Giovanni Dioguardi

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Giovanni Ignazio Dioguardi, anche noto con il soprannome di Johnny Dio (East Harlem, 28 aprile 1914Lewisburg, 12 gennaio 1979), è stato un criminale statunitense. Fu un membro e capo mafioso della Famiglia Lucchese.

Infanzia & Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Giovanni Dioguardi, di origini Italiane, nacque il 28 aprile del 1913 o 1914 (la sua nascita continua a rimanere un dubbio) nel quartiere di East Harlem, a Manhattan, lo stesso quartiere dove nacque la criminale Famiglia Lucchese, la sua futura banda criminale di cui entrò a far parte conosciuto il capo Anthony Corallo. Quando entrò nella cricca criminale italo-americana, fu quasi subito promosso a capo della banda, al quale gli venne assegnato di guidare un gruppo criminale. Aveva tre fratelli, Tommaso Dioguardi (29 ottobre 1915 - gennaio 1985), Frank Dioguardi (12 marzo 1900 - 15 dicembre 1988), Vincent Dio (15 agosto 1917 - 28 settembre 1992) ed una sorella. Anche Tommaso diventò, più tardi, un capo nella Famiglia Lucchese, ma fu facilmente arrestato per rapina a mano armata e mandato in prigione per venticinque anni. Dioguardi, prima di diventare un criminale, si iscrisse al Liceo di Stuyvesant, per un anno, ma presto lo lasciò. Lui ed i fratelli si trasferirono, presto, presso Forsyth Street, a Little Italy. Divenne un malfattore vero e proprio a quindici anni. Dioguardi ha avuto due figli, Luke Dioguardi (che diventò socio della Famiglia Colombo) e Dominick Dioguardi (il quale si suppone che diventò Detective Urbano. Phillip si specializzò in vari crimini come: estorsione, imbrogli, gioco d'azzardo truccati, ecc. Luke morì per cause naturali nel 2004.

Eredità Familiari[modifica | modifica sorgente]

Lo zio materno di Dioguardi, James Plumeri, fu membro della Famiglia Lucchese come vice-boss sotto Tommaso Gagliano; oltre ai fratelli di Dioguardi, fece parte della cricca anche il cugino Tommaso Plumeri. Dioguardi nella sua vita di criminale commise diversi reati, tra i quali anche due omicidi su due dipendenti dello zio Plumeri, Lepke Buchalter e Jacob Shapiro. Dioguardi lavorò quasi esclusivamente per Paul Dorfman, dopodiché passò il suo ruolo a Frank Livorsi, genero di Angelo Meli (socio di vari malfattori come: Jimmy Burke, Donald Frankos, Paul Vario ed Henry Hill).

Battaglia con la legge[modifica | modifica sorgente]

Per via dei suoi numerosi reati, Dioguardi si trovò diverse volte a rispondere alla legge. L'avvocato Thomas Dewey considerò Dioguardi come uno dei malfattori più pericolosi di New York, ancor prima di raggiungere i ventun'anni di età. Nel 1937, Dioguardi fu condannato da tre a cinque anni nella prigione di Sing Sing a Ossining, New York per assalto ed estorsione. Nel 1944, Dioguardi fu accusato di vendita da alcol illegale. Nel novembre 1957, Dioguardi ricevette due anni di prigione per estorsione di soldi di alcuni proprietari di negozi di cancelleria.

Aumento del potere[modifica | modifica sorgente]

All'età di quarant'anni, Dioguardi divenne capo della famiglia criminale. Noto come "lavoratore feroce", guadagnò molto denaro fino alla fine degli anni sessanta, dove lo investì in diverse società, come fabbriche di abbigliamento e stabilimenti commerciali. L'abilità di Dioguardi nella manipolazione economica si fece facilmente notare dalla altre società governate da altri capi mafiosi. Il capo degli Autotrasportatori, Jimmy Hoffa, riuscì a contattare Dioguardi per la costruzione di sette compagnie di autotrasporti.

L'incidente della Merkel Meat Company[modifica | modifica sorgente]

Il 14 novembre 1964 Dioguardi prese parte in una conversazione telefonica con Norman LoKietz, presidente della Merkel Meat Company. La conversazione, che venne registrata dalla polizia, rivelò quello che Dioguardi e la sua cricca criminale stavano preparando per la vendita al dettaglio della carne. Dioguardi ed i suoi soci non solo stavano facendo grandi profitti, ma stavano soprattutto mettendo in pericolo la salute pubblica.

Più tardi, quando Dioguardi stava lasciando il Senato statunitense, dopo essere stato interrogato, diede un pugno ad un fotografo della stampa. Nel 1967, la legge condannò Dioguardi a cinque anni di prigione; gli fu inoltre assegnata una multa di $ 10.000. Alcune inchieste giudiziarie promossero la decisione di lasciare Dioguardi in prigione a tempo indeterminato e nel 1979 Dioguardi morì proprio nella prigione di Lewisburg (Pennsylvania), lo stesso anno in cui fu deciso di scarcerarlo.

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