Famiglia di Filadelfia

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Famiglia di Filadelfia
Nomi alternativi Famiglia Scarfo
Famiglia Bruno
Area di origine Filadelfia, Pennsylvania
Aree di influenza Area metropolitana di Filadelfia,
Pennsylvania,
New Jersey meridionale (Trenton e Atlantic City),
Wilmington,
Baltimora,
Florida meridionale (Boca Raton)
Periodo 1910 - in attività
Boss Joseph Ligambi
Alleati Cinque famiglie
Chicago Outfit
Mafia greca
Gang K&A
Rivali Pagans
Bande criminali minori a Filadelfia
Attività Gioco d'azzardo, smaltimento dei rifiuti, racket, traffico di droga, estorsione, usura, corruzione, prostituzione, omicidio, scommesse sportive, riciclaggio di denaro, ricettazione, frode, dirottamento dei camion
Pentiti Nicholas Caramandi
Mario Riccobene
Ron Previte

La famiglia di Filadelfia, nota anche come famiglia Bruno e famiglia Scarfo, è una famiglia mafiosa operante a Filadelfia e nella sua area metropolitana, affiliata a Cosa Nostra. Nel tempo si è espansa anche nel vicino New Jersey, conquistando la sua parte meridionale, South Jersey, comprese Atlantic City (famosa per i suoi casinò), Camden, e le contee circostanti. La famiglia opera anche nelle città di Trenton, Chester, Baltimora, e lo stato di Delaware. Si tratta di una delle più attive famiglie dopo quelle di New York, con cui è alleata. La famiglia si è distinta nel corso degli anni per il suo uso della violenza estrema e le sanguinose faide interne.

La famiglia divenne particolarmente potente sotto il regno di Angelo Bruno, godendo di una forte prosperità e ricchezza. Questi fu però assassinato nel 1980 da un colpo di stato interno guidato da Nicky Scarfo e sostenuto dalla famiglia Genovese di New York, che raggirò Scarfo al fine di rilevare i casinò di Atlantic City controllati proprio dalla famiglia di Filadelfia.

Sotto Scarfo la famiglia incontrò una periodo di declino e di subbugli interni, in cui furono uccise 30 suo uomini d'onore. Dopo l'arresto di Scarfo nel 1989, la famiglia fu rilevata dal giovane Joseph Merlino, che sfruttò diversi boss di facciata per non farsi identificare. Dopo la sua condanna a 14 anni, si è ritirato nel 2011 a Boca Raton, dove vive tuttora. Gli esperti si dividono tra chi pensa che Merlino controlli ancora segretamente la famiglia o se sia stato sostituito da Joseph Ligambi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Agli inizi del 1900, molti emigrati italiani si stabilirono a Filadelfia, specie nella zona meridionale, dove si formò ben presto un gruppo malavitoso, comandato da Salvatore Sabella, che sarebbe divenuto la famiglia di Filadelfia. Si occupavano di contrabbando, furto, estorsione, rapina, usura e gioco d'azzardo illegale. Durante il Proibizionismo, Sabella strinse alleanze con la mafia di Chicago e con la famiglia Maranzano di New York, venendo riconosciuta ufficialmente come una famiglia mafiosa. Sabella si ritirò in pensione nel 1931, con la fine del Proibizionismo.

Prima lotta intestina[modifica | modifica sorgente]

Con il ritiro di Sabella, i suoi principali capoccia, Giuseppe Dovi e Giovanni Avena, iniziarono una guerra interna per il controllo della famiglia, che durò 5 anni. Dopo che Avena fu ucciso nel 1936 da i suoi stessi sostenitori, "Joe Bruno" rilevò l'organizzazione.

Sotto Dovi, la famiglia strinse contatti con le Cinque famiglie di New York, soprattutto i Gambino e i Genovese, con cui avviò un florido mercato di narcotici. Inoltre, si espanse nella zona meridionale del New Jersey, conquistandola senza opposizioni.

Dovi governò ininterrottamente fino al 1946, quando morì per cause naturali. Gli successe, su nomina della Commissione, Joseph Ida.

Famiglia-satellite di Vito Genovese[modifica | modifica sorgente]

Per tutti gli anni '40 e '50, la famiglia fu controllata da Joe Ida, che essendo stato un collaboratore delle Cinque famiglie, rendeva conto ai boss di queste, in particolare al boss dei Genovese, Frank Costello, ed al suo viceboss Vito Genovese. Dopo che Genovese rilevò con la violenza la famiglia nel 1956, questi strinse numerosi accordi con la famiglia di Filadelfia per operare nel suo territorio, tanto che divenne considerata come "una grande fazione della famiglia Genovese".

Joe Ida ed il suo viceboss Dominick Olivetto parteciparono alla riunione di Apalachin. Tuttavia, dopo che la riunione fu scoperta dalle forze dell'ordine, Ida venne raggiunto da un avviso di garanzia per associazione mafiosa, e quindi fuggì i Sicilia. A fare le sue veci come boss reggente fu nominato Antonio "Mr. Big" Pollina.

Il Don gentile[modifica | modifica sorgente]

Dopo il ritiro di Ida nel 1959, la famiglia fu rilevata da Angelo "Gino" Bruno, soprannominato "Il Don gentile" per i sui metodi e la sua preferenza della pace e della diplomazia piuttosto che alla violenza. Bruno fu il primo boss di Filadelfia ad ottenere un seggio nella Commissione, rendendosi completamente indipendente da qualsiasi altra famiglia. Oltre che i mafiosi di Chicago e di New York, Bruno si alleò "a distanza" con il cognato John Scalish, che era il boss della famiglia di Cleveland.

Con Bruno alla guida, la famiglia prosperò, acquisendo successivamente i casinò di Atlantic City e raggiungendo gli 80 "uomini d'onore", divenendo una delle più grosse organizzazioni criminali invischiate nel gioco d'azzardo. Inoltre, Bruno proibì il racket del traffico di droga, punendo con la morte chiunque ne fosse invischiato, poiché Vito Genovese fu arrestato proprio nel 1959 per traffico internazionale di droga.

Colpo di stato e seconda lotta intestina[modifica | modifica sorgente]

Il 21 marzo 1980, Angelo Bruno fu assassinato davanti alla sua abitazione. L'assassinio fu organizzato dal consigliere Antonio Caponigro, membro un gruppo dissidente composto anche dal viceboss Philip Testa e Nicodemo "Little Nicky" Scarfo contrario alla leadership conservatrice di Bruno e sostenuto dalla famiglia Genovese, che in realtà voleva mettere le mani sui casinò di Atlantic City. Infatti, Caponigro venne attirato a New York, credendo che i Genovese lo avrebbero posto come boss, venendo invece torturato e ucciso.

Senza Caponigro, Philip Testa rilevò la famiglia, ma la sua leadership fu molto breve, in quanto lo stesso gruppo dissidente di Bruno stava lottando per la leadership sulla mafia di Filaldefia. Il 15 marzo 1981, Testa fu ucciso con una bomba a chiodi. L'omicidio fu orchestrato dal viceboss Pietro Casella, nel tentativo di divenire boss. Tuttavia, Casella fu sconfitto a sua volta, con il sostegno della Commissione, da Nicodemo Scarfo, che esilio Casella costringendolo ad abbandonare Filaldelfia e i suoi affari mafiosi.

Anni di subbugli ed ascesa di Ligambi[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'arresto del giovane Joseph Merlino, Joseph Ligambi assunse la famiglia come boss ufficiale nel 2001, agendo però come boss di facciata per lo stesso Merlino fino al 2011, venendo tuttavia riconosciuto dalle famiglie di New York e dallo FBI immediatamente come boss de facto della famiglia. Ligambi si riconciliò con tutte le famiglie di New York, e fece i conti con i travagliati rapporti con gli allibratori della famiglia, offesi dal fatto che Merlino non pagasse mai i debiti da gioco e che si rifiutavano di continuare a lavorare per la famiglia.

A causa dell'aspro conflitto degli anni'80, la famiglia di Filadelfia contava e conta tuttora 50 "uomini d'onore", metà dei quali in carcere, e più di 100 associati. Dopo il 2001, saranno liberati una dozzina di membri della famiglia, anche se già di mezz'età, in quanto erano giovani quando operavano negli anni'80 per Scarfo.

Ligambi è ben differente da Merlino, poiché a differenza del predecessore preferisce mantenere un basso profilo ed è più interessato a fare soldi che a titoli come boss o viceboss. Ligambi riuscì ad isolare possibili informatori dello FBI tramite una cerchia interna di suoi fedelissimi, riuscendo ad eludere tuttora le forze dell'ordine. Infatti, nella sua lunga storia, la famiglia di Filadelfia ha pochissimi testimoni del governo, 3 per l'esattezza, che hanno scarsamente scalfito la famiglia.

Dal 2011, Ligambi è il boss effettivo, in quanto Merlino ha lasciato gli affari criminali e risiede tuttora in un centro di riabilitazione in Florida, a Boca Raton, che è anche un territorio della famiglia.

Leadership storica[modifica | modifica sorgente]

Boss (ufficiale e reggente)[modifica | modifica sorgente]

Boss della famiglia di Filadelfia[modifica | modifica sorgente]



Salvatore Sabella
1911 - 1931

John Avena
1931 - 1936

Giuseppe Dovi
1936 - 1946

Joseph Ida
1946 - 1959

Angelo Bruno
1959 - 1980

Philip Testa
1980 - 1981

Nicodemo Scarfo
1981 - 1991

Joseph Merlino
1991 - 2001

Joseph Ligambi
2001 - Attualmente