Ferdinando Gonzales

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Fernán Gonzales
Statua di Fernán González sulla facciata dell'Arco di Santa Maria, Burgos
Statua di Fernán González sulla facciata dell'Arco di Santa Maria, Burgos
Conte di Castiglia
In carica 932 - 970
Predecessore Gonzalo Fernández[1]
Successore García Fernández
Nome completo Fernán Gonzales
Altri titoli conte di Burgos, conte d'Álava e conte di Lantarón e Cerezo
Nascita Castello di Lara, Burgos, 910
Morte Burgos, 970
Padre Gonzalo Fernández
Madre Muniadomna
Coniugi Sancha Sánchez
Urraca di Navarra
Figli Gonzalo
Sancho
García
Urraca
Fronilde
Nuño e
Muniadona, di primo letto
Toda e
Pedro di secondo letto

Fernando o Fernán González detto El buen conde (Il conte buono). Fernando o Fernán in spagnolo, Fernando o Fernão in portoghese e in galiziano e Ferran in catalano (Castello di Lara, 910Burgos, giugno 970) , conte di Castiglia (932-944 e 945-970) e conte di Burgos dal 932. Fu il primo conte indipendente di Castiglia.

Origine[2][modifica | modifica wikitesto]

Figlio del conte di Castiglia, Gonzalo Fernández [supposto discendente di Nuño Rasura, uno dei due giudici di Castiglia (Rodrigo Díaz de Vivar, el Cid discendeva dall'altro giudice Laín Calvo) e di Rodrigo, primo conte di Castiglia] e di Muniadomna di Lara.

Biografía[modifica | modifica wikitesto]

Membro della influente famiglia di Lara, che aveva nel castello di Lara, di proprietà della famiglia, un punto di forza nella politica leonese, crebbe nel castello di famiglia, ereditò il titolo di conte di Lara, nell'anno 929, come appare nei documenti di quell'anno[3].

Statua di Fernán González nella Plaza de Oriente di Madrid[4]. Scolpita in marmo bianco tra il 1750 ed il 1753.

Nel 932, Fernán González, mentre suo padre era ritornato alla guida della contea di Castiglia, nell'intento di migliorare ed ampliare l'organizzazione amministrativa della marca orientale del regno di León, riuscì a riunire il governo dei contadi di Burgos, Lara, Lantarón, Cerezo e Álava (questi ultimi tre contadi li ottenne tramite matrimonio), in quello stesso anno, con la vedova di Álvaro Herrameliz, Sancha Sánchez di Pamplona (900-955 circa), figlia del re di Navarra, Sancho I Garcés e Toda di Navarra che, nel 924, era rimasta vedova del re di León, Ordoño II[2] e, nel 931 del conte di Álava, Álvaro Herrameliz.
Subito dopo Ferran appare come conte di Castiglia, per la prima volta, in un documento di quello stesso anno[3].

Nel 932, Ramiro II di León organizzò una spedizione contro la fortezza di Maǧrī, a cui partecipò anche Fernán González; la città fu presa così come il suo castello ottenendo de quello un grande bottino; Magerit fu ripresa dai musulmani dopo che i leonesi se ne furono andati.

Un anno più tardi Abd al-Rahman III contrattaccò circondando Osma e San Esteban de Gormaz, Ramiro II chiamò in aiuto Fernán González riuscendo a togliere l'assedio a San Esteban de Gormaz e vincendo assieme a Fernán González una battaglia nelle vicinanze di Osma.

Nel 934 'Abd al-Rahman avanzò col suo esercito senza alcuna opposizione, assale Álava e distrugge Burgos, però dopo fu nuovamente sconfitto da Ramiro e Fernán a Osma.

Dopo la battaglia di Simancas, vinta, nel 939, dalle truppe cristiane alleate contro 'Abd al-Rahman III, Fernán conquistò Sepúlveda e la ripopolò (940), così come Riaza.

Cominciò ad agire come se fosse indipendente dal regno di León.

Fernán González, conte di Castiglia. Dipinto da Juan Ricci.

Le relazioni tra Ramiro II e Fernán González si guastarono per motivi territoriali, in quanto Ansur Fernández, figlio del conte di Castiglia Fernando Ansurez, nel 943, fu nominato conte di Monzón, bloccando le mire espansionistiche di Fernán González, che si ribellò e nel 944, sconfitto e fatto prigioniero, fu imprigionato in León e Ansur Fernández divenne conte di Castiglia, sotto il controllo del figlio del re, Sancho Ramírez[5], che continuò anche quando, dopo un solo anno di prigionia, Fernán González, rimesso in libertà e recuperata la contea, giurò fedeltà a Ramiro II ed al figlio del re, Sancho Ramírez, che nel frattempo si era trasferito a Burgos, per vigilare da vicino[5], ed inoltre diede sua figlia Urraca in sposa al figlio primogenito di Ramiro, Ordoño, mentre Ansur Fernández tornò alla contea di Monzón.

Contea di Castiglia
Castiglia
Escudo de Castilla.svg

Rodrigo
Figli
Diego
Figli
  • Rodrigo
  • Gonzalo
  • Marello
  • Diego
  • Fernando
  • Gutina
  • Asura
  • Gomez
Nuño Muñoz
Figli
Gonzalo Téllez
Figli
  • Munio Gonzales
Nuño Nuñez
Gonzalo Fernández
Figli
  • Fernan Gonzales
  • Ramiro Gonzales
Fernando Ansúrez
Figli
Nuño Fernández
Figli
  • Diego Nuñez
Gutier Núñez
Ferdinando Gonzales
Figli
Ansur Fernández
Figli
  • Fernando
  • Teresa
  • Oveco
  • Munio
  • Gutierre
  • Gonzalo
García Fernández
Figli
  • Sancho
  • Gonzalo
  • Mayor
  • Urraca
  • Elvira
  • Toda
  • Oneca
Sancho
Figli
Garcia
Munia con Sancho III Garcés di Navarra
Ferdinando
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Tomba di Fernán González

Morto Ramiro II nel 951, il regno di León soffrì una crisi dinastica che Fernán González seppe sfruttare in suo favore. Inizialmente appoggiò Sancho il Grasso contro suo fratellastro Ordoño III di León[6], poi però, dopo che Ordoño III aveva sconfitto Sancho I, Fernán riconobbe Ordoño come re.
In quegli anni, nel 953 e nel 955, Fernán González sconfisse, per due volte, le truppe musulmane a San Esteban de Gormaz[2].

Rimasto vedovo, nello stesso anno (955), Fernán sposò Urraca di Navarra, figlia del re di Navarra García I Sánchez[2].

La prematura morte di Ordoño III nel 956, permise a Sancho il Grasso di divenire re di León, Sancho I. Dopo due anni, nel 958, i nobili castigliani e leonesi, ribellandosi a Sancho I, appoggiarono il cugino di Ordoño III e Sancho I, Ordoño il Malvagio, che nel frattempo aveva sposato Urraca, vedova di Ordoño III e figlia di Fernán González, che alla guida della rivolta[5], aiutò Ordoño il Malvagio ad essere eletto re di León (Ordoño IV) al posto di Sancho il Grasso, che si rifugiò in Navarra, presso la nonna Toda di Navarra, la quale, con l'aiuto delle cure di Hasday ibn Shaprut, il suo medico personale, ebreo originario di Jaén, aveva fatto dimagrire Sancho I, non più il Grasso. La nonna inoltre, con la mediazione di Hasday ben Shaprut, aveva, tramite un accordo, ottenuto l'intervento del califfo Abd al-Rahman III, per far riguadagnare il trono al nipote. Infatti, con l'aiuto dei musulmani di al-Andalus e anche con l'appoggio del re di Navarra García I Sánchez, sconfisse Ordoño IV, che fuggì dapprima nelle Asturie e poi a Burgos ed infine, nel 960, abbandonando la moglie a Burgos, fuggì a Cordova, mentre il suocero, Fernán González fu fatto prigioniero[7] dalle truppe del re di Navarra. Offeso dalla fuga del genero egli tuttavia, anche tramite l'intervento della seconda moglie, Urraca di Navarra, fece atto di vassallaggio a Sancho I e, in cambio di concessioni territoriali, riacquistò subito la libertà.

Fece poi parte della coalizione che unì tutti i sovrani cristiani, il re di León, Sancho I, il re di Navarra, García I Sánchez, e i conte di Barcellona, Mirò ed il fratello Borrell II, che, nel 963, fu sconfitta dal califfo al-Ḥakam II ibn ʿAbd al-Raḥmān e fu costretta a chiedere la pace[2]. E nel trattare la tregua con al-Ḥakam II ibn ʿAbd al-Raḥmān, califfo di al-Andalus si comportò come un sovrano indipendente.

Sepolcro di Fernán González nella Collegiata dei Santi Cosma e Damiano di Covarrubias.

Il fautore dell'indipendenza di Burgos e della Casiglia[modifica | modifica wikitesto]

Sfruttò la politica matrimoniale per rinforzare la sua posizione tra i regni cristiani:

  • egli stesso sposò due principesse del regno di Navarra, prima Sancha Sánchez e poi Urraca di Navarra,
  • la figlia Urraca Fernández, prima la sposò al figlio di Ramiro II, Ordoño III, che la ripudiò quando Fernán González appoggiò Sancho el Gordo (il Grasso), Dopo la morte di Ordoño III, la sposò a Ordoño IV e dopo la morte di quest'ultimo la sposò con Sancho II Garcés di Navarra,
  • l'altra figlia Muniadomna (o Nuña) sposò Gómez Díaz, figlio del conte di Saldaña.

Approfittando della debolezza del regno di León, Fernán González riuscì ad imporre l'indipendenza della Castiglia, trasformandola in una contea ereditaria, dal mar Cantabrico sino a sud del fiume Duero.

Burgos onorò il primo conte indipendente di Castiglia, Fernán Gonzáles, con una statua del sedicesimo secolo, posta all'esterno dell'Arco di Santa María, alla destra de re di Spagna Carlo I, l'imperatore Carlo V, che ha alla sua sinistra il Cid, con sopra l'angelo custode di Burgos con in mano una rappresentazione della città medesima. nel piano sotto a quello in cui si trova Fernán González, sono stati posti, al centro il conte di Castiglia e fondatore della città di Burgos, Diego Rodríguez Porcelos, e ai lati i primi due giudici di Castiglia, alla sua destra, Nuño Rasura e alla sua sinistra, Laín Calvo.

Alla sua morte, la contea fu ereditata, assieme al titolo di conte, da suo figlio García Fernández.

La sua vita fu l'ispirazione per un poema anonimo, il poema de Fernán González, scritto tra il 1250 ed il 1271 di cui ci è rimasta una copia incompleta del secolo XV.
Il suo corpo fu inumato nel Monastero di San Pedro de Arlanza ad Hortigüela nella Provincia di Burgos e traslato nel 1841 alla Collegiata dei Santi Cosma e Damiano di Covarrubias, 40 km a sud-est di Burgos, assieme a quello di sua moglie, Sancha.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

        Fernán GonzálezSancha Sánchez di Pamplona ebbero sette figli[2]:       
   _____________________|______________________________         
   ↓        ↓      ↓       ↓        ↓         ↓       ↓            
Gonzalo  Sancho  Munio  García  Muniadona  Urraca  Fronilde

Fernán ebbe, probabilmente (non confermati da fonti primarie) due figli anche dalla seconda moglie, Urraca:

  • Toda Fernández
  • Pedro Fernández

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tra il 944 ed il 945, la contea di Castiglia fu retta da Ansur Fernández.
  2. ^ a b c d e f (EN) Dinastie comitali e poi reali di Castiglia
  3. ^ a b (ES) Storia della Bardulia (Castiglia), cap.VI
  4. ^ La statua di Fernán González, che si trova nella Plaza de Oriente di Madrid; è una delle statue di monarchi spagnoli commissionate per la decorazione del Palazzo Reale di Madrid durante il regno di Ferdinando VI. L'idea iniziale ara stata di adornare la cornice del palazzo; scolpite da Olivieri e Filippo de Castro, non furono mai poste nelle posizioni per cui erano state scolpite, ma furono piazzate in altri luoghi della città: piazza d'Oriente, parco del Retiro, porta di Toledo. Alcune furono posizionate in altre città.
  5. ^ a b c (ES) Storia della Bardulia (Castiglia), cap.V
  6. ^ Ordoño III di León era il genero di Fernán González
  7. ^ [Rafael Altamira, Il califfato occidentale, pag. 492]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, Il califfato occidentale, in Storia del mondo medievale, vol. II, 1999, pp. 477–515

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Conte di Castiglia Successore Escudo de Castilla.png
Gutier Núñez 931 - 944 Ansur Fernández I
Ansur Fernández 945 - 970 García Fernández II

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