Blu (artista)

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Blu (...) è un artista italiano. Con questo pseudonimo, Blu[1] ha deliberatamente deciso di nascondere la propria identità. Tuttavia, si sa che è originario di Senigallia, ma è cresciuto artisticamente a Bologna[2]. Nel 2011 The Observer l'ha segnalato come uno dei dieci migliori street artist in circolazione[3].

Esordi[modifica | modifica sorgente]

Blu: Ponte Stalingrado, Bologna, 2001

Blu ha iniziato a farsi conoscere a partire dal 1999 attraverso una serie di graffiti illegali eseguiti a Bologna, nel centro storico nelle zone adiacenti all'Accademia di Belle Arti ed in periferia negli spazi occupati del centro sociale Livello 57. La prassi pittorica di questi primi anni di attività, pur esprimendo elementi di originalità stilistica, era ancora legata all’uso della bomboletta spray, medium tipico del writing tradizionale. Ma già a partire dal 2001 le opere di Blu iniziano ad essere eseguite con vernici a tempera e con l’uso di rulli montati su bastoni telescopici. Tale tecnica gli ha permesso di ingrandire smisuratamente la superficie pittorica dando una nuova concretezza al suo universo figurativo. Lungo le strade di questa città iniziano così a comparire grandi figure di umanoidi dai connotati sarcastici o talvolta drammatici il cui immaginario sembra ispirarsi al mondo dei fumetti, e degli arcade games.

Altro aspetto fondamentale che ha caratterizzato i suoi esordi è la prassi dell’azione pittorica condivisa. Artisti quali Dem, Sweza, Run, ma soprattutto Ericailcane[4] erano i compagni privilegiati di incursioni notturne a più mani, in cui l’autografia era sacrificata in nome di una anonima partecipazione creativa. Di quegli anni sono anche le prime sperimentazioni di animazione digitale che l’hanno portato a realizzare brevi clip interattivi, usati come supporto visivo per i concerti del collettivo musicale OK NO[5]. Il sodalizio con Ericailcane ha dato i migliori risultati nel triennio 2003-2006. Le due personalità si sono completate vicendevolmente in una straordinaria armonia compositiva. E se a Blu era spesso lasciato il compito di figurare esseri umani, Ericailcane si cimentava con i suoi tipici soggetti di animali. I due artisti, amici nella vita, continuano a collaborare ancor oggi anche se con meno assiduità. A partire dal 2004 le gallerie d’arte si sono accorte del suo valore ed hanno iniziato ad invitarlo a prendere parte a mostre personali e collettive. Tuttavia Blu nel corso della sua carriera ha cercato di limitare la sua presenza nel recinto delle gallerie d’arte preferendo indirizzare il proprio percorso creativo verso altri territori. Essendo le opere principali di Blu immobili e quindi indissolubilmente legate ai luoghi in cui sono state concepite appare più ragionevole presentarne una selezione geografica piuttosto che cronologica.

Luoghi[modifica | modifica sorgente]

Centro e Sud America[modifica | modifica sorgente]

Blu: Hombre Banano, Avenida Bolovar, Managua, 2005.

Il nomadismo pittorico di Blu ha raggiunto livelli parossistici a partire dal 2005. Dal finire di quell’anno passa buona parte del suo tempo muovendosi in tournée autogestite collegando i suoi spostamenti ai festival in cui è di volta in volta invitato. Nel 2005 partecipa insieme ad Ericailcane ed a numerosi artisti costaricani, nicaraguensi, guatemaltechi ed onduregni al festival “Murales de Octubre”, in cui ha l’opportunità di dipingere in un luogo simbolo del muralismo sudamericano, l’Avenida Bolivar in cui alla fine degli anni settanta del 1900 Victor Canifrù celebrava la rivoluzione sandinista[6]. In quella circostanza dà vita ad uno dei suoi capolavori, ribattezzato dalla stampa locale l’”Hombre Banano”, nel suo evidente richiamo alle lotte per i diritti dei ‘bananeros’.[7]

L’anno successivo, dall’ottobre al dicembre 2006, ritorna in Sud America in una tournée che include Città del Messico, Città del Guatemala, Managua, Nicaragua, San José capitale del Costa Rica terminando in Argentina a Buenos Aires. Nel 2007 a San Paolo, partecipa al festival “A conquista do espaço” disegnando un murales in cui il Cristo del Corcovado di Rio de Janeiro è sommerso da una montagna di armi da fuoco.

Blu: Sao Paulo, Brasil, 2007.

Fra l‘inverno del 2007 e la primavera del 2008, passa ancora due mesi in Argentina, a Buenos Aires, dedicandosi alla realizzazione del cortometraggio intitolato ‘Muto”[8]. Oltre ad aver ottenuto numerosi premi internazionali quali il Grand Prix 2009 Festival "Clermont Ferrand"[9] il video è stato visto da più di 10 milioni di utenti grazie alla pubblicazione su youtube e sul proprio sito in alta definizione sotto la licenza creative common[10]. Nel suo insieme “Muto” comprende centinaia di disegni su muro che investono numerose strade di Buenos Aires e che, fotografia dopo fotografia, compongono i 7 minuti e venti secondi del video. Nell’autunno del 2009 Blu è tornato in Sud America per un tour che lo ha visto impegnato a Bogotà nel festival “Memoria Canalla”, a Montevideo in Uruguay, di nuovo a Buenos Aires in Argentina ed a Lima in Perú dove ha realizzato[l'ha costruita?] un’intera facciata di un palazzo storico nell’Avenida Arenales in cui narra la storia del continente Sud americano violata da conquistadores antichi e moderni.

Un lavoro realizzato in Argentina nel 2011, rappresentante una massa di persone rese cieche e mute da un'enorme bandiera argentina, è stato vandalizzato da anonimi, nonostante Blu avesse in precedenza dichiarato che si potrebbe cambiare il colore della bandiera a seconda della nazionalità di colui che osserva il lavoro.[11] Il gesto vandalico è stato preceduto da una intensa polemica sul significato politico dell'opera in questione, rapportato al periodo storico che attraversa l'Argentina, anche alla luce del suo passato sotto una dittatura estremamente dura. [12]

Nord America[modifica | modifica sorgente]

Blu ha dipinto negli Stati Uniti per due volte, ma l’unico intervento degno di nota è quello del 2009 quando ha accolto l’invito della Deitch Gallery di New York di dipingere l’esterno della loro sede di Long Island.

Paradossalmente, ha subito una censura dal Los Angeles' Museum of Contemporary Art MOCA dopo esser stato chiamato per realizzare un'opera per la grande mostra "Art in the Street"[13]

Palestina[modifica | modifica sorgente]

Blu: Bethlehem, 2007.

Il collettivo Santa’s Ghetto[14] che dà vita all’annuale appuntamento di happening pittorici e commerciali invita Blu a prendere parte all’edizione del 2007 che si svolge in Palestina. Assieme ad un nutrito gruppo di artisti internazionali, fra i quali, Banksy[15], Mark Jenkins[16], Sam3[17], Ron English[18], Ericailcane, Swoon e Faile[19]— Blu[20] interviene sul muro che divide il west bank ed il territorio israeliano, nei pressi di Betlemme. Su quel muro simbolo stesso del conflitto che da anni insanguina quei territori, sotto una torretta di avvistamento Blu dipinge un ragazzo che cerca con un ingenuo coraggio di abbattere con un dito quella prigione a cielo aperto[21].

Europa[modifica | modifica sorgente]

Germania[modifica | modifica sorgente]

In Germania ha dipinto in numerose occasioni, soprattutto a Berlino dove attorno a Cuvrystrasse, nel quartiere multietnico di Kreuzberg, fra il 2006 e il 2009, grazie alla partecipazione a varie edizioni dei festival Backjump[22] e Planetprozess[23] sono comparsi alcuni dei suoi capolavori, uno di quali realizzato in collaborazione con il fotografo francese J-R. Durante uno di questi viaggi in Germania, nel 2006 Blu realizza una delle sue prime animazioni dipinte direttamente sulle pareti, tecnica che in seguito diverrà la cifra distintiva di numerosi suoi video.

Inghilterra[modifica | modifica sorgente]

Blu: London, 2008.

Nel 2007 per la prima volta In Inghilterra, più precisamente a Londra, Blu ha realizzato graffiti a Camden Town ed a Willow Street, presso la ex sede di Pictures on Walls[24] e nella stessa estate ha partecipato alla doppia personale presso la galleria Lazarides[25] con Ericailcane. L’estate successiva la Tate Modern, centro dell’arte contemporanea della capitale britannica dedica una intera mostra al fenomeno della street art[26] ed invita Blu[27] assieme a[28], Faile, Sixeart[29], and Os Gêmeos[30] e Nunca e così ha l’occasione di dipingere una grande porzione della facciata stessa del museo[31].

Italia[modifica | modifica sorgente]

Blu: Milan, Italy, 2009.

L’Italia è indubbiamente il paese che vanta il maggior numero di murales di Blu. Fra i progetti pubblici si ricordano a Milano la facciata del PAC (Padiglione d’arte contemporanea)[32] realizzata nel 2008, gli interventi alla Bicocca ed alla stazione di Lambrate nel 2008 e 2009; tre edizioni dello Spinafestival a Comacchio (2005, 2006, 2007), due edizioni del Fame Festival[33] a Grottaglie ((2008, 2009) nella cui ultima edizione ha realizzato una video-animazione con l’artista newyorchese David Ellis; numerose partecipazioni al festival Icone[34] di Modena; il grandi Silos del porto di Ancona nel 2008 per il festival Pop Up. Ma le città in cui Blu ha lasciato traccia del suo passaggio sono tantissime: oltre a Bologna, città in cui sono maggiormente presenti i suoi lavori, possiamo citare Ancona, Jesi, Senigallia, Prato, Firenze, Grosseto, Torino, Rovereto, Sassari, Verona, Pesaro, Campobasso e Roma, Messina.

Numerosi anche i centri sociali in cui è potuto intervenire senza aspettare l’ufficialità di un invito: a Bologna sue opere sono ancora visibili presso Livello 57, XM24, TPO, Crash!; a Roma presso il Forte Prenestino e il Collatino; a Milano presso il Cox 18 e il Leoncavallo; a Pisa presso il Cantiere San Bernardo., e a Bari presso il ' Socrate Occupato'.

Polonia[modifica | modifica sorgente]

In Polonia Blu ha realizzato lavori sia a Breslavia che a Danzica nel 2008. In quest'ultima, proprio nel porto in cui nel XX secolo si sono incrociati i destini d’Europa, la facciata di un hangar abbandonato diventa lo sfondo di un cortometraggio, “Morphing”[35] che mescola i simboli di questo luogo carico di storia. Il porto di Danzica è stato infatti il teatro dell’invasione nazista, dell’occupazione sovietica, delle proteste del sindacato cattolico Solidarność.

Repubblica Ceca[modifica | modifica sorgente]

Blu: Prague, Czech Republic, 2008.

Sempre nel 2008 Blu è a Praga durante il Names festival[36] dove realizza un suo celebre graffito intitolato "The Gaza Strip", in cui carri armati e bulldozer si inseguono senza fine lungo il nastro di Moebius.

Serbia[modifica | modifica sorgente]

Blu ha dipinto a Belgrado, in Serbia nel 2009.

Spagna[modifica | modifica sorgente]

Blu: Zaragoza, Spain, 2006.

La Spagna è stata teatro di svariate incursioni pittoriche di Blu. A Saragozza, partecipando al Festival “Segundo Asalto” assieme agli Artisti San, Tono[37], Nuria[38] Nano realizza un colossale minotauro che raccoglie un povero essere umano. Le sue pitture possono essere trovate anche a Valencia, a Linares, a Madrid ed a Barcellona. In quest’ultima, città nel Barrio Carmelo, Blu ha preso parte al festival The Influencers[39] dipingendo, nel pieno della crisi finanziaria mondiale del 2008, un minaccioso squalo completamente rivestito di euro.

Temi tecniche ed etiche[modifica | modifica sorgente]

Blu+Ericailcane: Bologna, Italy, 2005.

La lista dei luoghi visitati da Blu impressiona per la sua vastità, ma altrettanto vasta è la produzione che Blu dedica agli sketchbook, quaderni che raccolgono i suoi schizzi, appunti visivi, o note che spesso fungono da canovaccio per le improvvisazioni su parete. La sua grafomania è direttamente proporzionale alla scala epica delle sue rappresentazioni. I murales di Blu interpretano il linguaggio architettonico dello spazio pubblico, per ripensarlo e reinventarlo. Oltre al disegno ed alla pittura su muro, l’universo tecnico di Blu si completa con un sapiente uso del mezzo digitale. Si è accennato alle sue primitive sperimentazioni di animazione del 2001 e del 2002, ma a tal riguardo ne è riprova il suo stesso sito, in cui l’artigianalità del disegno si fonde con la pura programmazione informatica. I temi ricorrenti nell’immaginario di questo artista giocano soprattutto sullo stravolgimento della figurazione umana. Il suo vocabolario pop elaborato attraverso processi simili alla scrittura automatica della tradizione surrealista combinato a processi puramente retorici[40]. Le sue opere non sono mai svincolate dal contesto in cui si inseriscono poiché la pittura di Blu è pittura nel paesaggio, urbano o industriale che sia e cerca sempre di dialogare con la società che via abita alla ricerca della specificità di ogni luogo.

Infine grande merito della prassi artistica di Blu è stato quello di aver contribuito ad un radicale anche se silenzioso mutamento del mercato dell’arte contemporanea. I suoi interventi pittorici, così come i suoi video, sono fruibili gratuitamente negli spazi pubblici delle città ed in rete. L’aspetto economico è relegato soprattutto al vendita di opere multiple, quali serigrafie e stampe nelle poche gallerie vrtuali che lo rappresentano ed al commercio di pubblicazioni autoprodotte.

Le opere di Blu appaiono, improvvise come il gesto gratuito di un artista che ha deciso di occupare spazi che di solito non rientrano nei recinti dell’ufficialità dell’arte. E così come magicamente appiono molto spesso spariscono, talvolta per le ridipinture dello stesso Blu, talaltra guastate dalle intemperie o dal semplice passare del tempo, ma purtroppo molto spesso cancellate in nome di una miope necessità di ordine.

La ricerca estetica di Blu, motivata da una radicale convinzione nell'etica della condivisione[41], ostinata nella rottura delle convenzioni del sistema dell’arte, esemplare per maestria e bellezza, è senza dubbio una delle più interessanti della cultura visiva di questi anni.

Principali Mostre[modifica | modifica sorgente]

  • 2009 - Memoria Canalla, Bogota.
  • 2008, 2009 - Fame Festival, Grottaglie, Taranto, Italy.
  • 2008 - Street Art, Tate Modern, London.
  • 2008 - Influencers, Barcellona.
  • 2007 - Santa's ghetto, Bethlehem, Palestine.
  • 2007 - Super Fluo, Lazarides Gallery, London.
  • 2007 - BackJump Live Issue#3, Kunstraum Kreuzberg/Bethanien, Berlin.
  • 2007 - Street Art Sweet Art, Padiglione Arte Contemporanea , Milan.
  • 2007 - A Conquista do Espaço, San Paolo.
  • 2005 - Murales de Octubre, Managua.
  • 2005, 2006, 2007 - Spinafestival, Comacchio, Italy.

Video[modifica | modifica sorgente]

  • 2010 Big Bang Big Boom, animazione su muro, 9'55, 2010.
  • 2009 Morphing, animazione su muro, luogo: Danzica.
  • 2009 Combo, (con David Ellis) animazione su muro, Fame festival, Grottaglie, 2009.
  • 2008 Muto, animazione su muro, musiche di Andrea Martignoni.
  • 2007 Walking, animazione su muro.
  • 2007 Letter A, animazione su muro.
  • 2007 La quiete, animazione digitale, musiche: La Quiete "Sulla differenza fra un sorriso e una risata".
  • 2007 1, 2, 3, etc, ; Connections, animazione digitale, 10”.
  • 2007 Fantoche; animazione su muro, luogo: Baden, poi inclusa in “Muto”.
  • 2006 Ffwd, animazione digitale, musiche: irr.app.(ext.).
  • 2006 Fino, animazione digitale, musiche: Andrea Martignoni.
  • 2005 Child, animazione digitale, 3'27", musiche: Maledetto.
  • 2001 OK NO, animazione digitale, 3'44", musiche: Foia and Maledetto.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dietrich, Lucas (2009). 60: Innovators Shaping Our Creative Future, Thames & Hudson.
  • Iosifidis, Kiriakos (2009). Mural Art, Volume 2: Murals on Huge Public Surfaces Around the World from Graffiti to Trompe L'Oeil, Gingko Press.
  • Lazarides, Steve (2009). Outsiders: Art by People
  • Lewisohn, Cedar, editor (2008). Street Art: The Graffiti Revolution, HNA Books.
  • Tristan Manco (2007). Street Sketchbook: Inside the Journals of International Street and Graffiti Artists, Chronicle Books.
  • Back Jumps (2007). The Live Issue #3: Urban Communication and Aesthetics, William Stratmann.
  • Hundertmark, Christian (2006). The Art of Rebellion 2: World of Urban Art Activism (No. 2), Gingko Press.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

  • Blu (2008), Blu 2004-2007, Studio Cromie.
  • Blu (2006), Nulla, Zooo Print & Press.
  • Blu/Ericailcane (2005), 25 disegni, Modo Infoshop/Inguine/Donnabavosa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Blu Website
  2. ^ Blu, writer da Oscar | Blog | Copia-Incolla.org
  3. ^ Tristan Manco, The 10 best street art works - in pictures, www.guardian.co.uk, 7 agosto 2011. URL consultato l'11 agosto 2011.
  4. ^ Cfr. Sito web di Ericailcane
  5. ^ Cfr. Blu, OK NO video, 2001, via Youtube
  6. ^ David Kunzle, The murals of revolutionary Nicaragua, 1979-1992, University of California Press, 1995.
  7. ^ Henry J. Frundt, Fair Bananas, Farmers, Workers, and Consumers Strive to Change an Industry, University of Arizona Press, 2008.
  8. ^ <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uuGaqLT-gO4" style="font-size: 1em; line-height: 1.5em;">http://www.youtube.com/watch?v=uuGaqLT-gO4</a> Blu, Muto, 2008, via Youtube]
  9. ^ Sito Internet del Clermont-Ferrand Film Festival
  10. ^ Sito Internet Creative Commons
  11. ^ BLU blog » Blog Archive » ARGENTINA 9
  12. ^ Foto del graffito vandalizzato, e estratti della polemica sul web http://www.buenosairesstreetart.com/2012/01/controversial-mural-by-blu-in-buenos-aires-vandalized-with-graffiti/
  13. ^ Los Angeles MOCA Censors Street Artist's Commissioned Mural, Huffington Post. URL consultato il 21 aprile 2011.
  14. ^ Sito Internet di Santa’s Ghetto
  15. ^ Sito Internet di Banksy
  16. ^ Sito Internet di Mark Jenkins
  17. ^ Sito Internet di Sam3
  18. ^ Sito Internet di Ron English
  19. ^ Sito Internet di Faile
  20. ^ Let’s us spray, The Times, 3 dicembre 2007
  21. ^ Santa’s Ghetto Bethlehem, Art-Das Kunst Magazine, 12 dicembre 2007
  22. ^ Internet del Festival “Backjump”
  23. ^ Sito Internet del Festival “Planetprozess”
  24. ^ Sito internet di Pictures on Walls
  25. ^ Sito internet della Lazarides Gallery
  26. ^ Tate Gallery, pagina web dedicata alla mostra Street Art
  27. ^ Street art is now mainstream, The Guardian, Apr. 8, 2008
  28. ^ J-R Website
  29. ^ Sito internet di Sixeart
  30. ^ Sito Internet degli Os Gemeos
  31. ^ Padiglione dell’Arte Contemporanea di Milano (PAC) Website
  32. ^ Sito internet del “Fame Festival”
  33. ^ Sito internet del festival “Icone”
  34. ^ Blu, Morphing, 2008, via Youtube.
  35. ^ Sito internet del “Names Festival”
  36. ^ Sito internet di El Tono
  37. ^ Sito internet di Nuria
  38. ^ Sito internet del Festival The Influencer
  39. ^ Jean Baudrillard, L'Échange symbolique et la mort, Paris, 1976.
  40. ^ Naomi Klein, No Logo, Knopf, 2000.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 228396296