Ferdinando I di León

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Ferdinando I
Statua di Ferdinando I[1] nei giardini di Madrid, (Luis Salvador Carmona), (1750-1753).
Statua di Ferdinando I[1] nei giardini di Madrid, (Luis Salvador Carmona), (1750-1753).
Conte e poi Re di Castiglia
In carica 1035 - 1065
Predecessore Sancho III Garcés di Navarra
Successore Sancho II
Nome completo Ferdinando Sanchez
Altri titoli Re consorte ma di fatto sovrano di León
Nascita ca. 1016
Morte León, 1065
Casa reale Casa di Navarra
Padre Sancho III Garcés di Navarra
Madre Munia di Castiglia
Consorte Sancha I
Figli Urraca Fernandez
Sancho Fernandez
Elvira Fernandez
Alfonso Fernandez
García Fernandez

Ferdinando Sanchez, detto il Grande (1016 circa – León, 27 dicembre 1065), dal 1035 al 1038 fu il conte di Castiglia e, dal 1037 al 1065, re consorte di León.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Ferdinando era il figlio secondogenito del re di Pamplona, conte d'Aragona, conte di Sobrarbe e Ribagorza, conte di Castiglia, Sancho III Garcés il Grande e di Munia, figlia del conte di Castiglia Sancho Garces e di Urraca Gomez.[2][3][4]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1027, fu programmato il matrimonio tra suo zio, il conte di Castiglia, Garcia Sanchez, e Sancha, figlia del re del León, Alfonso V.
Nel 1029, però quando il conte di Castiglia, Garcia, si recò a Leon per il matrimonio, fu ucciso all'uscita dal palazzo reale di León, dove si era recato per conoscere la sua promessa sposa. Allora sua madre, Munia successe al fratello come contessa di Castiglia, che di fatto fu governata da suo padre, Sancho, che nominò Ferdinando governatore della Castiglia[2].

Ferdinando con la moglie Sancha, da una miniatura tratta dal Diurnal de Ferran I, manoscritto, nella Cattedrale di Santiago de Compostela

Nel frattempo, nel 1028, era succeduto sul trono del León ad Alfonso V, Bermudo III che riprese la guerra contro la nuova contessa di Castiglia, Munia e suo marito, il re di Navarra, Sancho III "il Grande" finché, nel 1032, fu trovato un accordo matrimoniale e fu siglata la pace: Ferdinando, il secondogenito di Sancho e Munia, che continuava ad areva la reggenza della Castiglia, dopo che la madre Munia aveva rinunciato, in quello stesso anno, alle sue prerogative in favore del marito Sancho, avrebbe sposato la sorella di Bermudo, Sancha, già promessa al defunto Garcia di Castiglia[5].

Secondo la Historia Silense[6] e il Chronicon regum Legionensium (Pelagio da Oviedo)[7] il matrimonio tra Sancha e Ferdinando avvenne nel 1032[8], ma la pace fu di breve durata e l'anno seguente la guerra era già ripresa e dopo la conquista di Zamora, Sancho III il Grande, nel 1034, occupò Astorga e la stessa León, capitale del regno, costringendo Bermudo a rifugiarsi in Galizia.
Nel 1034, Bermudo si rappacificò con Sancho, sposandosi, in terze nozze, con la sorella di Ferdinando, Jimena Sanchez di Navarra, figlia di Sancho III che da quell'anno si faceva chiamare Imperator Totus Hispaniae[8].

Ferdinando ereditò la contea Castiglia nel 1035 dopo che il padre, prima di morire, divise il suo "impero" tra i quattro figli maschi che gli erano sopravvissuti:

I regni di León e Castiglia dopo la riunificazione

Ferdinando che ebbe l'aiuto del fratello maggiore, Garcia[2], si dovette scontrare col cognato, Bermudo III del León, che, nel 1035, dopo la morte di Sancho III, aveva recuperato i territori perduti (Palencia, Astorga, Zamora e la stessa capitale León).

Nel 1037, nella battaglia di Tamarón, le truppe di Ferdinando I ebbero la meglio su quelle di Bermudo, che nello scontro perse la vita.
Non avendo Bermudo III lasciato eredi diretti, la corona di León passo a sua sorella Sancha I, già contessa consorte di Castiglia, la quale associò al trono di León il marito Ferdinando. Praticamente da quel momento il León fu governato congiuntamente alla Castiglia da Ferdinando, che il 22 giugno del 1038, fu incoronato re di León e Galizia[2] e si proclamò anche re di Castiglia, per cui si faceva chiamare imperator.
Ferdinando occupò tutto il regno del León (inclusa la Galizia) ed al fratello Garcia, che l'aveva aiutato nella guerra concesse di annettere alla Navarra il resto dei paesi Baschi ed una parte di terre castigliane (tra cui la Rioja), arrivando sino al porto di Santander.

Regno di León
León
Coat of Arms of Leon with the Royal Crest.svg

Garcia I
Ordoño II
Fruela II
Alfonso IV
Ramiro II
Ordoño III
Sancho I
Ordoño IV
Ramiro III
Bermudo II
Alfonso V
Bermudo III
Sancha I con Ferdinando I
Alfonso VI (deposto, nel 1072, per pochi mesi, da Sancho II)
Urraca I
Alfonso VII
Ferdinando II
Alfonso IX
Sancha II e Dolce I
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Gli anni successivi passarono estendendo i suoi possedimenti territoriali e reclamando le terre castigliane concesse alla Navarra, mentre il fratello Garcia cominciò ad appetire i domini di Ferdinando che si era dimostrato un abile monarca dopo l'acquisizione del trono di León.
La rivalità tra i fratelli provocò una guerra e, nel 1054, Garcia invase la Castiglia ma fu sconfitto e ucciso in battaglia, nel mese di settembre, ad Atapuerca[2].
Pur avendo la possibilità di invadere ed annettersi la Navarra (si accontentò di riannettersi la Bureba e parte della Rioja, portando il confine orientale della Castiglia al fiume Ebro) Ferdinando I rinunciò (forse pensava già a combattere i regni di Taifa di al-Andalus) e permise al figlio di Garcia, Sancho IV Garcés, di succedere al padre.

Nel 1055, dando inizio, ad una politica di collaborazione con la Burgundia, decretando una donazione annua di 120 once d'oro all'abbazia di Cluny[2].

Rivolse quindi la sua attenzione agli Arabi, attaccando per prima Siviglia, che aveva mantenuto in apparenza un governo a forma repubblicana, ai confini nord-occidentali, conquistando Viseu e Lamego, nel 1057.
Poi si spinse nel territorio del re di Saragozza, conquistandogli alcune fortezze a sud del fiume Duero.
Quindi attaccò il re di Toledo e le sue truppe si spinsero sino ad Alcalà sul fiume Henares.
Infine, nel 1063, effettuò un altro attacco alla taifa di Siviglia, in territorio andaluso.
Ora i regni di Taifa di Siviglia, Badajoz, Toledo e Saragozza, dal 1060, erano suoi tributari, che ne riconoscevano la supremazia militare[2].

Carta politica del nordest della penisola iberica, onde si vede la distribuzione dei regni dopo la morte di Ferdinando I.

Nel 1064, occupò le città di Viseu e Coimbra, dopo sei mesi di assedio[2], nel nord dell'attuale Portogallo, portando il confine, con al-Andalus, sino al fiume Mondego; poi attaccò il regno di Valenza, arrivando sino quasi alle porte della città, dove fu colpito da una malattia che lo costrinse a desistere e rientrare a León.

Pantheon reale (mausoleo) della collegiata di San Isidoro, a León, fondata dalla regina Sancha, dove fu inumato Ferdinando

A questo punto convocò i suoi figli e fece la spartizione del suo regno e delle zone di influenza sui regni di Taifa musulmani:


E nel dicembre 1065, dopo la morte di Ferdinando, che fu tumulato a León[2], nel Pantheon reale (mausoleo) della collegiata di San Isidoro, la moglie Sancha rinunciò al trono e, da desiderio di Ferdinando, come era stato stabilito l'anno prima, divise i regni tra i tre figli maschi:

Ferdinando fu chiamato il Grande per le sue conquiste politiche e militari che portarono la Spagna cristiana e araba sotto il suo controllo.

Secondo gli Annales Complutenses (Anales castellanos segundos)[9] Sancha morì il 7 novembre 1067, fu tumulata a León[2], accanto al marito.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Ferdinando e Sancha ebbero cinque figli[2][3][5]:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La statua di Ferdinando I di Castiglia, che si trova nel passeggio dell'Argentina, popolarmente detto El paseo de las estatuas, nel Parco del Retiro di Madrid, è una delle statue di monarchi spagnoli commissionate per la decorazione del Palazzo Reale di Madrid durante il regno di Ferdinando VI. L'idea iniziale era stata di adornare la cornice del palazzo. Scolpite da Olivieri e Filippo de Castro, non furono mai poste nelle posizioni per cui erano state scolpite, ma furono piazzate in altri luoghi della città: piazza d'Oriente, parco del Retiro, porta di Toledo. Alcune furono posizionate in altre città.
  2. ^ a b c d e f g h i j k (EN) Dinastie comitali e poi reali di Castiglia
  3. ^ a b (EN) http://genealogy.euweb.cz/iberia/iberia7.html#S3
  4. ^ (DE) Sancho III Garcés genealogie mittelalter
  5. ^ a b (DE) Ferdinando I genealogie mittelalter
  6. ^ La Historia Silense è una cronaca, scritta in latino, verso il 1115, pare da un monaco del Monastero di Santo Domingo de Silos, che iniziava dai re Visigoti e arrivava al regno di Alfonso VI.
  7. ^ Il Chronicon regum Legionensium (Pelagio da Oviedo) è la storia dei re di León, dall'inizio del regno di Bermudo II (982), sino alla morte di Alfonso VI (1109), scritta verso il 1120, dal vescovo e storico, Pelagio da Oviedo, detto il favolista, per le molte invenzioni.
  8. ^ a b (EN) Dinastie reali di Asturie e Leon
  9. ^ Gli Annales Complutenses (Anales castellanos segundos) furono compilati in Castiglia a metà del XII secolo, e coprono un periodo che va dalla nascita di Gesù Cristo sino alla morte della regina, Urraca di León e Castiglia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rafael Altamira, Il califfato occidentale, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 477–515
  • Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pp. 865–896
  • Edgar Prestage, Il Portogallo nel Medioevo, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pp. 576–610

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Conte di Castiglia Successore Blason Castille.svg
Sancho III Garcés 10351038 la contea si converte in regno
Predecessore Re di León
con Sancha I
Successore Blason Léon.svg
Bermudo III 10371065 Alfonso VI

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