Husqvarna

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Husqvarna
Stato Svezia Svezia
Fondazione 1689 a Huskvarna
Sede principale
Gruppo
Settore
Prodotti
  • Motoseghe
  • Motociclette
  • Macchine da cucire
  • Elettrodomestici
Sito web
www.husqvarna-motorcycles.com
www.husqvarnaviking.com
www.hemprodukter.husqvarna.se www.husqvarna.com
www.husqvarna-motorcycles.com
www.husqvarnaviking.com
www.hemprodukter.husqvarna.se

Husqvarna è un marchio utilizzato da svariate fabbriche, tutte comunque collegate con la Husqvarna Vapenfabrik (Husqvarna fabbrica di armi), fondata nel 1689 per produrre moschetti destinati all'esercito svedese. Il vecchio logo Husqvarna è composto dalla rappresentazione schematica della sezione trasversale d'una canna di fucile sormontata dal mirino. Quello attuale riprende tale logo con in aggiunta una H disegnata al centro del logo stesso.

Il nome deriva dal nome della città in cui venne fondata questa fabbrica, Huskvarna (che anticamente si chiamava Husqvarna appunto). Esiste un piccolo museo aziendale nella città, vicino alle parti più vecchie della fabbrica.

Produzione e proprietà[modifica | modifica sorgente]

Nel 1956 venne lanciato il primo rasaerba a motore, seguito dalla prima motosega nel 1959. Proprio il settore delle motoseghe è attualmente quello di maggior competenza dell'azienda svedese. Con lo stesso nome, Husqvarna oltre a motoseghe, produce macchine per il giardinaggio ed elettrodomestici. Ambedue questi settori Husqvarna fanno parte dalla multinazionale svedese Electrolux. La divisione motocicli venne venduta nel 1987 alla Cagiva, facente parte del MV Agusta Group che comprende appunto MV Agusta, Husqvarna e Cagiva. Un gruppo di ingegneri svedesi dopo il trasferimento in Italia del marchio si è distaccato e ha fondato la Husaberg oggi di proprietà di KTM. Il marchio Husqvarna è stato ceduto da MV Agusta Group alla nota casa automobilistica e motociclistica BMW il 19 luglio 2007[2] per 93.000.000 €. BMW ha mantenuto la sede principale a Varese, in particolare negli stabilimenti di Cassinetta di Biandronno. Husqvarna è poi passata a gennaio 2013 da BMW Group a Pierer Industrie AG di proprietà di Stefan Pierer, che è anche AD di KTM[3] che sta chiudendo gli impianti italiani per trasferire la produzione parte a Mattighofen in Austria e in parte in Svezia, patria naturale di Husqvarna.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Motoseghe e macchine per il giardinaggio[modifica | modifica sorgente]

Husqvarna AB è il secondo produttore al mondo di motoseghe, dopo la tedesca Stihl. È anche uno dei maggiori produttori di macchine per il giardinaggio e di attrezzature da taglio per l'industria dell'edilizia e della pietra. La società è stata unita alla Electrolux nel 2006[4].

Husqvarna costruisce inoltre una vasta gamma di falciatrici e di attrezzature da giardino per la statunitense Sears, sotto il marchio Craftsman.

Marchi controllati da Husqvarna AB[modifica | modifica sorgente]

motosega Husqvarna e motoseghe Stihl
  • AYP (American Yard Products)
  • Bradley
  • Dixon
  • Flymo
  • Gardena AG
  • Jonsered
  • Zenoah
  • Lawn King
  • McCulloch
  • Partner
  • Pioneer chainsaws
  • Poulan
  • Rally
  • Rodeo
  • Roper
  • Talon
  • Weed Eater
  • Yard Pro
  • Diamant Boart

Motociclette[modifica | modifica sorgente]

Husqvarna del 1931

Come molte case motociclistiche, la Husqvarna cominciò a produrre biciclette verso la fine del XIX secolo. Nel 1903 l'azienda fece il grande passo e cominciò la produzione di motociclette. Nel 1920 cominciò la produzione di motori, il primo fu un bicilindrico a V di 50 gradi 4 tempi con una cilindrata di 550 cm3, simile a quello prodotto da aziende come la Harley Davidson e la Indian. Tuttavia, sebbene l'Husqvarna sia nota per le moto da enduro e da cross pluri iridate, prima della guerra la produzione era orientata solo al segmento stradale, e partecipava con esse a gare di velocità, ottenendo discreti risultati: un Campionato Europeo della 500 nel 1933[5] e il GP d'Italia classe 350 nel 1936[6].

Negli anni sessanta e settanta i 2 tempi da fuoristrada della casa svedese resero obsolete le 4 tempi inglesi, che prima dominavano le varie categorie. Durante gli anni '60 e '70 l'Husqvarna aggiunse al suo palmares la bellezza di 16 campionati mondiali di motocross in tutte e 3 le categorie (125, 250 e 500) e 21 mondiali nell'enduro.

Enduro. Husqvarna 250WR del 1996

Le moto Husqvarna sono tuttora presenti nel mondiale di motocross, di enduro e in quello supermotard, di quest'ultima specialità si può dire che Husqvarna è stata la prima casa motociclistica a crederci veramente ed a creare dei modelli molto performanti. Successe che a fine anni 90, al nascere di questo sport ed al dilagare di una vera e propria moda, Husqvarna si trovava con in produzione un glorioso modello il cui progetto risaliva ancora alla gestione Svedese, il TE610, una moto di 576cc che vedeva la sua fine agonistica nel motocross e nell'enduro a causa della sua "stazza" e della grossa cilindrata su cui stava calando l'interesse agonistico. Successe il miracolo, la vecchia moto dotata di aggiornamento ciclistico e ruote da 17" si trasformò in un validissimo mezzo, trovando così una seconda giovinezza che permise di allungarne di altri 10 anni la vita sportiva e di arricchire Husqvarna di parecchi titoli mondiali. Il TE610 aggiornato tecnicamente con modifiche al motore volte ad accrescerne l'affidabilità nell'uso su asfalto venne così rinominato SMR610 (dal 1999 al 2000) e SMR570 (dal 2001 al 2004), a seguito di un bellissimo e completo restyling e a lievi modifiche tecniche. Degne di nota sono due versioni speciali della SMR570 sono la NOX, edizione in serie limitata a soli 300 esemplari con carenature in fibra di carbonio e altri pezzi speciali, e la SMR630 Eddy Seel Replica, come dal nome una fedele replica della moto vincitrice del mondiale S1 di supermotard con il bravissimo pilota belga Eddy Seel. L'elenco delle vittorie ottenute nel mondiale supermotard da Husqvarna con moto derivate dal progetto 610 di lontana origine Svedese si sono interrotte solo nell'anno 2007 quando la motocicletta Husqvarna SMR660, ottenuta con modifica delle quote vitali del motore originariamente 576cc, è stata ritirara dalle corse vittoriosa del mondiale piloti della classe S2, oltre 500 cm³, con Gerald Delepine già vincente con la stessa moto anche nell'anno 2005. Pochissimi veicoli, siano essi moto o auto, possono vantare una competitività durata un ventennio ed un così elevato numero di mondiali vinti in specialità differenti (cross, enduro, supermotard) come la Husqvarna SM-TC-TE 610-570. Indice di un progetto incredibile e di un'epoca irripetibile. Con, tutto sommato, pochi aggiornamenti ad un modello oggi glorioso, per un ventennio Husqvarna impresse il suo marchio negli annali del motociclismo coprendosi di alloro in tutte le specialità dell'off-road. Lo sviluppo di nuovi modelli fu un po' lento e tardivo, questo anche a causa di vicissitudini finanziarie dei primi anni del 2000 in cui incappò il gruppo MV Agusta Motors di cui Husqvarna faceva parte. Nacquerò e furono messe in vendita nel 2003, su un progetto condiviso, due moto di nuova generazione SMR-TC-TE di 250 cm³ e 450 cm³. Queste moto pur orientate all'uso racing erano dotate di avviamento elettrico di serie, in virtù delle nuove piccole batterie e altrettanto ridotti motorini di avviamento. Con pur un aggravio di peso di circa 15kg si pensava che, anche nell'uso racing, fosse preferibile poter ripartire prontamente anche se a discapito della maneggevolezza generale. Se questa scelta si rivelò corretta nell'enduro e nel supermotard fu catastrofica per il cross dove di fatto le Husqvarna quasi sparirono per buona parte del decennio dal 2000 in poi dalle competizioni mondiali. Altra peculiare scelta progettuale di questi due motori fu quella di avere il blocco motore in comune fra le due cilindrate; tale caratteristica, dettata principalmente da ragioni di costi industriali, si rivelò sbagliata perché pregiudicò sul nascere la competitività del motore 250 cm³. La motocicletta 250 pesava infatti quasi come la 450, mantenendone anche le quote ciclistiche al contrario di tutti gli altri produttori avversari che produssero moto 250 cm³ con progetto dedicato. Sulla base del 450 cm³ nel 2005 fu presentato il modello SMR-TC-TE 510 di 500 cm³ che, soprattutto nella versione SMR, riscosse un grande successo di vendite grazie alle ottime prestazioni, alla grande sportività ed all'estetica sempre più accattivante ad ogni restyling, ora solo cromatico come nel 2006 fino al 2008 che vide l'avvento di un nuovo telaio e dell'iniezione elettronica sui modelli SMR e TE. Nelle competizioni supermotard 2007 Husqvarna ha raccolto due mondiali nella classe S1, 450 cm³, quello marche e quello piloti con Adrien Chareyre.


Palmares[modifica | modifica sorgente]

Velocità[modifica | modifica sorgente]

Motocross[modifica | modifica sorgente]

Husqvarna da motocross

Enduro[modifica | modifica sorgente]

Supermotard[modifica | modifica sorgente]

Macchine per cucire[modifica | modifica sorgente]

macchina da cucire Husqvarna Viking

VSM Group AB (acronimo di Viking Sewing Machines), precedentemente denominata Husqvarna Macchine da cucire è un'altra società del gruppo Husqvarna.

L'azienda è conosciuta per la produzione di macchine da cucire computerizzate e di macchine taglia-cuci con i marchi Husqvarna Viking e Pfaff. Il marchio VSM produce diverse linee di macchine per cucire, il top di gamma è la serie denominata Designer, mentre le macchine più semplici (non computerizzate) sono della serie Huskystars.

Nel febbraio 2006 VSM Group è stato acquistato da Kohlberg & Co., che già possedeva il marchio Singer. Singer e VSM Group saranno incorporate in una società chiamata SVP Worldwide (SVP dalle iniziali dei marchi Singer, Viking e Pfaff), con sede ad Hamilton, Bermuda.

Elettrodomestici[modifica | modifica sorgente]

Husqvarna Electrolux produce diversi elettrodomestici, tra i quali forni, lavastoviglie, frigoriferi e lavatrici.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dal sito ufficiale Husqvarna
  2. ^ Il Sole 24 Ore
  3. ^ Prodotto, Husqvarna passa alla Pierer Industrie
  4. ^ di Husqvarna Group
  5. ^ Il Littoriale, 5 settembre 1933, pag. 6
  6. ^ La Stampa, 28 settembre 1936, pag. 4

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]