Basilica Maria Santissima dell'Elemosina

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Basilica della Collegiata
Facciata della basilica
Facciata della basilica
Stato Italia Italia
Località Catania
Religione Cattolica
Diocesi Catania
Stile architettonico Barocco siciliano
Inizio costruzione inizio del XVIII secolo
Completamento 1768 circa

La basilica Maria Santissima dell'Elemosina, meglio conosciuta come basilica collegiata, è una chiesa tardo barocca posta lungo la via Etnea, a breve distanza dal palazzo dell'Università, a Catania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu ricostruita nei primi anni del XVIII secolo, come gran parte della città di Catania, distrutta dal terremoto del 1693.

Edificio[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto è attribuito ad Angelo Italia, che ribaltò l'orientamento del nuovo edificio rispetto al precedente distrutto dal terremoto, in modo da farlo prospettare sulla via Uzeda (l'attuale via Etnea), prevista dal piano di ricostruzione.

La facciata, progettata da Stefano Ittar, è un magistrale esempio di barocco catanese.

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La facciata campanile (tipica della tradizione siciliana) è su due ordini e nel primo ordine ha sei colonne in pietra, sormontate da una balaustra. Nel secondo ordine vi è un finestrone centrale ed ai lati quattro grandi statue di san Pietro, san Paolo, sant'Agata e santa Apollonia. Sul secondo ordine un elemento centrale ospita le campane.

Si accede alla chiesa mediante una grande scalinata, sulla quale, a delimitare il sagrato, è posta una cancellata in ferro battuto.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Sciuti, 1896. Affreschi della volta.

L'interno è a pianta basilicale a tre navate, delimitate da otto pilastri, e tre absidi, delle quali quella centrale è notevolmente allungata per la realizzazione del coro dei canonici, secondi per importanza solo a quelli della cattedrale.

Nella navata di destra si incontra il battistero e quindi tre altari con tele rappresentanti santa Apollonia e sant'Euplio di Olivio Sozzi e un Martirio di sant'Agata di Francesco Gramignani. In fondo alla navata è posto l'altare dell'Immacolata, protetto da una balaustra in marmo, su cui è posta una statua marmorea della Madonna.

Nell'abside della navata centrale è posto l'altare maggiore con una icona della Madonna con Bambino, copia dell'icona bizantina della Madonna detta dell'Elemosina (della Misericordia) venerata nella basilica collegiata santuario di Biancavilla (CT). Dietro l'altare maggiore è posto un organo ligneo del XVIII secolo. Lateralmente un coro ligneo con 36 stalli, e a lato due tele del pittore Giuseppe Sciuti.

Nella navata di sinistra nella parte absidale è posta la cappella del SS. Sacramento con altare in marmo. Proseguendo si incontrano altri tre altari con tele rappresentanti san Giovanni Nepomuceno, la Sacra Famiglia e san Francesco di Sales.

Nel 1896 Giuseppe Sciuti dipinse a fresco la volta e la cupola della chiesa con diverse immagini della Beata Vergine Maria, angeli e santi.

Giuseppe Sciuti, 1896. Affreschi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Rasà Napoli, Guida alle Chiese di Catania, Tringale Editore, Catania, 1984 (ristampa anastatica del 1900).
  • Salvatore Boscarino, Sicilia barocca - Architettura e città 1610-1760, Officina Edizioni, Roma, 1986.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 37°30′15.2″N 15°05′11.5″E / 37.504222°N 15.086528°E37.504222; 15.086528