Helvetica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Helvetica
Helvetica
Stile senza grazie
Data di creazione 1957
Disegnatore Max Miedinger
Produttore Haas'sche Schriftgießerei

Helvetica è un carattere tipografico creato nel 1957 da un'idea di Eduard Hoffmann, direttore della fonderia Haas di Münchenstein, in Svizzera, e disegnato da Max Miedinger.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1956 Hoffmann, direttore di una fonderia a Münchenstein, decise di creare un nuovo carattere senza grazie per salvare la sua azienda dall'imminente fallimento che di lì a poco sarebbe stato causato dal successo globale del carattere Akzidenz Grotesk, della concorrente stamperia H. Berthold AG.[2] Incaricò Miedinger, un ex impiegato commerciale della Haas, e ora disegnatore freelance, di disegnare un set di caratteri senza grazie da aggiungere alla loro linea.

Il risultato fu dapprima denominato Neue Haas Grotesk, ma il nome fu successivamente cambiato in Helvetica (derivato da Helvetia, il nome latino per la Svizzera), quando le società tedesche Stempel e la Linotype introdussero sul mercato la serie completa di caratteri nel 1961.[3][4]

Introdotto nel bel mezzo di un'onda rivoluzionaria nel campo del lettering, la popolarità del carattere svizzero fece presto breccia nelle agenzie di pubblicità, molte delle quali vendettero questo nuovo stile di disegno ai loro clienti; l'Helvetica così comparve rapidamente nei marchi aziendali, nel signage per i sistemi di trasporto, nelle stampe d'arte ed in altri innumerevoli campi della comunicazione d'impresa.

Nel dicembre 1989, grazie all'intervento di Massimo Vignelli, l'Helvetica divenne il carattere tipografico ufficiale per l'intera segnaletica della città di New York, dalla metropolitana ai treni, dai cartelli stradali alle mappe della città, vincendo la sfida contro l'allora preferito Standard (Akzidenz Grotesk)[5]

L'inclusione, nel 1984, nei caratteri di sistema Macintosh confermò la sua diffusione anche nella grafica digitale.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

L'Helvetica ha riscontrato un particolare successo nel mondo della grafica e del design degli anni settanta. Caratteristica di questo carattere è la sua eleganza, unita ad un elevato grado di neutralità e di tecnicismo molto apprezzati dai grafici della scuola svizzera per le sue essenzialità, alta leggibilità e risolutezza formale. Ha ispirato il grafico italiano Bob Noorda per la realizzazione del carattere Noorda utilizzato per la Segnaletica e allestimento della Metropolitana Milanese.

Una vasta serie di aziende multinazionali e di marchi internazionali utilizzano l'Helvetica come carattere nel proprio logo (in alcuni casi con lievi variazioni). Tra queste sono da citare:

Viene inoltre largamente impiegato nell'industria chimica e farmaceutica, ed è stato scelto anche dalla NASA per la dicitura "United States" sullo Space Shuttle e dalle Forze dell'Ordine italiane per le diciture "Polizia" sulle divise e "Carabinieri" sulle divise e sugli automezzi.

Critiche e apprezzamenti[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli anni, l'Helvetica ha ricevuto critiche. In particolare i designer di fama internazionale Erik Spiekermann, Stefan Sagmeister e David Carson, accusano il carattere di essere noioso, freddo, impersonale, e ormai troppo inflazionato nel campo del design.[6] Tuttavia il carattere ha ricevuto apprezzamenti dalla maggior parte degli addetti ai lavori. Uno dei suoi più grandi estimatori è Wim Crouwel, il quale ricorda così la sua prima impressione alla comparsa del carattere nei primi anni sessanta: «Helvetica fu un grande salto dal XIX secolo... Ci impressionò molto per la sua neutralità, parola che amavamo molto. Perché in alcuni casi il carattere deve essere neutrale, non deve portare un significato intrinseco nel suo aspetto. Il significato deve uscire dal testo, non dal carattere tipografico»[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lars Müller e Victor Malsy, Helvetica Forever: Story of a Typeface, Lars Müller Publishers, 2007
  2. ^ Lars Müller e Victor Malsy, Helvetica Forever: Story of a Typeface, Lars Müller Publishers, 2007, p.22
  3. ^ Lars Müller e Victor Malsy, Helvetica Forever: Story of a Typeface, Lars Müller Publishers, 2007, p.47
  4. ^ Alfred Hoffmann, Helvetica DVD, di Gary Hustwit, Plexifilm Productions, 2007
  5. ^ Paul Shaw, Helvetica and the New York City Subway System, MIT Press, 2011, p.95
  6. ^ a b Helvetica DVD, di Gary Hustwit, Plexifilm Productions, 2007

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lars Müller e Victor Malsy, Helvetica Forever: Story of a Typeface, Lars Müller Publishers, 2007, ISBN 978-3-03778-121-0
  • Paul Shaw, Helvetica and the New York City Subway System, MIT Press, 2011, ISBN 978-0-262-01548-6

Videografia[modifica | modifica sorgente]

  • Helvetica, di Gary Hustwit, Plexifilm Productions, 2007.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]