Banksy

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Tag dell'artista

Banksy (Bristol, 1974 o 1975) è un artista e writer inglese.

Primo piano della morte a Bristol

È uno dei maggiori esponenti della street art. Il vero nome dell'artista pare sia, almeno secondo quanto riporta il The mail on Sunday[1], Robin Gunningham. Si sa tuttavia con certezza che è cresciuto a Bristol. Le sue opere sono spesso a sfondo satirico e riguardano argomenti come la politica, la cultura e l'etica. La tecnica che preferisce per i suoi lavori di guerrilla art è da sempre lo stencil che, proprio con Banksy, è arrivato a riscuotere un successo sempre maggiore presso street artist di tutto il mondo. I suoi stencil hanno cominciato ad apparire proprio a Bristol, poi a Londra, in particolare nelle zone a nordest e a seguire nelle maggiori capitali europee, notevolmente non solo sui muri delle strade, ma anche nei posti più impensati come le gabbie dello zoo di Barcellona.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

« Alcune persone diventano dei poliziotti perché vogliono far diventare il mondo un posto migliore. Alcune diventano vandali perché vogliono far diventare il mondo un posto migliore da vedere[2] »
Sweep at Hoxton a Londra
Ozone's Angel ("Angelo dell'ozono") a Londra

Banksy iniziò la sua carriera di artista alla fine degli anni ottanta nella crew "Bristol's DryBreadZ" (DBZ), firmandosi Kato e Tes. Nel 1998 organizzò l'enorme raduno di graffitari Walls On Fire, insieme all'amico di Bristol e leggenda dei graffiti Inkie. Il lungo weekend di eventi richiamò artisti da tutto il Regno Unito e da tutt'Europa, e quest'organizzazione dell'evento pose il suo nome nello starsystem dei graffiti europeo.

Gli stencil di Banksy sono caratterizzati da immagini singolari e umoristiche, a volte accompagnate da slogan. Il messaggio di solito è contro la guerra, anti-capitalistico, anti-istituzionale e a favore della pace. I soggetti sono animali come scimmie e ratti, ma anche poliziotti, soldati, bambini e anziani. Fa anche adesivi e sculture, come la famosa[senza fonte] "cabina telefonica assassinata".

Attività artistica[modifica | modifica sorgente]

  • Una delle caratteristiche che ha reso famoso Banksy è la sua abilità di entrare nei musei più importanti del mondo e appendere sue opere tra le altre già presenti. Spesso passano giorni prima che qualcuno si accorga dell'intrusione. I suoi temi preferiti in questi casi, sono quadri dipinti in perfetto stile settecentesco, con l'aggiunta di alcuni particolari completamente anacronistici (nobili del Settecento con bombolette spray, dame di corte con maschere antigas, ecc.).
  • Ha sparso per tutta Londra degli stencil di topi, i famosi Rats: curiosamente anagrammando la parola rat si può ottenere art ("arte"). Per sua stessa ammissione, si tratta di una coincidenza. Il soggetto dei topi è stato scelto in quanto odiati, cacciati e perseguitati, eppure capaci di mettere in ginocchio intere civiltà. "Se sei piccolo, insignificante e poco amato allora i topi sono il modello definitivo da seguire".[3]
  • Uno dei suoi più famosi murales, quello con gli attori di Pulp Fiction che stringono banane anziché pistole, è stato recentemente rimosso: il suo valore stimato si aggirava intorno ai 400 000 euro.[senza fonte]
  • Nel settembre 2006 Banksy fa circolare in 48 negozi sparsi in tutto il Regno Unito, delle copie parodia dell'album Paris di Paris Hilton. Oltre a presentare delle versioni modificate sia nel titolo che nella musica delle canzoni della starlet, nell'album si possono vedere delle immagini che ridicolizzano la Hilton (in una il suo volto è sostituito da quello del suo cane).
  • La sigla della puntata dei Simpson andata in onda il 10 ottobre 2010 porta la sua firma.[4] L'artista ha disegnato lo storyboard e diretto la sequenza che segue la celebre "gag del divano": lavoratori asiatici, tra cui anche bambini e specie animali protette, producono in condizioni disumane i fotogrammi del cartone animato e il suo merchandising. La sequenza mostra provocatoriamente immagini di sfruttamento della manodopera minorile e violenza sugli animali (l'imbottitura delle bambole raffiguranti Bart Simpson è infatti ricavata dalla triturazione di gatti) e si conclude con il celebre stabile della Fox (quello che appare all'inizio di ogni film) trasformato in carcere di massima sicurezza.
  • Banksy ha stampato delle false sterline con lady Diana al posto della regina Elisabetta, ma con carta e grafica simili alle banconote vere. Lo scopo era di lanciarle da un palazzo per vedere l'effetto, ma resosi conto della pericolosità insita nel gesto le tiene inscatolate nel suo studio.
  • Il 3 giugno 2013 un murale attribuito a Banksy e noto come Slave Labour è stato venduto all'asta per 750 000 sterline, l'opera era stata rimossa dalla sua originaria collocazione nel febbraio dello stesso anno.[5]

Le opere realizzate in Cisgiordania[modifica | modifica sorgente]

Dipinto di Banksy realizzato sulla Israeli West Bank barrier, 2005

Nell'agosto del 2005 Banksy ha realizzato dei murales sulla barriera di separazione israeliana, costruita dal governo israeliano nei territori della Cisgiordania (soprattutto a Betlemme, Ramallah e Abu Dis), combinando varie tecniche. Le caratteristiche di questi murales sono veri e propri squarci nel muro (realizzati con la tecnica del trompe l'oeil) che permettono di "vedere" cosa c'è dall'altra parte.[6] Nel 2007 è ritornato a Betlemme per effettuare ulteriori murales.[6]

The Cans Festival[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008 Banksy organizza il Cans Festival, in un tunnel abbandonato vicino Leake Street a sud est di Londra. Per l'evento realizzerà alcune opere insieme ad altri trentanove "stencil artists" da tutto il mondo tra cui: il francese C215, Btoy, Dotmaster, Dolk, Faile, Hero, Logan Hicks, Mr. Brainwash, Pøbel, Prism, Roadsworth, Sadhu e Vhils. All'evento parteciperanno anche gli italiani Sten Lex, Lucamaleonte e Orticanoodles. Il nome del festival venne creato dall'assonanza di "The Cans Festival" a "The Cannes Film Festival", il Festival di Cannes.

I Rats[modifica | modifica sorgente]

Per Rats si intende una serie di graffiti realizzati dall'artista Banksy raffiguranti dei topi, intenti alle più svariate azioni. I primi Rats incominciarono a comparire per le strade della città nativa dell'artista. Successivamente, con la progressiva evoluzione dell'anonimo graffitista, le piccole bestiole hanno infestato grandi città come Londra, Parigi, New York.

Banksy ha raffigurato molti topi a Londra aventi un cartello in mano con i più svariati messaggi, dal simbolo della pace, al simbolo dell'anarchia, a un semplice messaggio "I <3 London". Quest'ultimo è stato successivamente modificato dal "collega" di Banksy, Robbo, con la scritta "I <3 Robbo" come provocazione e sfida verso il graffitista di Bristol.

Banksy in Italia[modifica | modifica sorgente]

L'artista ha realizzato a Napoli, in Via Benedetto Croce e cancellata da un writer anonimo nel maggio del 2010, uno stencil che rappresentava una reinterpretazione della Santa Teresa del Bernini, raffigurata con in mano delle patatine e un panino, simbolo del consumismo.[7] [senza fonte]

Better Out Than In[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre 2013 Banksy si dedica a New York a una serie di lavori che intendono ridefinire i muri dei quartieri cittadini, da Staten Island all'Upper West Side, passando per South Queens e Tribeca. L'operazione è stata duramente criticata dal sindaco Michael Bloomberg, che ha definito i graffiti «un segno di decadenza».[8]

Critica[modifica | modifica sorgente]

  • Brad Pitt ha detto di Banksy: "Fa tutto questo e resta anonimo. Penso che questo sia fantastico. Nei nostri giorni tutti tentano di essere famosi. Ma lui ha l'anonimato."[9]
  • Mike Shinoda lo ha citato tra le sue influenze artistiche.[10]

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La rivelazione (?) del The mail on Sunday
  2. ^ Banksy, Existencilism, 2002.
  3. ^ Banksy, Wall and Piece, Century, 2006.
  4. ^ video.corriere.it
  5. ^ Internazionale » Banksy finisce all’asta
  6. ^ a b news.bbc.co.uk
  7. ^ www.corrieredelmezzogiorno.corriere.it
  8. ^ Bloomberg contro Banksy: «I graffiti segno di decadenza», mentelocale.it
  9. ^ The independent
  10. ^ Linkin Park, Until It Breaks in Linkin Park, Living Things, 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sabina de Gregori, Banksy, il terrorista dell'arte, ed. Castelvecchi, 2010. ISBN 8876154949.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 51384525 LCCN: no2003094902