Alfonso VI di Castiglia
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Alfonso Fernández (1040 – Toledo, 30 giugno 1109) detto el Bravo (il Valoroso) fu re di León dal 1065 al 1072 e re di León (incluso il regno di Galizia) e Castiglia dal 1072 alla sua morte.
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[modifica] Origine
Figlio maschio secondogenito del re di Castiglia (1035-1065) e re consorte di León Ferdinando I il Grande e della regina del León (1037-1065) e regina consorte di Castiglia, Sancha I.
[modifica] Biografia
Dopo la morte, nel 1065, del padre, la madre si ritirò dal potere dividendo, secondo la volontà paterna il regno di León e Castiglia tra i cinque figli:
- a Sancho II toccò la Castiglia,
- ad Alfonso VI il León
- a Garcia I la Galizia
- ad Urraca lasciò la signoria della città di Zamora.
- ad Elvira lasciò la signoria della città di Toro
Alfonso dovette ben presto affrontare le mire espansionistiche del fratello maggiore. Alla morte della madre nel 1067 iniziarono le ostilità. Sancho non accettò il testamento del padre e volle impossessarsi dei territori dei fratelli. Dopo che era terminata (1068) la guerra dei tre Sanchi, Sancho II attaccò il fratello Alfonso VI sconfiggendolo nella battaglia di Llantada (1068).
Subito dopo Alfonso e Sancho avevano trovato l’accordo per attaccare ed invadere il regno del terzo fratello, Garcia.
Nel 1069 Alfonso VI sposò Agnese figlia del duca d'Aquitania Guglielmo VIII, morta nel 1079, subito dopo aver divorziato.
Sancho e Alfonso, nel 1071, entrarono in Galizia ed affrontarono Garcia che aveva da poco riportato la vittoria nella battaglia di Pedroso, Vila Nova de Gaia, contro il conte del Portogallo, Nuno Mendes (che nel corso della battaglia perse la vita), che gli si era ribellato.
Garcia, nello stesso anno, venne sconfitto, rinchiuso in una torre, obbligato ad abdicare ed esiliato; si rifugiò alla corte del re di Siviglia, Muḥammad al-Muʿtamid, che era suo tributario.
Sancho II, nel 1072, rivolse le armi contro il León di Alfonso VI, che venne sconfitto nella battaglia di Golpejera, dal braccio destro di Sancho, Rodrigo Diaz de Bivar, detto il Cid; Alfonso, fatto prigioniero e rinchiuso in una prigione a Burgos, riuscì a fuggire ed a riparare presso il re moro di Toledo, che era suo tributario.
Sancho II occupò allora il León, riunendo così nuovamente il regno che era stato di suo padre.
I nobili del León non accettarono il fatto compiuto e si strinsero attorno alle sorelle, soprattutto ad Urraca, che si fortificò nella sua signoria, la città di Zamora.
Sancho II dapprima espugnò la signoria di Toro, della sorella Elvira e poi pose l'assedio a Zamora; durante l'assedio, pare che un nobile zamorano, Bellido Dolfos, forse amante di Urraca, fingendosi disertore, lo invitò a seguirlo per fargli vedere il punto debole delle mura, lo separò dalla sua guardia e lo assassinò.
Dopo la morte di Sancho II, i nobili castigliani continuarono l'assedio di Zamora; Alfonso VI era tornato in León e dato che il fratello non aveva lasciato eredi, si prodigò a garantire che se riconosciuto re di Castiglia avrebbe trattato i nobili castigliani alla stregua dei nobili leonesi; ma il sospetto che Urraca e Alfonso fossero complici nell'assassinio di Sancho era condiviso da buona parte della nobiltà castigliana.
Alla fine i maggiorenti castigliani, tra cui il Cid Campeador, dopo aver tolto l’assedio a Zamora, pretesero che Alfonso VI giurasse la sua innocenza in pubblico, sul sagrato della chiesa di Santa Gadea (dedicata a Sant'Agata) di Burgos; solo allora Alfonso VI fu riconosciuto re di Castiglia dai nobili castigliani.
Con la morte di Sancho II, Garcia aveva recuperato il suo regno di Galizia, ed accettò che il fratello Alfonso VI fosse eletto re di Castiglia; però, nello stesso anno, Alfonso convocò Garcia presso di sé, lo fece prigioniero e, nel 1073, lo fece rinchiudere nel castello di Luna, dove fu tenuto confinato per diciassette anni ed ivi morì il 22 marzo del 1090.
Alfonso si dedicò da quel momento a ingrandire i propri territori. Nel 1076 alla morte del re di Navarra Sancho IV Garcés, completò l’occupazione della Rioja, già iniziata dal fratello Sancho nel 1067, durante la guerra dei Tre Sanchi.
Nel 1077, adottò il titolo di Imperatore.
Nel 1081 sposò Constanza (ca.1046-1093), figlia del duca di Borgogna Roberto I e di Hélie de Samur; al momento del matrimonio Costanza era vedova del suo primo marito Hugo II de Châlon, da cui non aveva avuto figli.
Alfonso aumentò a poco a poco la pressione sui piccoli regni mori, riuscendo ad ottenere dalla maggior parte di essi il pagamento di tributi; sconfisse più volte Muḥammad al-Muʿtamid, re di Siviglia, colpevole di avere aiutato Garcia nella guerra civile del decennio precedente, sottraendogli parecchi territori e rendendolo suo tributario, nel 1082.
Nel 1081, il Cid, che è stato coinvolto in un’azione militare contro il re di Toledo, alleato del re di León e Castiglia, venne esiliato per la prima volta da Alfonso VI.
Dopo aver aiutato, nel 1084, il re di Toledo, al-Qādir a conservare il suo trono, in cambio di alcune fortezze, nel 1085, Alfonso VI attaccò il regno di Toledo, ne assediò la capitale che cadde ed il 25 maggio fece il suo ingresso in città e si proclamò Imperatore delle due religioni, ma soprattutto da quel momento ebbe il controllo di buona parte del fiume Tago.
La prima conseguenza di questa vantaggiosa condizione fu, sempre nel 1085, la conquista della città di Valencia (che prima fu governata da uno dei suoi capitani, ex luogotenente del Cid, Álvar Fáñez e, nel 1086, fu data al re al-Qādir, in compenso alla perdita di Toledo), poi, ad opera di Álvar Fáñez, nel 1088, la conquista del castello di Aledo, che dominava la Murcia e quindi la sottomissione di tutti i regni di Taifa della zona.
I re dei piccoli regni mori, soprattutto gli Emiri di Siviglia, Badajoz, Granada e Cordova, preoccupati dall'aggressività del re cristiano, decisero di chiedere l'aiuto degli Almoravidi che sbarcarono in Spagna dal Marocco. L'emiro Yusuf ibn Tasfin sconfisse Alfonso VI nella Battaglia di al-Zallaqa del 1086 ma nonostante vari tentativi non riuscì a riconquistare Toledo.
La regina Costanza, che con pazienza sopportava i tradimenti del marito, non si stancava di esortarlo a togliere la condanna all'esilio al Cid e dopo l'invasione degli Almoravidi e la conseguente sconfitta castigliana di al-Zallāqa, Alfonso le diede ascolto e si riavvicinò al suo vassallo, il quale fu incaricato di difendere la zona levantina.
Nel 1090, l’emiro almoravide Yūsuf Ibn Tāshfīn, rientrato dal Nordafrica, attaccò il castello di Aledo, che resistette, ma subì tanti e tali danni che Alfonso lo giudicò indifendibile, lo rase al suolo e lo abbandonò.
Questa sconfitta fu addebitata al Cid, per il suo ritardato intervento alla difesa del castello; al Cid che chiedeva un giusto processo, Alfonso VI rispose confiscandogli tutti i beni, imprigionando la moglie e le figlie e condannandolo nuovamente all’esilio. Il Cid lasciò definitivamente la Castiglia dopo aver liberato e preso con sé moglie e figlie.
Nel 1093 sposò Berta figlia del conte di Borgogna Guglielmo I, nata nel 1075 circa e morta nel 1098.
Nel 1093 Alfonso VI concesse il governo della Galizia (ma non il titolo di re) a Raimondo di Borgogna, marito della figlia, Urraca, mentre la contea del Portogallo (il sud del regno di Galizia), unitamente alla città di Coimbra, quindi in sottordine al governatore della Galizia, fu concessa al cugino di Raimondo, Enrico di Borgogna, promesso sposo della figlia naturale, Teresa.
Di fatto la contea di Portogallo fu molto autonoma, ed Enrico fu il capostipite della casa regnante portoghese: suo figlio Alfonso sarà il primo re del Portogallo.
Nel 1097, le truppe castigliane contrattaccarono gli Almoravidi nella zona di Toledo e riuscirono ad occupare il castello di Consuegra, che tennero per otto giorni, ma nella battaglia che avvenne il 15 agosto del 1097, le truppe di Yūsuf Ibn Tāshfīn, emiro di Cordova, ebbero la meglio su quelle di Alfonso. Durante l'attacco morì l'unico figlio maschio del Cid, Diego Rodríguez, che aveva lasciò Valencia per unirsi alle truppe castigliane.
Yūsuf ibn Tāshfīn, soddisfatto di aver vinto anche questa seconda battaglia campale (dopo al-Zallaqa), dieci mesi dopo nel giugno del 1098 tornò definitivamente a Marrakech, in Nordafrica.
Nel 1098 sposò la vedova del principe Al Mamun (figlio del re di Siviglia Muḥammad al-Muʿtamid), Zaida, figlia dell'emiro di Denia, Ahmed I. Zaida, già amante di Alfonso, si era, convertita al cristianesimo prima del matrimonio, e siera fatta battezzare, a Burgos col nome di Isabella.
Negli ultimi anni del suo regno Alfonso cercò di impedire il consolidamento degli Almoravidi nella Spagna musulmana, ma senza successo. I regni del sud della Spagna furono occupati dagli Almoravidi che guidati dal nuovo emiro Ali ibn Yusuf sconfissero nuovamente le truppe castigliano-leonesi, comandate da Álvar Fáñez, nel 1108, a Uclés, dove perse la vita l'erede al trono, il suo unico figlio maschio, Sancho Alfonsez.
Rimasto vedovo (1107), nel 1108 Alfonso si sposò, per l’ultima volta con Beatrice figlia del duca d'Aquitania Guglielmo IX, morta nel 1110.
Morì a Toledo, nel 1109, e fu sepolto nel monastero di Sahagún, sepolto accanto alla sua amata moglie Zaida/Isabella ed al suo unico figlio maschio, Sancho. Gli succedette la figlia Urraca.
La morte di Alfonso VI fu pianta soprattutto dagli ebrei, che durante il suo regno beneficiarono di un trattamento equiparato ai cristiani, che permise loro di prosperare e, nei territori conquistati, godettero dei vari privilegi che gli erano stati concessi dai musulmani. Con la morte di Alfonso la loro condizione cominciò, poco a poco, a peggiorare.
[modifica] Curiosità
Questi fatti e ciò che ne seguì furono l'ispirazione del poema epico Poema del mio Cid e di molti altri poemi e romanzi.
[modifica] Discendenza
Alfonso e Costanza ebbero due figlie:
- Urraca (ca. 1080-1126) regina consorte d'Aragona e di Navarra (1106-1112), regina di Castiglia e di León (1109-1126)
- Elvira, morta giovane.
Alfonso ed Isabella ebbero tre figli:
- Sancho (1098-1108, morto alla battaglia di Uclés, appiedato, dopo che il suo cavallo era stato colpito, fu difeso strenuamente dal conte García Ordóñez, che ferito gli fece scudo col suo corpo, ma inutilmente
- Sancha (?-1125), sposata nel 1120 a Rodrigo di Lara conte di Liebana, morto nel 1143
- Elvira (1100-1135, sposata al conte di Sicilia, Ruggero II il Giovane, morto nel 1154.
Alfonso ebbe anche due figlie naturali da Jimena Muñoz:
- Teresa (1080-1130), contessa del Portogallo (1112-1128), sposò, nel (1093), Enrico di Borgogna (1066–1112), conte del Portogallo (1093–1112) ed in seconde nozze, nel 1124, sposò il conte di Trastamare, Ferdinando di Trava
- Elvira di Castiglia (1072-1151) contessa di Tolosa per il matrimonio col conte Raimondo IV de Saint-Gilles (1052-1105).
| Predecessore: | re di Castiglia |
Successore: |
|---|---|---|
| Sancho II | 1072–1109 | Urraca |
| Predecessore: | Re di León |
Successore: |
|---|---|---|
| Ferdinando I | 1065–1109 | Urraca |
[modifica] Voci correlate
- Principato delle Asturie
- Regno delle Asturie
- Storia dell'Islam
- Lista dei Wali di al-Andalus
- Lista degli Emiri di al-Andalus
- Lista dei monarchi delle Asturie
- Elenco di monarchi di Castiglia
- Elenco di monarchi di Navarra
- Tabella cronologica dei regni della Penisola iberica
- Omayyadi
- Califfo
- al-Andalus
- Pelayo
[modifica] Bibliografia
- Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in Storia del mondo medievale, vol. V, 1999, pp. 865-896
- Cecil Roth, Gli ebrei nel medioevo, in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pp. 848-883
- Edgar Prestage, Il Portogallo nel medioevo, in Storia del mondo medievale, vol. VII, 1999, pp. 576-610
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