Tate Modern

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Coordinate: 51°30′28″N 0°05′57″W / 51.507778°N 0.099167°W51.507778; -0.099167

Tate Modern
Tate modern london 2001 02.jpg
Tipo pittura, scultura
Indirizzo Bankside, Londra SE1, Inghilterra, Regno Unito
Sito www.tate.org.uk/modern

La Tate Modern è un museo parte del complesso Tate del Regno Unito; gli altri musei del sistema sono la Tate Britain, Tate Liverpool e Tate St Ives. Si trova a Londra, nella zona di Bankside; è ospitato in una ex centrale elettrica. È dedicato all'arte moderna internazionale. La Tate Modern è il museo d'arte moderna più visitato al mondo e si stima che ogni anno attiri oltre 4 milioni e mezzo di visitatori.

Quasi tutte le esposizioni sono gratuite.

Edificio[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso visto dal Millennium Bridge

Il museo si trova in quella che un tempo era la centrale termoelettrica di Bankside . L'edificio, con una ciminiera alta 99 m e una larghezza di 200 m fu costruito in più fasi tra il 1947 e il 1963. La centrale fu chiusa nel 1981 quando il crescente prezzo del petrolio la rese antieconomica. Dopo un lungo periodo di abbandono; nel 1995 la direzione della Tate Gallery affidò allo studio di architetti svizzero Herzog & de Meuron la riconversione dell'edificio a spazio museale. La Tate Modern venne inaugurata il 12 maggio 2000. Esiste un collegamento fluviale, effettuato con un'apposita imbarcazione tra la Tate Modern e la Tate Britain per i visitatori dei due musei.A causa del sovraffollamento del museo, ne è stata prevista un'espansione. Sul lato meridionale dell'edificio è stata realizzata una piramide di vetro progettata sempre dallo studio Herzog & de Meuron, che ha incrementato la superficie espositiva del 60%. L'opera ha avuto un costo di circa 215 milioni di sterline[1] ed è stata terminata nel 2012.

Esposizione[modifica | modifica wikitesto]

La collezione permanente della Tate Modern è esposta al terzo e al quinto piano dell'edificio, al secondo e al quarto vi sono mostre temporanee. La Sala delle Turbine, un tempo ospitava i generatori elettrici della centrale, ha un'altezza pari a un edificio di sette piani e una superficie di 3.400 m²; viene utilizzata tra ottobre e marzo per esporre opere appositamente commissionate ad artisti contemporanei. Questa iniziativa, sponsorizzata dalla Unilever inizialmente doveva durare per i primi cinque anni dall'apertura del museo ma la popolarità riscossa dall'iniziativa ha provocato una sua estensione sino al 2008.

All'apertura del museo nel 2000, le collezioni non erano esposte in ordine cronologico ma in quattro gruppi tematici: Storia/Memoria/Società, Nudo/Azione/Corpo, Paesaggio/Materia/Ambiente e Natura Morta/Oggetti/Vita Reale. Le ragioni dietro questa scelta vanno ricercate nella mancanza di opere di alcuni periodi storici. Nel maggio 2006 è stata variata la disposizione, favorendo approfondimenti su particolari correnti artistiche dell'arte del XX secolo.

Artisti[modifica | modifica wikitesto]

Sala della galleria

Esposizioni temporanee[modifica | modifica wikitesto]

Turbine Hall[modifica | modifica wikitesto]

La Turbine Hall , è alta cinque piani ed ha una superficie di 3'400 metri quadrati[2]. Quest'ampio spazio viene utilizzato per esporre temporaneamente i lavori di alcuni artisti, solitamente attivi alla Tate Modern durante il periodo tra marzo e ottobre. La lista degli artisti con relative esposizioni dal 2000 ad oggi è la seguente:

Periodo Artista Opera(e) Dettagli
Maggio 2000 - Novembre 2000[3] Louise Bourgeois Maman, I Do, I Undo, I Redo About
Giugno 2001 - Marzo 2002 Juan Muñoz Double Bind About
Ottobre 2002 - Aprile 2003 Anish Kapoor Marsyas About
Ottobre 2003 - Marzo 2004 Olafur Eliasson The Weather Project About
Ottobre 2004 - Maggio 2005 Bruce Nauman Raw Materials About
Ottobre 2005 - Maggio 2006 Rachel Whiteread EMBANKMENT About
Ottobre 2006 - Aprile 2007 Carsten Höller Test Site About
Ottobre 2007 - Aprile 2008 Doris Salcedo Shibboleth About
Ottobre 2008 - Aprile 2009 Dominique Gonzalez-Foerster TH.2058 About
Ottobre 2009 - Aprile 2010 Miroslaw Balka How It Is About
Ottobre 2010 - Aprile 2011 Ai Weiwei Sunflower Seeds About
Ottobre 2011 - Marzo 2012 Tacita Dean Film About
Luglio 2012 - Ottobre 2012 Tino Sehgal These Associations About

The Tanks[modifica | modifica wikitesto]

The Tanks , che si trovano al livello 0 dell'edificio, sono tre grandi serbatoi di petrolio sotterranei, spazi comunicanti e camere laterali che un tempo venivano impiegate dagli addetti della centrale e che sono state in seguito ristrutturate per l'uso della galleria.

Project Space[modifica | modifica wikitesto]

Il Progetto Spazio è una galleria non molto grande che si trova sul lato nord dell'edificio di livello 1 ed ospita mostre di arte contemporanea in collaborazione con altre organizzazioni internazionali di altre.

Galleria di immagini[modifica | modifica wikitesto]

Accesso e dintorni[modifica | modifica wikitesto]

La stazione più vicina alla Tate Modern è quella di Blackfriars mediante la sua entrata al lato sud. Altre stazioni nelle vicinanze sono quelle di Southwark, di St. Paul's e di Mansion House. I lampioni che vanno dalla stazione di Southwark alla Tate Modern sono tutti colorati di arancione per indicare ai passanti la strada per raggiungere il museo.

La zona della museo è collegata con la sponda opposta del Tamigi dal ponte pedonale Millennium Bridge.

Rete di trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Servizio Stazione/Fermata Linee/Percorsi intrapresi Distanza
dalla Tate Modern
Autobus Southwark Street / Blackfriars Road RV1 1,04 km a piedi
Blackfriars Bridge 381, N343, N381 1,04 km a piedi
Blackfriars Bridge / South Side 45, 63, 100, N63, N89 1.04 km a piedi
Southwark Bridge / Bankside Pier 344 2,4 km a piedi
London Underground Southwark Jubilee line 2,4 km a piedi
National Rail Blackfriars First Capital Connect, Southeastern 3 km a piedi
London Bridge First Capital Connect, Southern, Southeastern -

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dalya Alberge. Tate Modern's chaotic pyramid (La caotica piramide del Tate Modern) «The Times», 26 luglio 2006
  2. ^ Brooks, Xan (7 October 2005). "Profile: Rachel Whiteread". The Guardian (London). Retrieved 20 April 2006
  3. ^ The Unilever Series

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]