Chioma di Berenice (Callimaco)

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Chioma di Berenice
Rosalba Carriera - Caterina Sagredo Barbarigo as Berenice.jpg
Rappresentazione seicentesca di Berenice II
Autore Callimaco
1ª ed. originale 245
Genere Poema
Sottogenere Elegia
Lingua originale greco antico

La Chioma di Berenice è il titolo convenzionale dato ad una delle elegie degli Aitia di Callimaco.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La storia è quella della chioma della regina Berenice, moglie di Tolomeo III Evergete. Quest'ultimo, appena assunto il potere, dovette abbandonare l'Egitto per prendere parte ad una campagna militare in Siria: in quell'occasione Berenice fece voto solenne di consacrare ad Afrodite la sua bellissima chioma, se il marito fosse tornato sano e salvo.
Al ritorno di Tolomeo ella mantenne la promessa, ma la chioma dopo qualche tempo sparì. Conone, l'astronomo di corte, affermò allora di averla ritrovata in cielo sotto forma di una costellazione che tutt'oggi è chiamata "Chioma di Berenice".
Il racconto è narrato, secondo un punto di vista straniante, in prima persona dalla chioma stessa, che, dopo aver ricordato l'accaduto e la sua "apoteosi", si dichiara fiera di aver ricevuto quest'onore dagli dei, ma è anche triste del fatto che non godrà più di tutte le regali cure che le riservava la sua padrona, per le quali rinuncerebbe al catasterismo.

Fortuna[modifica | modifica wikitesto]

L'elegia, che chiudeva, secondo il poema maggiore del poeta cireneo, non ci é giunta che in maniera lacunosa su due papiri provenienti da Ossirinco, per un totale di circa 40 versi.
Il fatto che però fosse, forse, la più nota fra le composizioni di Callimaco fece sí che vi si dedicasse, in una “versione” latina pervenutaci, Catullo, la cui più nota traduzione fu approntata da Foscolo.
La fortuna dell'opera è dimostrata dal fatto che essa entrò, proprio mediante la contaminatio latina di Catullo, nelle convenzioni letterarie del neoclassicismo: Alexander Pope vi trasse il motivo sviluppato nel Ricciolo rapito (The rape of the lock).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • N. Marinone, Berenice da Callimaco a Catullo, Bologna, Patron, 1997.

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