Canobbio

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Canobbio
comune
Canobbio – Stemma
Canobbio – Veduta
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Flag of Canton of Tessin.svg Ticino
Distretto Lugano
Amministrazione
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°02′05″N 8°58′02″E / 46.034722°N 8.967222°E46.034722; 8.967222 (Canobbio)Coordinate: 46°02′05″N 8°58′02″E / 46.034722°N 8.967222°E46.034722; 8.967222 (Canobbio)
Altitudine 400 m s.l.m.
Superficie 1,37 km²
Abitanti 2 121 (2016)
Densità 1 548,18 ab./km²
Comuni confinanti Capriasca, Comano, Lugano, Porza
Altre informazioni
Cod. postale 6952
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5167
Targa TI
Nome abitanti canobbiesi
Circolo Vezia
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Canobbio
Canobbio
Canobbio – Mappa
Sito istituzionale

Canobbio (in dialetto ticinese Canöbi[senza fonte]) è un comune svizzero di 2 121 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Lugano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Canobbio si trova a nord di Lugano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Canobbio è documentato nel 712 con il nome di Canobli[1]. Il 24 gennaio 864 Pietro, abate del monastero di Sant'Ambrogio di Milano, prese possesso, mediante la cerimonia dell'abbraccio d'una colonna, degli stabili a Canobbio, ceduti al monastero dal presbitero Engilberto[2].

Nel comune, per alcuni anni[quando?], ha trovato sede abusivamente un centro sociale, poi trasferitosi nell'ex Macello pubblico di Lugano[senza fonte].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Antonio Gili, Canobbio, in Dizionario storico della Svizzera, 25 maggio 2005. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  2. ^ Motta, 1991, p. 11.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 202, 264-265, 322.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 283-284.
  • Adriano Caprioli, Antonio Rimoldi, Luciano Vaccaro (a cura di), Diocesi di Como, Editrice La Scuola, Brescia 1986, 104.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa, Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV, Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 289-290.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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