Cosa nostra americana

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Cosa nostra americana
Nomi alternativi American Mafia, Our thing, Italian Mafia, Italian Mob, The Mob, La Cosa Nostra
Area di origine Sud Italia, Sicilia, New Orleans, New York
Aree di influenza Stati Uniti d'America (aree nord-orientali), Chicago, Detroit, Florida, New England
Periodo fine XIX secolo - in attività
Sottogruppi Cinque famiglie (New York)
Famiglia Marcello (New Orleans)
Chicago Outfit (Chicago)
Famiglia Patriarca (New England)
Famiglia di Buffalo
Famiglia Porello (Cleveland)
Famiglia di Dallas
Famiglia Smaldone (Denver)
Famiglia Zerilli (Detroit)
Famiglia Civella (Kansas City)
Famiglia di Los Angeles
Famiglia Balistrieri (Milwaukee)
Famiglia DeCavalcante (New Jersey)
Famiglia Trafficante (Tampa)
Alleati Camorra
Cosa Nostra
Milieu corso
'Ndrangheta
Organizacija
Sacra corona unita
Sindacato ebraico
Rivali Mafia irlandese
Sindacato ebraico
Flying Dragons
Ghost Shadows
Varie bande di russi
Varie bande di messicani
Attività Contrabbando di sigarette e alcolici, collusione, contraffazione, corruzione ambientale, edilizia, estorsione, evasione fiscale, gestione dei rifiuti, gioco d'azzardo, omicidi su richiesta, pizzo, pornografia, prostituzione, racket, rapine, riciclaggio di denaro, ricettazione, scommesse, sindacati, traffico di armi, traffico di droga, traffico di esseri umani, truffa, usura
Charles Luciano (detto Lucky), il più famoso dei boss italoamericani

Cosa nostra americana[1] è il nome con cui viene definita l'organizzazione criminale di stampo mafioso italo-americana, che nacque come un'associazione di mafiosi siciliani emigrati negli Stati Uniti d'America alla fine del XIX secolo.[2] Viene considerata la mafia italoamericana per eccellenza.

Cosa nostra americana, in maniera simile all'originale Cosa nostra siciliana, è un'organizzazione mafiosa segreta, priva di un nome formale. Coloro che ne fanno parte la chiamano our thing ("cosa nostra"). I mass media statunitensi la chiamano anche National Crime Syndicate ("Sindacato nazionale del crimine"). Iniziò ad emergere nella Lower East Side di New York, nel resto dell'East Coast ed in varie metropoli (come New Orleans) tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, seguendo l'ondata migratoria italiana (soprattutto dalla Sicilia) verso le Americhe. Si tratta comunque di una mafia a sé stante, separata da quella siciliana. Col passare del tempo vari gangster italoamericani e organizzazioni criminali di origini napoletane, calabresi e pugliesi attive negli USA si sono unite insieme ai siciliani di Cosa nostra americana per formare la moderna mafia pan-italiana degli Stati Uniti. Oggi la mafia americana collabora con mafie operanti in Italia, come Camorra, 'Ndrangheta e Sacra Corona Unita.

Attualmente la mafia americana risulta essere attiva soprattutto nelle sue roccaforti storiche come New York, New Jersey, Filadelfia, Detroit, Chicago e nel New England[3], insieme a famiglie minori, associati e gruppi che controllano Florida, Las Vegas, Los Angeles e Texas. Le famiglie della mafia americana sono riuscite ad insediarsi in almeno 26 città statunitensi, con vari rami, gruppi divisi e associati in altre città. Le famiglie più famose sono state le cinque di New York: Gambino, Lucchese, Genovese, Bonanno e Colombo. Al suo apice (anni 1920-1950) la mafia americana è stata la più potente organizzazione criminale di tutti gli Stati Uniti. Mentre ogni famiglia operava indipendentemente nel proprio territorio, la coordinazione nazionale era affidata alla Commissione, un organo direttivo formato dai boss delle famiglie più potenti.

L'applicazione della legge considera ancora la mafia americana come il gruppo criminale organizzato più grande degli Stati Uniti. Essa ha mantenuto il controllo su gran parte dell'attività criminale statunitense e anche in alcune parti del Canada (caso della famiglia Rizzuto). Oggi la maggior parte delle attività della mafia americana sono contenute nell'area nord-orientale degli Stati Uniti e a Chicago, dove continua a dominare la criminalità organizzata, nonostante il crescente numero di bande di strada e altre organizzazioni che non sono di origine italiana[4].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini, cause e Mano Nera[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Camorra newyorkese, Emigrazione italiana, Mano Nera (estorsione) e Joe Petrosino.

Il primo documento trattante l'evoluzione della mafia negli Stati Uniti venne pubblicato nella primavera del 1869. Il New Orleans Times riferiva che il Second District della città di New Orleans era stato invaso dai "ben noti e famigerati siciliani assassini, falsari e ladri, che, nell'ultimo mese, hanno formato una sorta di compartecipazione generale o società per azioni per il saccheggio e la dispersione della città". L'emigrazione dal Sud Italia verso le Americhe era principalmente rivolta verso Brasile e Argentina, e New Orleans aveva un pesante volume di traffico portuario.

I primi gruppi di mafiosi siciliani che operarono negli Stati Uniti si stabilirono nell'area di New York e New Orleans, occupandosi di estorsioni e rapine all'interno delle comunità italiane, attraverso lettere ricattatorie accompagnate da minacce di morte, di sfregi e di danneggiamenti[5]. Divennero influenti soprattutto a New York, progredendo lentamente dalle operazioni in piccoli quartieri dei ghetti italiani alle organizzazioni nazionali e metropolitane. La Mano Nera era il nome dato ad un metodo di estorsione utilizzato nei quartieri italiani a cavallo del 1900. Fu spesso scambiata per la mafia vera e propria dagli americani, ma in realtà non lo è. Anche se la Mano Nera era una società criminale, c'erano molte piccole bande della Mano Nera. L'estorsione di Mano Nera veniva frequentemente (ed erroneamente) considerata l'attività di una singola organizzazione, perché i criminali italoamericani della Mano Nera nella comunità italiana degli Stati Uniti usavano gli stessi metodi di estorsione[6]. Giuseppe Esposito è il primo membro di Cosa nostra conosciuto ad essere immigrato negli Stati Uniti; lui e altri sei siciliani fuggirono a New York dopo aver ucciso in Italia undici ricchi proprietari terrieri, oltre al cancelliere e vice-cancelliere di una provincia siciliana[7]. Venne arrestato a New Orleans nel 1881 e riportato in Italia grazie all'estradizione[8].

Linciaggio degli italiani a New Orleans nel 1891

New Orleans fu teatro del primo incidente di mafia negli Stati Uniti che ricevette l'attenzione nazionale ed internazionale[9]: il 15 ottobre 1890 il sovrintendente di polizia di New Orleans, David Hennessy, venne ucciso con un metodo d'esecuzione. Non è ancora chiaro se fossero stati gli immigrati italiani ad assassinarlo o se era solo una montatura di nativisti americani contro i vilipesi immigrati del sottoproletariato[10]. Centinaia di siciliani furono arrestati con accuse infondate e diciannove alla fine vennero incriminati per omicidio. Tutto però si risolse con l'assoluzione degli imputati, secondo alcune voci tramite la collaborazione di testimoni minacciati o corrotti[11]. I cittadini indignati di New Orleans organizzarono un linciaggio dopo la sentenza e procedettero ad uccidere undici dei diciannove imputati. Due sono stati impiccati, nove furono fucilati e i restanti otto riuscirono a scappare. Ancora oggi tale rappresaglia viene ricordata come il linciaggio di massa più grande nella storia americana[12][13][14].

Dal 1890 al 1900 la mafia sicliana riuscì a sviluppare la Five Points Gang a New York e questi due gruppi rimasero molto potenti nella Little Italy del Lower East Side; essi erano spesso in conflitto con la comunità ebraica della stessa area. C'era anche un'influente famiglia mafiosa italiana ad East Harlem. La Camorra napoletana divenne molto attiva ed influente soprattutto a Brooklyn. A Chicago il 19th Ward, che era il quartiere italiano, divenne noto come il Bloody Nineteenth a causa della frequente violenza nel distretto, principalmente come risultato di attività mafiose, faide e vendette.

Fotocromia di Mulberry Street (ingresso di Little Italy) agli inizi del Novecento

I motivi della nascita di Cosa nostra americana sono stati determinati fondamentalmente dall'immigrazione di un gran numero di italiani, principalmente dalle regioni meridionali (Sicilia, Calabria, Puglia e Campania) alla fine del XIX secolo; si può inoltre ricordare il pessimo trattamento da parte delle autorità americane della popolazione italiana emigrante che si sentiva in tal modo spinta a ricercare altrove quell'assistenza sociale che lo stato statunitense non garantiva, la politica del proibizionismo degli anni venti, con riferimento agli alcolici, che favorì le attività illecite mafiose legate al contrabbando ed il riconoscimento tardivo del problema mafioso da parte delle autorità americane, che intervennero in modo repressivo accanendosi sui pesci piccoli o sulla popolazione innocente, spesso senza prove. Non bisogna nemmeno tralasciare il razzismo e i pregiudizi contro gli italiani[15], che dilagavano in America già dagli anni sessanta dell'800, i quali contribuirono solo a rendere le comunità italoamericane ancora più chiuse e autocentrate.

Proibizionismo e ascesa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra castellammarese e Proibizionismo.

Il 17 gennaio 1920 iniziò negli Stati Uniti, con il diciottesimo emendamento, il proibizionismo, che rendeva illegale la fabbricazione, il trasporto o la vendita di alcolici. Nonostante questi divieti, c'era ancora una forte domanda di alcol da parte del popolo americano. Questo contribuì a creare un'atmosfera di tolleranza verso il crimine organizzato come mezzo per fornire liquore al pubblico, anche tra i politici e la polizia cittadina. I profitti resi dal vendere e distribuire alcol a quel tempo valevano il rischio della punizione da parte del governo, che non riusciva a far rispettare il divieto. C'erano oltre 900'000 casi di liquori spediti ai confini delle città americane[16]. Politici e bande criminali videro l'opportunità di arricchirsi e iniziarono la spedizione di più grandi quantità di alcol per le città americane. La maggior parte dell'alcol veniva importato da Canada[17][18] e Caraibi, mentre dal Midwest statunitense arrivavano gli alambicchi con cui si produceva il liquore.

Nei primi anni venti, il fascista Benito Mussolini prese con la violenza il controllo dell'Italia e migliaia di italiani emigrarono negli Stati Uniti. Fuggirono anche vari membri della mafia siciliana, oppure vennero espulsi dall'Italia per ordine di Mussolini come punizione per le loro attività mafiose nel Sud Italia[19]. Questa emigrazione forzata di numerosi mafiosi dalla Sicilia avvenne in seguito alla dura repressione del prefetto fascista Cesare Mori: infatti si stima che in quel periodo circa 500 mafiosi fuggirono negli Stati Uniti[20][21]. La maggior parte dei migranti italiani risiedevano in complessi d'appartamenti. Al fine di evitare la conduzione di una vita così povera, alcuni immigrati italiani in questo periodo scelsero di aderire alla mafia italoamericana.

Al Capone nel 1935. Rinomato per la sua ferocia, fu il primo nemico pubblico e simbolo della malavita italiana durante il proibizionismo.

La mafia ne approfittò e iniziò a vendere alcol illegalmente. I profitti da contrabbando superavano quelli derivati da crimini tradizionali di protezione, estorsione, gioco d'azzardo e prostituzione. Il divieto permise alle famiglie mafiose italoamericane di fare fortuna[22][23][24]. Le fazioni vittoriose avrebbero continuato a dominare la criminalità organizzata nelle rispettive città, istituendo le proprie strutture familiari in ognuna di esse. Poiché le bande si dirottavano le spedizioni di alcool a vicenda, costringendo i rivali a pagare la "protezione" e a lasciare le loro operazioni, le guardie armate quasi invariabilmente accompagnavano le carovane di consegna del liquore[25][26].

Nel 1920 le famiglie mafiose italiane parteciparono in guerre per il controllo assoluto sul lucroso racket degli alcolici. Con lo scoppio della violenza gli italiani combatterono bande di irlandesi ed ebrei per il controllo del contrabbando di alcolici nei rispettivi territori. A New York il mafioso Frankie Yale intraprese una guerra con la White Hand Gang irlandese americana. Nella città di Chicago Al Capone e la sua famiglia massacrarono la North Side Gang, un altro gruppo irlandese americano[27][28]. Verso la fine degli anni venti erano emerse due fazioni della criminalità organizzata italoamericana, avverse per il controllo della malavita: una guidata da Joe Masseria e l'altra da Salvatore Maranzano[29]. Tale conflitto causò la guerra castellammarese, che portò all'omicidio di Masseria nel 1931. Maranzano, che nel frattempo era diventato il leader di Cosa nostra americana, divise la città di New York in cinque famiglie[30].

Salvatore Maranzano, secondo boss dei Bonanno e capo assoluto di Cosa nostra americana per sei mesi

Inoltre stabilì di sua stessa iniziativa un codice di condotta per l'organizzazione, dispose le divisioni e struttura della "famiglia", oltre che le procedure per la risoluzione delle controversie[31]. In una mossa senza precedenti, Maranzano si erse sopra le altre famiglie come capo di tutti capi e richiese a queste di rendergli omaggio. Questo nuovo ruolo venne però accolto negativamente e Maranzano fu ucciso entro sei mesi su ordine di Charles "Lucky" Luciano. Luciano era un ex subalterno di Masseria, che si era schierato con Maranzano e orchestrato l'uccisione di Masseria.

Nel dicembre 1928, presso l'Hotel Statler di Cleveland, la polizia locale fermò numerosi mafiosi siciliani provenienti da tutti gli Stati Uniti (Joe Profaci, Joseph Magliocco, Vincent Mangano, Joseph Porrello, Pasquale Lolordo ed altri), che si erano incontrati per discutere sulla presidenza dell'Unione Siciliana, un gruppo che gli assicurava copertura politica; tuttavia i fermati vennero subito rilasciati perché non avevano prove per trattenerli: si trattò del primo incontro tra mafiosi siciliani scoperto dalla polizia statunitense[32]. Dopo la fine del proibizionismo (1933) la criminalità organizzata si ritrovò in un vicolo cieco e aveva bisogno di altri metodi per mantenere i profitti elevati che aveva conquistato durante gli anni venti. Le famiglie più intelligenti della mafia italoamericana agirono con prudenza e si ampliarono in altre imprese, come ad esempio: sindacati, edilizia, sanitari e traffico di droga. D'altra parte quelle che avevano trascurato la necessità di cambiare alla fine persero potere ed influenza, assorbite da altre famiglie[33].

La Commissione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Murder, Inc..

In alternativa all'avere un boss dei boss, Luciano istituì la Commissione[34], dove i capi delle famiglie più potenti avrebbero avuto pari diritti, parlare e votare liberamente su questioni importanti e risolvere le dispute (il titolo di capo di tutti capi venne ripreso dai giornali per indicare il boss più potente della Commissione, sebbene tra i mafiosi fosse caduto in disuso). Questa cerchia dominava il Sindacato nazionale del crimine e assicurò un'era di pace e prosperità alla mafia americana[35]. Dalla metà del secolo c'erano 26 famiglie sanzionate dalla Commissione, ciascuna diffusa in una città diversa (ad eccezione delle cinque famiglie di New York)[36]. Ogni famiglia si autogestiva in modo indipendente dalle altre e generalmente dominava un territorio esclusivo e controllato[37]. Rispetto alla vecchia generazione di "Mustache Pete" come Maranzano e Masseria, che solitamente lavoravano con colleghi italiani, gli "Young Turks", guidati da Luciano, erano più aperti a collaborare con altre mafie, in particolare con il Sindacato ebraico per ottenere maggiori profitti. La mafia italoamericana rese fattibile il proprio progresso seguendo una rigida serie di regole nate in Sicilia, le quali richiedevano una struttura gerarchica organizzata e un codice del silenzio che vietava ai suoi membri di collaborare con la polizia (omertà). Il mancato rispetto di queste regole è punibile con la morte.

Frank Costello, capo dei capi dal 1946 al 1957, mentre testimonia davanti al comitato Kefauver

La scalata al potere che la mafia italoamericana raggiunse durante il proibizionismo sarebbe continuata a lungo dopo che l'alcol ritornò legale. Gli imperi criminali espansi nel contrabbando trovarono altre vie per continuare a fare grandi somme di denaro. Dopo il 1933 la mafia diversificò le attività criminali (vecchie e nuove): gioco d'azzardo illegale, prestiti, usura, estorsione, racket di "protezione", traffico di droga, ricettazione, racket del lavoro attraverso il controllo dei sindacati. A metà del XX secolo la mafia era famosa per avere molti infiltrati nei sindacati statunitensi, in particolare International Brotherhood of Teamsters e International Longshoremen's Association[38]. Ciò permise alle famiglie di fare breccia in esercizi commerciali legali e molto redditizi come costruzioni, demolizioni, gestione dei rifiuti, autotrasporti, industria d'abbigliamento e costiera[39]. Tra l'altro potevano irrompere nei sindacati sanitari e fondi pensione, estorcere denaro alle imprese con minacce di sciopero degli operai e partecipare a turbative d’asta. A New York la maggior parte dei progetti edili non potevano essere effettuati senza l'approvazione delle cinque famiglie. Nelle industrie portuali e di carico la mafia corrompeva i sindacalisti perché gli facessero delle soffiate sugli oggetti di valore a bordo dei cargo che arrivavano al porto; tali prodotti venivano poi rubati dai mafiosi e ricettati.

Meyer Lansky, boss del Sindacato ebraico, irruppe nell'industria del casinò a Cuba durante gli anni trenta, mentre la mafia italoamericana era già coinvolta nell'esportazione di rum e zucchero cubani[40]. Quando il suo amico Fulgencio Batista fu eletto presidente di Cuba nel 1952, numerosi boss vennero abilitati ad effettuare investimenti legittimi nei casinò legalizzati. Il numero di casinò mafiosi non era meno di 19[41]. Tuttavia, quando Batista fu rovesciato in seguito alla rivoluzione cubana, il suo successore e capo rivoluzionario Fidel Castro mise al bando qualunque investimento americano nel paese, mettendo fine alla presenza della mafia a Cuba[42].

Vito Genovese, uno dei più potenti boss e trafficanti di droga italoamericani

Las Vegas al contrario era una "città aperta", dove ogni famiglia poteva lavorare benissimo. Una volta che il Nevada legalizzò il gioco d'azzardo, i mafiosi si affrettarono a prendere le fette della torta e il casinò divenne molto popolare a Las Vegas. Dal 1940 le famiglie di New York, Cleveland, Kansas City, Milwaukee e Chicago ebbero interesse nei casinò di Las Vegas. Si fecero dare alcuni prestiti dalla Teamsters, un sindacato che essi effettivamente controllavano e usavano dei prestanome per costruire i casinò[43]. Quando il denaro arrivava in camera conteggio, degli uomini assunti lo defalcavano in contanti prima che venisse registrato, quindi consegnato al rispettivo boss[44]. La cifra enorme ricavata da questi soldi non registrati è stimata in centinaia di milioni di dollari.

Operando nell'ombra, Cosa nostra americana ha affrontato poca opposizione da parte delle forze dell'ordine. Le forze di polizia locali a quel tempo non avevano le risorse o le conoscenze sufficienti per lottare efficacemente contro la criminalità organizzata commessa da una società segreta della cui esistenza erano ignare[45]. Molte persone all'interno delle forze di polizia e dei tribunali venivano semplicemente corrotte, sebbene la minaccia ai testimoni fosse frequente.[46] Nel 1951 un comitato del Senato degli Stati Uniti chiamato Kefauver determinò che una "organizzazione criminale sinistra" conosciuta come mafia operava nella nazione[47]. Molti presunti mafiosi sono stati citati in giudizio per degli interrogatori, ma pochi hanno testimoniato e nessuno ha dato informazioni.

L'atteggiamento dell'FBI[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riunione di Apalachin.

La frase del direttore dell'FBI J. Edgar Hoover, secondo cui “la mafia non esiste”, rispecchiò l'attività dell'agenzia investigativa federale, poiché mentre le attenzioni si concentravano su banditi solitari come John Dillinger, la mafia agì quasi totalmente indisturbata. Gli esperti credono che, se il fenomeno mafioso fosse stato considerato e combattuto a tutto campo negli anni trenta o quaranta, probabilmente la mafia americana avrebbe cominciato a regredire molto prima di quando in realtà iniziò a fare.[senza fonte]

Nel 1957 la polizia di Stato di New York dichiarò di aver scoperto una riunione e arrestato le figure mafiose più importanti da tutto il paese ad Apalachin, sempre a New York. L'evento (soprannominato "riunione di Apalachin") costrinse l'FBI a riconoscere l'esistenza del crimine organizzato e le sue attività (traffico di droga, controllo dei sindacati e infiltrazione nella polizia americana) come un problema grave negli Stati Uniti e a cambiare il metodo d'applicazione della legge sugli indagati[48]. Nel 1963 il mafioso Joe Valachi divenne il primo mafioso a fornire prove e informazioni dettagliate sui meccanismi interni alla mafia italoamericana e i suoi segreti. Ancora più importante, rivelò l'esistenza della mafia alla legge, che permise all'FBI di iniziare un attacco aggressivo di portata nazionale contro il Sindacato nazionale del crimine della mafia[49].

I boss della Commissione di Cosa nostra americana operanti nel 1963

Dopo la testimonianza di Valachi, la mafia non riuscì più a funzionare completamente nell'oscurità. L'FBI mise in campo più sforzi e risorse contro il crimine organizzato attivo a livello nazionale e creò l'United States Organized Crime Strike Force in varie città. Tuttavia, mentre tutto questo pose grande pressione sulla mafia, poco venne effettuato per frenare le sue attività criminali. Iniziarono ad esserci dei successi solo all'inizio degli anni ottanta, quando l'FBI riuscì a liberarsi del controllo mafioso sui casinò di Las Vegas e indebolì la roccaforte della mafia nei sindacati.

La legge RICO[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act.

Quando il Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act (legge RICO) divenne legge federale, risultò essere uno strumento altamente efficace nel perseguire i mafiosi. Esso prevede sanzioni penali estese per atti compiuti nell'ambito di un'organizzazione criminale attiva. La violazione dell'atto è punibile fino a 20 anni di carcere per ogni capo d'accusa.

La RICO è devastante perché attacca l'intera entità corrotta invece dei singoli individui che possono essere facilmente sostituiti con altri membri della criminalità organizzata[50]. Tra il 1981 e il 1992, 23 boss da tutto il paese sono stati condannati ai sensi della legge, mentre tra il 1981 e il 1988, 13 vicecapi e 43 capiregime furono condannati[51]. Sebbene tale atto paralizzò significativamente molte famiglie mafiose, le più potenti continuarono a dominare il crimine nei loro territori, anche se le nuove leggi mettevano più mafiosi in carcere e rendevano più difficili le operazioni.

Sammy Gravano, accettando di collaborare con l'FBI e testimoniare nel 1991, fece sì che la polizia federale condannasse i boss più forti della mafia di New York. Anche se non era il primo uomo d'onore a cantarsela contro i suoi compagni, un mafioso così potente come lui che accettava di rompere il giuramento costituì un precedente per le successive ondate di mafiosi ad uscire dal silenzio e comportarsi allo stesso modo: dare informazioni e testimoniare in cambio di immunità da procedimenti giudiziari per i loro crimini[52][53].

Il boss John Gotti dopo essere stato picchiato in prigione

A parte fargli evitare lunghi anni in prigione, l'FBI poteva mettere i pentiti nello United States Federal Witness Protection Program, cambiando loro identità e sostenendoli finanziariamente per sempre. Questo ha portato decine di pentiti a svelare tutto durante gli anni novanta, causando l'incarcerazione di centinaia di mafiosi, tra cui John Gotti, boss dei Gambino. Di conseguenza la mafia italoamericana vide un importante declino nella sua perdita di potere e influenza sulla criminalità organizzata dagli anni novanta in poi.

Nel XXI secolo Cosa nostra americana rimane coinvolta in un ampio spettro di attività illegali. Queste includono omicidio, estorsione, corruzione di pubblici ufficiali, gioco d'azzardo, infiltrazione in commerci legittimi, racket del lavoro, usura dei prestiti, frode fiscale e manipolazione del mercato[54]. Un altro fattore che aggrava la caduta della mafia è l'assimilazione degli italoamericani, che lascia dei margini di reclutamento più stretti per i nuovi mafiosi[55]. Mentre altre organizzazioni criminali quali cartelli della droga messicani, mafia russa, Triade cinese ecc. hanno tutte preso una parte delle attività criminali, Cosa nostra americana è sempre quella dominante, in parte a causa della sua rigida struttura gerarchica[56]. La legge oggi è focalizzata più che altro sulla possibile ripresa della mafia dalle turbolenze degli anni novanta, mentre l'FBI e le agenzie d'applicazione della legge locale sulla sicurezza della patria dopo gli attentati dell'attentati dell'11 settembre 2001, mettendo da parte i mafiosi[57][58]. Nel 2002 l'FBI stimò che i guadagni della mafia italoamericana ammontano a 50–90 miliardi di dollari ogni anno[59].

Maxiretata del 2011[modifica | modifica sorgente]

Il 20 gennaio 2011, circa 800 agenti appartenenti a FBI, polizia statale, federale e locale hanno eseguito 110 arresti in una maxioperazione antimafia, decapitando le Cinque famiglie di New York, in particolare i Colombo, e altre due famiglie minori (New Jersey, Rhode Island), per un totale di 127 persone incriminate. Tra gli arrestati, anche Walter Sempori, fermato a Siracusa il pomeriggio. Durante la conferenza stampa avvenuta il giorno stesso, il ministro della Giustizia Eric Holder l'ha definita «una delle maggiori operazioni realizzate in un unico giorno contro la Mafia nella storia dell'Fbi».[60]

Operazione New Bridge del 2014[modifica | modifica sorgente]

La mattina dell'11 febbraio 2014 l'FBI, in collaborazione con Polizia di Stato italiana, Servizio Centrale Operativo e Squadra mobile di Reggio Calabria, ha messo in carcere 26 mafiosi, lasciando altri 18 in stato di libertà ma comunque indagati. L'indagine era iniziata nel 2012, la retata fu resa possibile grazie ad intercettazioni e agenti infiltrati. Con questa operazione l'FBI e la polizia italiana sono riuscite a sventare un traffico transnazionale di stupefacenti e armi (e vari altri reati), acquistati dai cartelli messicani della droga, condotto da Cosa nostra americana e 'Ndrangheta; sono stati inoltre arrestati Francesco Ursino, presunto boss della 'ndrina di Gioiosa Ionica, Giovanni Morabito, nipote del boss Giuseppe Morabito, dei presunti affiliati agli Ursino e Simonetta[61], e, in America, un esponente della famiglia Gambino[62].

Declino e rinnovamento[modifica | modifica sorgente]

Cosa nostra americana, dopo aver dominato per molti anni il mondo criminale statunitense, sta vivendo in questi anni una fase di declino; molte "famiglie" non esistono più (come la famiglia di New Orleans), altre hanno visto notevolmente ridotti i loro ranghi (famiglia Patriarca, famiglia di Los Angeles), vasti settori criminali sono stati conquistati da altre mafie o bande di strada, in genere messicani, russi o cinesi. La situazione è dovuta a fattori sia interni che esterni l'organizzazione.[63][64] Ad ogni modo si tratta di bande o cartelli in lotta fra loro, criminali solitari o network di gangster che partecipano assieme solo per determinate occasioni di profitto, sparendo poi nel nulla. Secondo osservatori interni all'FBI, la mafia italoamericana rimane ancora oggi l'organizzazione criminale più potente degli Stati Uniti[65].

Essa continua ad esistere e prosperare nel "sottosuolo" statunitense, operando però quasi esclusivamente nelle sue aree d'influenza più antiche, come New York, Chicago e il New England. A causa della legge RICO in America i criminali possono essere arrestati anche solo per aver frequentato o telefonato a sospetti mafiosi, il che costringe boss e uomini d'onore a mantenere un basso profilo per non venire scoperti. Di conseguenza la mafia italoamericana ha intrapreso delle nuove modalità di reclutamento e operazione: in alcuni casi, ad esempio quello di Filadelfia, la mafia si serve di bande di strada o anche di bikers (motociclisti) fuorilegge per attuare i propri crimini[66]. In altri, per non essere colpita, le famiglie mafiose (come quella dei Genovese) non possiedono più un unico boss, ma la leadership viene passata continuamente di mano in mano a vari boss, a seconda delle convenienze, con un sistema a rotazione, in modo tale da far perdere le proprie tracce[67]; altre famiglie invece delegano vari poteri ai capiregime, che gestiscono le strade, a loro volta però subordinati ad un boss, che risulta "lontano" o comunque coinvolto non direttamente nelle attività illecite dei suoi uomini[68].

Inoltre, siccome i mafiosi arrestati o testimoni di giustizia vengono protetti e mantenuti economicamente dall'FBI o dalla polizia, la maggior parte alla fine rompe la regola dell'omertà e dice tutto. Inizialmente la mafia italoamericana reagiva uccidendo i traditori, ma oggi è diventato praticamente impossibile non dire niente; ragion per cui i mafiosi si accordano tramite i loro avvocati con i boss della loro famiglia, i quali non danno più molta importanza al silenzio e preferiscono trovare uno sbocco per continuare gli affari[69]. Adattandosi ai tempi moderni, la mafia italoamericana riesce a conservare il monopolio criminale degli Stati Uniti, e secondo le dichiarazioni dell'agente FBI Richard Frenkel:

« Cosa Nostra a New York non è più potente com’era ai tempi d’oro, ma è riuscita ad adattarsi e ora è più potente di quanto sia stata da anni[70]»

Caratteristiche e struttura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Famiglia (mafia).

La struttura di una Famiglia di Cosa Nostra americana è identica a quella siciliana: infatti i mafiosi siciliani emigrati negli Stati Uniti alla fine dell'Ottocento si aggregarono pure in Famiglie e si diedero la stessa scala gerarchica che avevano in Sicilia per riuscire a controllare tutti gli affari leciti e illeciti della zona o della città dove operavano[71].

La struttura di una Famiglia è così composta: al vertice si trova il "capo famiglia", detto anche "boss", il quale decide la linea di condotta degli affari, e senza il suo ordine o consenso nessun membro può attuare azioni delittuose. Sotto il capo famiglia, si trova il "vicecapo", il quale in assenza del capo diviene automaticamente il reggente e può anche impartire ordini ai capidecina. A volte il capo famiglia e il vicecapo sono affiancati da uno o massimo tre "consiglieri", che si occupano della contabilità finanziaria dell'organizzazione, e a risolvere le questioni tra il "boss" ed i "capidecina".

Grafico che illustra l'organizzazione di Cosa nostra americana

Al di sotto si trovano i "capidecina" o "capiregime", che hanno un rapporto primario con i propri "soldati", al quale comandano ogni genere di ordine impartito dal capofamiglia, o come già detto dal vice o dal consigliere. I capidecina variano a seconda delle dimensioni e della grandezza della Famiglia.

Agli ordini dei capidecina si trovano i made men, cioè "uomini d'onore", che sarebbero i "soldati", membri a tutti gli effetti della famiglia, regolarmente affiliati che rispondono direttamente agli ordini del capodecina. Il soldato si occupa di svolgere le attività che gli impartisce il suo diretto superiore che possono essere: dall'esecuzione di omicidi, al traffico di droga, alle operazioni di usura, al racket delle estorsioni e la relativa riscossione dei soldi; ogni "soldato" può anche collaborare con uno o più aspiranti mafiosi non ancora affiliati solitamente chiamati "avvicinati", i quali sono possibili candidati all'affiliazione e quindi vengono messi alla prova per saggiare la loro affidabilità, facendogli compiere numerose "commissioni", come l'estorsione, il contrabbando, e la riscossione dei soldi del racket, il trasporto di armi da un covo all'altro, l'esecuzione di omicidi e il furto di automobili e moto per compiere atti delittuosi. Accanto all'avvicinato vi può essere anche la figura dell'"associato", ovvero un criminale che collabora alle attività illecite della Famiglia, pagando una percentuale ai capi, ed è vicino a qualche mafioso più alto di carica ma non ha i requisiti per essere affiliato: molto spesso è un criminale non-italiano o non-siciliano, che per motivi di sangue non sarà mai parte di una famiglia ma collabora con esse.

Codice d'onore[modifica | modifica sorgente]

Ogni made man, nel momento stesso in cui presta giuramento di fede alla famiglia tramite la celebrazione rituale, deve accettare e rispettare il codice di condotta, o "codice d'onore", della famiglia in cui viene introdotto. Esso prevede le seguenti regole, la cui violazione viene solitamente punita con la morte:

  • Nazionalità: ogni membro deve essere di origini italiane o italoamericane, e di sesso maschile. Inoltre bisogna che venga presentato al resto della famiglia da un altro made man, o talvolta due, che devono conoscerlo da almeno 10-15 anni, per garantire la sua fiducia e capacità all'organizzazione.
  • Omertà: regola del silenzio assoluto. Il made man non deve parlare mai con nessuno della famiglia di cui entra a far parte, né tantomeno rivelarne le attività.
  • Segreti di famiglia: I membri non hanno diritto di parlare degli affari della famiglia a dei non-membri.
  • Sangue per sangue: se un membro della famiglia è stato ucciso da un membro di un'altra famiglia, nessuno può vendicarlo, fino a quando non sia il boss a concedere tale permesso.
  • Niente lotte fra i membri: non devono esserci faide tra i membri della famiglia, nè con armi nè a mani nude.
  • Omaggio: ogni membro deve pagare una volta al mese il boss con una quota delle sue entrate.
  • Niente adulterio: i membri non hanno il diritto di commettere adulterio con la moglie di un altro membro della famiglia.
  • Niente barba: tutti i membri devono rigorosamente tagliarsi la barba[72][73].

Anche se non fa ufficialmente parte del codice d'onore, l'omosessualità è proibita all'interno della mafia italoamericana perché giudicata incompatibile. John D'Amato, boss provvisorio della famiglia DeCavalcante, venne assassinato nel 1992 quando la famiglia scoprì le sue relazioni sessuali con altri uomini[74].

Le cinque famiglie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cinque famiglie.

Sono 5 le famiglie siculoamericane che formano quest'organizzazione, che pur essendo indipendente da Cosa Nostra siciliana mantiene con essa stretti rapporti di collaborazione:

Sui 100 circa "uomini d'onore".

Successione dei Boss:


Joseph Profaci
1928 - 1962

Joseph Magliocco
1962 - 1963

Joseph Colombo
1963 - 1971

Vincenzo Aloi
1972 - 1973

Carmine Persico
1973 - Attualmente

Sono più di 125 i suoi "uomini d'onore".

Successione dei Boss:


Giuseppe Bonanno
189? - 1908

Salvatore Bonanno
1908 - 1911

Vito Bonventre
1921 - 1930

Nicola Schirò
1921 - 1930

Salvatore Maranzano
1930 - 1931

Joseph Bonanno
1931 - 1965

Gaspar DiGregorio
1965 - 1966

Paul Sciacca
1966 - 1971

Natale Evola
1971 - 1973

Philip Rastelli
1973 - 1991

Joseph Massino
1991 - 2004

Vincent Basciano
2004 - 2009

Vincent Badalamenti
2010 - 2012

Michael Mancuso
2013 - attualmente

Sono 130-150 "uomini d'onore".

Successione dei Boss:


Gaetano Reina
1920 - 1930

Joseph Pinzolo
1930 - 1930

Tommaso Gagliano
1930 - 1951

Gaetano Lucchese
1951 - 1967

Carmine Tramunti
1967 - 1973

Anthony Corallo
1973 - 1986

Vittorio Amuso
1986 - 2012

Steven Crea
2012 - Attualmente

Conta circa 150-200 "uomini d'onore".

Successione dei Boss:


Salvatore D'Aquila
1909 - 1928

Al Mineo
1928 - 1930

Frank Scalice
1930 - 1931

Vincent Mangano
1931 - 1951

Albert Anastasia
1951 - 1957

Carlo Gambino
1957 - 1976

Paul Castellano
1976 - 1985

John Gotti
1985 - 2002

Peter Gotti
2002 - 2011

Domenico Cefalù
2011 - Attualmente

Sono circa 250-300 "uomini d'onore".

Successione dei Boss:


Giuseppe Morello
1897 - 1909

Nicola Terranova
1910 - 1916

Vincenzo Terranova
1916 - 1920

Giuseppe Morello
1920 - 1922

Joe Masseria
1922 - 1931

Lucky Luciano
1931 - 1946

Frank Costello
1946 - 1957

Vito Genovese
1957 - 1969

Philip Lombardo
1969 - 1981

Vincent Gigante
1981 - 2005

Daniel Leo
2005 - Attualmente

Le attività sono le più varie: dal traffico di droga all'estorsione e dalla raccolta dei rifiuti alla gestione degli appalti.

Le altre famiglie negli Stati Uniti[modifica | modifica sorgente]

Chicago Outfit[modifica | modifica sorgente]

30-40 "uomini d'onore".

Successione dei Boss:


Giacomo Colosimo
1910-1920

John Torrio
1920-1925

Al Capone
1925-1932

Paul Ricca
1932-1947

Tony Accardo
1947-1992

John DiFronzo
1993-Attualmente

Detroit Partnership[modifica | modifica sorgente]

Sono sui 50 "uomini d'onore".

Successione dei Boss:


Vito Adamo
1908 - 1913

Anthony Gianolla
1913 - 1919

Salvatore Gianolla
1919 - 1919

Giovanni Vitale
1919 - 1921

Salvatore Catalanotte
1921 - 1930

Cesare Lamare
1930 - 1931

William Tocco
1931 - 1936

Joseph Zerilli
1936 - 1977

Giovanni Priziola
1977 - 1979

Giacomo Tocco
1979 - Attualmente

Famiglia di Filadelfia[modifica | modifica sorgente]

Sono circa 50 "uomini d'onore".

Successione dei Boss:


Salvatore Sabella
1911 - 1931

John Avena
1931 - 1936

Giuseppe Dovi
1936 - 1946

Joseph Ida
1946 - 1959

Angelo Bruno
1959 - 1980

Philip Testa
1980 - 1981

Nicodemo Scarfo
1981 - 1991

Joseph Merlino
1991 - 2001

Joseph Ligambi
2001 - attualmente

Famiglia Magaddino[modifica | modifica sorgente]

Sui 40 "uomini d'onore" circa.

Successione dei Boss:


Angelo Palmeri
1908 - 1912

Joseph DiCarlo
1912 - 1922

Stefano Magaddino
1922 - 1974

Samuel Frangiamore
1974 - 1984

Joseph Todaro Sr.
1984 - 2006

Leonard Falzone
2006 - Attualmente

Famiglia DeCavalcante[modifica | modifica sorgente]

Sui 40 "uomini d'onore" circa.

Successione dei Boss:


Stefano Badami
192? - 1955

Filippo Amari
1955 - 1957

Nicholas Delmore
1957 - 1964

Simone DeCavalcante
1964 - 1982

Giovanni Riggi
1982 - Attualmente

Famiglia Patriarca[modifica | modifica sorgente]

Circa 40 "uomini d'onore".

Successione dei Boss:


Gaspare Messina
1916 - 1924

Philip Buccola
1924 - 1954

Raymond Patriarca Sr.
1954 - 1984

Raymond Patriarca Jr.
1984 - 1991

Nicholas Bianco
1991 - 1991

Frank Salemme
1991 - 1996

Luigi Manocchio
1996 - 2009

Peter Limone
2009 - Attualmente

Famiglia di Cleveland[modifica | modifica sorgente]

Tra i 20 ed i 30 "uomini d'onore".

Successione dei Boss:


Joseph Lonardo
1919 - 1927

Joseph Porrello
1927 - 1930

Frank Milano
1930 - 1935

Giuseppe Romano
1935 - 1936

Alfred Polizzi
1936 - 1945

John Scalish
1945 - 1976

James Licavoli
1976 - 1985

John Tronolone
1985 - 1991

Anthony Liberatore
1991 - 1993

Joseph Iacobacci
1993 - 2005

Russel Papalardo
2005 - Attualmente

Famiglia di Los Angeles[modifica | modifica sorgente]

Tra i 15 e i 25 "uomini d'onore".

Successione dei Boss:


Vito Di Giorgio
1909 - 1922

Rosario DeSimone
1922 - 1925

Joseph Ardizzone
1925 - 1931

Jack Dragna
1931 - 1956

Frank DeSimone
1956 - 1967

Nicholas Licata
1967 - 1974

Dominic Brooklier
1974 - 1984

Peter Milano
1984 - 2012

Thomas Gambino.

Famiglia Trafficante[modifica | modifica sorgente]

Sono 10 "uomini d'onore".Probabilmente scomparsa

Successione dei Boss:


Ignacio Antinori
1920 - 1940

Santo Trafficante Sr.
1940 - 1954

Santo Trafficante Jr.
1954 - 1987

Vincent LoScalzo
1987 - attualmente


Le famiglie suddivise per Stato[modifica | modifica sorgente]

Mafiosi famosi[modifica | modifica sorgente]

Nell'arte[modifica | modifica sorgente]

Mafiosi dai romanzi al cinema[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Precisamente l'FBI nei suoi rapporti la descriveva come "La Cosa Nostra", abbreviandola come "LCN", cfr. la pagina dedicata sul sito ufficiale dell'FBI.
  2. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  3. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  4. ^ Barret, Devlin; Gardiner, Sean (gennaio 21, 2011). "Structure Keeps Mafia Atop Crime Heap". The Wall Street Journal.
  5. ^ lacndb.com::American Mafia
  6. ^ The Black Hand - Terror by Letter in Chicago, Robert M. Lombardo, Loyola University.
  7. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  8. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  9. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  10. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  11. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  12. ^ Pontchartrain, Blake. "New Orleans Know-It-All". Bestofneworleans.com.
  13. ^ "Under Attack". American Memory, Biblioteca del Congresso.
  14. ^ "1891 New Orleans prejudice and discrimination results in lynching of 11 Italians, the largest mass lynching in United States history", Milestones of the Italian American Experience, National Italian American Foundation.
  15. ^ Mafia in "Enciclopedia delle scienze sociali" (1996), a cura di Salvatore Lupo, Treccani.it
  16. ^ Gervais, C.H, The Rum runners A Prohibition Scrapbook. 1980. Thornhill: Firefly Books. P. 9.
  17. ^ Phillip. Rum running and The Roaring Twenties. 1995. Detroit: Wayne State University Press. P. 16.
  18. ^ Butts, Edward, Outlaws of The Lakes – Bootlegging and Smuggling from Colonial Times To Prohibition. 2004.Toronto: Linx Images Inc. P. 110.
  19. ^ Burrough, Bryan. "'Five Families': Made Men in America". 11 settembre 2005. The New York Times.
  20. ^ Mafia in "Enciclopedia delle scienze sociali" (1996), a cura di Salvatore Lupo, Treccani.it
  21. ^ Storia della mafia in America dal 1800 ad oggi, Il Documento.
  22. ^ Butts, Edward, Outlaws of The Lakes – Bootlegging and Smuggling from Colonial Times To Prohibition. 2004.Toronto: Linx Images Inc. P. 109.
  23. ^ "Organized Crime – American Mafia – York, Families, Mob, Family, Bosses, and Prison". Law.jrank.org.
  24. ^ Hallowell, Prohbition In Ontario, 1919-1923.1972. Ottawa: Love Printing Service. Pg ix
  25. ^ Mason, Phillip. Rum running and The Roaring Twenties. 1995. Detroit: Wayne State University Press. Pg 42
  26. ^ Butts, Edward, Outlaws of The Lakes – Bootlegging and Smuggling from Colonial Times To Prohibition. 2004.Toronto: Linx Images Inc. P. 230.
  27. ^ "Organized Crime – American Mafia – York, Families, Mob, Family, Bosses, and Prison". Law.jrank.org.
  28. ^ Gervais, C.H, The Rum runners A Prohibition Scrapbook. 1980. Thornhill: Firefly Books. P. 10.
  29. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  30. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  31. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  32. ^ lacndb.com::American Mafia
  33. ^ Dubro, James. Mob Rule – Inside the Canadian Mafia. 1985. Toronto: Macmillan of Canada. P. 277.
  34. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  35. ^ King of the Godfathers: Big Joey Massino and the Fall of the Bonanno Crime Family, Anthony M. DeStefano. Kensington Publishing Corp., 2008.
  36. ^ "Rick Porrello's AmericanMafia.com – 26 Mafia Families and Their Cities". Americanmafia.com. 12 dicembre 2010.
  37. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  38. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  39. ^ "Busting the Mob: United States v. Cosa Nostra", James B. Jacobs, Christopher Panarella, Jay Worthington. NYU Press, 1996. ISBN 978-0-8147-4230-3. p. 3–5.
  40. ^ Salinger, Lawrence M. (2005). Encyclopedia of white-collar & corporate crime: A – I, Volume 1. SAGE Publications. p. 234. ISBN 978-0-7619-3004-4.
  41. ^ Salinger, Lawrence M. (2005). Encyclopedia of white-collar & corporate crime: A – I, Volume 1. SAGE Publications. p. 234. ISBN 978-0-7619-3004-4.
  42. ^ Salinger, Lawrence M. (2005). Encyclopedia of white-collar & corporate crime: A – I, Volume 1. SAGE Publications. p. 234. ISBN 978-0-7619-3004-4.
  43. ^ Mannion, James (2003). The Everything Mafia Book: True-Life Accounts of Legendary Figures, Infamous Crime Families, and Chilling Events. Everything series (ed. illustrata). Everything Books. p. 94. ISBN 978-1-58062-864-8.
  44. ^ Mannion, James (2003). The Everything Mafia Book: True-Life Accounts of Legendary Figures, Infamous Crime Families, and Chilling Events. Everything series (ed. illustrata). Everything Books. p. 94. ISBN 978-1-58062-864-8.
  45. ^ "Busting the Mob: United States v. Cosa Nostra" James B. Jacobs, Christopher Panarella, Jay Worthington. NYU Press, 1996. ISBN 978-0-8147-4230-3. p. 3–5.
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  47. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  48. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  49. ^ "The Dying of the Light: The Joseph Valachi Story — Prologue — Crime Library on". Trutv.com.
  50. ^ "Italian Organized Crime". Organized Crime. FBI.
  51. ^ "Busting the Mob: United States v. Cosa Nostra" James B. Jacobs, Christopher Panarella, Jay Worthington. NYU Press, 1996. ISBN 978-0-8147-4230-3. p. 3–5.
  52. ^ Burrough, Bryan. "'Five Families': Made Men in America". 11 settembre 2005. The New York Times.
  53. ^ Sammy "The Bull" Gravano, TruTV.
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  55. ^ Barret, Devlin; Gardiner, Sean (gennaio 21, 2011). "Structure Keeps Mafia Atop Crime Heap". The Wall Street Journal.
  56. ^ Barret, Devlin; Gardiner, Sean (gennaio 21, 2011). "Structure Keeps Mafia Atop Crime Heap". The Wall Street Journal.
  57. ^ Five Families: The Rise, Decline, and Resurgence of America's Most Powerful Mafia Empires, Selwyn Raab. 2005.
  58. ^ "Mafia is like a chronic disease, never cured", 23 gennaio 2011, New York Post.
  59. ^ "Mob Money". 3 giugno 2010. News on News.
  60. ^ PORTALE LEGALITA' ANSA - MAFIA: MAXI-RETATA A NEW YORK, OLTRE 110 ARRESTI. OPERAZIONE SENZA PRECEDENTI. DECIMATI I CLAN COLOMBO E GAMBINO
  61. ^ Operazione New Bridge: fiumi di droga tra Italia e Stati Uniti, 11 febbraio 2014, Polizia di Stato.
  62. ^ NEW BRIDGE | Operazione antimafia tra Calabria e New York, 18 fermi, 11 febbraio 2014, Corriere della Calabria.
  63. ^ Il lento declino di Cosa Nostra, Corriere.com
  64. ^ Negli Usa Cosa Nostra è sul viale del tramonto, la Repubblica.it
  65. ^ Barret, Devlin; Gardiner, Sean (gennaio 21, 2011). "Structure Keeps Mafia Atop Crime Heap". The Wall Street Journal.
  66. ^ Barret, Devlin; Gardiner, Sean (gennaio 21, 2011). "Structure Keeps Mafia Atop Crime Heap". The Wall Street Journal.
  67. ^ La mafia di New York si riorganizza Boss a rotazione per ingannare l’Fbi, Luigi Grassia, 27 febbraio 2014, La Stampa.
  68. ^ La mafia di New York si riorganizza Boss a rotazione per ingannare l’Fbi, Luigi Grassia, 27 febbraio 2014, La Stampa.
  69. ^ La mafia di New York si riorganizza Boss a rotazione per ingannare l’Fbi, Luigi Grassia, 27 febbraio 2014, La Stampa.
  70. ^ La mafia di New York si riorganizza Boss a rotazione per ingannare l’Fbi, Luigi Grassia, 27 febbraio 2014, La Stampa.
  71. ^ Mafia in Vocabolario – Treccani
  72. ^ Frankie Saggio e Fred Rosen. Born to the mob: the true-life story of the only man to work for all five of New York’s Mafia Families. 2004 Thunder’s Mouth Press publishing (p. 12).
  73. ^ Garcia, Joaquin e Levin, Michael. Making Jack Falcone: An Undercover FBI Agent Takes Down a Mafia Family. 2008 Pocket Star Books Publishing (p. 121).
  74. ^ "Gay mobsters cower in the closet". PageOneQ. 15 luglio 2008.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]