Urraca di Zamora

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Regno di León
León
Coat of Arms of Leon with the Royal Crest.svg

Garcia I
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Sancho I
Ordoño IV
Ramiro III
Bermudo II
Alfonso V
Bermudo III
Sancha I con Ferdinando I
Alfonso VI (deposto, nel 1072, per pochi mesi, da Sancho II)
Urraca I
Alfonso VII
Ferdinando II
Alfonso IX
Sancha II e Dolce I
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Urraca Fernández detta anche Donna Urraca o Urraca di León. Urraca anche in spagnolo, in asturiano, in aragonese, in portoghese, in galiziano e in catalano e Urraka in basco (León, 1033 circa – León, 1101) fu signora della piazza leonese di Zamora dal 1065 alla sua morte.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Era la figlia primogenita del re di Castiglia e re consorte di León, Ferdinando I e della regina del León e regina consorte di Castiglia, Sancha I.[1][2][3]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Secondo la Historia Silense[4] e il Chronicon regum Legionensium[5], Urraca era la figlia primogenita, nata prima che suo padre, Ferdinando ereditasse la contea di Castiglia[1].

Urraca fu madrina di armi di Rodrigo Díaz de Vivar (il Cid Campeador), quando, nel 1060, fu investito cavaliere per il príncipe Sancho nella chiesa di Santiago dei Cavalieri (Zamora).

Dopo la morte, nel 1065, del padre, la madre si ritirò dal potere dividendo, secondo la volontà paterna il regno di León e Castiglia tra i tre figli maschi:

mentre alle due figlie femmine furono assegnate due signorie:

  • ad Urraca la signoria della città di Zamora.
  • ad Elvira la signoria della città di Toro
Carta politica del nordest della penisola iberica, onde si vede la distribuzione dei regni al tempo di Urraca. La città di Zamora si trova, nel regno di León sulla riva destra del fiume Duero, vicino al confine col regno di Galizia.

Dopo la morte della madre, nel 1067, iniziarono i conflitti tra i suoi tre fratelli.
Dopo che era terminata (1068) la guerra dei tre Sanchi, sostenuta da suo fratello Sancho II di Castiglia contro il re di Pamplona, Sancho IV e il re d'Aragona, Sancho I, Sancho II e Alfonso VI si accordarono per combattere il fratello Garcia, invadendo il suo regno da nord.
Dopo che, nel 1071, Garcia era stato sconfitto, deposto ed esiliato[1], Sancho si rivolse contro Alfonso, e già, all'inizio del 1072, Sancho II, oltre al regno di Galizia, aveva occupato il regno di León, riunendo così nuovamente il regno che era stato di suo padre[1].
Alfonso VI fu catturato e Urraca convinse Sancho a permettere al fratello di andare in esilio a Toledo. Però i nobili del León non accettarono il fatto compiuto e si strinsero attorno alle sorelle del re, soprattutto ad Urraca, che si fortificò nella sua signoria, la città di Zamora.
Sancho II dapprima espugno la signoria di Toro, della sorella Elvira e poi pose l'assedio a Zamora il 4 marzo del 1072.
Dopo circa 7 mesi di assedio, Sancho fu assassinato[6] il 6 ottobre del 1072 (Secondo la Cronaca Burgense[7], pare che un nobile zamorano, Bellido Dolfos, forse amante di Urraca, fingendosi disertore, invitò Sancho a seguirlo per fargli vedere il punto debole delle mura, lo separò dalla sua guardia e lo assassinò)[1].

Dopo la morte di Sancho II, i nobili castigliani continuarono l'assedio di Zamora; Alfonso VI, che era tornato in León, si prodigò a garantire che se riconosciuto re di Castiglia avrebbe trattato i nobili castigliani alla stregua dei nobili leonesi; ma il sospetto che Urraca e Alfonso fossero complici nell'assassinio di Sancho era condiviso dalla maggioranza di loro.
Alla fine, Alfonso VI fu riconosciuto re di Castiglia dai nobili castigliani solo dopo che il re giurò la sua innocenza in pubblico, sul sagrato della chiesa di Sant'Agata di Burgos (Il giuramento era stato preteso dai maggiorenti castigliani, tra cui il Cid Campeador).

Donna Urraca, così mantenne la sua piazza di Zamora.

Negli anni seguenti continuò a seguire la politica castigliana, in sintonia col fratello Alfonso.
Solo negli ultimi anni di vita abbandonò le preoccupazioni di governo per dedicarsi ad opere di carità, e si ritirò in un convento del León dove morì nel 1101.
Fu sepolta a León[1], accanto ai genitori, nel Pantheon reale (mausoleo) della collegiata di San Isidoro.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f (EN) Dinastie reali di Castiglia
  2. ^ (EN) Dinastie reali di Navarra
  3. ^ (DE) Ferdinando I genealogie mittelalter
  4. ^ La Historia Silense è una cronaca, scritta in latino, verso il 1115, pare da un monaco del Monastero di Santo Domingo de Silos, che iniziava dai re Visigoti e arrivava al regno di Alfonso VI.
  5. ^ Il Chronicon regum Legionensium è la storia dei re di León, dall'inizio del regno di Bermudo II (982), sino alla morte di Alfonso VI (1109), scritta verso il 1120, dal vescovo e storico, Pelagio da Oviedo, detto il favolista, per le molte invenzioni.
  6. ^ Secondo il Chronicon regum Legionensium fu assassinato da un suo soldato, Vellito Ariulfo, a tradimento, sotto le mura di Zamora, durante l'assedio.
  7. ^ La Cronaca Burgense è composta da annali scritti, in latino, nel corso del XIII secolo e ritrovati, dopo secoli, nella cattedrale di Burgos (da cui il nome); furono compilati nella regione della Rioja e sono inerenti alla storia della Castiglia e della Navarra, dalla nascita di Gesù Cristo alla Battaglia di Las Navas de Tolosa, del 1212.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in "Storia del mondo medievale", vol. V, 1999, pp. 865–896ù

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]