Famiglia di San Jose

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La Famiglia di San Jose, conosciuta anche con il nome di Famiglia Cerrito, è stata una delle tre potenti famiglie mafiose di Cosa nostra presenti nello stato della California. La "Famiglia" controllava le attività criminali nella città di San Jose, ed in altre zone della California, con propagazioni anche nello stato del Nevada e nel nord del Messico. La locale cosca fu formata alla fine degli anni dieci dai numerosi immigrati siciliani. Nel corso degli anni la "Famiglia" ha mantenuto stretti rapporti di affari e collaborazione con le famiglie di San Francisco, Los Angeles, le cinque famiglie di New York, soprattutto con la Famiglia Bonanno e le famiglie siciliane, soprattutto del Palermitano.

Storia della Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Dagli anni venti al 1959: l'era di Onofrio Sciortino[modifica | modifica sorgente]

Il primo boss ufficiale conosciuto della famiglia è stato Onofrio Sciortino, che guidò la cosca dall'inizio degli anni venti fino all'anno della sua morte, avvenuta il 10 settembre del 1959. Sciortino ebbe degli ottimi rapporti di amicizia con gli altri capi della mafia californiana, come Jack Dragna di Los Angeles, Francesco "Frank" Lanza ed Anthony Lima di San Francisco, e con Joseph Bonanno e Lucky Luciano di New York. Sciortino incrementò i profitti della cosca, con racket come traffico di droga, estorsioni, contrabbando di alcolici, usura, gioco d'azzardo, prostituzione e sindacati. Alla sua morte per cause naturali gli succedette alla guida della cosca il suo vicecapo Joseph Cerrito.

Dal 1959 al 1978: l'era di Joseph Cerrito[modifica | modifica sorgente]

Dal settembre del 1959, con la morte di Sciortino, capofamiglia divenne il boss Joseph Cerrito. Cerrito era stato il vice dello stesso Sciortino e passerà alla storia come il più potente boss della storia di San Jose. Nativo di Palermo, Cerrito era considerato dalle autorità italiane e americane uno dei capi del traffico di droga dalla Sicilia verso gli Stati Uniti. Cerrito era uno degli uomini d'affari più influenti della città, e come attività legali era il proprietario di due grandi concessionarie di automobili, una a San Jose ed una a Los Gatos. Alla fine degli anni sessanta fu accusato dalle autorità di un'estorsione ad un Hotel di Reno nel Nevada, ma le accuse contro di lui caddero. Nel 1968 il magazine Life lo descrisse come il capo della Mafia di San Jose. Cerrito citò il giornale per diffamazione, ma il caso fu respinto. Joseph Cerrito morì di cause naturali nel 1978.

Dal 1978 al 1983: il nuovo boss Angelo Marino[modifica | modifica sorgente]

Con la morte di Cerrito il nuovo Boss di San Jose diventa Angelo Marino. Marino era un leale capodecina durante il regno di Cerrito. Marino aveva stretti rapporti di affari con il sindaco di San Francisco ed era molto vicino al capomafia di San Francisco, Jimmy Lanza, e al consigliere della Famiglia di Los Angeles, Frank Bompensiero. Suo padre era Salvatore Marino, da lungo tempo "uomo d'onore" della Famiglia di Pittsburgh. Angelo Marino era il proprietario della "California Cheese Company", società che controllava l'85 per cento della distribuzione del formaggio in California. Marino fu incriminato nell'ottobre del 1977 assieme a suo figlio Salvatore, anche lui membro della cosca, per l'omicidio ed il tentato omicidio di Orlando e Peter Catelli, padre e figlio ed importanti "uomini d'onore" della stessa cosca. Il motivo dell'omicidio è dovuto a Peter Catelli, figlio di Orlando. Peter voleva entrare socio in alcune società di Marino, ma quando Marino si rifiutò, Peter Catelli mando alcuni dei suoi uomini nelle società di Marino, con lo scopo di estorcere 100.000 dollari.

A questo punto Angelo Marino ordinò l'omicidio di Peter Catelli al padre stesso Orlando Catelli, confidando nella sua lealtà verso la "Famiglia mafiosa", ma quello che un tempo era stato un fedele soldato della cosca si rifiutò di assassinare il proprio figlio, e così Marino diede l'ordine ad i suoi uomini di uccidere padre e figlio. Durante l'agguato Peter Catelli morì, mentre il padre Orlando anche se ferito sopravvisse e per vendicare il figlio decise di collaborare con le autorità. Orlando Catelli testimoniò davanti ai giudici che il mandante dell'omicidio di suo figlio Peter era il boss Angelo Marino e che gli esecutori materiali erano stati suo figlio Salvatore Marino e altri due soldati della "Famiglia", Joseph Piazza e Thomas Napolitano. Tuttavia Marino, a causa della sua cattiva salute, evitò il processo per circa tre anni, continuando a gestire la "Famiglia" dall'ospedale. Il 12 ottobre del 1980 Angelo Marino e suo figlio Salvatore furono condannati per omicidio di secondo grado e tentato omicidio, ma le condanne furono ribaltate in appello, e padre e figlio furono assolti dal resto delle accuse. Angelo Marino morì per uno scompenso cardiaco a causa del diabete, nel febbraio 1983.

Dal 1983 ad oggi: l'era di Emmanuel Figlia[modifica | modifica sorgente]

Emmanuel Figlia è stato il Boss della Famiglia di San Jose dal 1983, anno della morte di Angelo Marino, fino al 1998, anno della scarcerazione di Salvatore Marino, figlio di Angelo. Infatti Salvatore Marino dal 1998 in poi è diventato il Boss, grazie anche alle cattive condizioni di salute di Figlia, che gli ha ceduto il comando. Nel 2006 è morto un altro pezzo grosso della cosca, il capodecina John Vaccaro. La cosca ha subito un altro duro colpo quando nel 2008 è morto il presunto consigliere Vito Adragna. Secondo le autorità attualmente ai vertici della "Famiglia" ci sarebbe Salvatore Marino come capofamiglia, Carlo America come vicecapo e Salvatore Campagna come consigliere. La cosca sarebbe attualmente composta da circa 20-25 "uomini d'onore" .

Esponenti di spicco nel corso degli anni[modifica | modifica sorgente]