Corte suprema del Regno Unito

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La Corte suprema del Regno Unito (in inglese Supreme Court of the United Kingdom), secondo le previsioni del Constitutional Reform Act 2005, ha assunto dal 1º ottobre 2009 le funzioni giudiziarie in materia di devoluzione, prima distribuite tra il Comitato d'Appello (cosiddette Law Lords) della Camera dei Lord ed il Comitato Giudiziario del Consiglio Privato.

È la corte di ultima istanza in tutti gli ambiti del diritto inglese, del diritto gallese (nei limiti in cui l'Assemblea Gallese può produrre norme giuridiche per il Galles che differiscono da quelle vigenti in Inghilterra) e per il diritto dell'Irlanda del Nord. Tratta anche appelli alle sentenze della Corte di Sessione in Scozia, mentre non può trattare gli appelli avverso le sentenze penali dell'Alta Corte di Giustizia per materie relative alla devoluzione). La sua funzione dovrebbe essere molto simile a quella di una corte di ultima istanza.

La Corte suprema e i suoi giudici[modifica | modifica wikitesto]

Le previsioni riguardanti la Corte suprema sono contenute nella parte terza del Constitutional Reform Act 2005, più precisamente dalla section 23 alla section 60. L’articolo 23 apre con una formula solenne:

« "There is to be a Supreme Court of the United Kingdom". »
« "È istituita una Corte suprema per il Regno Unito". »

L’articolo continua poi prevedendo che i giudici saranno 12 e che essi saranno nominati dalla regina; il numero dei giudici potrà essere aumentato tramite ‘order in council’ presentati dal parlamento ed emanati dalla regina. L’articolo dispone che i giudici della nuova Corte verranno indicati con il titolo di ‘Justices of the Supreme court’ (giudici della Corte suprema) tranne il giudice nominato presidente (President) il quale prenderà questo titolo, così come il giudice che sarà nominato vicepresidente (Deputy President).

I criteri per la scelta e la nomina di queste figure sono descritti negli articoli 26-31. L’articolo 24 è rubricato: “I primi membri della Corte”. Come accennato in precedenza, i primi membri della nuova Corte saranno le persone che al momento dell’entrata in vigore della disposizione saranno Lord of Appeal in Ordinary. Questa disposizione è direttamente legata all’articolo 137 il quale dispone che nel momento in cui questi giudici verranno nominati justices della Corte suprema ad essi verrà automaticamente tolto il diritto di sedere e votare nella House of Lords. Questo divieto vale fino al giorno in cui essi non termineranno il mandato alla Corte suprema. Il comma prevede anche uno specifico divieto di sedere nelle commissioni della camera. Si aggiunge poi al secondo comma che il giudice che al momento dell'entrata in vigore dell'atto sarà il più anziano, il cosiddetto senior Law Lord diventerà automaticamente il presidente della Corte e colui il quale sarà il secondo più anziano, c.d. second senior, prenderà il titolo di vicepresidente.

La nomina dei giudici della Corte suprema[modifica | modifica wikitesto]

I requisiti per la nomina dei giudici della Corte suprema rimarranno quelli previsti per la nomina dei Law Lord in Ordinary. L’articolo 25 dispone che possono esser nominati giudici coloro i quali abbiano svolto un ruolo analogo in una della Alte corti del Regno per almeno due anni e chi abbia svolto la professione di avvocato per almeno 15 anni. Le novità riguardano la procedura di nomina che riguarderanno i giudici, il presidente e il vicepresidente della corte.

Prima della riforma le nomine erano fatte formalmente dalla regina alla quale venivano presentati i nomi dal primo ministro al quale venivano a sua volta presentati dal lord cancelliere che li selezionava a sua discrezione con il Consiglio delle alte corti e delle associazioni professionali. Con gli articoli 26-31 e l’allegato (shedule) 8 si disegna un metodo inedito per la nomina che si pone in corretta consonanza con la ratio dell’intera riforma e con la nuova sensibilità, attenta alla trasparenza e all’indipendenza che la stessa vuole dimostrare.

Il nuovo metodo prevede la nomina regia e la presentazione dei nomi alla regina da parte del primo ministro ma è nella selezione di questi nomi che si trova la novità. Ponendosi in stretta continuità con l’istituzione delle commissioni indipendenti per la nomina dei giudici ordinari, la selezione dei giudici della Corte suprema verrà effettuata da una commissione indipendente. Questa commissione, disegnata dall'allegato 8, sarà formata da 5 membri: il presidente e il vicepresidente della Corte, un membro della Judicial Appoinment Commission per l’Inghilterra e il Galles, un membro di quella per la Scozia e un membro di quella dell’Irlanda del Nord. L’articolo 27, rubricato "procedimento di selezione", prevede che la Commissione dovrà consultare i giudici delle alte corti del regno, il Lord Chancellor, il primo ministro scozzese, il presidente del parlamento gallese e il segretario di stato (cioè il ministro) per l’Irlanda del Nord per la selezione del nomi e che la selezione può avere ad oggetto un solo nome ogni volta. Il primo comma di questo articolo lascia la più ampia libertà alla commissione nella formazione delle procedure interne di scelta del nome da proporre e prevede come unico parametro di riferimento, con una formula alquanto sintetica, che la selezione dovrà essere effettuata ‘on merit’ (sul merito). Successivamente vengono previste altri due parametri ai quali la Commissione deve prestare attenzione nella scelta del nome: da un lato essa deve assicurarsi che i giudici della Corte abbiano esperienze e conoscenza del diritto di ogni parte del regno e dall’altro si deve prestare orecchio alle eventuali indicazioni del Lord Chancellor. È poi presente una clausola di esclusione per la nomina dei membri stessi della commissione.

L’articolo successivo descrive la procedura successiva all’individuazione del nome da parte della commissione. Il nome deve essere presentato al Lord Chancellor il quale, dopo aver consultato tutte le persone precedentemente consultate dalla commissione, può accettarlo, rifiutarlo o chiedere alla Commissione di ‘riconsiderarlo’. Nel caso in cui venga accettato, esso passa nelle mani del primo ministro e poi in quelle della Regina per la nomina finale. Nel caso in cui venga rifiutato o in cui venga chiesta la ‘riconsideration’, la parola ritorna alla commissione la quale rispettivamente potrà riproporre lo stesso nome o dovrà necessariamente cambiare la propria selezione. Dopo questo passaggio, che ha una funzione di controllo nei confronti della Commissione, il Lord Chancellor dovrà infine notificare il nome proposto al Primo ministro. È interessante notare come nella proposta del Governo di Gordon Brown per quanto riguarda le riforme da effettuare nell’anno 2008/2009 sia presente una modifica del ruolo del Lord Cancelliere proprio in questo suo ruolo. La modifica proposta dal Governo diminuirà fortemente l’influenza del Lord sulle scelte della Commissione.

La ‘section’ 32 riguarda l’obbligo per le persone nominate quali Giudici della Corte suprema di prestare giuramento e lo stesso è richiesto quando vengano nominati il presidente e il vicepresidente.

Per quanto riguarda la durata dell’incarico, il testo dispone che ogni giudice sia libero di dimettersi in qualunque momento dandone comunicazione scritta al lord cancelliere, anche il presidente e il vicepresidente possono dimettersi dal loro incarico rimanendo comunque parte della Corte. I giudici della Corte potranno stare in carica fino al compimento dei 70 anni come era già previsto dalle regole per i Law Lords ma, come anche per i Law Lords potranno esserci dei giudizi in cui la corte non sarà formata soltanto dai componenti della Corte suprema. L’articolo 39, infatti, dispone che sia istituito un ‘supplementary panel’ (un elenco supplementare) nel quale vengano inseriti tutti i componenti della Camera dei lord che abbiano determinate caratteristiche. Essi dovranno avere meno di 75 anni e aver ricoperto il ruolo di giudice in una delle più alte corti del Regno, compresa la suprema Corte quando sarà in funzione, o essere stato membro del Privy Council entro i 5 anni precedenti. L’articolo dispone che siano esclusi da questo elenco coloro i quali abbiano ricoperto l’incarico di Lord Cancelliere. Le persone di questo elenco, così come i ‘senior territorial judges’ (i giudici delle corti d’appello d’Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del nord) potranno essere chiamate temporaneamente dal presidente della Corte a ricoprire il ruolo di giudice della Corte suprema.

Per concludere il breve articolo 33 dispone che i giudici, una volta nominati, possono essere rimossi dall’incarico solo per cattiva condotta e con l’accordo di entrambe le camere del Parlamento.

Giurisdizione[modifica | modifica wikitesto]

La legge dispone che la giurisdizione della Corte suprema sarà quella propria della Appellate Committee della House of Lords congiunta a quella relativa alla devoluzione del Privy Council. Il combinato disposto dell’articolo 40 e dell’allegato 9, porterà la Corte ad occuparsi in materia civile dei ricorsi provenienti dalla ‘Court of Appeal (civil division) of England and Wales’, dalla ‘Court of Appeal of Northern Ireland’ e dalla ‘Court of Session’ scozzese. Nel caso in cui sorgano importanti questioni interpretative di interesse generale, potranno essere proposti ricorsi direttamente dalla ‘High Court of England’ o dalla ‘High Court of Northern Ireland’. Per tutti questi casi sarà necessario un ‘leave’ (autorizzazione a procedere) che, esattamente come per la Appellate Committee, potrà essere concesso sia dalla corte di provenienza, sia dalla Corte suprema.

In materia penale, esattamente come la House of Lords, la nuova Corte si occuperà dei casi provenienti dalle ‘criminal division’ delle ‘Court of Appeal of England and Wales’ dalla ‘Court of Appeal of northern Ireland e dalla ‘Court-Martial Appeal Court’. In questi ultimi casi è previsto che il ‘leave’ venga concesso sia dalla corte che ha pronunciato la sentenza che si vuole appellare sia dalla Corte suprema. Come si notava in precedenza non si è colta l’occasione della riforma per introdurre nella competenza della più alta corte del Regno i ricorsi contro le sentenze in materia penale della ‘High Court of Justiciary’, la corte d’appello scozzese, le quali rimarranno quindi escluse dalla competenza della Corte suprema.

Per quanto riguarda la competenza in materia di devoluzione bisogna far riferimento alla competenza attualmente assegnata alla Judicial Committee del Privy Council. Con le tre leggi con cui il Parlamento di Westminster ha devoluto alcune funzioni legislative alle autonomie locali: lo Scotland Act, il Government of Wales Act e il Northern Ireland Act si è assegnata la competenza a risolvere i conflitti tra i diversi livelli legislativi ed esecutivi al Privy Council, data la sua esperienza con la giurisdizione coloniale.

La ‘section’ 41 dispone che la legge “non influenzerà la separazione dei tre sistemi giuridici esistenti nel Regno Unito”. Inoltre, lo stesso articolo continua dichiarando che la Corte suprema deve essere considerata, per gli appelli provenienti da una parte del Regno una corte facente parte di quella parte del regno.

Il Committee ha giurisdizione in appello di 27 diverse giurisdizioni (incluse 14 nazioni indipendenti).

La composizione, il funzionamento e le procedure[modifica | modifica wikitesto]

La corte opererà secondo regole che ricalcano quelle già operanti per la House of Lords. Secondo l’art. 42, per tenere un giudizio, la corte dovrà essere composta da almeno 3 giudici, dei quali più della metà siano ‘permanent judges’ ossia parte dei 12 giudici permanenti della Corte mentre i restanti possono essere ‘acting judges’, facenti parte del ‘supplementary panel’ e nominati per l’occasione. Art.44 la corte potrà nominare uno o più ‘qualified advisers’ – consulenti – per una specifica fase del procedimento ovvero per la durata intera.

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