Théo van Rysselberghe

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Sitzender Akt

Théo van Rysselberghe (Gand, 23 novembre 1862Le Lavandou, 13 dicembre 1926) è stato un pittore belga. Fu uno dei maggiori rappresentanti del puntinismo in Belgio.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Theo Van Rysselberghe[1] era figlio minore di François Vanrysselberghe[2] (1820-1893) carpentiere e imprenditore di Gand, nonché fratello di Octave Van Rysselberghe architetto[3].

Terminati gli studi all'Accademia di Belle arti di Gand e di Bruxelles sotto la direzione di Jean-François Portaels.
Nel 1881 partecipò per la prima volta ad una mostra al Salon di Bruxelles. Due anni dopo, assieme all'amico Octave Maus, fu uno dei fondatori del gruppo d'avanguardia "Les XX" (I venti).

Nel 1887 scoprì le opere di Georges Seurat e si appassionò alla tecnica divisionista, ma, alla fine del secolo, sostituì il puntinismo dei suoi quadri con delle composizioni a tocco più ampio, con larghe strisce allungate di colore. Come Seurat e Signac dipinse molti paesaggi marini e anche incisioni, sebbene queste ultime siano assai meno conosciute.

I viaggi in Marocco[modifica | modifica sorgente]

Théo si recò in Marocco tre volte, affascinato dai colori e dall'ambiente umano nordafricano. Il primo viaggio, sulle tracce di Jean-François Portaels, iniziò con una lunga visita alla Spagna, in compagnia dell'amico Franz Charlet e del pittore spagnolo Dario de Regoyos. Poté quindi ammirare le opere dei "vecchi maestri" esposte al Museo del Prado e a Siviglia incontrò Constantin Meunier, che eseguiva una copia della "Discesa dalla Croce" di Pedro de Campaña.

Da questo viaggio riportò diversi ritratti, fra cui: "Donna Spagnola" (1881), "La Sivigliana" (1882), che già mostravano uno stile assai diverso. Quando arrivò a Tangeri, alla fine di ottobre del 1882, un nuovo mondo si aprì ai suoi occhi, così vicino all'Europa eppure così enormemente differente. Si trattenne in Marocco per quattro mesi, disegnando e dipingendo scene pittoresche colte sulla strada, nella kasbah e nei souk: "Ciabattino sulla via" (1882), "Ragazzo arabo" (1882), "Riposo di una guardia" (1883) ed altri.

Il Ritorno in Belgio[modifica | modifica sorgente]

Di ritorno in Belgio mostrò una trentina di lavori fatti durante il viaggio al "Circolo Artistico Letterario" di Gand: fu un successo istantaneo, in particolare per i quadri: "I fumatori Kef", "Il venditore d'arance", "Paesaggio marino al tramonto" e "Tangeri".
Nel 1883 espose le scene di vita mediterranea al Salon de L'Essor di Bruxelles, dinanzi ad un pubblico entusiasta.
In quel periodo fece amicizia con lo scrittore e poeta Emile Verhaeren e nel settembre dello stesso anno si recò ad Haarlem per studiare la luce delle opere di Frans Hals. La resa esatta della luce sarà infatti per lui, da quei giorni in poi, una preoccupazione costante. Ad Haarlem incontrò, inoltre, il pittore americano William Merritt Chase.
La sua lunga amicizia con Paul Signac fu significativa anche politicamente, suggerendogli idee libertarie e anarcoidi, tanto che, fra le altre iniziative, partecipò all'avventura del giornale anarchico "Les Temps nouveaux", per il quale realizzò varie opere.

Nel 1889 sposò la scrittrice belga Maria Monom, appena ventitreenne, dalla quale ebbe una figlia l'anno seguente. Maria visse a lungo e si spense a 93 anni nel 1959.

La Provenza[modifica | modifica sorgente]

Nel 1898 circa si stabilì in Provenza, presso il mare, a Saint-Clair, una frazione di Le Lavandou, nel dipartimento del Var, e in quest'ultimo periodo della vita la sua pittura tornò verso una certa forma di neo-classicismo.
Sua figlia Élisabeth, dopo aver avuto una bambina, Catherine, dallo scrittore André Gide, sposò il romanziere Pierre Herbart di Dunkerque nel 1931.

Van Rysselberghe morì a 64 anni a Saint-Clair, e fu sepolto nel cimitero di Lavandou, vicino al suo amico pittore Henri-Edmond Cross.

Temi e caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

I ritratti eseguiti da Van Rysselberghe furono dedicati in prevalenza ai parenti, fra cui quello di Alice Sèthe; in quest'ultimo l'artista curò molto i dettagli dell'arredamento retrostante la figura, il che contrastava con lo spirito di sintesi che era tipico dei puntinisti francesi[4]. Dal canto suo, Émile Verhaeren notò come i personaggi di Van Rysselberghe mancavano di quella ieraticità che contraddistingueva le figure di Seurat[5].

Oltre che dal post-impressionismo, Van Rysselberghe fu parimenti influenzato dal giapponismo e, in particolare, ammirò l'opera di Hiroshige Utagawa.
Mentre i suoi paesaggi marini, inoltre, andavano verso la semplificazione, i suoi ritratti abbondavano in dettagli[6].

Van Rysselberghe dipinse anche un buon numero di nudi femminili, che furono il suo soggetto preferito a partire dal 1910: L'heure embrasée (1897), Baigneuse autour d'un rocher (1910), Baigneuses à Cavalière (1910), e qualche nudo singolo: Nageuse en repos (1922), L'Ablution o Venus accroupie (1922). Questi lavori appaiono privi di intenzioni erotiche e infatti, a questo proposito, André Gide parlò di "nudi igienici"[7].

Questo periodo dell'arte di Van Rysselberghe coincise con il passaggio dalla fase di influenza post-impressionista a quella di un ritrovato classicismo.

Théo Van Rysselberghe fu anche illustratore e decoratore di libri, come ad esempio la raccolta "L'Almanacco" di Émile Verhaeren, del 1895, in cui disegnò ornamenti, arabeschi e illustrazioni dei testi. Allo stesso modo decorò cataloghi di mostre del gruppo "Les XX".

Musei che espongono le sue opere[modifica | modifica sorgente]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Theo Van Rysselberghe usò sempre l'ortografia belga "Van", anche per distinguersi da quella olandese "van", che era invece spesso adottata perché ritenuta più elegante.
  2. ^ Nome originale della famiglia
  3. ^ Gli altri fratelli erano: François (1846-1893) professore di scienze e matematica presso l'Università di Gand. Julien (1852- ...) ingegnere e docente all'Università di Gand. Charles (1850-1920) architetto a Ostenda e Gand.
  4. ^ Tamburini N., Van Rysselberghe ou la promesse du bonheur. In "L'Objet de l'Art", Pubblicazione Fuori serie nº 62, Giugno 2012.
  5. ^ Citato da Tamburini in Saisir les nuances de la pensèe, ibidem
  6. ^ Tamburini, Van Rysselberghe paysagiste: hymnes à la lumière, ibidem
  7. ^ Tamburini, Van Rysselberghe peintre de nus: un « prétexte à lignes et gammes» joyeuses, ibidem

Altri progetti e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


Controllo di autorità VIAF: 7406836 LCCN: n89635236