Famiglia di Pittsburgh

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Famiglia di Pittsburgh
Nomi alternativi Famiglia LaRocca
Area di origine Pittsburgh, Pennsylvania, USA
Aree di influenza Pennsylvania occidentale (specie Contea di Allegheny), Contea di Mahoning in Ohio e Virginia Occidentale
Periodo 1931 - 2006 (de facto)
Alleati Famiglie mafiose Genovese, Gambino, Trafficante, Bufalino, Fildalefia, San Josè, Cleveland, e Kansas City
Rivali Varie gang di strada a Pittsburgh
Attività Racket, gioco d'azzardo, racket sindacale, narcotici, estorsione, corruzione, usura, prostituzione, riciclaggio di denaro, ricettazione, traffico di armi e contrabbando
Pentiti Charles "Chucky" Porter (1990)
Lenine "Lenny" Strollo (1999)

La Famiglia di Pittsburgh, chiamata anche Famiglia LaRocca, è una famiglia mafiosa attiva in Pennsylvania, ma con base a Pittsburgh.[1][2]

La malavita italiana di Pittsburgh si formò negli dieci, come due fazioni: la mafia siciliana di Gregorio Conti e la camorra napoletana dei fratelli Volpe. Questi gruppi vennero unificati nel 1931 da John Bazzano. Vari boss controllarono la famiglia, ma probabilmente il boss più importante è stato John Sebastian "Big John" LaRocca, che regnò dal 1956 al 1984. Attualmente si ritiene quasi-estinta, in quanto lo FBI afferma che sono solo 5 i suoi componenti, tutti molto anziani.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini e Proibizionismo[modifica | modifica sorgente]

A Pittsburgh, la malavita italiana, nata negli anni dieci del '900, era divisa in due fazioni etniche: da un lato la "Mafia siciliana", che controllava le zone nord e sud della città, e dall'altro la "Camorra napoletana", che controllava l'estremità orientale della città.[3] Nei primi anni '20, durante il Proibizionismo, la fazioni divennero coinvolte nel contrabbando, distribuzione e vendita illegale di alcolici. Per tutta l'epoca del Divieto le fazioni combatterono in città per il controllo dei quartieri italiani di Larimer, Homewood, Hill District e Downtown. Nella periferia esterna, nella Pennsylvania sud-occidentale, le fazioni si contendevano i territori di New Kensington, Arnold, Wilkinsburg, McKees Rocks, Wilmerding e Braddock.[4]

Durante la tarda epoca del Divieto dal 1926 al 1933, ci furono oltre 200 omicidi nella contea di Allegheny.[4] Durante il regime di Stefano Monastero come boss dei siciliani alla fine degli anni venti, i siciliani competerono con i camorristi, altre bande irlandesi ed ebraiche di Pittsburgh e una gang di Chicago. Il conflitto terminò quando lui e suo fratello furono assassinati il 4 agosto 1929.[3][5] Gli subentrò Giuseppe "Yeast Baron" Siragusa, che riuscì a creare un cartello con la camorra, ma che, a causa della sua fedeltà alla Famiglia Maranzano di NYC, fu assassinato il 13 settembre 1931, alcuni giorni l'omicidio di Salvatore Maranzano.[3][5][4]

Fondazione[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'omicidio di Siragusa, i napoletani, guidati dai fratelli Volpe, si uniformarono alla neonata famiglia di Pittsburgh, e gli affari che erano stati di Siragusa e dei Volpe passarono sotto il controllo del siciliano John Bazzano, grossista di zucchero e lievito ad uso domestico, usati nelle birrerie clandestine che produrre alcolici che venivano rivenduti negli speakeasy.[3][4] Bazzano formò un compromesso con gli otto fratelli Volpe, che avevano il permesso di operare fuori da un negozio di caffè a Hill District. I fratelli Volpe, che in precedenza avevano capeggiato la camorra locale, avevano racket in tutto la valle di Turtle Creek e Wilmerding.[4] La tregua interna si concluse quando i fratelli Volpe iniziarono ad espandersi nell'East Liberty e il North Side, dando a Bazzano la legittimazione per uccidere i fratelli Volpe, e quindi squinagliò una squadra di sicari, nel 29 luglio 1932, che uccise tre dei fratelli Volpe.[4] I Volpe superstiti andarono dalla Commissione di New York, che decretò che Bazzano aveva agito senza autorizzazione. L'8 agosto 1932 a Red Hook, Brooklyn, fu ritrovato il cadavere di John Bazzano, che era stato pugnalato e strangolato a morte.[3][5][4]

Era di LaRocca[modifica | modifica sorgente]

Vincenzo Capizzi subentrò come nuovo capo dopo l'omicidio di Bazzano, ma si dimise alla fine nel 1937, ritirandosi in Sicilia,[5] e fu sostituito da Frank Amato. Come boss Amato cominciò ad espandere la sua influenza nel racket del gioco d'azzardo in tutta Pittsburgh e nell'intera Contea di Allegheny, ma nel 1956 si ammalò, preferendo dimettersi diventando sottocapo.[3][5][4] John Sebastian "Big John" LaRocca prese il controllo della famiglia di Pittsburgh e regnò come boss per quasi trent'anni.[5][6] Nel 1957, LaRocca frequentò la riunione di Apalachin con il capo Gabriel Mannarino ed il consigliere Michael James Genovese.[7] LaRocca sfuggì alle autorità federali ma Mannarino e Genovese furono arrestati.[5][2][6] LaRocca e Mannarino divennero partner con il boss di Tampa Santo Trafficante Jr. del Sans Souci hotel-casinò a L'Avana, Cuba.[2][4][8] Nel 1959, Fidel Castro prese il controllo di Cuba e costrinse i mafiosi e gli investitori americani a lasciare il Paese.[9] Come altri boss, anche LaRocca avrebbe partecipato ad azioni volte a minare il regime comunista di Castro a Cuba.

Attraverso la corruzione LaRocca divenne un potente boss mafioso, controllando i politici, poliziotti e altri funzionari della zona di Pittsburgh e della Pennsylvania occidentale.[8] La sua famiglia mantenne anche il controllo dei sindacati di lavoro attraverso 1058 locale.[5][5] L'influenza di LaRocca crebbe anche attraverso stretti legami con il boss della famiglia Gambino Carlo Gambino, il collega di Wyoming Valley Russell Bufalino, boss della famiglia di Filadelfia Angelo Bruno e della famiglia di Kansas City Nicholas Civella.[5] Negli anni '60, la famiglia di LaRocca iniziò un conflitto con la famiglia di Cleveland, guidata da John Scalish, quando iniziarono ad ampliarsi a Youngstown, in Ohio.[7] Nel 1964, LaRocca supportò la scissione di Frank Valenti di Rochester dalla casa-madre, la famiglia di Buffalo di Stefano Magaddino.[9] LaRocca died on December 3, 1984 and was succeeded by Michael Genovese as boss of the Pittsburgh crime family.[3] LaRocca morì il 3 dicembre 1984 e fu succeduto da Michael Genovese, parente di Vito Genovese, come boss della famiglia mafiosa di Pittsburgh.[3][5]

Il regno di Genovese e declino[modifica | modifica sorgente]

Con la morte di LaRocca, l'invecchiamento avanzato dei mafiosi e la leadership di Genovese segnarono l'inizio della fine della mafia di Pittsburgh. Poiché il contrabbando e commercio di munizioni industriali di armi erano finiti, Genovese si rivolse ai narcotici (fino ad allora un tabù dentro la mafia) ed al gioco d'azzardo per mantenere attive le casse dell'organizzazione. Nello stesso periodo, intorno al 1980, la mafia locale stava lentamente perdendo la sua influenza sul governo così lo FBI, avendo intuito la perdita di potere della mafia di Pittsburgh, decise di annientarla completamente. Lo FBI rintracciò rapidamente individuò le due menti dietro al traffico di stupefacenti: Charles "Chucky" Porter e Louis Raucci Sr.[10]

Un'altra sfida per la mafia era di trovare nuove persone per la famiglia in questo momento. Oltre a Porter e Raucci, nel 1986 furono introdotti come uomini d'onore Joseph "Joey Naples" Napoli e Lenine "Lenny" Strollo. Tuttavia, i decessi dei membri anziani della famiglia ed l'inizio della fine della corruzione politica locale e governativa, condusse all'omicidio di Napoli da un mafioso sconosciuto (ritenuto essere Strollo nel 1991), al pentimento di Chucky Porter nel 1990 e Lenny Strollo stesso nel 1999 e all'arresto di Thomas "Sonny" Ciancutti nel 2000 per "esecuzione di un anello di gioco d'azzardo nella contea di Fayette".

Stato attuale[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006 Genovese morì, le autorità allentarono la presa e la mafia di Pittsburgh si dissolse, lasciando una manciata di membri ancora attivi, ma solo nel gioco d'azzardo. Dopo la condanna dei principali membri negli anni '90 e la morte di molti membri importanti nell'ultimo decennio la famiglia rimase con pochi membri, solo 4-5 ancora attivi oggi.[5]

Leadership storica[modifica | modifica sorgente]

Boss (ufficiale e reggente)[modifica | modifica sorgente]

Boss della mafia siciliana

Famiglia di Pittsburgh

Vicecapo[modifica | modifica sorgente]

Consigliere[modifica | modifica sorgente]

  • 1956-1984 — Michael J. Genovese — diventato boss nel 1984.[15]
  • 1984-1991 — Pasquale "Pat" Ferruccio — imprigionato nel 1991.[17]
  • 1991-2002 — Charles "Murgie" Imbrugia — morto nel 2002.[17]
  • 2002-2006 — Thomas "Sonny" Ciancutti — promosso a sottocapo del 2006.
  • 2006-2008 — Robert "Bobby I." Iannelli — promosso a sottocapo nel 2008.

Boss della fazione di Youngstown[modifica | modifica sorgente]

La fazione opera a Youngstown, Ohio e nella Contea di Mahoning. Negli anni'70 la fazione assunse il monopolio del gioco d'azzardo nella zona, pur condividendo parte dei profitti con la famiglia di Cleveland.[20]

Attuali membri della famiglia[modifica | modifica sorgente]

Uomini d'onore[modifica | modifica sorgente]

  • Boss — Thomas "Sonny" Ciancutti – prese il controllo del racket del gioco d'azzardo di Kelly Mannarino a New Kensington . Nel 2002, è stato dimostrato che Ciancutti controlla il gioco d'azzardo nelle contee di Allegheny e Fayette.[22][23]
  • Sottocapo — Robert "Bobby I" Iannelli – controlla le scommesse sportive clandestine; controlla anche il gioco d'azzardo illegale di Tony Grosso.[24][25]

Associati[modifica | modifica sorgente]

  • John Francis "Duffy" Conley Jr. — controlla un giro illegale di macchine di video poker. Nel 2006, Conley è stato arrestato per gioco d'azzardo illegale.[30]
  • Ralph "Big Head" Maselli — controlla alcune operazioni di gioco a Pittsburgh.[30]
  • John V. "Johnny A" Adams — controlla alcune operazioni di gioco a Pittsburgh.[30]
  • Christopher Paul Hankish[30]
  • Salvatore A. "Sonny" Williams[30]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jason Cato. Reputed mob boss linked to "old-time Mafia" (November 2, 2006) Pittsburgh Tribune-Review
  2. ^ a b c Devico, (pg. 185-187)
  3. ^ a b c d e f g h i The American Mafia.com "Pittsburgh crime family"
  4. ^ a b c d e f g h i Ove, Torsten. Mafia has long history here, growing from bootlegging days. November 06, 2000. Post-Gazette.com (Part II)
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Capeci, Jerry. Chapter 5 "Mafia Families Poison the Northeast"
  6. ^ a b La Cosa Nostra: John Sebastian La Rocca. (2007–2011) lacndb.com Sebastian La Rocca
  7. ^ a b Porrello pg.184
  8. ^ a b c La Cosa Nostra: Gariel Mannarino. (2007–2010) lacndb.com Mannarino
  9. ^ Devico pg.190
  10. ^ Ove, Torsten. Local FBI Agent Plays Key Role In Dismantling Region's Organized Crime Family November. 5, 2000. Post-Gazette.com
  11. ^ a b c d e Rick Porrello's AmericanMafia.com "Pittsburgh crime family" by Mario Machi
  12. ^ La Cosa Nostra: Stefano Monastero. (2007–2010) lacndb.com Monastero
  13. ^ La Cosa Nostra: Frank Amato. (2007–2010) lacndb.com Amato
  14. ^ Cato, Jason. Burgh's mob ties may sleep with the fishes. November 4, 2006. Pittsburgh Tribune-Review
  15. ^ a b c d e f Porrello, pg. 11
  16. ^ a b Organized Crime in Pennsylvania: Traditional and Non-Traditional. Pennsylvania Crime Concession. April 15, 1988. (The Nevada Observer. August 16, 2006)
  17. ^ a b c d e f g h Laborers local 1058 (Pittsburgh) order and Memorandum imposing supervision in lieu of trusteesh Docket No. 00-08T. Decided March 9, 2001.
  18. ^ La Cosa Nostra: John Bazzano Jr. (2007-2010) lacndb.com Bazzano Jr
  19. ^ Ove, Torsten. Obituary: John Bazzano Jr./Member of the dwindling Pittsburgh mob June 28, 1927-July 25, 2008. July 29, 2008. Pittsburgh Post-Gazette.
  20. ^ Porrello, Rick. To Kill the Irishman: The War That Crippled the Mafia. (2004) pg. 189
  21. ^ a b c James Ridgway de Szigethy. "Congressman James Traficant and the Murder of Mobster Charlie Carabbia". New York Investigative Journalist. American Mafia.com
  22. ^ Junker, Matthew. Ciancutti gets house arrest. March 6, 2002. Pittsburgh Tribune Review
  23. ^ Ove, Torsten. Obituary: Frank D. Amato Jr./ Although identified as Mafia figure, he was never charged with crime. November 07, 2003. Pittsburgh Post-Gazette
  24. ^ "Iannelli gambling organization cracked; arrests today." June 25, 1990. PRNewswire. (Retrieved at High Beam Research on December 3, 2010)
  25. ^ Commonwealth Pennsylvania v. Robert Iannelli Superior Court of Pennsylvania. October 18, 1993. (Retrieved at 1998 VersusLaw Inc)
  26. ^ Pennsylvania Crime Commission 1987 Report. Pennsylvania Attorney General's Office. (pg.118, 121)
  27. ^ Federal Bureau of Prisons Inmate Locator: John Vincent Leone released June 6, 1997
  28. ^ "Drug Sentence". Pittsburgh Post-Gazette. May 22, 1993. (pg. B4)
  29. ^ Federal Bureau of Prisons Inmate Locator: Mauro P. Matone released February 22, 1996
  30. ^ a b c d e Going for broke by Jason Cato (May 14, 2006) Pittsburgh Tribune-Review