Henri de Toulouse-Lautrec

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Henri de Toulouse-Lautrec

Henri de Toulouse-Lautrec (Albi, 24 novembre 1864Saint-André-du-Bois, 9 settembre 1901) è stato un pittore francese, tra le figure più significative dell'arte del tardo Ottocento. Divenne un importante artista post-impressionista, illustratore e litografo e registrò nelle sue opere molti dettagli dello stile di vita bohémien della Parigi di fine Ottocento. Toulouse-Lautrec contribuì anche con un certo numero di illustrazioni per la rivista Le Rire, durante la metà degli anni novanta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Toulouse-Lautrec in una fotografia da bambino, era così grazioso da essere soprannominato "gioiellino" ("petit bijou").[1]

Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa nacque nel 1864, primogenito del conte Alphonse-Charles-Marie de Toulouse-Lautrec-Montfa e della contessa Adèle-Zoë-Marie-Marquette-Tapié de Celeyran. I Toulouse-Lautrec si ritenevano discendenti da Raimondo V conte di Tolosa, padre di Baudouin, che nel 1196 avrebbe dato origine alla stirpe, contraendo matrimonio con Alix, viscontessa di Lautrec.[2] La famiglia regnò per secoli sull'Albigese.

La famiglia nel XIX secolo apparteneva alla tipica aristocrazia di provincia, proprietaria terriera, conduceva una vita agiata tra i vari castelli di proprietà nel Midi e nella Gironde grazie ai proventi dei loro vigneti e poderi. A Parigi erano proprietari di appartamenti nei quartieri residenziali e possedevano una tenuta di caccia nel Sologne. Inoltre frequentavano l'alta società e il padre, appassionato di ippica, seguiva le corse a Chantilly. Politicamente si schierava tra i legittimisti e non a caso Lautrec venne chiamato Henri, in omaggio al pretendente al trono il conte di Chambord.[3]

L'aristocratica famiglia dei Toulouse-Lautrec risentiva ancora dell'effetto dei matrimoni tra consanguinei contratti nelle precedenti generazioni, tra l'altro gli stessi conti erano cugini di primo grado, ed Henri soffrì per questo di diverse malattie genetiche. Un altro fratello, Richard, nacque nel 1867, ma morì l'anno seguente.

Nel 1872, Lautrec si trasferì con la madre a Parigi, dove frequentò il Lycée Fontanes (oggi Liceo Condorcet). Qui conobbe Maurice Joyant, di origine alsaziana; che divenne suo amico fidato; Joyant riconobbe presto il genio di Henri, ed in seguito sarebbe divenuto anche il curatore della sua eredità, il biografo e avrebbe fondato, ad Albi, il museo dedicato all'amico.[4]

Nel 1878, ad Albi, nel salone della casa natale, Henri cadde sul parquet mal incerato e si ruppe il femore sinistro; l'anno successivo, durante un soggiorno a Barèges, mentre aveva ancora l'apparecchio ortopedico, cadendo in un fossato si ruppe l'altra gamba. Essendo affetto da picnodisostosi, le fratture non guarirono mai e le sue gambe smisero di crescere, così che da adulto rimase alto solo 1,52 m, avendo sviluppato un busto normale ma mantenendo le gambe di un bambino (0,70 m).

D'altro canto i suoi genitali erano ipertrofici, come provano alcune foto.[5]

Fisicamente inadatto a partecipare alla maggior parte delle attività sportive e sociali solitamente intraprese dagli uomini del suo ceto sociale, Lautrec si immerse completamente nella sua arte.

Gli esordi artistici[modifica | modifica wikitesto]

Monogramma di Toulouse-Lautrec

Fin dall'infanzia Lautrec aveva conosciuto René Princeteau, un pittore sordomuto amico del padre, specializzato nelle raffigurazioni equestri o canine. Princeteau si preoccupò della prima educazione artistica di Henri, lo portò al circo e a teatro e lo spinse tra il 1878 ed il 1881 a rappresentare soggetti "sportivi".

Le sue opere trattavano principalmente della vita della famiglia, oltre ai ritratti dei parenti, battute di caccia, cavalli e dopo alcuni soggiorni in Costa azzurra per la sua salute cagionevole, rappresentò anche soggetti connessi al mare.

Dopo aver ottenuto la maturità nel 1881, frequentò più assiduamente Princeteau nello studio di Parigi a rue de Faubourg Saint-Honoré, quartiere abitato anche dai pittori Charles Busson, Ulysse Butin, Jean-Louis Forain ed Edmond Petitjean.

Henri su espressa richiesta del padre che non voleva che il buon nome della famiglia "venisse infangato" firmò i suoi primi lavori con lo pseudonimo Monfa poi Tolav- Segroeg e nell'esposizione del 1887 con Treclau (anagramma di Lautrec)

In questa fase la famiglia sembrò incoraggiare Lautrec, la madre parlò infatti del "nostro futuro Michelangelo" ed il figlio nel 1882 esauriti gli insegnamenti di Princeteau espresse il desiderio di frequentare l'École des Beaux-Arts presso lo studio di Alexandre Cabanel.

L'Accademia[modifica | modifica wikitesto]

Una lezione nell'atelier di Fernand Cormons a Parigi, Montmartre, al nº10 di rue Constance, fotografia del 1885. Il secondo allievo seduto sulla sinistra, con la bombetta, è Toulouse-Lautrec.

A causa delle molte richieste da parte di giovani pittori a seguire le lezioni di Cabanel, su suggerimento dell'amico Henri Rachou, Lautrec decise di entrare nello studio di Léon Bonnat, ritrattista e pittore storico, buon professore che basava la propria tecnica sulla teoria dei "valori" elaborata dopo gli studi su Rembrandt e Ribera.

Lautrec sognava di poter vincere il concorso ed entrare nell'École, ma non si sa se vi abbia mai partecipato. Nel 1885 scrive alla madre che:

« ...il mio disegno non era troppo male, poiché il concorso era mediocre.[6] »

Dopo tre mesi di pratica, Bonnat chiuse lo studio perché nominato professore all'École des Beaux-Arts e Lautrec entrò nello studio di Fernand Cormon a Montmartre dove venne a contatto con Emile Bernard, Vincent Van Gogh, Albert Grenier e Louis Anquetin.

Cormon considerava Lautrec un allievo a parte che prediligeva soprattutto il disegno e la caricatura, ma che non avrebbe potuto ambire all'arte con la A maiuscola. L'ambiente era in fermento per la nuova corrente impressionista capeggiata da Manet. Lo stesso Cormon era un artista più eccentrico di Bonnat, incoraggiava gli allievi a dipingere all'aperto.

Lautrec divise lo studio con Albert Grenier in rue Fontaine 19 bis e nelle sue esplorazioni "esterne" cominciò a familiarizzare con il quartiere di Montmartre che lo influenzerà profondamente. In questo periodo Lautrec conobbe il chansonnier Aristide Bruant che lo spinse ad interessarsi delle classi meno abbienti parigine.

Per Lautrec l'unico interesse è per la figura, il paesaggio, la natura morta, gli interni non lo interessano realmente, un giorno disse al suo amico Joyant:

« Non esiste che la figura, il paesaggio è nulla, non dovrebbe che essere un accessorio. Il paesaggio dovrebbe essere usato solo per rendere più intelligibile il carattere della figura.[7] »

I quadri sono ancora cupi e realisti ma risentono già delle influenze impressioniste. Lautrec cominciò a sperimentare una nuova tecniche inventata da Raffaëlli nel 1884: fissava un foglio di carta per ricalco su un disegno a carboncino e dipingeva utilizzando l'immagine in trasparenza. In questo modo poteva dissociare il disegno dal colore utilizzando solamente colore per il disegno, tecnica usata da Degas per il pastello.

Nella primavera del 1887 Lautrec abbandonò lo studio di Cormon ed espose riuscendo a vendere il suo primo quadro.

Le prime esposizioni[modifica | modifica wikitesto]

Lautrec nel suo studio al lavoro sul quadro "Addestramento delle nuove arrivate da parte di Valentin le Désossé (Ballo al Moulin Rouge)", fotografia del 1890
Affiche di Toulouse Lautrec del 1891 che pubblicizza il Moulin Rouge e la sua grande vedette, la ballerina chiamata "La Goulue", al secolo Louise Weber

Gli anni accademici influenzarono Lautrec sotto l'aspetto estetico del naturalismo. Sia Bonnat che Cormon privilegiavano la descrizione alla idealizzazione ed anzi Cormon proibiva gli allievi di "migliorare" il modello, senza disdegnare comunque un lavoro di rifinitura accademica.

Cominciò ad esporre i propri dipinti mentre frequentava gli studi accademici, nel 1883 espose con lo pseudonimo di Monfa il suo primo quadro a Pau alla Société des Amis des Arts, la tavoletta s'intitolava Un petit accident (Un piccolo incidente) ed apparteneva al suo primo stile molto vicino agli insegnamenti di Princetau.

Nello stesso periodo Lautrec si avvicinò all'avanguardia degli Artistes Incohérents definiti da Gérôme "Anarchici dell'Arte". Furono un gruppo di pittori ed illustratori di Montmartre che trattarono i temi artistici con umorismo ed anticonformismo. Lautrec con lo pseudonimo di Tolav-Segroev, ungherese di Montmartre, espose con loro per la prima volta nel 1886 con "Les Battignoles trois ans et demi avant Jésus-Christ" un olio su carta vetrata, il dipinto ricorda certi temi preistorici cari a Cormon di cui Lautrec era ancora discepolo.

Lasciata l'accademia le opere degli anni Ottanta risentirono di queste influenze, ma egli cominciò anche ad esplorare nuove correnti pittoriche avvicinandosi all'opera di Degas o ai suoi vecchi compagni di corso Van Gogh e Bernard. Le opere di questo periodo furono perciò una commistione tra la struttura accademica e la pennellata frammentaria e più innovativa.

Nel 1887 espose in una collettiva con Bernard, Anquetin, Van Gogh al Grand-Bouillon, il ristorante dello Chalet al 43 dell'avenue Clichy. La mostra organizzata dallo stesso Van Gogh non aveva nulla delle gallerie d'arte alla moda di quel tempo e per la prima volta Lautrec presentò la sua arte ad un pubblico di un ceto modesto.

Nel 1889 l'artista espose ancora con gli Incohérents con lo pseudonimo irreverente di "Pubis de Cheval",[8] la tela "Portrait d'une malheureuse famille atteinte de la petite grelure".

Nel 1889 Lautrec partecipò al "Salon des Indépendents" organizzato dagli artisti dissociati dal "Salon des Artistes français" a causa delle polemiche per la severità della giuria. Espose le opere "Bal du Moulin de la Galette" ed il "Ritratto di Forcaud " che riscossero grande interesse.

Sono di questo periodo anche le tele "Poudre de riz", "La Trapeziste" e "A la Mie" esposto al "Salon des Indépendents" del 1891. Nello stesso anno insieme al medico Henri Bourges affittò un appartamento al 21 di rue Fontaine.

Molte furono anche le esposizioni nei ritrovi mondani come il "Circolo Letterario ed Artistico" di rue Volney dove Lautrec espose in quattro occasioni tra il 1889 ed il 1892. Le opere trattavano principalmente di ritratti, tra i quali riscosse un notevole successo quello di "Hélène V"(1891).

Sempre nello stesso periodo dopo aver visto il manifesto di Bonnard, "France-Champagne", si appassionò alla litografia e si fece accompagnare dallo stampatore Ancourt di rue Saint-Denise, è di questo periodo la commissione di Charles Ziedler proprietario del Moulin Rouge per un manifesto pubblicitario che riscontrò un discreto successo.

Sull'onda del successo giunsero nuove commissioni da vari locali: Divan Japonais, Les Ambassadeurs e tra il 1892 e 1893 realizzò manifesti per Aristide Bruant, Jane Avril, Caudieux.

Nel frattempo continuava ad esporre, nel 1889 a Reims ed in seguito partecipò alle esposizioni di Bordeaux nel 1893 e nel 1900.

Il gruppo "Les XX"[modifica | modifica wikitesto]

Il pittore belga Théo van Rysselberghe scoprì il talento di Lautrec e lo invitò ad esporre con il gruppo dei XX nel 1888 a Bruxelles. L'artista belga parlando di Lautrec a Octave Maus disse:

« ...non è niente male il tappetto; quel tipo ha del talento.[9] »

Questa fu la sua prima importante esposizione, che gli permise di presentare le proprie opere con gli artisti più innovatori del momento. L'idea di esporre tra Les XX lo inorgoglì molto, gli stessi pittori curarono il catalogo dell'esposizione.

Lautrec sulla propria pagina disegnò un clown con l'elenco delle sue opere esposte. Tra le dieci opere vi erano il "Ritratto di Mme Adèle de Toulouse-Lautrec", "Au Cirque: dans les coulisses","La contessa Adèle de Toulouse-Lautrec nel salone del Château de Malromé"e "François Gauzi".

Espose a Bruxelles anche l'anno successivo, nuovamente il "Bal du Moulin de la Galette" (già esposto al Salon) e "Liseuse". Quando si recò all'esposizione ebbe un violento litigio con il belga Henry De Groux che parlando di Van Gogh lo considerò un ignorante e uno sbruffone. La lite degenerò al punto tale che Lautrec sfidò a duello il belga e la cosa sarebbe andata avanti se Octave Maus non avesse convinto il De Groux a ritirarsi.[10]

Parigi[modifica | modifica wikitesto]

L'amante pittrice
Lautrec Susane Valadon.jpg

Ritratto di Suzanne Valadon
(1886-1887, Henri de Toulouse-Lautrec)

La vita sentimentale di Lautrec fu molto burrascosa. A Parigi l'artista conobbe una talentuosa pittrice, Suzanne Valadon (1867-1938). Questa donna aveva in passato svolto mestieri umili ed in seguito l'acrobata del circo ma a causa di un incidente dovette abbandonare questa professione.
La Valadon, nel 1883 diventò madre di quello che poi sarà noto come il pittore Maurice Utrillo la cui vera paternità rimase incerta.

La sua bellezza attirò diversi artisti di cui divenne modella ed osservandoli durante i periodi di posa riuscì ad apprendere le loro tecniche. Incoraggiata dall'amico Degas e da Renoir (di cui era stata l'amante), a coltivare il proprio talento artistico, fu attratta dalla personalità di Lautrec e nonostante l'aspetto fisico nel 1886 divenne la sua amante per alcuni anni. La relazione finì burrascosamente e la Valadon tentò il suicidio nella speranza di farsi sposare dall'artista di Montmartre.[11]

Nel 1891 Lautrec aprì con Anquetin, Bonnard, Bernard e Denis una galleria denominata Le Barc de Boutteville dove organizzarono una "Esposizione dei pittori Impressionisti e Simbolisti":

« ...una specie di mostra permanente a rue Le Peletier[12] »

Delle 15 esposizioni, tra il 1891 ed il 1897 Lautrec espose sette volte. Questo fece avvicinare l'artista al circolo Nabis, un gruppo di pittori che si radunavano intorno alla rivista la "Revue blanche".

Nel 1893 Toulouse-Lautrec si avvicinò anche al mondo del teatro eseguendo prima alcune opere che ritraggono momenti di scena, "Fedra", in cui è ritratta Sarah Bernhardt al Théâtre de la Renaissance (1893), "Bartet et Mounet - Sully dans Antigone", "Madame Sans-gêne", "Une faillite", ed in seguito collaborò con il Théâtre de l'Œuvre sia nell'illustrazione dei programmi teatrali che nella ideazione delle scenografie.

A poco a poco le sue opere si diffusero e godettero di un favore sempre crescente. Giunsero richieste per illustrazioni di varie riviste: "Courrier Français", "Figaro Illustré", "L'Art Français", "Revue blanche". Realizzò ancora altri manifesti e litografie come "Le Storie naturali di Renard" (1897) e due album dedicati a Yvette Guilbert (1894, 1898).

Nel 1896 nel "Salon des Cent" espose la serie intitolata Elles con stampe dedicate alla vita del "bordello". Espose da Goupil-Boussod-Valadon (1893) e al "Royal Aquarium" di Londra (1894, 1896) e viaggiò spesso: Belgio, Olanda, Inghilterra, Spagna, San Pietroburgo.

Fu definito "l'anima di Montmartre", il quartiere parigino dove abitava. Rappresentò spesso la vita al Moulin Rouge e in altri locali e teatri di Montmartre e di Parigi e, in particolare, nelle maisons closes (bordelli) dove a varie riprese fissò anche la sua dimora-studio anche se questo era vietato dalla legge: prima in quella di rue d'Amboise, poi in rue de Moulins.

Qui incontrava amici e colleghi, ma è probabile che la convinzione che Lautrec dimorasse per lunghi periodi nei bordelli venisse dalla comodità dell'artista di lasciare le sue opere da terminare sul "posto di lavoro" e non spostarle continuamente al suo studio di Montmartre, come per esempio la grossa tela di "Au Salon".

A quanto sembra, contrasse la sifilide da Rosa la Rouge, che viveva in un bordello.

Sentendosi un emarginato come loro, divenne il loro confidente e il testimone della loro vita più intima. Infatti Lautrec non rappresentò i bordelli con l'interesse umanitario dei suoi colleghi di sinistra ma più per un interesse del divertimento pubblico e molte volte i luoghi e le persone rappresentate sono viste perfino felici.

Raramente ritrasse le prostitute in atteggiamenti erotici o di sofferenza perché comunque Lautrec nei propri lavori non mise mai in discussione la condizione sociale dei propri soggetti.[13]

L'ultimo periodo[modifica | modifica wikitesto]

In una saletta privata - Al Rat Mort, (1899), olio su tela

Uno dei problemi nella vita di Lautrec fu l'alcolismo. Egli raccontò che la prima sbronza fu nel 1881[14] ed il vizio dell'alcool lo perseguitò per tutta la vita.

Il suo stato di salute dopo il 1897 andò peggiorando, inoltre i danni provocati dalla sifilide, malgrado i trattamenti con il mercurio, progredirono. Dopo il 1898 la sua produzione rallentò drasticamente, egli stesso dichiarò di trovarsi in uno stato di "rara letargia". Cominciò a soffrire di crisi paranoiche e fisiche accompagnate da allucinazioni.

Durante le crisi etiliche sperperava il denaro ed imbrattava di vaselina i quadri. Tra febbraio e marzo del 1899 su consiglio degli amici medici venne ricoverato nella clinica per malattie mentali del dottor Sémelaigne a Neuilly. Il 15 marzo i medici constatarono che Lautrec privato dell'alcool migliorava molto velocemente e si era nuovamente immerso nel lavoro.

Preoccupati anche dalla campagna giornalistica capeggiata da Arsène Alexandre che insisteva per la dimissione dell'artista, i medici il 17 maggio 1899 decisero di autorizzarne l'uscita anche se da quel momento il pittore venne obbligato a non rimanere da solo.

Lautrec accompagnato dall'amico Paul Viaud cominciò a viaggiare da Le Crotoy, a Le Havre, a Taussat, fino a giungere a Malromé riprendendo comunque a bere. Nell'ottobre del 1900 andò a Bordeaux e vi rimase fino in aprile dove aprì un atelier a rue Porte-Dijeaux. Tornato a Parigi trascorse gli ultimi mesi molto debilitato ed allo stremo delle forze, venne riportato a Malromé nella tenuta familiare nei pressi di Saint-André-du-Bois, dove morì il 9 settembre 1901, pochi mesi prima del suo trentasettesimo compleanno.

È sepolto a Verdelais, nella Gironda, a pochi chilometri dal suo luogo di nascita.

La tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Studio per Jane Avril (1893), olio alla trementina, 99X72 cm, collezione privata

Anche se di estrazione borghese, stilisticamente Lautrec non fu reazionario, ma si pose accanto alla pittura di Seurat, Gauguin, Van Gogh in aperto contrasto con gli ultimi impressionisti Bonnard e Vuillard[7]

Le opere dei primi anni furono ispirate dal movimento impressionista, esse sono caratterizzate da una pennellata veloce e nervosa con l'apposizione di colori poco miscelati, i soggetti però al contrario dell'impressionismo, non sono un tutt'uno con l'ambiente in una fusione tra effetto luminoso ed atmosferico, ma la figura viene sempre rappresentata in primo piano e l'ambiente che la circonda è solamente un pretesto per caratterizzarla[15].

In seguito Lautrec utilizzò nelle proprie opere una pittura ad olio molto fluida, quasi dovesse eseguire un acquarello, dentro però uno schema compositivo ben delineato. Abbandonò del tutto le sensazioni ottiche di Manet o Monet, per concentrarsi principalmente sul carattere della figura umana.

Estimatore dalla stampa giapponese, resa popolare da Théodore Duret, Lautrec diventò prima un collezionista di stampe di Ukiyo-e ed in seguito questa passione si ripercosse anche nel lavoro con la semplificazione della linea e la stesura del colore in modo piatto ed omogeneo.

La tavolozza del pittore divenne molto semplice con la presenza predominante di blu e verdi, contrapposti ai viola ed ai rosa.

A prima vista, le opere mature di Lautrec sembrano quasi create "di getto", ma non è così. L'opera è frutto di studi preparatori al carboncino che si basano spesso su fotografie. In seguito Lautrec preparava un "cartone" su cui abbozzava con il colore viola o blu-vermiglio, molto diluito di trementina, le figure del quadro, sottolineate da "lumeggiature" bianche. In seguito all'evaporazione del "medium" rimaneva solamente il tratto del colore caratterizzato da un'opacità molto simile al pastello.

Sopra questo "impianto" il pittore stendeva poi il colore a questo punto spesso e continuo sempre però dando l'importanza principale alla linea del movimento e della figura che furono la costante nella sua opera.

Al termine della sua carriera, Toulouse stanco nel corpo ma non nello spirito crea delle opere caratterizzate da una materia pittorica spessa a pennellate molto larghe e di colore scuro, quasi spento. In alcune zone viene applicato il colore che definisce la figura sostituendone la linea che fino a quel momento era stata predominante. Queste opere sembrano quasi anticipare i temi dei Fauves e degli espressionisti.[16].

I temi pittorici[modifica | modifica wikitesto]

Montmartre[modifica | modifica wikitesto]

Fotografia del Moulin de la Galette nel 1885

Agli inizi degli anni Novanta, Lautrec cominciò a rappresentare i locali di Montmartre, le opere " Al Circo Fernado", "Ballo al Moulin de La Galette", "Al Moulin Rouge", sono considerate dai critici le opere che attraverso le influenze di Dégas e Forain, portarono l'artista alla maturità artistica.[17]

Mentre il Barone Haussmann cambiava il volto del centro di Parigi con grandi boulevard, Montmartre zona periferica a nord della città era rimasta intatta. Gérard de Nerval così la descriveva:

« Ci sono mulini, pergolati, scuole di campagna, silenziose e tranquille stradine, contornate da casupole contadine con tetti di paglia, fienili, fitti giardini e sconfinati prati verdi... tutto ricorda in alcuni punti un paesaggio romano[18] »

I numerosi mulini che avevano costellato la "Butte di Montmartre" nel XIX secolo erano rimasti tre, questi divennero meta di passeggiate visto che attorno nacquero bar, locali e caffè-concerto per il divertimento popolare.

Così l'industria del divertimento investì in questa zona di Parigi non ancora urbanizzata nella ricerca di nuovi mercati e mode. Charles Zidler, proprietario dell'Hyppodrome e della sala da ballo nei Jardins de Paris, aprì nel 1889 con il suo socio Joseph Oller il Moulin Rouge. Nella zona vi erano già il Circo Fernando, Le Mirliton e Le Chat Noir, famoso per essere il ritrovo di poeti musicisti e pittori.

Lautrec, al contrario di altri pittori che popolavano quegli ambienti, decise di rappresentare la gente e non il luogo. Nei suoi quadri vi era la raffigurazione del proletariato e dei suoi divertimenti, acriticamente come spettacolo per la borghesia. Non bisogna dimenticare che la borghesia francese della Terza Repubblica era affascinata dalla vita del ceto popolare, non a caso i romanzi di Émile Zola vendevano 3000 copie al mese ad un pubblico quasi esclusivamente borghese.

Così disse Félix Fénéon dell'opera di Lautrec:

« ...questo Toulouse Lautrec è proprio uno svergognato; egli rifiuta ogni genere di abbellimento sia nel disegno che nei colori. Bianco, nero, rosso a grandi macchie e forme semplici, è questo il suo stile. Non ce n'è un altro che come lui sia capace di riprodurre in modo così perfetto i volti dei capitalisti rimbecilliti, che si siedono ai tavoli in compagnia di puttanelle che li accarezzano per eccitarli »

Vedette[modifica | modifica wikitesto]

La Toilette (1896), 67 × 54 cm, olio su cartone, Musée d'Orsay

Il ricordo di Yvette Guilbert, Jane Avril, Aristide Briant o May Milton e molti altri, non sarebbe così vivo senza le raffigurazioni di Lautrec.

L'artista in completa simbiosi con questi personaggi esaltò i loro successi nei duecento locali della capitale francese come l'Eldorado, il Jardin de Paris, Les Ambassadeurs o La Scala attraverso dipinti e manifesti che contribuirono anche alla loro notorietà.

Anche questi spettacoli si indirizzavano ad un pubblico popolare a cui si offriva divertimento a prezzi modici, visto che i divertimenti parigini erano troppo costosi perché riservati ai ricchi.

« ...vi si va trasandati, alla buona, si fuma, si beve birra, si fa dello spirito, lo spettacolo comincia tardi e finisce presto ed è ad un prezzo più che modesto...[19] »

In tutte le rappresentazioni Lautrec procedeva sempre verso la semplificazione del soggetto. Arthur Huc direttore di La Dépêche de Toulouse scrisse:

« Come avrebbe potuto, essendo feroce con sé stesso, non esserlo con gli altri!Nella sua opera non si trova un solo viso umano di cui non abbia volutamente sottolineato il lato spiacevole.(...) Era un osservatore implacabile ma il suo pennello non mentiva »

Le "maisons closes"[modifica | modifica wikitesto]

Le rappresentazioni di Lautrec dei bordelli parigini sono forse le sue opere più famose.[20]

Di preciso non si sa quando queste opere vennero eseguite. Joyant nei suoi scritti si contraddice, prima data i dipinti tra il 1892 e 1895, per poi riclassificarli tra il 1891 e 1894. Il catalogo di Mme Dortu li colloca tra il 1893 e 1894.

Lautrec lavorava molto spesso nei bordelli in centro città specialmente intorno all'Opéra ed alla Biblioteca Nazionale, ma principalmente nelle case di Rue d'Amboise ed al 6 di rue Moulin.

L'atteggiamento che il pittore aveva con le prostitute fu molto contraddittorio. Lautrec aveva sviluppato un'amicizia con alcune di loro, ma altre lo chiamavano "Monsieur le Comte" e lui lodava il modo con cui gli lustravano le scarpe.

L'artista raffigurò le maisons rimanendo sempre all'interno di uno schema ben preciso. Non utilizzò né l'allegoria di Legrand o Zier, né la caricatura presente in molte raffigurazioni che Degas fece negli anni Settanta o negli acquarelli di Bernard, ma raffigurò le prostitute "a tutto tondo" sia nelle ore del lavoro che nel loro ambiente domestico. Trascurò il lato erotico della rappresentazione raffigurando raramente anche la clientela maschile.

Raramente Toulouse raffigurò le filles in atteggiamenti smaccatamente erotici o di sofferenza, al contrario le scene trasmettevano tranquillità e la rappresentazione era quella di donne che aspettavano di mettersi al lavoro con rassegnata docilità, propria della loro classe sociale abituata a servire, perché Lautrec essendo comunque un borghese, nei suoi dipinti non mise mai in discussione le classi sociali al contrario dei suoi colleghi di sinistra.

Retrospettive[modifica | modifica wikitesto]

Albi, castello Barbie sede dell'esposizione permanente della collezione della contessa Adèle de Toulouse-Lautrec, Museo Toulouse-Lautrec

Senza Maurice Joyant, probabilmente Lautrec non avrebbe raggiunto la fama che ha oggi in tutto il mondo.[21] Nel 1888 Joyant vecchio compagno di Liceo di Lautrec riallacciò l'amicizia con l'artista, nel 1890 subentrò a Theo Van Gogh nella direzione della galleria Goupil, sul boulevard di Montmartre.

Da quel momento promosse l'attività di Lautrec con due retrospettive, la prima nel 1893 a Parigi e nel 1898 alla Goupil di Londra. Alla morte del figlio, il padre Alphonse incaricò Joyant come esecutore testamentario ed egli divenne a tutti gli effetti il suo "erede spirituale" organizzando nel 1914 una nuova retrospettiva, ma soprattutto convincendo la contessa Adèle madre di Henri a donare alla città di Albi il patrimonio di opere del figlio da lei conservato.

Il 30 luglio 1922 alla presenza di Léon Berard, ministro dell'Istruzione e Belle Arti, dopo alcuni anni in cui Joyant faticò non poco con i sottosegretari del ministero ad ottenere le autorizzazioni, nell'antico palazzo dei vescovi di Albi il museo Toulouse-Lautrec venne inaugurato con la piena soddisfazione della contessa Adèle.

Da quel momento un pubblico sempre più vasto si avvicinò alla sua opera e la critica lo incensò come uno dei grandi artisti del Novecento. La mostra del 1931 presso il Museo delle Arti Decorative di Parigi, segnò la consacrazione di Lautrec anche da parte delle istituzioni francesi che in passato l'avevano rinnegato come artista.

L'opera di catalogazione di Joyant venne proseguita nel 1971 da Geneviève Dortu pubblicando un catalogo ragionato di 737 dipinti, 4748 disegni ed 275 acquarelli.

L'opera grafica è stata catalogata a partire dal 1945 da Jean Adhémar e completata dal mercante d'arte Wolfang Wittroock, il corpus grafico, eliminando facsimili e stampe posteriori prive delle iscrizioni ammontano a 334 stampe, 4 monotipi e 30 manifesti.

Manifesti pubblicitari e riviste[modifica | modifica wikitesto]

Manifesto "Les Ambassadeurs: Aristide Bruant", 1892, litografia a pennello e a spruzzo. Nell'animazione vengono rappresentate le fasi dell'inchiostramento dell'opera

Lautrec viene considerato uno dei maestri nella creazione di manifesti e stampe tra XIX e XX secolo.L'interesse per questa nuova arte fece sì che si organizzassero mostre in tutta la Francia: a Nantes (1889), a Nancy e Bordeaux (1890), a Parigi (1891, 1892), a Reims (1896) e durante L'Esposizione Universale del 1900.

La "Sociéte des Peintres-Graveurs français", venne fondata a Parigi nel 1889 presso la Galerie Durand-Ruel ed organizzò tra il 1889 ed il 1908 ben otto mostre e Lautrec partecipò a quella del 1893, divenendo membro della Sociéte nel 1897.

Essendo la litografia eseguita su blocchi diversi di pietra calcarea inchiostrata e impressa sulla carta tramite la pressione di un torchio manovrato a mano, si utilizzavano solitamente pochi colori. Questa tecnica si adattava perfettamente all'arte di Lautrec che in pochi tratti riusciva a cogliere l'essenza della rappresentazione.

Inoltre egli innovò la tecnica di stampa utilizzando il "crachis" o spruzzo. Otteneva un effetto puntinato sulle opere spargendo "a pioggia" con uno spazzolino da denti il colore durante le varie fasi di stampatura. Solitamente la figura principale era rappresentata con la tesura di un colore "piatto" omogeneo che si stagliava su uno sfondo "puntinato" ottenuta con lo spruzzo.

Nella sua vita Lautrec eseguì 30 manifesti tra i quali sono famosi i manifesti pubblicitari di locali parigini (Divan Japonais, Moulin Rouge: Bal Tous les soirs, Aristide Bruant all'Ambassadeurs), che nel tempo hanno reso celebre la loro immagine. L'ultimo venne eseguito nel 1896.

Illustrò delle riviste come «La revue blanche» e «L'estampe originale». Invitato da Manuel Luque, collaborò inoltre a lungo con la rivista satirica «Le Rire».

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Dipinti

1878

  • Riunione di cavalieri per la caccia all'inseguimento, Albi, Museo Toulouse-Lautrec
  • Artigliere che sella il cavallo, Albi, Museo Toulouse-Lautrec

1879

  • Il conte Alphonse de Toulouse-Lautrec in veste di falconiere, Albi, casa natale Toulouse-Lautrec

1880

1881

  • Princetau nel suo studio, Collezione Simone e Alan Hartman

1882

1883

1884

  • Il lucidatore di marmo, collezione privata
  • Rapimento, Albi, Museo Toulouse-Lautrec

1886

1887

1888

1889

1890

  • Désiré Dihau, Albi, Museo Toulouse-Lautrec
  • Donna che fuma una sigaretta, New York, The Brooklin Museum
  • Le Promenoir: la convoitise, collezione privata
  • Mademoiselle Dihau al piano, Albi, Museo Toulouse-Lautrec

1891

1892

1893

1894

1895

1896

  • Ballerina, collezione privata
  • Maxime Dethomas al ballo dell'Opera, Washington, National Gallery of Art
  • Rossa (La toilette),Parigi, Museo d'Orsay
  • Studio per "La Grande Loge", collezione privata

1897

1898

  • Al circo: il clown ammaestrato, Footit, Copenaghen, Statens Museum for Kunst[22]
  • Prostituta: la Sfinge, collezione privata

1899

1900

  • La modista - Mlle Louise Blouet, detta d'Enguin, Albi, Museo Toulouse-Lautrec
  • Il violinista Dancla, New York, collezione privata
  • Mademoiselle Cocyte, Albi, Museo Toulouse-Lautrec
  • Messalina scende le scale attorniata da comparse, Los Angeles, Los Angeles County Museum of Art

1901

  • Un esame alla Facoltà di Medicina, Albi, Museo Toulouse-Lautrec
  • L'Ammiraglio Viaud, San Paolo del Brasile, Museu de Arte
Disegni

1881

  • Cocotte: "il curato intento a leggere il breviario", Albi, casa natale Toulouse-Lautrec
  • Cocotte: De Profundis, collezione privata
  • Cocotte: Tout un concert de rats , collezione privata
  • Cocotte: Parfois M. le curé lui portait un morceau de sucre, collezione privata

1882

  • Contessa Raymond de Toulouse-Lautrec nata Gabriella Imbert du Bosc, Ottawa, National Gallery of Canada
  • Charles de Toulouse-Lautrec, Collezione André Bromberg
  • Charles de Toulouse-Lautrec, Albi, Museo Toulouse-Lautrec
  • Charles de Toulouse-Lautrec, Ottawa, National Gallery of Canada
  • Charles de Toulouse-Lautrec mentre legge Le Figaro, collezione privata
  • Emile de Toulouse-Lautrec, Monaco, Staatliche Graphische Sammlung

1883

  • Il giovane Routy, Albi, Museo Toulouse-Lautrec
  • Studio di nudo, Albi, Museo Toulouse-Lautrec
  • Coppia nuda, donna seduta (studio accademico), Albi, Museo Toulouse-Lautrec
  • Dennery seduto su una sedia, Filadelfia, Philadelphia Museum of Art, The Henry P.McIlhenny Collection

1886

  • Contessa Adèle de Toulouse-Lautrec, Albi, Museo Toulouse-Lautrec
  • La Contessa Adèle de Toulouse-Lautrec, Albi, Museo Toulouse-Lautrec
  • La vendemmia, Copenaghen, Statens Museum for Kunst
  • Uomo con barba e mani intrecciate, Albi, Museo Toulouse-Lautrec

1887

1888

  • Postumi di sbornia (Gueule de Bois), Albi, Museo Toulouse-Lautrec
  • Studio per "la lavandaia", Albi, Museo Toulouse-Lautrec

1891

  • Il chirurgo Péan, testa di profilo, collezione privata

1893

  • Yvette Guilbert, Parigi, Musée du Louvre, Département des Arts Graphiques, Fonds du Musée d'Orsay
  • Yvette Guilbert con un braccio alzato, Parigi, Musée du Louvre, Département des arts graphiques, Fonds du Musée d'Orsay

1894

  • Yvette Guilbert saluta il pubblico, Albi, Museo Toulouse-Lautrec

1896

  • Chocolat dansant, Albi, Musée de Toulouse-Lautrec
  • Caricatura di Felix Fénénon, New York, collezione John Rewald

1898

  • Tristan Bernard, Parigi, Biblioteca Nazionale, Dipartimento delle Stampe
  • Caricatura di Henri Rochefort, Londra, collezione Mr Renate Gross

1899

1900

  • Mademoiselle Cocyte, Chicago, The Art Institute
Manifesti e Litografie

1891

1892

1893

1894

1895

1896

1897

  • Al Bois, Parigi, collezione privata
  • Il buon incisore - Adolphe Albert, collezione Josefowitz
  • Histoires naturelles de Jules Renard, 23 litografie, Parigi Biblioteca Nazionale
  • La clownessa al Moulin Rouge, Londra, collezione Josefowitz, Parigi, Biblioteca Nazionale
  • Il grande palco (La Grande Loge), Vienna Graphische Sammlung Albertina, Williamstown (Massachusetts), Sterling and Francine Clark, Art Institute
  • L'automobilista, Berna E.W.K.

1899

  • Il fantino, Parigi, collezione privata
  • La cantante Dolly dello Star, Le Havre, San Paolo del Brasile, Museu de Arte
  • Le paddok, Parigi, Biblioteca Nazionale
  • La gitana, Albi, Museo Toulouse-Lautrec
  • Jane Avril, Parigi, Biblioteca Nazionale

Film[modifica | modifica wikitesto]

Su Toulouse-Lautrec sono stati girati almeno tre film per il cinema come protagonista:

Inoltre il personaggio è comparso in altre pellicole cinematografiche:

L'artista è anche stato rappresentato in alcune fiction e serie televisive:

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei musei che espongono opere dell'artista:

Note[modifica | modifica wikitesto]

Tomba (Verdelais)
  1. ^ AA.VV., I grandi pittori, la vita -le opere-la tecnica. Istituto Geografico De Agostini, Novara 1986, p. 226
  2. ^ Enrica Crispino, Toulouse-Lautrec, Firenze, Giunti, 2005, p.10
  3. ^ Marianne Ryan, Toulouse-Lautrec, catalogo della mostra, (Hayward Gallery, Londra 10 ottobre 1991 - 19 gennaio 1992 Galeries nationales du Grand Palais, Parigi 21 febbraio - 1º giugno 1992), Leonardo De Luca Editori, Roma 1991, p. 14.
  4. ^ Marianne Ryan, Toulouse-Lautrec, catalogo della mostra, (Hayward Gallery, Londra 10 ottobre 1991 - 19 gennaio 1992 Galeries nationales du Grand Palais, Parigi 21 febbraio - 1º giugno 1992), Leonardo De Luca Editori, Roma 1991, p. 48.
  5. ^ John Ayto, e Ian Crofton, Brewer's Dictionary of Modern Phrase & Fable, p. 747.
  6. ^ Lettera 107, gennaio1885, alla madre
  7. ^ a b Douglas Cooper, Toulouse-Lautrec, Edizione d'Arte Garzanti, Milano 1963, p. 6.
  8. ^ La traduzione letteraria dello pseudonimo era Pube di cavallo e Lautrec voleva deridere l'artista Puvis de Chavannes uno dei bersagli preferiti dal gruppo d'avanguardia
  9. ^ Lettera 159, gennaio 1888 ad Octave Maus
  10. ^ Marianne Ryan, Toulouse-Lautrec, catalogo della mostra, (Hayward Gallery, Londra 10 ottobre 1991 - 19 gennaio 1992 Galeries nationales du Grand Palais, Parigi 21 febbraio - 1º giugno 1992), Leonardo De Luca Editori, Roma 1991, p. 33.
  11. ^ AA.VV., I grandi pittori, la vita -le opere-la tecnica. Istituto Geografico De Agostini, Novara 1986, p. 228.
  12. ^ Lettera 212, 26 dicembre 1891, alla madre
  13. ^ Marianne Ryan, Toulouse-Lautrec, catalogo della mostra, (Hayward Gallery, Londra 10 ottobre 1991 - 19 gennaio 1992 Galeries nationales du Grand Palais, Parigi 21 febbraio - 1º giugno 1992), Leonardo De Luca Editori, Roma 1991, p. 411.
  14. ^ Cahier Zig-Zags, gennaio 1881
  15. ^ Toulouse-Lautrec : stile e tecnica, in Marianne Ryan, Toulouse-Lautrec, catalogo della mostra, (Hayward Gallery, Londra 10 ottobre 1991 - 19 gennaio 1992 Galeries nationales du Grand Palais, Parigi 21 febbraio - 1º giugno 1992), Leonardo De Luca Editori, Roma 1991, p. 55.
  16. ^ Toulouse-Lautrec : stile e tecnica, in Marianne Ryan, Toulouse-Lautrec, catalogo della mostra, (Hayward Gallery, Londra 10 ottobre 1991 - 19 gennaio 1992 Galeries nationales du Grand Palais, Parigi 21 febbraio - 1º giugno 1992), Leonardo De Luca Editori, Roma 1991, p. 57.
  17. ^ Marianne Ryan, Toulouse-Lautrec, catalogo della mostra, (Hayward Gallery,Londra 10 ottobre 1991 - 19 gennaio 1992 Galeries nationales du Grand Palais, Parigi 21 febbraio - 1º giugno 1992), Leonardo De Luca Editori, Roma 1991, p. 226.
  18. ^ Peter J.Gartner, Arte e Architettura, Musée d'Orsay, Könemann, Köln 2001, pg.376
  19. ^ Marianne Ryan, Toulouse-Lautrec, catalogo della mostra, (Hayward Gallery,Londra 10 ottobre 1991 - 19 gennaio 1992 Galeries nationales du Grand Palais, Parigi 21 febbraio - 1º giugno 1992), Leonardo De Luca Editori, Roma 1991, pg. 280
  20. ^ Marianne Ryan, Toulouse-Lautrec, catalogo della mostra, (Hayward Gallery, Londra 10 ottobre 1991 - 19 gennaio 1992 Galeries nationales du Grand Palais, Parigi 21 febbraio - 1º giugno 1992), Leonardo De Luca Editori, Roma 1991, pg. 406
  21. ^ Marianne Ryan, Toulouse-Lautrec, catalogo della mostra, (Hayward Gallery, Londra 10 ottobre 1991 - 19 gennaio 1992 Galeries nationales du Grand Palais, Parigi 21 febbraio - 1º giugno 1992), Leonardo De Luca Editori, Roma 1991, pg.48
  22. ^ In basso a destra con la nota Madrid, Pâques 1899 à Arséne Alexandre, souvenirs de ma captivité - H.T. Lautrec.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Henri de Toulouse-Lautrec e Maurice Joyant, La cucina di Monsieur Momo, Ibis, 2005
  • Casimiro Di Crescenzo, Toulouse-Lautrec: lo sguardo, il segno: opere dalla Biblioteca nazionale di Francia, dal Museo d'Ixelles e dalla Fondazione Antonio Mazzotta, Basilissa, 2003, ISBN 88-88296-04-2
  • Daničle Devynck, Toulouse-Lautrec, Kunstbogklubben, 1994, ISBN 87-7807-338-3
  • Douglas Cooper, Toulouse-Lautrec, Edizione d'Arte Garzanti, Milano 1963
  • Gabriella Di Cagno, Toulouse-Lautrec, Giunti Editore Firenze, 1998, ISBN 88-09-21398-X
  • Udo Felbinger, Toulouse-Lautrec. Vita e opere, Ullmann, 2005, ISBN 3-8331-1472-X
  • Peter J.Gartner,Arte e Architettura, Musée d'Orsay, Könemann, Köln 2001 ISBN 3-8290-5023-2
  • Marianne Ryan, Toulouse-Lautrec, catalogo della mostra, (Hayward Gallery,Londra 10 ottobre 1991 - 19 gennaio 1992 Galeries nationales du Grand Palais, Parigi 21 febbraio - 1º giugno 1992), Leonardo De Luca Editori, Roma 1991, ISBN 88-7813-365-5

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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