Angelo Bruno

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Angelo Bruno, nato con il nome di Angelo Annaloro (Villalba, 21 maggio 1910Philadelphia, 21 marzo 1980), è stato un criminale italiano. Fu soprannominato "il padrino gentile", perché preferiva la conciliazione e la pace, piuttosto che la violenza. Bruno fu un boss di cosa nostra americana, a capo della famiglia di Filadelfia per circa vent'anni dal 1959 al 1980, anno della sua morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Angelo Annaloro nacque a Villalba in provincia di Caltanissetta. Con la sua famiglia emigrò negli Stati Uniti in tenera età. A Philadelphia suo padre aprì un piccolo negozio di alimentari. Iniziò la sua carriera giovanissimo, a metà degli anni venti come "avvicinato" della locale famiglia mafiosa, guidata all'epoca dal boss Salvatore Sabella. Il suo primo arresto risale al 1928, appena diciottenne, per guida pericolosa, successivamente seguirono altri arresti per contrabbando di alcol, possesso illegale di arma da fuoco, gioco d'azzardo illegale e ricettazione e, poco tempo dopo, cambiò il suo cognome da Annaloro a Bruno, cognome della nonna paterna.

All'inizio degli anni trenta sposò una donna di nome Sue Maranca, dalla quale ebbe due figli. Diventato uno degli "uomini d'onore" più importanti e rispettati della "famiglia", nel 1934 divenne socio d'affari di Carlo Gambino ed altri mafiosi di New York e del New Jersey. Bruno era il cugino di un altro importante "uomo d'onore" della cosca, John Simone, arrestato negli anni '20 per contrabbando di alcol, rapina ed aggressione. All'inizio degli anni quaranta, Bruno si occupava principalmente di gioco d'azzardo e scommesse clandestine, da cui ricava lucrosi guadagni, ed inoltre teneva i contatti con "uomini d'onore" come don Calogero Vizzini, suo compaesano di Villalba, e con le altre famiglie mafiose della provincia di Caltanissetta. Nel campo delle attività legali era il proprietario di una fabbrica di alluminio a Trenton (New Jersey), di un'altra impresa in Florida, e di un bar nel quartiere di "Washington Street" a Philadelphia; inoltre, tramite prestanome, aveva una quota dell'hotel Plaza a L'Avana, Cuba.

Leader della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1959, il boss della famiglia Antonio Pollina ordinò l'omicidio di Bruno perché sospettava, a ragione, che lo stesso Bruno lo volesse scalzare dal ruolo di boss. Bruno ne venne però informato e portò la questione davanti la "commissione". Grazie soprattutto al sostegno di Carlo Gambino, divenuto da poco tempo il capo della famiglia Mangano, divenne il nuovo boss della cosca di Philadelphia, a scapito del vecchio boss Antonio Pollina. Tuttavia Bruno mantenne fede al suo soprannome e non ordinò l'omicidio di Pollina, che si ritira dalle attività mafiose.

Di conseguenza, Bruno divenne un importante membro della "commissione". Negli anni del suo regno la famiglia prosperò con gli affari con una pace duratura. La sua più lunga detenzione, per essersi rifiutato di testimoniare davanti al grand jury, duro due anni. Alla fine degli anni sessanta, prese il controllo del gioco d'azzardo e dei vari casino ad Atlantic City: infatti nessun'altra famiglia aveva l'autorizzazione di agire nella città del New Jersey. Tutto questo creò notevoli malumori all'interno della sua stessa cosca, e tra le cosche di New York.

L'omicidio[modifica | modifica wikitesto]

Secondo gli storici, Antonio Caponigro consigliere, Philip Testa vicecapo, Nicky Scarfo e John Simone capidecina, tramarono e ordinarono l'omicidio del loro boss, sostenuti dai membri della famiglia Genovese. Questi ultimi ambivano al possesso del controllo del gioco d'azzardo ad Atlantic City. La sera del 21 marzo 1980, Angelo Bruno mentre si trovava in automobile con il suo autista e guardaspalle John Stanfa (futuro boss della "famiglia") nei pressi di casa sua, venne assassinato a colpi di pistola da alcuni killer, mentre Stanfa rimase miracolosamente illeso. Subito dopo l'omicidio di Bruno, però, Caponigro e Testa furono anch'essi assassinati. Dopo la morte del vecchio padrino, all'interno della cosca ci furono numerosi omicidi per la presa del potere.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Blood and Honor: Inside the Scarfo Mob - The Mafia's Most Violent Family by George Anastasia, 2004, ISBN 0-940159-86-4
  • Bureau of Narcotics, U.S. Treasury Department, "Mafia: the Government's Secret File on Organized Crime, HarperCollins Publishers 2007 ISBN 0-06-136385-5

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Boss della famiglia di Filadelfia[modifica | modifica wikitesto]



Salvatore Sabella
1911 - 1931

John Avena
1931 - 1936

Giuseppe Dovi
1936 - 1946

Joseph Ida
1946 - 1959

Angelo Bruno
1959 - 1980

Philip Testa
1980 - 1981

Nicodemo Scarfo
1981 - 1989

John Stanfa
1990 - 1994

Ralph Natale
1994 - 1998

Joseph Merlino
1998 - 2001

Joseph Ligambi
2001 - attualmente


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