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Konstantin Konstantinovič Rokossovskij
Konstantin Konstantinovič Rokossovskij (in russo: Константин Константинович Рокоссовский; Volinia, Polonia, 21 dicembre 1896 – Mosca, Russia, 3 agosto 1968) è stato un generale sovietico.
Nasce in Volinia, regione polacca allora appartenente alla Russia, nel 1896. Suo padre, Ksawery Wojciech Rokossowski, era un ispettore della ferrovia Varsavia-Vienna, appartenente alla casta nobiliare della Szlachta (nobiltà polacca). Rimasto orfano di padre ancora giovane, sbarca il lunario facendo il muratore. Nel 1914, si arruola nella cavalleria dello zar e durante la prima guerra mondiale combatte con coraggio e valore, guadagnandosi i gradi di sergente e, per due volte, la croce di San Giorgio, una delle massime onorificenze zariste. Nel 1917, allo scoppio della rivoluzione, aderisce al movimento rivoluzionario percorrendo la carriera nell'Armata Rossa e raggiungendo il grado di generale. vittima delle epurazioni del 1937-39, trascorre tre anni in carcere, ma viene richiamato nel 1940 e reintegrato con il grado di maggior generale (generale di corpo d'armata). Durante la seconda guerra mondiale ebbe nel 1941 il comando di un Corpo d'armata ad ovest di Mosca e nel 1942 quello del settore del Don.
Soprannominato "L'invincibile", eliminò la "sacca tedesca" nella Stalingrado nel 1943. Promosso generale d'armata e poi maresciallo, tenne nel 1944 il comando del fronte della Russia Bianca: nel 1945 entrò nella Prussia orientale occupando Danzica e Stettino.
Dal 1949 al 1956 Rokossovskij fu ministro della Difesa della Polonia e comandante supremo di quell'esercito; rientrato nell'URSS gli furono in seguito assegnati altri incarichi.
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