Vincenzo D'Amico

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Vincenzo D'Amico
Damico.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 172[1] cm
Peso 70[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista, attaccante)
Ritirato 1988 - giocatore
Carriera
Giovanili
 ????
1969-1970
1970-1972
Flag of None.svg Cos Latina
ALMAS ALMAS
Lazio Lazio
Squadre di club1
1971-1980 Lazio Lazio 155 (16)
1980-1981 Torino Torino 26 (1)
1981-1986 Lazio Lazio 121 (24)
1986-1988 Ternana Ternana 56 (20)
Nazionale
1976
1972-1973
1973
1974-1975
Italia Italia militare
Italia Italia U-18
Italia Italia U-23
Italia Italia B
4 (3)
10 (0)
1 (0)
7 (1)
Carriera da allenatore
 ???? Flag of None.svg Pantheon Travel Giovanili
 ???? Lazio Lazio Giovanili
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Vincenzo D'Amico (Latina, 5 novembre 1954) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista o attaccante.

Ha vinto uno scudetto nel 1974 con la maglia della Lazio, squadra di cui è considerato una bandiera[2][3].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Centrocampista mancino[4] di spiccate attitudini offensive[5], veniva impiegato in appoggio agli attaccanti, come mezzapunta[4][5] oppure ala[2]. Grazie alle proprie qualità tecniche, era un abile uomo-assist[5] e tiratore di calci di punizione[6]. Fisicamente brevilineo[5], aveva la tendenza ad andare in sovrappeso[7], che unitamente a limiti caratteriali[7] ne ha limitato la carriera[5].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]
Vincenzo D'Amico in azione

Dopo gli esordi nel Cos Latina[8] e nelle giovanili dell'Almas Roma[4], nel 1970 passa alla Lazio, portato dall'osservatore Carlo Galli[4]. Utilizzato come mezzala nella Primavera[4], partecipa anche al Campionato De Martino segnalandosi tra i migliori elementi delle giovanili[9]. Nella stessa annata entra saltuariamente nel giro della prima squadra, allenata da Juan Carlos Lorenzo[10].

Nella stagione successiva fa il suo esordio con i biancocelesti, non ancora diciottenne, il 21 maggio 1972 nella vittoria interna sul Modena, giocando come ala sinistra[11]. Il 5 ottobre successivo, nel corso di un'amichevole a Rieti, subisce un infortunio ai legamenti del ginocchio[5][12], che lo costringe a saltare l'intero campionato 1972-1973. Una volta ristabilito, debutta in Serie A il 14 ottobre 1973 in Lazio-Sampdoria (1-0), diventando titolare nella formazione allenata da Tommaso Maestrelli che lo preferisce a Pierpaolo Manservisi[13], con il compito di assistere il centravanti Giorgio Chinaglia[14]. Nel contesto di una squadra divisa in clan, D'Amico mantiene una posizione neutrale[15], sotto la diretta tutela di Maestrelli[16] e del capitano Giuseppe Wilson[17] dovuta alla giovane età. Alla sua prima stagione completa tra i titolari totalizza 27 presenze con due reti (tra cui una nel derby di ritorno, contro la Roma[5]); vince lo scudetto e viene premiato come miglior giovane del campionato[18].

Nelle annate successive offre un rendimento discontinuo, anche a causa di uno stile di vita poco professionale[5], e perde il posto a favore di Roberto Badiani[2]; nel settembre 1977 subisce un nuovo infortunio, questa volta di tipo muscolare, nella partita di Coppa UEFA contro il Boavista[19], e le presenze in campionato sono in tutto 9. Torna stabilmente titolare a partire dall'anno successivo, sotto la guida di Bob Lovati[2], e sul finire del campionato 1979-1980 diventa capitano della squadra, dopo le vicende legate al calcioscommesse che privano la Lazio di quattro titolari[20]; nel contesto di una formazione composta prevalentemente da giovani del vivaio[20] contribuisce alla salvezza dei biancocelesti, poi vanificata dalla sentenza del giudice sportivo.

La parentesi torinista[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 1980 D'Amico viene ceduto dalla Lazio, contro la volontà dello stesso giocatore[7]; l'operazione, avallata dal nuovo allenatore laziale Ilario Castagner[21], era dettata dalle difficoltà finanziarie della società[2]. Si trasferisce al Torino, in cambio di 300 milioni e della comproprietà di Giuseppe Greco[22]; nella formazione granata, allenata da Ercole Rabitti, eredita il ruolo di fantasista di fascia appartenuto a Claudio Sala[23]. Disputa un campionato altalenante e inferiore alle attese[24]; dopo la sostituzione di Rabitti con Romano Cazzaniga viene talvolta escluso dalla squadra, a favore di un assetto più coperto[25], e sul finire di stagione chiede di tornare alla Lazio[26]. Con la maglia del Torino totalizza 26 presenze e una rete in campionato, a cui si aggiungono 9 presenze e 4 reti in Coppa Italia (competizione nella quale i granata vengono sconfitti in finale dalla Roma) e 6 presenze con 2 reti in Coppa UEFA[27].

Il ritorno alla Lazio e il finale di carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 ritorna alla Lazio, per 600 milioni di lire[28], accettando di giocare in Serie B. I biancocelesti, partiti con l'obiettivo della promozione, ottengono la salvezza solo nelle ultime giornate[5]; D'Amico contribuisce con 10 reti in 30 partite (miglior marcatore della squadra[2]), tra cui la tripletta realizzata alla penultima giornata contro il Varese, decisiva ai fini della salvezza[2][5]. Nella stagione successiva, grazie anche al rientro di Bruno Giordano e Lionello Manfredonia, ottiene con la Lazio il ritorno in Serie A, cui fa seguito la salvezza nel campionato 1983-1984: a causa dell'infortunio di Giordano, viene utilizzato come finto centravanti formando con Michael Laudrup la coppia d'attacco[5], e segna 7 reti, con una doppietta nel derby contro la Roma del 26 febbraio 1984[5]. Rimarrà alla Lazio fino al campionato di Serie B 1985-1986, nel quale disputa 10 partite, limitato da problemi fisici e dall'impiego del giovane Francesco Dell'Anno nel suo ruolo[2][5]; chiude la propria esperienza con i capitolini con 276 presenze e 40 reti in campionato, e 338 presenze complessive tra campionato e coppe, terzo giocatore più presente in assoluto dopo Giuseppe Wilson ed Aldo Puccinelli[2].

Nel 1986 passa alla Ternana in Serie C2. Con gli umbri, di cui diventa capitano[6], gioca le sue due ultime stagioni: nella prima, allenato dall'ex laziale Mario Facco, D'Amico mette a segno 13 gol che non bastano alla formazione rossoverde per ottenere la promozione (nonostante i favori della vigilia[29]); nella seconda, invece, la squadra si salva, nel contesto di una grave crisi societaria[29], e D'Amico realizza altre 7 reti.

In carriera ha totalizzato complessivamente 227 presenze e 26 reti in Serie A e 75 presenze e 15 reti in Serie B.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

D'Amico (accosciato, ultimo da sinistra) con la Nazionale U-23 nel 1976

Convocato nella Nazionale Juniores già a partire dal 1971[30], colleziona in seguito una presenza nella Nazionale Under-23, nel 1973, e 7 nella Nazionale B[31]. Non riuscirà mai a indossare la maglia della Nazionale maggiore, anche a causa di incomprensioni di natura tattica con il commissario tecnico Enzo Bearzot[6][32] e per la concorrenza di Franco Causio e Claudio Sala[5]. Viene convocato per la prima e unica volta nel settembre 1980, in vista delle partite contro il Lussemburgo e la Danimarca[8], senza scendere in campo; a causa di ciò, nel dicembre successivo attacca il CT, reo di averlo escluso senza spiegazioni[32].

Allenatore e dirigente sportivo[modifica | modifica wikitesto]

Per alcuni anni allena a livello giovanile, nella Pantheon Travel (squadra minore romana)[33] e poi nella Lazio[34], di cui nel 1999 diventa osservatore[35]. Dal 2007 al 2009 guida la rinascita del calcio nella sua città natale ricoprendo l'incarico di Presidente della Virtus Latina[36]. Lascia nel 2009, con la fusione delle due compagini cittadine di Latina, che portano alla nascita dell'Unione Sportiva Latina, per andare a ricoprire l'incarico di Direttore Generale dell'Adrano, compagine siciliana militante nel campionato di Serie D[37].

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Parallelamente all'attività di dirigente, inizia quella di commentatore sportivo in varie emittenti locali fino a quando, nel 1999, è passato alla RAI come commentatore tecnico[38]; partecipa a diverse trasmissioni tra cui Stadio Sprint, La grande giostra del gol (su RAI International), 90º minuto[39] e Maxinho do Brazil. Interviene inoltre nel programma televisivo Goal di Notte, in onda su T9[40][41], nel quale commenta le prestazioni della Lazio.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1971-1972 Italia Lazio B 1 0 CI 6 1 - - - - - - 7 1
1972-1973 A 0 0 CI 0 0 - - - - - - 0 0
1973-1974 A 27 2 CI 6 0 CU 3 0 - - - 36 2
1974-1975 A 26 0 CI 4 1 - - - - - - 30 1
1975-1976 A 22 4 CI 8 2 CU 1 0 - - - 31 6
1976-1977 A 17 2 CI 4 1 - - - - - - 21 3
1977-1978 A 9 2 CI 2 1 CU 3 0 CPKR 0 0 14 3
1978-1979 A 25 2 CI 3 0 - - - - - - 28 2
1979-1980 A 28 4 CI 5 1 - - - - - - 33 5
1980-1981 Italia Torino A 26 1 CI 9 4 CU 6 2 TC 1 0 42 7
1981-1982 Italia Lazio B 30 10 CI 3 0 - - - - - - 33 10
1982-1983 B 34 4 CI 4 1 - - - - - - 38 5
1983-1984 A 25 7 CI 5 1 - - - - - - 30 8
1984-1985 A 22 2 CI 3 1 - - - - - - 25 3
1985-1986 B 10 1 CI 2 1 - - - - - - 12 2
Totale Lazio 276 40 55 11 7 0 0 0 338 51
1986-1987 Italia Ternana C2 27 13 CIC 6[42] 3[42] - - - - - - 33 16
1987-1988 C2 29 7 CIC 4[43] 0[43] - - - - - - 33 7
Totale Ternana 56 20 10 3 - - - - 66 23
Totale 358 61 74 18 13 2 1 0 446 81

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Lazio: 1973-1974

Altre competizioni[modifica | modifica wikitesto]

Lazio: 1970-1971
Lazio: 1973-1974

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 1 (1984-1985), Panini, 7 maggio 2012, p. 40.
  2. ^ a b c d e f g h i Vincenzo D'Amico Golcalcio.it
  3. ^ Parla D’Amico, la bandiera di sempre: “Grande Ledesma, Mauri e Candreva da applausi” Lenovae.it
  4. ^ a b c d e 'E io su quei campi mi son fatto le ossa', La Repubblica, 1º febbraio 1998, pag.7 - sez. Roma
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n I nostri personaggi, la nostra storia: Vincenzo D'Amico Sslaziofans.it
  6. ^ a b c L'ultima incompiuta di Vincenzo D'Amico Sodaliziolazio.com
  7. ^ a b c D'Amico, tanta classe e qualche dubbio, La Stampa, 30 giugno 1980, pag.11
  8. ^ a b D'Amico e Bruno Conti in anticamera, La Stampa, 8 ottobre 1980, pag.20
  9. ^ Catapano: "Lorenzo farà il miracolo", Il Corriere dello Sport, 23 gennaio 1971, pag.12
  10. ^ Stellone, D'Amico e Masuzzo stelle laziali al "Nistri", Il Corriere dello Sport, 19 giugno 1971, pag.9
  11. ^ Due "penalty" di Chinaglia per avere ragione del Modena, L'Unità, 22 maggio 1972, pag.9
  12. ^ D'Amico grave infortunio al ginocchio. Tornerà in campo (forse) tra due mesi, Il Corriere dello Sport, 6 ottobre 1972, pag.1
  13. ^ Se 8 vittorie vi sembran poche, La Repubblica, 1º febbraio 1999, pag.4 - sez. Roma
  14. ^ Calcio, morte Chinaglia; D'Amico, in apparenza burbero, era un buono Repubblica.it
  15. ^ Couto, il mal di panchina, La Repubblica, 27 febbraio 1999, pag.8 - sez. Roma
  16. ^ Tommaso Maestrelli Storiedicalcio.altervista.org
  17. ^ Vincenzo Di Michele, Pino Wilson Vero capitano d'altri tempi, ed.Fernandel
  18. ^ Marco Sappino, Dizionario del calcio italiano, Baldini&Castoldi, 2000, p. 2086.
  19. ^ Valanga sul Boavista: 5-0, L'Unità, 29 settembre 1977, pag.12
  20. ^ a b Gran gol del «capitano». La Lazio-giovane esulta, L'Unità, 31 marzo 1980, pag.11
  21. ^ D'Amico: «Finalmente lotto per lo scudetto», La Stampa, 11 luglio 1980, pag.10
  22. ^ D'Amico al Torino, la Fiorentina punta su Rossi, La Stampa, 29 giugno 1980, pag.20
  23. ^ D'Amico al Torino: Sala ha trovato in me l'erede, La Stampa, 11 luglio 1980, pag.11
  24. ^ D'Amico è l'immagine dei problemi del Torino, La Stampa, 3 aprile 1981, pag.20
  25. ^ Per Torino-Juventus pronto il piano-sicurezza, L'Unità, 12 marzo 1981, pag.16
  26. ^ D'Amico adesso spera di tornare alla Lazio, La Stampa, 21 maggio 1981, pag.21
  27. ^ Statistiche su Archiviotoro.it
  28. ^ Ultimi colpi: D'Amico alla Lazio e Vierchowod (prestito) in viola, L'Unità, 16 luglio 1981, pag.12
  29. ^ a b L'onta del fallimento Ternanacalcio.com
  30. ^ Ingrassia e D'Amico "spopolano" a Coverciano, Il Corriere dello Sport, 26 febbraio 1971, pag.10
  31. ^ Almanacco illustrato del Calcio 2007, ed. Panini, pag.596
  32. ^ a b «L'azzurro non m'interessa», La Stampa, 17 dicembre 1980, pag.10
  33. ^ Moretti, primi calci a cinque anni per il mancino diventato cavaliere, La Repubblica, 4 luglio 2009, pag.19 - sez. Genova
  34. ^ Per la quarta volta è derby ma stavolta è favorita la Roma, La Repubblica, 9 febbraio 1998, pag.4 - sez. Roma
  35. ^ Sogno un gol da Supercoppa, La Repubblica, 25 agosto 1999, pag.10 - sez. Roma
  36. ^ I Presidenti dell'U.S. Latina Calcio Uslatinacalcio.it
  37. ^ D'Amico direttore generale dell'Adrano Laziofamily.com
  38. ^ Vincenzo D'Amico Mobile.international.rai.it
  39. ^ Parola di ex, Fascetti: «Penso ancora a quel brutto finale...» Corriereirpinia.it
  40. ^ Invito a cena con Ronaldo, La Repubblica, 6 maggio 1998, pag.6 - sez. Roma
  41. ^ Agostinelli da Goal di Notte lancia accuse alla stampa napoletana Tuttonapoli.net
  42. ^ a b Coppa Italia 1986-1987 Databaserossoverde.it
  43. ^ a b Coppa Italia 1987-1988 Databaserossoverde.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]