Ordoño II di León

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Ordoño II
Statua di Ordoño II  del León, che si trova nel passeggio dell'Argentina[1], a Madrid di (L.S. Carmona, 1750-53)
Statua di Ordoño II del León, che si trova nel passeggio dell'Argentina[1], a Madrid di (L.S. Carmona, 1750-53)
Re del León
In carica 914 - 924
Predecessore García I
Successore Fruela II
Nome completo Ordoño Alfonso
Altri titoli Re di Galizia
Nascita 873
Morte Zamora, 924
Padre Alfonso III
Madre Jimena Garcés
Consorte Elvira Menéndez
Aragonta Gutierrez
Sancha Sanchez
Figli Sancho Ordóñez
Alfonso
Ramiro
García
Jimena

Ordoño Alfonso soprannominato "il Grande" (El Magno). Ordoño anche in spagnolo, in asturiano e in galiziano, Ordoni, in catalano e Ordonho in portoghese (873León, gennaio 924) , fu re di Galizia (910-914) e dopo la riunificazione della Galizia al León re di León dal 914 al 924.

Origine[2][modifica | modifica wikitesto]

Figlio secondogenito del re delle Asturie, Alfonso III il Grande e di Jimena Garcés, (848-912), molto probabilmente figlia del re di Navarra, Garcia I Iñiguez di Pamplona.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'educazione di Ordoño fu affidata alla corte dei Banu Qasi, a Saragozza, dove il padre lo inviò bambino.

Collaborò col padre nell'azione di governo del regno delle Asturie, che comprendeva anche la Galizia ed il Leon.
A Ordoño fu affidato il governo e la difesa della Galizia; cosa che fece con il plauso generale.
Nel 908, condusse una spedizione nella Betica che arrivò sino alla periferia di Siviglia, portando distruzioni nel quartiere di Regel.

Nell'895 circa, si era sposato con Elvira Menéndez (ca. 880-922), figlia del conquistatore di Coimbra (876), il conte galiziano di Oporto, Ermenegildo Gutierrez ed Ermessinda Gatonez[2].

Quando, nel 910 il conte di Castiglia, Nuño Muñoz, per liberare il genero, Garcia I di Leon, incarcerato dal padre, Alfonso III il Grande, organizzò una sollevazione di nobili, appoggiata anche dalla regina Jimena e dagli altri figli di Alfonso, Fruela e lo stesso Ordoño, Alfonso III, per evitare la guerra civile, si ritirò, con Jimena, a Zamora (dove morì il 20 dicembre 910) liberò Garcia, e divise il regno tra i suoi tre figli maggiori:

  • a Garcia il figlio maggiore andò il León
  • a Ordoño, il secondogenito andò la Galizia
  • a Fruela, terzogenito andarono le Asturie.

Alla morte del padre, suo fratello, Garcia divenne re delle Asturie e del León, ma in effetti continuò a governare solo il León, lasciando ai fratelli i loro rispettivi regni.

Nell'agosto del 913, durante una razzia in Lusitania, assaltò e conquistò la città di Évora, uccidendo il wali, Marwān ibn ʿAbd al-Malik, che era in moschea[2] e tutta la guarnigione di circa 700 uomini e rientrando in Galizia con circa 4000 prigionieri (soprattutto donne e bambini); secondo la Crónica Anónima de al-Nasir «non si aveva memoria in al-Andalus di un disastro dell'Islam, da parte del nemico, così oltraggioso e terribile come questo».

Regno di León
León
Coat of Arms of Leon with the Royal Crest.svg

Garcia I
Ordoño II
Fruela II
Figli
Alfonso IV
Figli
Ramiro II
Ordoño III
Figli
Sancho I
Figli
Ordoño IV
Ramiro III
Figli
  • Ordono
Bermudo II
Figli
Alfonso V
Figli
Bermudo III
Sancha I con Ferdinando I
Figli
Alfonso VI (deposto, nel 1072, per pochi mesi, da Sancho II)
Figli
Urraca I
Figli
Alfonso VII
Ferdinando II
Figli
Alfonso IX
Figli
Sancha II e Dolce I
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Nel 914, alla morte del fratello, il re di León, Garcia, senza discendenza, Ordoño fu proclamato anche re di León, riunificando così la Galizia col León. Si trasferì a León, capitale del regno, che includeva anche la Galizia, sviluppando la città e riorganizzando le istituzioni[2].

Penisola iberica (carta politica), nel 910
Ordoño II (Ordonius rex) in una miniatura del Tumbo A della Cattedrale di Santiago di Compostela, datata tra il X e il XII secolo.

Ordoño continuò la politica di espansione territoriale del padre Alfonso.
Nell'area occidentale conquistò la città di Mérida, dopo averne devastato la regione e giunse nuovamente sino ad Évora.
Nell'area orientale, alleatosi col re di Pamplona, Sancho I Garcés, nel settembre 917, a San Esteban de Gormaz sconfissero i musulmani dell'emirato al-Andalus e l'anno dopo (918) strapparono ai Banu Qasi le città di Calahorra e Arnedo, attaccando anche Nájera e Tudela[2].
Nel 920 l'emiro ʿAbd al-Raḥmān III ibn Muḥammad guidò personalmente un esercito che, recuperate le città di Osma e San Esteban de Gormaz, penetrò in Navarra e sconfisse Ordoño (senza l'appoggio delle truppe del conte di Castiglia, Fernando Ansurez che convocato non si era presentato) ed il re di Pamplona, Sancho I di Navarra nella valle di Junquera, a circa venticinque chilometri a sudest di Pamplona (battaglia di Valdejunquera), dove i vescovi di Tuy e Salamanca furono catturati. I sopravvissuti alla battaglia si rifugiarono nei castelli di "Muez" e di Viguera, dove vennero assediati, sconfitti e decapitati.
Dopo la battaglia di Valdejunquera, Ordoño II destituì il conte di Castiglia, Fernando Ansurez perché non si era presentato in tempo, con le sue truppe, alla battaglia, e lo relegò nel León (dove seguì la costruzione del monastero di San Pedro de Cardeña) e lo sostituì con il fratello, di Gonzalo Fernández, il conte di Burgos Nuño Fernández.
Volendo inoltre punire sia per il disastro militare che per l'offesa arrecata alla sua autorità la nobiltà castigliana ed avendo saputo che diversi nobili castigliani erano riuniti a Burgos, li fece convocare per un incontro a Tejares, sulle sponde del fiume Carrión affluente del fiume Pisuerga. Tutti i nobili castigliani che, senza timore, si presentarono all'appuntamento furono arrestati e condotti a León, dove, poco tempo dopo, molti furono giustiziati. Dopo questo avvenimento i Castigliani decisero di ripristinare i Giudici di Castiglia.

Nel 923 Ordono conquistò Nájera, mentre Sancho riconquistò Viguera.

Rimasto vedovo, nel febbraio del 922, Ordono sposò Aragonta Gutierrez, figlia del conte Gutierre Osorio ed Elvira Gatónez (bisnipote del re Ramiro I delle Asturie), da cui non ebbe figli e divorziò, nello stesso anno[2].
Nel 923, sposò Sancha Sanchez (900-959)[3], figlia del re di Navarra, Sancho I Garcés, e di Toda Aznarez, da cui non ebbe figli[2].

Morì nel gennaio 924, prima che, con un'altra controffensiva, l'emiro ʿAbd al-Raḥmān III arrivasse vittorioso a Pamplona. Ordono fu tumulato nella chiesa di Santa Maria a León.
Il fratello Fruela, alla sua morte, spodestò i suoi figli (che intanto stavano facendosi la guerra), facendosi proclamare re di León.

Discendenza[2][modifica | modifica wikitesto]

Ordono ed Elvira ebbero cinque figli:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La statua di Ordoño II del León, che si trova nel passeggio dell'Argentina, popolarmente detto El paseo de las estatuas, nel Parco del Retiro di Madrid; è una delle statue di monarchi spagnoli commissionate per la decorazione del Palazzo Reale di Madrid durante il regno di Ferdinando VI. L'idea iniziale ara stata di adornare la cornice del palazzo; scolpite da Olivieri e Filippo de Castro, non furono mai poste nelle posizioni per cui erano state scolpite, ma furono piazzate in altri luoghi della città: piazza d'Oriente, parco del Retiro, porta di Toledo. Alcune furono posizionate in altre città.
  2. ^ a b c d e f g h (EN) Dinastie reali di Asturie e Leon
  3. ^ Sancha Sanchez, rimasta vedova, nello stesso anno (924) sposò, in seconde nozze, il conte Alvaro Herraméliz di Álava e, rimasta un'altra volta vedova, sposò il conte di Castiglia, Fernán González, divenendo così contessa di Castiglia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, il califfato occidentale, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 477-515

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore:
García I
Re di León
Blason Léon.svg

914924
Successore:
Fruela II
Predecessore:
Alfonso III il Grande
Re di Galizia
(era parte del regno delle Asturie)
Escudo de Galicia.svg

910924



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