Suburra (film)

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Suburra
SuburraFilm.jpg
Claudio Amendola in una scena del film
Lingua originale italiano, lingua romaní
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 2015
Durata 135 min
Rapporto 2,35:1
Genere drammatico, thriller
Regia Stefano Sollima
Soggetto Carlo Bonini, Giancarlo De Cataldo (romanzo)
Stefano Rulli, Sandro Petraglia (storia)
Sceneggiatura Stefano Rulli, Sandro Petraglia, Carlo Bonini, Giancarlo De Cataldo
Produttore Riccardo Tozzi, Marco Chimenz, Giovanni Stabilini, Éric Névé
Produttore esecutivo Matteo De Laurentiis
Casa di produzione Cattleya, Rai Cinema, La Chauve Souris, Cofinova 11, Cinemage 9
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Paolo Carnera
Montaggio Patrizio Marone
Scenografia Paki Meduri
Costumi Veronica Fragola
Interpreti e personaggi

Suburra è un film del 2015 diretto da Stefano Sollima, tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo.

Scritto da Stefano Rulli e Sandro Petraglia, ha come protagonisti Pierfrancesco Favino, Claudio Amendola, Elio Germano, Alessandro Borghi, Greta Scarano e Giulia Elettra Gorietti.

Il romanzo ed il film prendono il titolo dall'omonimo quartiere dell'Antica Roma, la cui parte bassa era particolarmente malfamata.

Il regista ha dedicato la pellicola al padre Sergio, scomparso pochi mesi prima dell'uscita del film.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

5 novembre 2011 - Sette giorni prima dell'Apocalisse[modifica | modifica wikitesto]

Roma. Il Papa si appresta come ogni sera a cenare nell'apposita sala del Vaticano, ma sembra che un incessante dubbio lo tormenti; in seguito confida al suo segretario personale la sua intenzione di volersi dimettere.

L'orgoglioso e impulsivo Aureliano Adami, detto "Numero 8", boss criminale della zona di Ostia, picchia selvaggiamente il proprietario di uno stabile ad Ostia a cui ha appena appiccato fuoco, tentando di convincerlo a cedergli il terreno, per poi abbandonarlo inerme tra i resti in fiamme dell'edificio.

"Bacarozzo", un criminale romano appena uscito di prigione dopo una condanna ventennale, incontra in un bar il sornione e autorevole "Samurai", leggendario boss del crimine a Roma - ultimo superstite della Banda della Magliana e garante dei rapporti tra la piccola malavita romana, le famiglie mafiose del Sud Italia e la politica. Bacarozzo pretende con insistenza di tornare a fare affari con Samurai nelle sue vecchie attività criminali, ma trova da parte del boss un netto rifiuto. All'uscita dal bar, Bacarozzo viene travolto a tutta velocità da un'auto.

Filippo Malgradi è un parlamentare corrotto invischiato nella criminalità attraverso "Samurai", suo vecchio amico e compagno di militanza politica durante gli anni di piombo. In Parlamento, le tensioni sono alte e Malgradi, dopo essere uscito da un dibattito, consuma in un albergo una notte di sesso e droga assieme a Sabrina, giovane escort a cui spesso si rivolge, e ad un'altra prostituta minorenne. Quest'ultima muore per un'overdose di crack, e Sabrina, spaventata, si trova costretta a chiamare "Spadino", fratello minore di Manfredi - capo del clan malavitoso zingaro Anacleti. Spadino occulta il cadavere gettandolo in un lago artificiale nei dintorni di Roma.

6 novembre 2011 - Sei giorni prima dell'Apocalisse[modifica | modifica wikitesto]

La mattina seguente, Spadino ricatta Malgradi pretendendo un guadagno in potere e denaro. Il politico chiede allora a un collega di partito, l'on. Rognati detto "Rogna", di contattare qualcuno per spaventare il giovane e farlo desistere dal suo intento. La sera stessa "Numero 8" incontra Spadino fuori da un night club alla periferia di Roma per spaventarlo. Spadino non si fa intimidire e viene pugnalato alla gola in uno scatto d'ira di Numero 8.

Nel frattempo, Sebastiano, un timido e nervoso organizzatore di eventi, ha un incontro molto teso con suo padre in un bar sul Lungotevere. Dopo essersi congedati ed essere usciti dal bar, il padre si suicida gettandosi da Ponte Vittorio.

Sebastiano viene portato al cospetto di Manfredi, capo del clan zingaro Anacleti e fratello maggiore di Spadino; il boss lo informa dei pesanti debiti che il padre aveva contratto con lui e ne esige immediatamente la restituzione: Sebastiano è costretto a cedere la propria abitazione, la propria auto e soprattutto la lussuosa villa della sua società in cui organizza gli eventi notturni, sua fonte di guadagno.

7 novembre 2011 - Cinque giorni prima dell'Apocalisse[modifica | modifica wikitesto]

Sabrina, sentendo al telegiornale della morte di Spadino, teme per la sua stessa incolumità. Nel frattempo, Samurai si incontra con Filippo Malgradi chiedendogli delucidazioni sull'omicidio di Spadino, e il parlamentare gli spiega che non era sua intenzione far uccidere il ragazzo ma solo spaventarlo, inoltre nega categoricamente l'intenzione di far del male a Sabrina.

Malgradi riceve la visita del Samurai, il quale gli chiede/impone di ampliare un progetto di legge sulla riqualificazione delle periferie (del quale Malgradi è promotore) fino alla zona di Ostia, in cambio di denaro e protezione dalla probabile vendetta di Manfredi.

Alla stazione Tiburtina, Malgradi incontra Sabrina, le assicura di non essere il mandante dell'omicidio e le consiglia di non tornare a casa. Sabrina si reca a casa di Sebastiano, di cui è amica (essendo una frequentatrice del suo locale), e con lui si confida, rivelandogli il nome dell'assassino di Spadino.

Numero 8 riceve una visita da Samurai, il quale gli rimprovera l'omicidio, che - essendo Spadino affiliato ad un clan rivale - potrebbe causare una guerra di mafia e rovinare un progetto speculativo cui partecipano le famiglie mafiose del Meridione. Numero 8 però è restio alla sottomissione, svelando il suo odio nei confronti dei clan mafiosi del sud ai quali un tempo era legato suo padre.

Sebastiano comunica sotto minaccia il nome dell'assassino di Spadino a Manfredi, sperando in un atto di clemenza del boss.

8 novembre 2011 - Quattro giorni prima dell'Apocalisse[modifica | modifica wikitesto]

In un supermercato di Ostia ove Numero 8 riscuote il "pizzo" insieme alla fidanzata tossicodipendente Viola, due affiliati rom di Manfredi cercano di uccidere il giovane boss, che viene solo ferito riuscendo a sfuggir loro.

9 novembre 2011 - Tre giorni prima dell'Apocalisse[modifica | modifica wikitesto]

Samurai si incontra con il cardinale Berchet, il quale gli assicura, dopo aver ricevuto una velata minaccia da parte del criminale e la promessa di una quota più elevata nell'affare, che farà sbloccare i fondi, depositati nello IOR, necessari per ricompensare Malgradi e gli altri politici coinvolti.

Al sicuro in un molo, Viola e gli uomini di Numero 8 propongono vendetta verso il clan degli zingari, ma il boss rifiuta. In seguito Viola ed un suo amico, all'insaputa di Numero 8, uccidono gli attentatori della sera precedente in un centro benessere.

Manfredi riesce ad arrivare a Sabrina attraverso Sebastiano, che durante la messa funebre del padre è costretto a consegnargli le chiavi di casa sua dove è ancora ospite Sabrina, la quale viene così costretta a rivelare al boss il nome del politico per cui aveva "lavorato" quella notte.

10 novembre 2011 - Due giorni prima dell'Apocalisse[modifica | modifica wikitesto]

Manfredi, ancor più desideroso di vendetta (gli affiliati uccisi erano suoi fratelli), si incontra con Samurai, che gli impone di desistere in quanto Numero 8 è importante nella trattativa di Ostia.

Saputo di Malgradi, Manfredi si fa spiegare da Sebastiano in cosa consiste il progetto di Ostia: il progetto, chiamato Waterfront, dovrebbe trasformare il litorale ostiense in una sorta di Las Vegas; le speculazioni immobiliari attorno alla sua realizzazione saranno numerosissime, fornendo a chi entrerà nel progetto un'ottima occasione per arricchirsi enormemente.

Manfredi decide di applicare la sua vendetta in modo differente e di ricattare Malgradi. Entrando di notte in casa dell'onorevole, e obbligando Sebastiano a venire con lui per aiutarlo a raggiungere un accordo, minaccia il parlamentare facendosi inserire nell'affare Waterfront e pretendendo il 20% dei guadagni. Il politico è costretto ad accettare, ed il suo figlioletto sarà affidato come prigioniero a Sebastiano, totalmente in balia degli eventi, che deve tenerlo legato e bendato in casa sua.

11 novembre 2011 - Un giorno prima dell'Apocalisse[modifica | modifica wikitesto]

Numero 8, profondamente arrabbiato con Viola, riceve la visita di Samurai, intenzionato a mantenere una pace tra clan: pretende le sue future quote del progetto come risarcimento a Manfredi, e Viola, da "consegnare" agli Anacleti.

Numero 8 rifiuta categoricamente queste due offerte, insultando velatamente Samurai.

12 novembre 2011 - L'Apocalisse[modifica | modifica wikitesto]

La mattina seguente, Samurai ed un altro sicario sopraggiungono silenziosamente nel capanno dove si nasconde Numero 8 e lo uccidono a sangue freddo assieme ai suoi uomini; Viola, inebetita dall'eroina che ha appena assunto, può solamente osservare disperata tutta la scena, riuscendo però a nascondersi in una botola del capanno, sfuggendo così a Samurai.

In Parlamento, la legge riguardante Ostia è riuscita a passare. A questo punto Manfredi dà l'autorizzazione a Sebastiano di riportargli il figlio del politico così da restituirlo al padre.

L'organizzatore di eventi si aspetta che il boss, avendo lui eseguito tutti i suoi ordini, gli riconsegni la villa, ma l'uomo continua a trattarlo sgarbatamente e a tergiversare sull'argomento. Sebastiano alza la voce ma viene picchiato da Manfredi Anacleti, che lo abbandona incosciente per strada. Sebastiano, in serata, tende un agguato a Manfredi, lo tramortisce e lo rinchiude nella gabbia del suo feroce pitbull lasciando che il cane lo sbrani.

Quella stessa sera, i politici del partito di Malgradi, intenti nei festeggiamenti per l'approvazione della legge, ricevono un messaggio nel quale viene comunicata la caduta del Governo. Nel frattempo un amico avverte Malgradi che la magistratura sta per aprire un'inchiesta su di lui per la morte della giovane prostituta. Malgradi corre verso Palazzo Chigi, passando in mezzo ad una folla di manifestanti che inveiscono contro il governo e trovandosi poi a rincorrere vanamente l'auto del Presidente, ormai impossibilitato a farsi rieleggere.

Dopo una visita affettuosa all'anziana madre, Samurai viene sorpreso sul pianerottolo dell'abitazione da Viola, che per vendicare la morte di Numero 8, fredda Samurai con la pistola crivellandolo di colpi.

Principali differenze con il libro[modifica | modifica wikitesto]

Nella trasposizione cinematografica molti personaggi del libro sono stati omessi o fusi tra loro. L'assenza più vistosa è quella del Colonnello Marco Malatesta, che del libro è di fatto il protagonista.

Il libro è ambientato nella consecutio spazio-temporale di Romanzo Criminale, di cui vengono menzionati alcuni personaggi, contrariamente a quanto accade nel film, in cui i membri della Banda della Magliana non vengono mai esplicitamente chiamati per nome. Nel libro si apprende inoltre che a dare il soprannome al Samurai è stato il Dandi.

Il personaggio di Sebastiano nel libro è, seppur simile nella vicenda biografica, assai meno centrale. Inoltre il padre, il cui rapporto con Sebastiano è affettuoso mentre nel film è gelido e imbarazzato, non contrae un debito con gli Anacleti ma con un vecchio usuraio romano, che, con due degni colleghi, forma un famoso terzetto soprannominato I tre porcellini , tutti personaggi non menzionati nel film. Nel romanzo Manfredi, nome che nel film è dato a un nipote di Rocco Anacleti, è il figlio dell'usuraio con cui il padre di Sebastiano si indebita: per umiliare e distruggere psicologicamente Sebastiano, nel romanzo Manfredi si appropria della sua casa e ne seduce la fidanzata facendo volutamente in modo di essere scoperto da Sebastiano mentre ha un rapporto sessuale con lei su quello che era il loro letto. Nel libro questa è la scintilla che trasforma il quieto e timido Sebastiano in un individuo spietato e assetato di vendetta, come lo si ritroverà poi nel successivo romanzo La notte di Roma di cui sarà uno dei principali protagonisti.

Anche Spadino, che nel film è un membro della famiglia Anacleti, nel libro, pur essendo legato al clan degli zingari, è un piccolo spacciatore indipendente e ambizioso.

Similmente, il personaggio di Sabrina nel libro segue una dinamica di eventi ben diversa da quella drammatica descritta nel film (anzi, talvolta nel romanzo la sua schiettezza popolana funge quasi da comic relief), e non interagisce mai con Sebastiano.

Non è presente il personaggio di Viola; al suo posto vi è una criminale di nome Morgana che, pur essendo la donna ufficiale di Numero 8, è ben lontana dall'essere quella fidanzata devota e vendicativa che è sua controparte cinematografica (infatti tradisce a più riprese il compagno con Denis, altro killer di Ostia).

L'onorevole Malgradi del libro si chiama Pericle, ha una connotazione territoriale ben precisa (è calabrese) e risulta essere un personaggio ben più risoluto e senza scrupoli della sua controparte cinematografica. Nel libro compare anche Temistocle Malgradi, fratello maggiore di Pericle, medico e direttore di una clinica privata. Temistocle entra in politica dopo la caduta del fratello schierandosi, al contrario di Pericle, con il centro-sinistra, ma ereditandone in tutto e per tutto i contatti e il ruolo di mediatore tra amministrazione della cosa pubblica e affari illeciti. Temistocle, assente nel film, sarà uno dei protagonisti del romanzo successivo La notte di Roma.

Nel libro non vi è alcun riferimento alle dimissioni del Papa, mentre sono narrate quelle dalla carica di Presidente del Consiglio di Silvio Berlusconi.

Nel libro l'epilogo che riguarda il Samurai è differente da quanto accade nella pellicola cinematografica. Il Samurai infatti non muore ed è presente anche nel seguito letterario di Suburra, La Notte di Roma.

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo poster e il primo teaser trailer del film sono stati diffusi il 25 agosto 2015.[1]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito nelle sale cinematografiche il 14 ottobre 2015, distribuito da 01 Distribution.[1]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film si è rivelato un buon successo di pubblico, incassando 4.624.061 €, risultando il 35° miglior incasso della stagione cinematografica 2015-2016.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Sono incluse nella colonna sonora di Suburra 13 tracce degli M83, di cui la lista che segue è stata resa nota il 20 ottobre 2015 tramite la pagina ufficiale di Facebook del film.

  • Outro
  • Wait
  • Midnight City
  • Sister (Part I)
  • Sister (Part II)
  • In the Cold I'm Standing
  • Waves, Waves, Waves
  • My Own Strange Path
  • Bruits de Train
  • We Own the Sky
  • On a White Lake Near a Green Mountain
  • By the Kiss
  • Violet Tree

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 2015 è stata annunciata una serie televisiva di 10 episodi basata sul film, frutto di una co-produzione tra Cattleya, Netflix e Rai Fiction, con la regia di Michele Placido, Andrea Molaioli e Giuseppe Capotondi; Suburra - La serie è la prima produzione italiana di Netflix, e racconta degli avvenimenti precedenti a quelli mostrati nel film, costituendone dunque un prequel.

Tra gli interpreti della serie Filippo Nigro nel ruolo del politico corrotto Alberto Cinaglia (personaggio simile a quello interpretato da Pierfrancesco Favino nel film) e Claudia Gerini nel ruolo di Sara Monaschi. Tra i personaggi del film che sono presenti anche nella serie vi sono Samurai, interpretato da Francesco Acquaroli (in luogo di Claudio Amendola), mentre Alessandro Borghi, Giacomo Ferrara e Adamo Dionisi, rispettivamente interpreti di Aureliano Adami detto Numero 8, Alberto Anacleti detto Spadino (che nella serie è uno dei personaggi principali, a differenza del film in cui invece ha un ruolo secondario) e Manfredi Anacleti nel film, sono tornati a vestirne i panni anche nella versione televisiva.

La serie viene distribuita sulla piattaforma streaming a partire dal 6 ottobre 2017 ed in seguito viene anche trasmessa in chiaro su Rai 2 nel 2018.[2][3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Suburra, il primo trailer e il teaser poster, MyMovies.it, 25 agosto 2014. URL consultato il 25 agosto 2015.
  2. ^ (EN) Nancy Tartaglione, Netflix Orders 'Suburra'; First Italian Original Hails From 'Gomorrah' Creators - Mipcom, su The Hollywood Reporter. URL consultato il 5 ottobre 2015.
  3. ^ Suburra sarà la prima serie originale italiana di Netflix!, su badtv.it. URL consultato il 5 ottobre 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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