Orizzonti di gloria (film)

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Orizzonti di gloria

Richard Anderson, Kirk Douglas e George Macready
Titolo originale: Paths of Glory
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Paese: USA
Anno: 1957
Durata: 86'
Colore: B/N
Audio: sonoro
Rapporto: 1.37 : 1
Genere: guerra, drammatico
Regia: Stanley Kubrick
Soggetto: Humphrey Cobb (romanzo)
Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Calder Willingham, Jim Thompson
Produttore: {{{nomeproduttore}}}
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
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Animatori: {{{nomeanimatore}}}
Episodi:
Fotografia: George Krause
Montaggio: Eva Kroll
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Musiche: Gerald Fried
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Scenografia: Ludwig Reiber
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Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
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Orizzonti di gloria (Paths of Glory) è un film del 1957 diretto da Stanley Kubrick e tratto dal romanzo omonimo di Humphrey Cobb.

È il quarto lungometraggio di Stanley Kubrick che per la prima volta si misura con scenari di guerra e con quel mondo militare che qui, come in diversi film seguenti, è sottoposto ad una critica talmente severa da suscitare reazioni e prese di distanza.

La storia prende ispirazione da un fatto realmente accaduto durante la prima guerra mondiale riguardante la fucilazione di cinque soldati francesi accusati di ammutinamento.

Nel 1992 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Indice

[modifica] Trama

Prima guerra mondiale, 1916, fronte franco-tedesco. La prospettiva di una promozione in caso di successo vince le perplessità del generale francese Mireau sull'opportunità di sferrare un attacco al famigerato "formicaio", strategica e munitissima postazione in mano ai tedeschi, posta su una collina difficilmente espugnabile.

Per caricare i soldati, il generale passa personalmente in rassegna le truppe sistemate in interminabili trincee, cercando di spronarle e motivarle dopo mesi di logorante stallo. Il comando delle operazioni è affidato al colonnello Dax, fermamente contrario ad un'azione che avrà un prezzo umano altissimo e un risultato alquanto incerto, ma che si vede costretto ad obbedire.

Come previsto, l’attacco è un fallimento totale. Nessun francese riesce a raggiungere le posizioni tedesche e addirittura un terzo dei soldati rifiuta di uscire dalle trincee o ne è letteralmente impossibilitato dal fitto fuoco nemico. Informato della situazione, Mireau interpreta questo comportamento delle sue truppe come codardia e ordina che venga aperto il fuoco contro le proprie retrovie, a mo' di punizione/esortazione. Il comandante dell’artiglieria si oppone all’ordine pretendendo che gli venga recapitato per iscritto. Così, ben prima che un ordine scritto possa mai giungere a destinazione, l'offensiva si esaurisce miseramente.

Mireau, per dimostrare fermezza e scaricare la colpa dello scriteriato attacco sulle truppe, sostiene con il Comando la tesi della codardia e propone la fucilazione di 100 uomini presi a caso. Il generale Broulard, suo superiore, gli concede di prenderne 3, uno per ogni compagnia coinvolta, che saranno sottoposti al giudizio di una regolare corte marziale. Di fatto i 3 prescelti sono solo in parte presi a caso. Il caporale Paris è vittima di un conto aperto con il suo diretto superiore, il soldato Ferol è indicato dai suoi stessi commilitoni, in quanto bollato come "asociale", mentre il soldato Arnoud è uno degli elementi più coraggiosi e la sua scelta a sorte, l'unica, è davvero un beffardo scherzo del caso.

Il colonnello Dax, valente avvocato parigino prima della guerra, assume la difesa dei suoi tre uomini, sebbene sia cosciente che la sentenza è praticamente già scritta. Nel processo rivolge le sue accuse verso il generale Mireau, il vero responsabile del fallito attacco, il quale non contento di aver commesso un errore, aveva persino ordinato di sparare contro le sue stesse truppe.

L’accorata difesa del colonnello Dax non è sufficiente, e così, sgomenti e increduli, i tre vengono condannati a morte per codardia. A rendere ancora più incredibile l'epilogo di questa storia c’è la condizione del soldato Arnoud, portato alla fucilazione in barella e semicosciente dopo che la sera precedente, durante la visita in cella del cappellano, si era procurato una frattura al cranio a seguito di uno scatto d’ira dettato dallo smarrimento per la situazione inspiegabile che stava vivendo.

Conclusa la solenne ed esemplare fucilazione, Broulard invita Mireau e Dax a colazione presso l'elegante palazzo del Comando. A Mireau dà il benservito facendogli capire che sarà aperta un'inchiesta sul suo comportamento durante il famoso attacco fallito. Restato solo con Dax propone a questi il posto del generale che, in pratica, lui stesso ha appena contribuito a rimuovere. Broulard, che sinceramente ammira Dax pensando che si sia abilmente servito di tutta la vicenda per fare fuori Mireau e aprirsi una carriera, indispettisce con le sue insinuazioni l’integerrimo colonnello al punto da fargli rifiutare qualsiasi proposta e chiudere il colloquio in maniera tanto brusca da precludersi anche la prospettiva di future promozioni. Per Dax, uomo di saldi principi, i suoi uomini vengono prima della carriera.

Nel finale vediamo i soldati godere finalmente di un momento di libertà in una locanda. Quando il proprietario del locale introduce una spaesata ragazza tedesca come l’attrazione del giorno e la invita a cantare qualcosa, dopo gli iniziali schiamazzi cala il silenzio, e i volti dei soldati diventano seri; la dolce melodia viene pian piano intonata da tutti e poco importa che siano proprio un canto popolare tedesco (Der treuer Husar, "l'Ussaro fedele") e la voce di una giovane "nemica" ad evocare emozioni, ricordi e sentimenti lontani, ma che accomunano tutti.

Quando a Dax, che assiste dall'esterno a questa scena, viene portato un nuovo ordine, questi decide di attendere un po' prima di informare i suoi uomini che si deve tornare subito a combattere. Almeno il tempo di una canzone.

[modifica] Produzione

Il titolo del romanzo, e quindi del film, fu dato dall'editore con una specie di concorso che vide prevalere i versi tratti da una composizione del poeta settecentesco Thomas Gray.

Nonostante questo fosse il quarto film di Kubrick, il regista ancora non riusciva a vivere grazie al mestiere di regista, perché il suo compenso era legato agli incassi e i suoi film non incassavano abbastanza soldi al botteghino, sebbene fossero sempre più apprezzati dalla critica, che da Rapina a mano armata lo aveva già consacrato come la più interessante giovane promessa del cinema indipendente americano di quegli anni.

Non ci sono prove di esecuzioni di propri soldati per codardia, eseguite su elementi presi a caso, né nell’esercito francese, né in altri eserciti. Vi è però la consapevolezza che questo, durante la prima guerra mondiale, sia avvenuto (come detto, questa storia si ispira ad un episodio realmente accaduto), mentre sembra avere poco fondamento storico il fatto che, in questi casi, le esecuzioni potessero avvenire nella maniera pubblica descritta dal film.

Per ragioni contingenti Kubrick era orientato a dare un finale più lieto alla vicenda. Pare che fu Kirk Douglas ad imporsi con fermezza pretendendo di lasciare il finale originale, convincendo così Kubrick, all’epoca già osannato dai critici ma meno fortunato al botteghino, ad andare contro il volere della produzione.

L’unica donna della pellicola, la giovane Susanne Christian che interpretò la ragazza tedesca che canta nel finale del film, divenne poi la moglie di Kubrick, alla quale restò legato tutta la vita.

Sebbene la storia sia ambientata sul fronte occidentale francese, le riprese sono tutte girate in Baviera. Gli interni presso i Bavaria's Geiselgasteig Studios, e gli esterni della corte marziale nel castello di Schleissheim, una struttura del XVIII secolo, oggi museo nazionale, che si trova a poca distanza dal sito dei campi di concentramento di Dachau.

Una particolarità del film è che sebbene sia un film di guerra, esso si svolge solo all'interno di un unico esercito, e il "nemico" non si vede mai.

[modifica] Distribuzione

A lungo censurato in Francia - poté apparire solo dopo il 1974 - a causa della feroce critica antimilitarista espressa attraverso il racconto delle vicende di alcuni ufficiali dell'esercito francese, è il primo film di Kubrick prodotto e interpretato da Kirk Douglas, col quale il regista newyorchese realizzerà in seguito anche Spartacus.

[modifica] Bibliografia

  • Enrico Ghezzi, Stanley Kubrick, Milano, L'Unità/Il Castoro, 1995.
  • Flavio Ruffatto (a cura di) Dizionario dei Capolavori, Milano, UTET, 1987.

[modifica] Collegamenti esterni

Ciak! I film di Stanley Kubrick Ciak!
Cortometraggi Day of the Fight (1951) - Flying Padre (1951)- The Seafarers (1953)
Film Paura e desiderio (1953) - Il bacio dell'assassino (1955) - Rapina a mano armata (1956) - Orizzonti di gloria (1957) - Spartacus (1960) - Lolita (1962) - Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba (1964) - 2001: Odissea nello spazio (1968) - Arancia meccanica (1971) - Barry Lyndon (1975) - Shining (1980) - Full Metal Jacket (1987) - Eyes Wide Shut (1999)
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