Seconda battaglia dell'Aisne

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Seconda battaglia dell'Aisne
Le linee del fronte durante la battaglia
Le linee del fronte durante la battaglia
Data 16 aprile - 9 maggio e 24 ottobre 1917
Luogo Tra Soissons e Reims, Francia
Esito Vittoria tedesca
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
1.000.000 di soldati
7.000 pezzi d'artiglieria
480.000 soldati
Perdite
118.000 tra morti, feriti e dispersi[1] 40.000 tra morti, feriti e dispersi[1]
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La seconda battaglia dell'Aisne fu il principale e più massiccio attacco condotto lungo la strada Chemin des Dames nel 1917, durante la prima guerra mondiale.

Robert Georges Nivelle, comandante supremo dell'esercito francese, iniziò a progettare l'azione nel dicembre 1916 dopo che sostituì Joseph Joffre, reduce di numerose sconfitte. L'obiettivo era di assicurarsi un'ampia zona, circa 80 km, di trincee usate dai tedeschi per ripararsi dall'artiglieria nemica. Quando l'attacco francese prese il via nell'aprile 1917, numerose mitragliatrici e mortai tedeschi aprirono il fuoco, vanificando i futuri assalti e provocando un alto numero di perdite. La battaglia terminò in un disastro, segnando per sempre la carriera di Nivelle e causando diversi casi di ammutinamento tra le sue truppe.

Il saliente di Chemin des Dames venne catturato, seppure in misura minore rispetto ai piani di Nivelle, solamente cinque mesi dopo da Philippe Pétain durante la cosiddetta battaglia di La Malmaison.

Premesse[modifica | modifica wikitesto]

Quando sostituì il generale Joffre in qualità di capo dell'esercito francese, il generale Nivelle espresse la sua ottimistica convinzione che un potente ed efficace attacco contro le linee tedesche avrebbe condotto il suo paese alla vittoria in 48 ore[2]. Egli infatti credeva che i tedeschi fossero usciti notevolmente indeboliti dalla battaglia di Verdun e da quella della Somme e non sarebbero più stati in grado di opporre una valida resistenza, specialmente se impegnati precedentemente da alcuni attacchi diversivi condotti su larga scala dall'Esercito britannico.

Il Ministro della Guerra francese, Louis Hubert Gonzalve Lyautey, il capo di Stato Maggiore Philippe Pétain, insieme al parigrado inglese Douglas Haig, si opposero con decisione al piano di Nivelle, che per tutta risposta dichiarò che avrebbe rassegnato le dimissioni se non gli fosse stato concessa l'autorizzazione a procedere[2].
Nivelle fino a quel momento non aveva mai perso una battaglia e godeva della stima del Primo ministro del Regno Unito David Lloyd George[2], così il Primo ministro francese Aristide Briand prese la difficile decisione di assecondare i piani del suo generale, placando di fatto le proteste del Ministro della Guerra.

L'offensiva di Nivelle avrebbe dovuto contemplare l'impiego di circa un milione di uomini supportati da 7.000 mitragliatrici tra le città di Roye e Reims, concentrandosi più che altro lungo il fiume Aisne.
Iniziato a progettare nel dicembre 1916, il piano perse valore a causa delle numerose informazioni trapelate al Deutsches Heer (l'esercito tedesco), che alla data d'inizio delle operazioni era già a conoscenza delle sue fasi. In aggiunta, la ritirata tedesca dalla linea Hindenburg aveva fatto decadere parte delle motivazioni circa l'esistenza del piano stesso. Nonostante questi fattori e la scarsa conoscenza delle forze nemiche, Nivelle decise ugualmente di mandare all'attacco i suoi fanti[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 aprile 1917, dopo una settimana di attacchi inglesi (battaglia di Arras), 19 divisioni francesi appartenenti alla 5ª e 6ª Armata, guidate da Olivier Mazel e Charles Mangin, attaccarono le linee tedesche lungo un fronte di 80 km da Soissons a Reims[3], assistiti da un massiccio quanto inutile sbarramento di artiglieria. Consci dell'attacco di Nivelle, i fanti di Max von Böhen e Fritz von Below avevano nel frattempo concentrato in posizioni strategiche svariate mitragliatrici, tra cui le nuove MG08/15, e si erano ben difesi in bunker protratti anche abbastanza in profondità nelle linee[4].

Nel primo giorno di combattimenti i francesi persero 40.000 uomini e 150 carri armati Schneider CA1[5] riuscendo però a far vacillare la 7ª Armata di von Böhen. Il giorno successivo la 4ª Armata di François Anthoine puntò ad est di Reims in direzione di Moronvilliers (oggi Thiaucourt-Regniéville), ma la 1ª Armata di von Below respinse i loro tentativi di raggiungere la cittadina.
Nivelle continuò ad ordinare attacchi in larga scala fino al 20 aprile. Qualche piccolo successo fu conseguito da Mangin ad ovest di Soissons e, nonostante le azioni offensive diminuirono di intensità nei giorni seguenti, al 5 maggio erano stati conquistati 4 km di territorio nemico e la città di Craonne. Ben poca cosa comunque in confronto agli obiettivi prefissati all'inizio delle operazioni.

Le conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Maggio 1917: i resti del villaggio di Soupir

Nonostante sia stata caratterizzata da pesanti sconfitte, l'offensiva fece acquistare ai francesi 7 km di territorio[4]. In ogni caso, le intenzioni iniziali di Nivelle erano molto più rosee, e non ci fu nessuno sfondamento tale da indurre nel panico le forze tedesche. A pagare il prezzo più alto furono i francesi, con perdite elevatissime che falcidiarono alcune divisioni fino al 60% dei loro effettivi[4].
Il 3 maggio infatti la 2ª Divisione francese si rifiutò di eseguire l'ennesimo attacco, e alcuni suoi uomini vennero fucilati per ammutinamento. Dopo quasi un'altra settimana di scontri, Nivelle bloccò tutte le operazioni il 9 maggio 1917[4].

Mentre i tedeschi subirono circa 40.000 tra morti, feriti e dispersi, i francesi ne registrarono 118.000[6]. I politici e la pubblica opinione rimasero scioccati dalla sconfitta, e il 16 maggio Nivelle fu rimosso dall'incarico e trasferito in Nordafrica, rimpiazzato dal più cauto Philippe Pétain, che ordinò ai suoi uomini di mettersi sulla difensiva.
Da parte tedesca invece, il 20 maggio 1917 von Böhen venne premiato con le fronde di quercia da aggiungere alla sua Pour le Mérite, per le grandi doti di comando dimostrate nella seconda battaglia dell'Aisne[7].

I francesi conquistano La Malmaison[modifica | modifica wikitesto]

L'atto finale della seconda battaglia dell'Aisne è chiamato la battaglia di La Malmaison, ordinata da Pétain che riuscì ad impossessarsi di La Malmaison e del saliente di Chemin des Dames: l'artiglieria stavolta fu efficace, e i carri armati furono usati con più intelligenza, coadiuvati inoltre dalla fanteria.
I tedeschi furono costretti a ritirarsi e si riposizionarono nella vallata del fiume Ailette.

La vittoria delle truppe francesi, arrivata nell'ottobre 1917, non compensò interamente la disfatta di cinque mesi prima, ma segnò l'avvento di una nuova strategia basata sull'uso massiccio dell'artiglieria e dei carri armati concentrati su uno specifico punto del fronte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) P. Simkins, G. Jukes, M. Hickey, The First World War: The War To End All Wars, Osprey Publishing, 2003, ISBN 1-84176-738-7.
  2. ^ a b c (EN) Strachan, Hew, The First World War, p. 243, Viking, 2003, New York
  3. ^ a b Strachan, p. 246
  4. ^ a b c d Strachan, p 247
  5. ^ (EN) Keegan, John, The First World War, p. 327, Alfred A. Knopf, 1999, New York
  6. ^ Trevor N. Dupuy, Numbers, Predictions and War, p. 101, Greenhill Books, ISBN 0-915979-06-3
  7. ^ (EN) Sito online "Pour le Mérite" in pourlemerite.org. URL consultato il 29 marzo 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) John Keegan, The First World War, New York, Alfred A. Knopf, 1999, ISBN 1-84193-226-4.
  • (EN) Evans M. M., Battles of World War I, Select Editions, 2004, ISBN 1-84193-226-4.
  • (EN) Hew Strachan, The First World War, New York, Viking, 2003, ISBN 1-4352-9266-9.

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