Stazione di Firenze Rovezzano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Firenze Rovezzano
stazione ferroviaria
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàFirenze
Coordinate43°46′08.76″N 11°18′33.12″E / 43.7691°N 11.3092°E43.7691; 11.3092Coordinate: 43°46′08.76″N 11°18′33.12″E / 43.7691°N 11.3092°E43.7691; 11.3092
Lineeferrovia Firenze-Roma (linea lenta)
Caratteristiche
Tipofermata in superficie, passante
Stato attualeIn uso
OperatoreRete Ferroviaria Italiana
Attivazione1996
Binari4
 
Mappa di localizzazione: Firenze
Firenze Rovezzano
Firenze Rovezzano

La stazione di Firenze Rovezzano è una stazione ferroviaria fiorentina posta nell'omonimo rione del comune di Firenze. La stazione è posta lungo la ferrovia Firenze-Roma, all'estremità orientale del nodo urbano del capoluogo toscano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fermata di Firenze Rovezzano venne attivata il 29 maggio 1996, contemporaneamente al raddoppio del binario fra la stazione di Firenze Campo di Marte e il Bivio Rovezzano.[1]

Strutture ed impianti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione dispone di 4 binari passanti per il servizio passeggeri serviti da 3 banchine collegate da un sottopassaggio. Dopo circa 1200 metri a Est della stazione si trova il bivio che immette i treni nella linea AV Firenze-Roma.

A conferma del fatto che viene considerata una fermata di scarsa importanza, attualmente (2019) risulta essere uno stato di evidente trascuratezza, con segni vistosi della sua frequentazione indisturbata ad opera di graffitari e vandali, oltre a non disporre né di schermi elettronici che indichino gli orari dei treni né di erogatori automatici di biglietti né di servizi igienici.

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

Nella stazione fermano solo i treni regionali diretti a Montevarchi, Arezzo, Borgo San Lorenzo, Prato e Pistoia.

Inoltre vi transitano senza farvi fermata gli Intercity e le Frecce (già Eurostar Italia).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quattro binari a Firenze, in "I Treni", anno XVII, n. 173 (luglio-agosto 1996), p. 7

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]