Luigi Antonio Lanzi

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Luigi Lanzi

Luigi Lanzi (Treia, 14 giugno 1732Firenze, 31 marzo 1810) è stato un gesuita, archeologo e storico dell'arte italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Montecchio, l'attuale Treia, Lanzi fu educato per diventare sacerdote. Fece i suoi primi studi nel collegio dei gesuiti di Fermo ed entrò nella Compagnia di Gesù il 23 ottobre 1749 a Roma. A Roma studiò retorica con il padre Raimondo Cunich, celebre grecista, tra il 1751 e il 1752 e si laureò in filosofia e teologia al Collegio romano (1763). Il 28 ottobre 1761 fu ordinato sacerdote. Dopo la soppressione della Compagnia di Gesù, nel 1775 fu chiamato dal granduca Pietro Leopoldo alla Galleria degli Uffizi a Firenze come vicedirettore ed antiquario.

Lanzi si dedicò soprattutto allo studio della pittura italiana e della storia e della lingua etrusca. Nel primo campo il frutto delle sue fatiche è rappresentato dalla monumentale Storia pittorica dell'Italia. La prima parte dell'opera, che si occupa delle scuole fiorentina, senese, romana e napoletana, apparve nel 1792, la parte restante nel 1796. La Storia pittorica dell'Italia ebbe un enorme successo e fu tradotta in diverse lingue[1] consacrando il Lanzi come padre della moderna storiografia artistica italiana[2].

Nell'ambito dell'etruscologia il suo lavoro principale fu il Saggio di lingua etrusca e di altre antiche d'Italia (1789). Importante è anche il saggio Dei vasi antichi dipinti volgarmente chiamati Etruschi (1806) in cui Lanzi dimostrò la che l'arte etrusca deriva da quella greca.

Scopo del Saggio di lingua etrusca è dimostrare che l'Etrusco è imparentato con le lingue dei popoli vicini: Romani, Umbri, Osci e Greci. Nell'opera Lanzi svolge un'analisi ad ampio spettro sulla cultura, l'arte e la civiltà degli Etruschi e degli antichi popoli dell'Italia centrale e meridionale. Le sue considerazioni sui vari stili della scultura antica pubblicate in appendice al Saggio di lingua Etrusca, derivano da uno studio minuzioso della collezione medicea, trasferita in quegli anni dalla Villa Medici di Roma a Firenze. I meriti di Lanzi nel campo della filologia e dell'archeologia etrusca ne hanno fatto uno dei fondatori della moderna etruscologia[3]. Secondo il Corssen (Ueber die Sprache der Etrusker, I. p. VI.) il Saggio di lingua etrusca ha dato inizio ad una nuova era degli studi etruschi anticipando di quasi tre decenni il Die Etrusker di Karl Otfried Müller (1828).[4]

Tra le sue altre opere si trova un'edizione critica delle Opere e i Giorni di Esiodo, con un prezioso apparato di note e una traduzione in terza rima. Iniziata nel 1785, l'edizione fu completata e pubblicata nel 1808.[5] Furono invece pubblicate postume la raccolta delle sue traduzioni delle poesie caste di Catullo e degli Idilli e della Zampogna di Teocrito, [6] e la sua traduzione della Chioma di Berenice nelle versioni di Callimaco e di Catullo.[7]

Morì a Firenze ed è sepolto nella Basilica di Santa Croce, ai piedi di Michelangelo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Storia pittorica della Italia, I-II, Bassano del Grappa, Remondini, 1795-1796;
  • Saggio di lingua etrusca e di altre antiche d’Italia per servire alla storia de’ popoli, delle lingue e delle belle arti, Roma, Pagliarini, 1789;
  • Storia pittorica della Italia. Dal risorgimento delle belle arti fin presso al fine del XVIII secolo, I-VI, Bassano del Grappa, Remondini, 1809 (ed. a cura di M. CAPUCCI, I-III, Firenze, Sansoni, 1968-1974);
  • Dissertazione sopra una urnetta toscanica e difesa del Saggio di lingua etrusca, «Memorie per servire alla storia letteraria e civile», (1799) luglio-agosto, 39-61; settembre-ottobre, 75-98; novembre-dicembre, 5-22;
  • Elogio del P.D. Francesco Maria Stella Barnabita, «Memorie per servire alla storia letteraria e civile», 1799 (novembre-dicembre), 83-85;
  • Elogio del P.D. Angelo Maria Cortenovis chierico regolare della Congregazione di San Paolo, «Memorie per servire alla storia letteraria e civile», (1800) luglio-agosto, 90-106;
  • Elogio del P.D. Angelo Maria Cortenovis chierico regolare della Congregazione di San Paolo, Udine, Pecile, 1801;
  • Serie di pitture copiate da tredici vasi antichi detti volgarmente etruschi, esposte con illustrazioni in italiano e francese, Venezia, Remondini, 1801;
  • De' vasi antichi dipinti volgarmente chiamati etruschi: Dissertazioni tre, Firenze, presso Giuseppe Fantosini, 1806;
  • ΗΣΙΟΔΟΥ ΤΟΥ ΑΣΚΡΑΙΟΥ ΕΡΓΑ ΚΑΙ ΗΜΕΡΑΙ Hesiodi Ascraei opera et dies di Esiodo Ascreo i lavori e le giornate opera ... con annotazioni, nella stamperia Carli e C°., 1808.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Traduzione inglese: The History of Painting in Italy, from the Period of the Revival of the Fine Arts to the End of the Eighteenth Century. Translated from the original Italian of the Abate Luigi Lanzi, by Thomas Roscoe. 6 vols. 8vo., London, Simpkin and Marshall, 1828; traduzione tedesca: Geschichte der Malerei in Italien, vom Wiederaufleben der Kunst bis Ende des 18. Jahrhunderts, 3 Bände, Leipzig: Johann Ambrosius Barth 1830, Herausgeber Adolph Wagner, Übersetzung und Kommentar J. G. von Quandt; traduzione francese: Histoire de la peinture en Italie, depuis la renaissance des beaux-arts, jusques vers la fin du XVIIIe siècle par l'abbé Lanzi...; trad. de l'italien sur la 3e éd., par Mme Armande Dieudé Paris: chez H. Seguin et Dufart, 1824. 5 vol.
  2. ^ Lanzi, Luigi nell'Enciclopedia Treccani
  3. ^ Europa Oggi - Luigi Lanzi, fondatore di un metodo
  4. ^ Recensione di Ueber die Sprache der Etrusker, Ludwig Jeep, su Rivista di filologia e d'istruzione classica, Volume 3, E. Loescher, 1875, p. 398
  5. ^ Elogio dell'abate don Luigi Lanzi tratto dalle di lui opere dal cav. Onofrio Boni di Cortona, Onofrio Boni, presso i Carli, 1814, p. 259
  6. ^ In Opere postume volume 2, curata da Onofrio Boni, 1817.
  7. ^ A' sposi illustri sig. Antonio Riva sig. Eleonora Zorzi la chioma di Berenice in greco da Callimaco da Catullo in latino in tosche rime da Luigi Lanzi celebrata versione postuma offre dedica Mauro Boni.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paola Barocchi e Giovanna Ragionieri (a cura di), Gli Uffizi: quattro secoli di una galleria, vol. 2, Firenze, Leo S. Olschki, 1983, ISBN 88-222-3200-3.
  • Elogio dell' abate L. Lanzi, di Onofrio Boni, Presso Niccolò Capurro, Pisa, (1816).
  • Giulio Natali, "Nel primo centenario dalla morte di Luigi Lanzi", in Real deputazione di storia patria per le provincie delle Marche, atti e memorie, volume vi (N. S., Ancona, 1911)

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