava con successo seguaci tra i giovani disoccupati "parlando male della polizia e della corruzione politica". Abdulkarim Mohammed, studioso di Boko Haram, ha aggiunto che le insurrezioni violente in Nigeria sono dovute "alla frustrazione per la corruzione e al malessere sociale sulla povertà e la disoccupazione".[15]

E' stato ipotizzato che Yusuf abbia fondato Boko Haram vedendo l'opportunità di collegare l'inefficienza del governo, al centro dell'odio della popolazione, con l'influenza occidentale sulla cultura nigeriana..[16] Egli si è servito, per reclutare membri di un'organizzazione precedente: l'Izala Society, un gruppo islamista conservatore presente nello stato del Borno e che poi abbia deciso di separarsi per creare la sua fazione indipendente. Originariamente non vi era ostilità aperta tra l'Izala, gli uomini di Yusuf ed il governo nigeriano. Durante i suoi primi sette anni, Boko Haram ha condotto attività relativamente pacifiche, purtuttavia il governo ha ripetutamente ignorato gli avvisi sul carattere sempre più militante dell'organizzazione. .[1][17] Il Consiglio degli Ulama ha avvisato il governo e l'ente televisivo statale nigeriano di non diffondere le predicazioni di Yusuf, ma i loro suggerimenti sono stati ignorati. L'arresto di Yusuf lo eleverà al rango di eroe. Il vicegovernatore del Borno, Alhaji Dibal, ha dichiarato che Al-Qāʿida ha avuto rapporti con Boko Haram ma che li aveva interrotti ritenendo Yusuf una persona inaffidabile.

2009[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009, la polizia ha iniziato delle indagini sotto il nome di "Operazione Flush". II 26 luglio, le forze di sicurezza hanno arrestato nove membri di Boko Haram e confiscato armi e attrezzature per creare bombe. Questi episodi hanno portato ad attacchi di vendetta contro la polizia e a una rivolta nell'area del Borno. In risposta ai disordini venne lanciata un offensiva militare che, il 30 luglio aveva già causato oltre settecento morti, in gran parte membri di Boko Haram, e che aveva causato la distruzione di edifici pubblici quali scuole, uffici del governo, luoghi di preghiera e prigioni.[18][19] Yusuf, il fondatore del gruppo, venne arrestato e morì in custodia ufficialmente durante un tentativo di fuga. Come era successo già decenni prima durante le rivolte a Kano nel 1980, l'uccisione di un leader di un gruppo estremista avrebbe portato a conseguenze impreviste. Yusuf venne sostituito dal suo braccio destro Abubakar Shekau, al 2015 ancora leader dell'organizzazione. [20][21]

2010[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2010, sotto il controllo del suo nuovo leader, Boko Haram ha liberato 105 suoi membri dalla prigione di Maiduguri, facendo fuggire anche più seicento prigionieri comuni, e a cominciato a lanciare attacchi nel Nigeria settentrionale. [22][23]

2011[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo ha continuato a crescere ed aumentare la sua capacità operativa, lanciando una serie di attacchi con degli ordigni esplosivi improvvisati e, nel giugno 2011, attaccando con un autobomba una centrale di polizia ad Abuja, uccidendo sei persone. Nell'agosto dello stesso anno, Boko Haram ha attaccato una base dell'ONU ad Abuja, uccidendo undici inviati dell'ONU e altre dodici persone e ferendone oltre cento. Un portavoce del gruppo ha rivendicato l'attacco e ha minacciato altri attacchi contro obiettivi degli Stati Uniti e della Nigeria e ha annunciato che la sola condizione di negoziazione che Boko Haram avrebbe accettato era la liberazione di tutti i membri incarcerati. Poco dopo l'attentato, l'ambasciata statunitense ha annunciato l'arrivo dell'FBI nel paese. Alcuni analisti hanno osservato come il gruppo abbia aumentato il proprio raggio d'azione forse a causa di un'alleanza con l'al-Qāʿida nel Maghreb islamico. [22][23][24][25][26]

Dopo l'elezione alla presidenza di Goodluck Jonathan nel maggio 2011, il gruppo ha lanciato una serie di attacchi terroristici in diverse città della Nigeria, compresa la capitale. Il meglio riuscito di questi attacchi è avvenuto in una caserma di Bauchi. Un membro del gruppo ha annunciato che l'attacco era stato compiuto, come prova di fedeltà, da membri dell'esercito desiderosi di unirsi all'organizzazione. Un portavoce dell'esercito ha negato, poco tempo dopo, queste affermazioni sostenendo che: "Questa non è una repubblica delle banane". Tuttavia, l'8 gennaio 2012, il presidente ha annunciato che Boko Haram aveva infiltrati nell'esercito e nella polizia ma anche nell'esecutivo e nel parlamento. Un portavoce dell'organizzazione ha inoltre rivendicato l'assassino del politico Abba Anas Ibn Umar Garbai, il fratello minore di Shehu del Borno, che era stato il più noto musulmano del paese dopo il Sultano di Sokoto. Il portavoce ha aggiunto: "Stiamo facendo quel che facciamo per combattere l'ingiustizia, se loro interromperanno le loro azioni sataniche e le ingiustizie, noi smetteremo di fare quello che stiamo facendo." [27][28]

Boko Haram a continuato a compiere omicidi del genere ai danni di molte personalità politiche e religiose, con la presunta intenzione di correggere le ingiustizie nello stato del Borno. La scia di attentati e massacri è arrivata a portare il paese in una sorta di guerra civile. L'apparente disomogeneità degli attacchi a portato gli analisti a chiedersi se Boko Haram fosse un gruppo coeso: è stato messo in luce come i gruppi militanti nella regione del Delta del Niger, ricca di petrolio, perseguano scopi differenti. A novembre del 2011, il Servizio di Sicurezza dello Stato ha annunciato che quattro diverse organizzazioni criminali agivano sotto il nome di "Boko Haram". [29][30][31]

In questa fase, generalmente gli attentati coinvolgevano agenti di polizia, uccisi a casa o al lavoro. Il movente per simili azioni potrebbe essere la vendetta della morte di Mohammed Yusuf, oppure il fatto che essi rappresentino il potere costituito, oppure potrebbe anche mancare un pretesto di qualsiasi tipo. Infatti, l'arresto di cinque agenti per l'omicidio di Yusuf non ha ridotto il numero degli attacchi che in totale hanno causato la morte di centinaia di poliziotti, determinando anche un aumento della criminalità comune. La risposta del governo ai disordini è stata quella d'investire considerevolmente in attrezzature di sicurezza, spendendo cinque miliardi e mezzo di dollari, il 20% del bilancio complessivo dello stato, per unità di rilevazione delle bombe e altre misure di sicurezza, oltre 470 milioni per acquistare dalla Cina un sistema di telecamere a circuito chiuso per sorvegliare le strade di Abuja, che tuttavia non è riuscito nello scopo prefissato di individuare e scoraggiare le azioni terroristiche. [30][32][33][34][35][36]

Il fatto che durante le elezioni sia stato sconfitto l'ex dittatore militare Muhammadu Buhari aumenta la tensione politica e religiosa in quanto si credeva che la presidenza sarebbe passata in mano a un candidato settentrionale e musulmano. A seguito delle elezioni vi sono stati scontri in tutti i dodici stati in cui si divide la Nigeria settentrionale. La campagna di violenza di Boko Haram è culminata in una serie di attentati in tutto il paese il giorno di Natale. Nella periferia di Abuja, a causa di un attentato vi sono stati trentasette morti in una chiesa, il cui tetto è stato spazzato via dall'esplosione. Un residente ha commentato: "Le automobili erano in fiamme e c'erano corpi sparsi ovunque." Eventi simili si erano verificati a Natale negli anni precedenti. Jonathan ha proclamato lo stato d'emergenza nel giorno di Capodanno negli stati nigeriani di Jos, Borno, Yobe e Niger e a chiuso il confine internazionale a nordest. [37][38][39][40][41][42][43][44][45]

2012[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011, Boko Haram aveva compiuto 115 attacchi terroristici, uccidendo 550 persone, ma nelle sole prime tre settimane del 2012 il gruppo è riuscito a provocare più di metà delle morti complessive dell'anno precedente, il che ha spinto il governo nigeriano a proclamare lo stato di emergenza. Due giorni dopo questo evento, Boko Haram ha intimato ai nigeriani provenienti dal meridione ma che abitassero nel nord del paese di abbandonare la regione entro tre giorni. Tre giorni dopo il gruppo ha lanciato una serie di attacchi su piccola scala contro la popolazione cristiana e l'etnia Igbo, causando centinaia di fughe. A Kano, il 20 gennaio, il gruppo compie la sua azione più sanguinosa fino a quel momento: l'assalto a un palazzo della polizia per un totale di 190 vittime, tra cui un reporter televisivo. L'attacco ha compreso l'uso combinato di autobombe, attacchi suicidi, IED e armi da fuoco convenzionali. [46][47][48][49][50][51]

2013[modifica | modifica wikitesto]

Lo stato nigeriano del Borno, base di Boko Haram, confina con il lago del Ciad e con i paesi Niger, Camerun e Ciad. Il conflitto generato da Boko Haram si diffonde anche in questi paesi. All'inizio del 2013, il gruppo ha aumentato le operazioni nel Camerum settentrionale ed è stato partecipe di attività criminali sui confini di Ciad e Niger. Boko Haram è stato correlato con una serie di rapimenti, spesso conseguiti con la collaborazione con il gruppo terrorista Ansaru, una cellula scissionista dell'organizzazione.

L'ufficio statunitense per il controterrorismo offre questo riassunto delle operazioni internazionali di Boko Haram:

« Nel febbraio 2013, Boko Haram è responsabile per il rapimento di sette turisti francesi nell'estremo nord del Camerun. Nel novembre 2013, membri di Boko Haram hanno rapito un prete francese in Cameroon. Nel dicembre 2013, secondo le testimonianze, uomini armati di Boko Haram hanno attaccato i civili in molte zone del Camerun settentrionale. Inoltre, forze di sicurezza del Ciad e del Niger hanno preso parte a schermaglie contro sospetti membri di Boko Haram lungo i confini con la Nigeria. Nel 2013, il gruppo ha inoltre rapito otto cittadini francesi nel Camerun settentrionale e ha ottenuto un riscatto per il loro rilascio.[52] »

Boko Haram è spesso riuscito a eludere l'esercito nigeriano rifugiandosi sulle colline circostanti il confine con il Camerun, paese il cui esercito sembrava restio a confrontarsi con i miliziani del gruppo. Nigeria, Ciad e Niger avevano formato il Multinational Joint Task Force nel 1998. Nel febbraio 2012, il Camerun ha firmato un patto con la Nigeria per stabilire un Joint Trans-Border Security Committee (comitato di sicurezza transfrontaliero congiunto) che è stato inaugurato nel novembre 2013, quando il Camerun ha annunciato di voler condurre, nel 2014, controlli di frontiera "coordinati ma separati".[53][54][55][56][57]

Nel tardo 2013, Amnesty International ha considerato credibile l'informazione che oltre 950 prigionieri appartenenti a Boko Haram sono morti, nella prima metà dell'anno, durante la prigionia, principalmente nei centri di detenzione a Maiduguri e Damaturu[58]. Nel dicembre 2013, il ministero dell'interno del Regno Unito riporta:

« Il NPF [forza di polizia nigeriana], l'SSS [servizio di sicurezza dello stato in Nigeria] e l'esercito fanno capo alle autorità civili; tuttavia, questi servizi di sicurezza agiscono ripetutamente al di fuori del controllo civile. Il governo manca effettivamente di meccanismi per investigare e punire abusi e corruzione. Il NPF rimane suscettibile alla corruzione, commette violazioni dei diritti umani e generalmente opera con impunità nell'arresto, nella detenzione illegale e talvolta nell'esecuzione capitale di sospettati. Anche l'SSS compie violazioni dei diritti umani, in particolare nella limitazione della libertà di parola e di stampa. In certi casi, privati cittadini o membri del governo hanno denunciato i responsabili di violazioni dei diritti umani all'interno di queste unità. Tuttavia gran parte di questi casi si è fermato in tribunale o non ha proceduto oltre una prima indagine.[59] »

Nel maggio 2013, lo stato di emergenza è stato esteso anche agli stati nigeriani di Adamawa e Yobe, oltre all'originario Borno. Nei dodici mesi successivi 250.000 persone abbandoneranno i tre stati, seguite da altre 180.000 tra il maggio e l'agosto del 2014 mentre 210.000 fuggiranno dagli stati circostanti portando gli sfollati del conflitto a 650.000. Molte migliaia abbandoneranno la Nigeria. Ad agosto 2014, un video mostrava l'esercito e le milizie alleate uccidere persone con metodi quali il taglio della gola e gettare i loro cadaveri in fosse comuni.[60][61][62]

Dal giugno 2013 il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America offre sette milioni di dollari a chi darà informazioni che portino alla cattura di Abubakar Shekau, capo dell'organizzazione. [63]

2014[modifica | modifica wikitesto]

Rapimento di 276 studentesse[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Aprile 2014, Boko Haram ha rapito 276 ragazze a Chibok in Borno. Oltre cinquanta di esse sono riuscite a scappare presto, ma le rimanenti non sono state rilasciate. Shekau ha annunciato che intendeva vederle come schiave. L'evento a portato Boko Haram all'attenzione dei media globali anche grazie ai discorsi fatti sul tema dalla First lady degli Stati Uniti d'America. [64][65][66][67][68][69][70]

Attività in Camerun[modifica | modifica wikitesto]

Boko Haram ha continuato a rafforzare la propria presenza nel Camerun settentrionale. In un attacco contro una società di costruzioni a Waza, vicino al confine con la Nigeria, sono stati rapiti dieci lavoratori cinesi e un soldato del Camerun è stato ucciso. Le forze antiterroriste del Camerun hanno provato a intervenire ma si sono rapidamente trovate in inferiorità numerica. [71] A luglio, il villaggio natale del vice primo ministro è stato assalito da circa 200 miliziani: la moglie del vicepremier è stata rapita insieme al Sultano di Kolofata e alla sua famiglia. Nel corso del raid sono state uccise quindici persone, compresi membri della polizia e dell'esercito. La moglie del vicepremier è stata rilasciata a Ottobre, insieme ad altri ventisei prigionieri (inclusi i dieci lavoratori cinesi rapiti durante l'attacco a Waza). Le autorità non hanno fatto accenno ad alcun riscatto e il governo del Camerun ha annunciato di non aver mai pagato.[72] In una serie di attachi separati, Boko Haram ha provocato la morte di nove passeggeri di un autobus, ha ucciso un militare e ha rapito il figlio di un amministratore locale. Ad agosto, la città nigeriana di Gwoza, vicina al confine con il Camerun, è stata conquistata dal gruppo. In risposta alla crescente attività militare, il presidente del Camerun ha licenziato due alti ufficiali militari e ha inviato nella regione settentrionale un generale di sua fiducia, insieme a rinforzi militari per un totale di mille uomini. [73][74][75]

Tra maggio e luglio del 2014, arrivano in Camerun circa ottomila rifugiati nigeriani, e oltre il 25% di essi soffre di una forma acuta di malnutrizione.[76] Altri undicimila rifugiati nigeriani hanno attraversato i confini con il Camerun e il Ciad ad agosto. [77]

Acquisizioni territoriali e creazione di un califfato islamico[modifica | modifica wikitesto]

La presa di Gwoza segnala un cambiamento nella strategia di Boko Haram da un orientamento prettamente terrorista e clandestino a un modello organizzativo paramilitare e parastatale di conquista e controllo del territorio. Il gruppo comincia conquistare territori nella parte orientale del Borno e anche negli stati di Adamawa e Yobe. Gli attacchi sul confine sono respinti dalle forze militari del Camerun. [78] L'esercito nigeriano ha ufficialmente smentito che Boko Haram avesse conquistato parti del proprio territorio. In un video divulgato dall'AFP ad agosto 2014, Shekau ha dichiarato che Gwoza era ora parte di un califfato islamico. [79]. All'inizio di settembre è stata conquistata la città di Bama, a settanta chilometri di distanza dalla capitale del Borno, Maiduguri. Ci sono state molte fughe dai territori catturati verso Maiduguri, ma molti dei residenti della stessa capitale hanno cominciato ad allontanarsi. .[80] L'esercito a continuato a negare le acquisizioni territoriali da parte di Boko Haram, anche se sono state confermate dai locali in fuga. I guerriglieri di Boko Haram avrebbero cominciato a uccidere uomini e adolescenti nelle zone occupate. I soldati nigeriani hanno rifiutato l'ordine di avanzare nelle città occupate e a centinaia sono fuggiti oltre il confine con il Camerun, ma prontamente rimpatriati. Cinquantaquattro disertori sono stati successivamente uccisi mediante fucilazione. [81][82]

Il 17 ottobre, il capo di stato maggiore della difesa nigeriano ha annunciato che si era giunti a un accordo per un cessate il fuoco e ha affermato di essersi messo in contatto con i capi locali dell'esercito per assicurare che l'ordine venisse rispettato. Nonostante l'informazione non fosse stata confermata da Boko Haram, i media di tutto il mondo hanno diffuso la notizia. Due giorni dopo però è giunta l'informazione che gli attacchi di Boko Haram sarebbero proseguiti senza interruzioni. [83][84][85]

Il 29 ottobre, Mubi, una città di 200.000 abitanti nello stato di Adamawa, è stata conquistata da Boko Haram, minando ulteriormente la fiducia sulla possibilità di un qualsiasi accordo di pace con i miliziani. Nel frattempo, migliaia di persone sono fuggite a sud, verso Yola, la capitale di Adamawa.[86] Il 31 ottobre, a rafforzare la congettura dei media che voleva che l'annuncio del raggiungimento di un accordo fosse una trovata del presidente Jonathan in vista delle elezioni, giunge un video rilasciato da Boko Haram mediante l'AFP, in cui viene affermato che non era avvenuta alcuna negoziazione. [87][88] Il 13 novembre venne annunciata la ricattura di Mubi da parte dell'esercito regolare. Lo stesso giorno, Boko Haram raggiuns Chibok, che venne riconquistata dall'esercito due giorni dopo, però in stato di abbandono. Il 16 novembre si stimò che i miliziani controllassero venti tra città e villaggi. [89][90] Venerdì 28 novembre, Boko Haram lancia un attacco terroristico alla moschea centrale di Kano, uccidendo 120 persone. Nel corso del mese, il gruppo aveva lanciato 27 attacchi, per un totale di 786 vittime. [91][92]

Il 3 dicembre, è stato riportato che diverse città dell'Adamawa sono state recuperate dall'esercito nigeriano con il sostegno di guerriglieri locali. Bala Nggilari, il governatore dell'Adamawa, ha affermato che l'esercito mirava ad arruolare 4000 guerriglieri. [93] Il 13 dello stesso mese, Boko Haram ha attaccato il villaggio di Gumsuri nel Borno, uccidendo più di trenta persone e rapendo oltre centro tra donne e bambini.

Attacchi nel Camerun a dicembre[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà di dicembre, il gruppo focalizza le proprie attività nella regione dell'Estremo Nord in Camerun, a partire da un imboscata del 17 a un convoglio militare vicino alla città di confine Amchide a sessanta chilometri da Maroua, la capitale della regione. Un soldato è rimasto ucciso, mentre sarebbero morti 116 miliziani di Boko Haram. A questo attacco, nella notte dello stesso giorno, ne ha fatto seguito un altro con un numero sconosciuto di vittime. [94] Il 22 dicembre, il Rapid Intervention Battalion delle forze armate camerunensi, ha reagito attaccando un campo di addestramento di Boko Haram vicino Guirdiving e, secondo le stime del Ministro della Difesa, arrestando 45 miliziani e prendendo in custodia 84 bambini trai sette e i quindici anni che erano sottoposti all'addestramento. I miliziani superstiti sono fuggiti a bordo di pick-up, trasportando con sé anche i propri caduti e non è stata rilasciata alcuna informazione sul numero delle vittime dell'esercito a seguito dell'operazione. [95] Tra il 27 e il 28 dicembre il gruppo attacca contemporaneamente cinque villaggi. Durante l'attacco, l'esercito del Camerun lancia un attacco aereo contro una caserma occupata dai miliziani. Il numero di vittime non è stato divulgato. Il Ministro dell'Informazione Issa Tchiroma ha commentato: "Gli uomini del gruppo hanno attaccato Makari, Amchide, Limani e Achigachia, segnalando un cambiamento nella strategia che consiste nel tenere impegnate le truppe camerunensi su più fronti rendendole più vulnerabili di fronte alla mobilità e all'imprevedibilità dei loro attacchi." [96]

2015[modifica | modifica wikitesto]

Massacro di Baga[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Massacro di Baga (2015).

Incursioni in Camerun[modifica | modifica wikitesto]

Operazioni contro Boko Haram e l'alleanza con lo Stato Islamico[modifica | modifica wikitesto]

Al partire dalla fine di gennaio 2015, una coalizione delle forze militari della Nigeria, del Ciad, del Camerun e del Niger ha cominciato una controffensiva all'insurrezione di Boko Haram.[97] Il 4 febbraio, l'esercito del Ciad ha ucciso oltre duecento miliziani.[98] Per reazione, Boko Haram ha lanciato un attacco nella città di Fotokol, uccidendo 81 civili, 13 soldati del Ciad e 6 del Camerun.[99]

Il 7 marzo 2015, Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, ha inviato, sull'account Twitter dell'organizzazione, un messaggio in cui ha promesso fedeltà allo Stato Islamico.[100][101] Il portavoce dell'esercito nigeriano Sami Usman Kukasheka ha detto che il messaggio era un segno di debolezza e ha descritto Shekau come "un uomo che annega". [102] Il 12 marzo, Abu Mohammad al-Adnani, portavoce dell'IS, ha rilasciato un messaggio audio in cui ha accolto con favore il pegno di fedeltà e lo ha descritto come un ampliamento del califfato nell'Africa occidentale. [103]

Nello stesso mese, i residenti di Damasak, una città nigeriana liberata, hanno testimoniato che Boko Haram ha rapito oltre 400 donne e bambini dalla città durante la ritirata davanti alle forze della coalizione. [104] Il 27, l'esercito nigeriano ha riconquistato Gwoza, che si credeva essere la sede del quartier generale di Boko Haram. [105][106]Il giorno successivo, giorno delle elezioni, Boko Haram ha ucciso quarantuno persone per dissuadere la popolazione dall'andare a votare. [107]

Sempre nello stesso mese, è stata liberata Bama. [108]Le autorità nigeriane hanno affermato di aver riconquistato 11 dei 14 distretti precedentemente controllati da Boko Haram. Ad aprile, i militari nigeriani hanno catturato quattro campi di Boko Haram nella foresta di Sambisa, liberando circa trecento donne. [109] Si crede che i miliziani di Boko Haram si siano ritirati sui Monti Mandara, lungo il confine tra Nigeria e Camerun. [110]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Boko Haram è un movimento sunnita salafita, influenzato dal wahhabismo, una corrente integralista che persegue l'applicazione letterale della Shari'a. Nel 2009, il gruppo ha aumentato la sua attività jihadista. Il gruppo comprende anche elementi che non seguano la dottrina salafita. Lo scopo del gruppo è quello d'instaurare uno stato islamico in Nigeria, con la Shari'ha come base del sistema legale. [111][12][1][112][113] Inoltre si oppone all'Occidentalizzazione della società nigeriana e alla diseguaglianza economica tra il settentrione islamico e la parte meridionale del paese a maggioranza cristiana. [114][115] L'imposizione della Shari'a nel nord del paese, cominciata con lo stato di Zamfara e diffusa, nel 2002, a 12 stati nigeriani, potrebbe essere collegata a un legame tra Boko Haram e le autorità locali. [116][117][118]

Una delle possibili ispirazioni sul piano ideologico per il gruppo potrebbe essere l'autoproclamato profeta Mohammed Marwa, soprannominato "Maitatsine" (letteralmente colui che maledice gli altri), un predicatore nato nel Cameroon settentrionale che ha condannato la lettura di altri libri all'infuori del Corano.[119][120][121] In un'intervista per la BBC nel 2009, Yusuf ha riaffermato le sue posizioni antioccidentali e ha negato teorie scientifiche quali l'evoluzione, la sfericità della Terra e l'esistenza del ciclo dell'acqua. [122]


Prima che il gruppo divenisse noto internazionalmente dopo le violenze religiose in Nigeria del 2009, Boko Haram non aveva una struttura organizzativa precisa o una catena di comando chiara,[123] ma adesso si sa che è diviso in tre fazioni. Inoltre è ancora argomento di discussione se Boko Haram sia collegato al terrorismo straniero e in che misura i suoi combattenti si siano frequentemente scontrati con il governo centrale nigeriano.[7]

Pur combattendo per obiettivi diversi, il nuovo leader Shekau ha aperto i propri orizzonti dialogici con l'Is: infatti egli ne ha adottato atteggiamenti, come ad esempio, la propaganda via web con video ad effetto (emblematico quello in cui Shekau proclama la fondazione del proprio gruppo emulando goffamente il video di "presentazione" dell'Is con protagonista Al Baghdadi). Inoltre pare che l'Is finanzi eventuali nuovi gruppi terroristici, mossa da uno spirito di fratellanza e supporto con e verso questi. Al Zawahari, capo di Al Qaida, per un motivo ancora ignoto, non vede in Boko Haram un possibile start-up da sfruttare e favorire.

Crimini[modifica | modifica wikitesto]

Mappa degli stati nigeriani dove è applicata la Shari'a (in verde).

Il gruppo è anche noto per numerosi attacchi a chiese cristiane[124] e moschee[125][126] [127], oltre che per aver attaccato luoghi di raduno in occasione del Ramadan[128] e per i violenze religiose in Nigeria del 2009, che hanno reso il gruppo noto a livello internazionale. Nel 2011 è stato ritenuto responsabile di oltre 450 omicidi in Nigeria.[7]

Cronologia degli scontri
7 settembre 2010 Evasione di Bauchi.[129]
31 dicembre 2010 Attacco ad Abuja del dicembre 2010.[130]
22 aprile 2011 Boko Haram libera 14 prigionieri nel corso di un'azione a Yola, in Adamawa.[131]
29 maggio 2011 Attentati in Nigeria settentrionale del maggio 2011.[132]
16 giugno 2011 Il gruppo rivendica la responsabilità degli attentati ad Abuja del 2011.[133][134]
26 giugno 2011 Esplosione di una bomba in una birreria a Maiduguri.[135]
10 luglio 2011 Esplosione di una bomba alla Chiesa Battista di Suleja, in Niger.[136]
11 luglio 2011 L'Università di Maiduguri viene chiusa temporaneamente per alcuni timori sulla sicurezza del campus.[137]
12 agosto 2011 Il religioso musulmano Liman Bana viene ucciso da un colpo di pistola.[138]
26 agosto 2011 Attentanti ad Abuja del 2011.[139]
4 novembre 2011 Attacchi a Damaturu del 2011.[134][140][141]
25 dicembre 2011 Attentati in Nigeria del dicembre 2011.[142]
5–6 gennaio 2012 Attentati in Nigeria del gennaio 2012.[143]
20 gennaio 2012 Attentati a Kano del gennaio 2012.[144]
28 gennaio 2012 L'esercito nigeriano afferma di aver ucciso 11 affiliati a Boko Haram.[145]
8 febbraio 2012 Boko Haram rivendica un attentato suicida nella base dell'esercito a Kaduna.[146]
16 febbraio 2012 Un'altra evasione in Nigeria centrale; 119 prigionieri fuggono e una guardia viene uccisa.
8 marzo 2012 Durante un tentativo britannico di liberare gli ostaggi, l'ingegnere italiano Franco Lamolinara e il britannico Christopher McManus, rapiti nel 2011 da un gruppo scissionista di Boko Haram, sono stati uccisi.[147]
3-7 gennaio 2015 Boko Haram fa strage nei villaggi. Carneficina nella città nordorientale di Baqa, 200-2000 morti
10 gennaio 2015 Boko Haram imbottisce di esplosivo una bambina di 10 anni: 19 morti e 18 feriti al mercato di Maiduguri, capitale dello Stato di Borno
11 gennaio 2015 Boko Haram imbottisce di esplosivo altre due bambine: 3 morti e decine di feriti al mercato della cittadina di Potiskum, nello stato nord-orientale di Yobe

Finanziamento[modifica | modifica wikitesto]

Un portavoce di Boko Haram ha dichiarato che Ibrahim Shekarau, governatore di Kano, e Isa Yuguda, governatore di Bauchi, hanno entrambi pagato mensilmente il gruppo terroristico.[148][149]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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