Ordini gerosolimitani

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Gli ordini gerosolimitani, o gerosolomitani (dal latino: Hierosolymita, «Gerusalemme»), sono quegli antichi ordini religiosi cavallereschi nati nel periodo delle crociate lanciate dalla Chiesa cattolica per liberare il Santo Sepolcro dal controllo dell'Islam, inizialmente nel regno di Gerusalemme.

Generalmente, il termine "gerosolimitano" si riferisce in particolare agli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, detti anche "Giovanniti".[1][2][3][4][5]

Gli ordini cavallereschi gerosolimitani racchiudevano i cristiani cavalieri (monaci che avevano impugnato le armi) e i cavalieri cristiani (soldati che diventavano religiosi). Diversi furono gli ordini religioso-cavallereschi fondati, dopo la prima crociata:

Mentre i Cavalieri Ospitalieri, che si dedicavano maggiormente all'assistenza, iniziarono a seguire la Regola agostiniana, i Templari e i Teutonici, continuarono a seguire quella benedettina[9].

Questi ordini gerosolimitani si suddividevano in Priorati, in base alle lingue parlate dai cavalieri. [senza fonte]

Va detto anche, che, nel periodo in cui era in vita Gesù, il termine, "Gerosolimiti" è stato usato per indicare gruppi avversi ai Galilei.[senza fonte]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

All'epoca delle crociate in terra santa, l'attività assistenziale per i "viaggiatori di Dio" rimaneva prioritaria rispetto all'azione di polizia. I monaci benedettini di Cluny, provenienti da Amalfi, erano i soli ad occuparsi dei malati, dei deboli e dei nullatenenti: l'ospedale di San Giovanni di Gerusalemme fu il primo impegno in questo senso.

Il primo a costtuirsi fu l'Ordine dei Canonici regolari del Santo Sepolcro di Gerusalemme, fondato nel 1099 da Goffredo di Buglione. Subito dopo vennero a costituirsi quello di San Giovanni dell'Ospedale e quello templare (Poveri compagni d'armi di Cristo e del tempio di Salomone), che, risalirebbe agli anni 1119-1120 a opera di Hugues de Payns.

L'Ordine ospitaliero di San Giovanni in Gerusalemme, o dei giovanniti, fu riconosciuto come autonomo e internazionale con una bolla papale di papa Pasquale II del 1113[9], dove furono riconosciuti i primi insediamenti giovanniti in Italia: Messina, Taranto, Otranto, Bari, Pisa, Asti e Prato; sulla tunica dei monaci comparve la croce bianca a otto punte. Le proprietà e il numero degli insediamenti in Italia, da allora crebbero notevolmente, favoriti dalla fortuna del pellegrinaggio per la riconquista della Terrasanta, divennero polo di attrazione di consistenti donazioni.

Nel 1220, dopo la terza crociata, fu fondato il primo priorato dei Teutonici, a Messina, a opera dell'imperatore Federico II di Svevia[10].

I Canonici regolari del Santo Sepolcro di Gerusalemme si organizzarono in priorati, che si diffusero in tutta Europa [11], mentre la soppressione ufficiale dell’ordine dei templari da parte della chiesa risale al 1312.

Nel 1319, venne deciso di riunire gli ospedalieri giovanniti in varie compagnie, dette "lingue", che corrispondessero ai vari paesi di provenienza: Provenza, Francia, Italia, Alvernia (antica regione centrale della Francia), Aragona, Inghilterra, Alemagna (oggi Germania); Castiglia e Portogallo poi. Ogni lingua comprendeva priorati, baliaggi e commende. Dopo la Terrasanta si rifugiarono a Rodi e nel 1530 a Malta. Alla vigilia della rivoluzione francese i priorati erano 25.[12]

Ma dopo il 1798, (anno in cui Napoleone Bonaparte infranse apertamente la neutralità di Malta, attaccando e inducendo facilmente i cavalieri, che non impugnavano armi contro altri cristiani, alla resa) costretti a lasciare l'isola, esuli sotto la protezione dell'imperatore d'Austria, scomparvero alcuni dei priorati, con molti cavalieri dispersi e senza guida, nelle varie nazioni. Nel XIX secolo alcuni priorati si resero ordini autonomi, altri furono ripristinati rimanendo a far parte dell'odierno ordine cattolico di San Giovanni. I 5 ordini dal 1963 sono gemellati nell'Alleanza degli ordini di San Giovanni di Gerusalemme.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa cattolica riconosce oggi solo due ordini gerosolimitani:[senza fonte]

I cavalieri[modifica | modifica wikitesto]

Questi storicamente i cavalieri degli ordini militari religiosi cavallereschi gerosolimitani:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Riccardo Predelli, Le reliquie dell'Archivio dell'Ordine teutonico in Venezia, in Atti dell'I.R. Istituto veneto di scienze, lettere ed arti., 1905. URL consultato il 22 luglio 2021.
  2. ^ a b c mondo, italiano nel in "Enciclopedia dell'Italiano", su www.treccani.it. URL consultato il 22 luglio 2021.
  3. ^ Anna Esposito e Andreas Rehberg, Gli ordini ospedalieri tra centro e periferia, Viella Libreria Editrice, 9 gennaio 2012, ISBN 978-88-8334-712-2. URL consultato il 22 luglio 2021.
  4. ^ Stefania Mola, Le vie del giubileo in Puglia e Basilicata: antiche strade e nuovi itinerari, M. Adda, 1999, ISBN 978-88-8082-353-7. URL consultato il 22 luglio 2021.
  5. ^ Lorenzo Tacchella, I cavalieri di Malta in Liguria, Tilgher, 1977, ISBN 978-88-7903-081-6. URL consultato il 22 luglio 2021.
  6. ^ Antropologia Arte Sacra. Misteri e storia della produzione artistica sacra in pittura, architettura, su www.antropologiaartesacra.it. URL consultato il 22 luglio 2021.
  7. ^ FONDAZIONE ORDINE MAURIZIANO, su ordinemauriziano.it. URL consultato il 22 luglio 2021.
  8. ^ Ordine Militare e Religioso dei SS. Maurizio e Lazzaro, su ordinidinasticicasasavoia-lombardia.com. URL consultato il 22 luglio 2021.
  9. ^ a b Sito della Treccani
  10. ^ Enciclopedia dell'arte medievale Treccani
  11. ^ Diocesi di Fermo
  12. ^ www.ordinedimaltaitalia.org

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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