Vai al contenuto

Mezzovico-Vira

Coordinate: 46°05′39″N 8°55′08″E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Mezzovico-Vira
comune
Mezzovico-Vira – Stemma
Mezzovico-Vira – Bandiera
Mezzovico-Vira – Veduta
Mezzovico-Vira – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera (bandiera) Svizzera
Cantone Ticino
DistrettoLugano
Amministrazione
SindacoMario Canepa (PLR)
Lingue ufficialiItaliano
Territorio
Coordinate46°05′39″N 8°55′08″E
Altitudine460 m s.l.m.
Superficie10,2 km²
Abitanti1 389 (2024)
Densità136,18 ab./km²
FrazioniMezzovico, Vira
Comuni confinantiAlto Malcantone, Capriasca, Gambarogno, Monteceneri, Torricella-Taverne
Altre informazioni
Cod. postale6805
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5199
TargaTI
CircoloTaverne
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Mezzovico-Vira
Mezzovico-Vira
Mezzovico-Vira – Mappa
Mezzovico-Vira – Mappa
Sito istituzionale

Mezzovico-Vira (in dialetto ticinese Meżígh-Vira[1]) è un comune svizzero di 1 389 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Lugano.

Geografia fisica

[modifica | modifica wikitesto]

Mezzovico-Vira è situato a 460 m s.l.m. a nord-ovest di Lugano, nella valle del fiume Vedeggio. È quasi completamente circondato dal comune di Monteceneri, eccetto per una piccola porzione confinante con Capriasca. Mezzovico-Vira si trova ai piedi del Monte Tamaro e del Monte Bigorio.

Il luogo era già abitato in epoca preromana; i due nuclei abitati che formano il comune, Mezzovico e Vira furono menzionati per la prima volta in un documento del 1335 con i nomi di Medio Vico e Vira.[2] L'Alp da Pózz è una exclave tra i comuni, in senso orario, di Monteceneri, Torricella-Taverne, Alto Malcantone e Gambarogno.

Il 25 novembre 2007 la aggregazione dei sette comuni della valle del fiume Vedeggio è stata approvata dagli elettori di cinque comuni: Bironico, Camignolo, Medeglia, Rivera e Sigirino avrebbero quindi dovuto unirsi nel comune di Monteceneri. Isone e Mezzovico-Vira hanno respinto la fusione. Di conseguenza, il Consiglio di Stato ha rinunciato a proporre al Gran Consiglio una fusione coatta dei due comuni che avevano espresso il loro rifiuto. Mezzovico-Vira mantiene quindi la sua autonomia, pur essendo quasi completamente circondato dal territorio del comune Monteceneri.[3]

Ai sensi del regolamento comunale promulgato nel 2014, lo stemma araldico municipale di Mezzovico-Vira presenta la seguente blasonatura[4]:

«Partito: a sinistra d'argento, alla pianta di canapa di verde, fiorita d'oro; a destra d'azzurro, al pastorale d'oro, caricato dello scudo d'argento, alla croce di rosso.»

In conformità alla prassi araldica svizzera, lo stemma "propriamente detto" ha la foggia di scudo spagnolo; nella versione adottata ufficialmente dal comune negli anni 2010, caratterizzata da un disegno più semplice e stilizzato, l'emblema ha invece assunto un'atipica forma quadrangolare.

Chiesa romanica di San Mamete
Oratorio di Sant'Ambrogio

Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica | modifica wikitesto]
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Abbondio in località Mezzovico, eretta nel VI secolo, documentata dal 1423 (o 1426][5]) e ricostruita in epoca barocca[6];
  • Chiesa comparrocchiale di San Mamete, eretta nel XII secolo[6];
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate in località Vira[6];
  • Stele con iscrizione in alfabeto nord-etrusco[2] databile al 600 a.C.[senza fonte], rinvenuta in località Palazzina ed esposta presso il centro Comunale di Mezzovico in Piazza du Buteghin[6];
  • Chiesa di Sant'Ambrogio e rovine delle mura di un castello adiacente[6];
  • Meridiana, nel centro storico del paese.[7]

Evoluzione demografica

[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[2]:

Abitanti censiti[8]

Infrastrutture e trasporti

[modifica | modifica wikitesto]
La stazione di Mezzovico

Il paese è servito dalla stazione di Mezzovico della ferrovia del Gottardo e dall'autostrada A2. L'agricoltura tradizionale si basava sull'allevamento al pascolo negli alpeggi delle montagne circostanti. Nel XX secolo, tuttavia, nella pianura della valle del Vedeggio si insediarono anche alcune aziende commerciali e industriali, grazie alla buona posizione dal punto di vista dei trasporti e alla vicinanza all'agglomerato di Lugano.

Amministrazione

[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.[9]

  1. Centro di dialettologia ed etnografia, Repertorio toponomastico ticinese, a cura di Franco Lurà e Marco Frasa, vol. 31, Bellinzona, 2016, p. 25.
  2. 1 2 3 Bernardino Croci Maspoli, Mezzovico-Vira, in Dizionario storico della Svizzera, 24 ottobre 2023.
  3. Aggregazioni comunali (progetti abbandonati) (PDF), su m4.ti.ch.
  4. Comune di Mezzovico-Vira, Regolamento comunale del 10 marzo 2014 (PDF), Art. 3 Sigillo - stemma.
  5. Flüeler, p. 240
  6. 1 2 3 4 5 Anderes, Guida d'arte, 1980.
  7. Bianconi, p. 29
  8. Dizionario storico della Svizzera, Ufficio cantonale di statistica di Bellinzona
  9. Patriziato di Mezzovico-Vira, su www4.ti.ch.
  • AA.VV., Mezzovico-Vira, in Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, pp. 276-280.
  • Bernhard Anderes, Mezzovico-Vira, in Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza, Edizioni Trelingue, 1980, pp. 222-224.
  • Piero Bianconi, Meridiane del Ticino, Vezia, Unione Svizzera delle Casse Raiffeisen, 1978.
  • Giuseppe Chiesi e Fernando Zappa, Terre della Carvina, Locarno, Armando Dadò Editore, 1991, ISBN 88-85115-22-5.
  • Bernardino Croci Maspoli, Mezzovico-Vira, in Dizionario storico della Svizzera, 24 ottobre 2023.
  • Niklaus Flüeler, Mezzovico-Vira, in Guida culturale della Svizzera, Zurigo, Ex Libris Verlag AG, 1982.
  • Rinaldo Giambonini, Agostino Robertini e Silvano Toppi (a cura di), Mezzovico-Vira, in Il Comune, Lugano, Edizioni Giornale del Popolo, 1971, pp. 205-224.
  • Virgilio Gilardoni, Mezzovico-Vira, in Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, Bellinzona, La Vesconta, Casagrande S.A., 1967, pp. 45, 187, 244, 254, 256-259, 412, 422-426, 428. 553, 571.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, Giubiasco, Edizioni Metà Luna, 1991.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Viganello, Pramo Edizioni, 1997.
  • Fabrizio Panzera (a cura di), Piano del Vedeggio. Dalla strada Regina all'Aeroporto, Bellinzona, Salvioni, 2008.
  • Johann Rudolf Rahn, Mezzovico-Vira, in I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, traduzione di Eligio Pometta, Bellinzona, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, 1894, pp. 210-212.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi e Fabrizio Panzera (a cura di), Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Brescia, Editrice La Scuola, 2003, pp. 8, 60, 401, 404.
  • Edoardo Villata, Luigi Reali nel Canton Ticino. Un'autorecensione, in Arte&Storia, anno 8, numero 39, anno 8, numero 39, Lugano, Edizioni Ticino Management S.A., 2008, pp. 76-82.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 243225282 · GND (DE) 7600220-2
  Portale Ticino: accedi alle voci di Wikipedia che parlano del Ticino