Jurij Gagarin

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Jurij Gagarin
Юрий Гагарин
Yuri Gagarin (1961) - Restoration.jpg
Cosmonauta
NazionalitàUnione Sovietica Unione Sovietica
StatusDeceduto
Data di nascita9 marzo 1934
Data di morte27 marzo 1968
Selezione7 marzo 1960 (Gruppo TsPK 1)
Primo lancio12 aprile 1961
Ultimo atterraggio12 aprile 1961
Altre attivitàPilota collaudatore
Tempo nello spazio1 ora e 48 minuti
Missioni
Jurij Alekseevič Gagarin
Titov, Khruschev, Gagarin 1961.jpg
Gagarin con Chruščëv e Titov nel 1961.

Deputato del Soviet dell'Unione del Soviet Supremo dell'URSS
Legislature VI
Circoscrizione Oblast' di Smolensk

Deputato del Soviet delle Nazionalità del Soviet Supremo dell'URSS
Legislature VII
Circoscrizione RSFS Russa

Dati generali
Partito politico Partito Comunista dell'Unione Sovietica
Università College named Yuri Gagarin (Saratov), Orenburg Military Aviation Piloting High School e Accademia di ingegneria aeronautica militare "N. E. Žukovskij"
Firma Firma di Jurij Alekseevič Gagarin
Jurij Alekseevič Gagarin
Gagarin in Sweden.jpg
NascitaKlušino, 9 marzo 1934
MorteKiržač, 27 marzo 1968
Cause della morteIncidente aereo
Dati militari
Paese servitoUnione Sovietica Unione Sovietica
Forza armataFlag of the Soviet Air Force.svg Voenno-vozdušnye sily SSSR
Anni di servizio1955-1968
GradoColonnello
DecorazioniEroe dell'Unione Sovietica
Ordine di Lenin
"fonti nel corpo del testo"
voci di militari presenti su Wikipedia

Jurij Alekseevič Gagarin (in russo: Юрий Алексеевич Гагарин?; Klušino, 9 marzo 1934Kiržač, 27 marzo 1968) è stato un cosmonauta, aviatore e politico sovietico, primo uomo a volare nello Spazio, portando a termine con successo la propria missione il 12 aprile 1961 a bordo della Vostok 1.

In seguito a questo storico volo, che segnò una pietra miliare nella corsa allo spazio, Gagarin divenne una celebrità internazionale e ricevette numerosi riconoscimenti e medaglie, tra cui quella di Eroe dell'Unione Sovietica, la più alta onorificenza del suo paese. La missione sulla Vostok 1 fu il suo unico volo spaziale, anche se in seguito venne nominato come cosmonauta di riserva nella missione Sojuz 1, conclusasi in tragedia al momento del rientro con la morte del suo amico Vladimir Komarov. Successivamente Gagarin servì come vice direttore del centro per l'addestramento cosmonauti, che in seguito prese il suo nome.

Nel 1962 venne eletto membro del Soviet dell'Unione e poi nel Soviet delle Nazionalità, rispettivamente la camera bassa e la camera alta del Soviet Supremo dell'Unione Sovietica. Gagarin morì nel 1968 a seguito dello schianto, avvenuto nei pressi della città di Kirzhach, del MiG-15 su cui si trovava a bordo con l'istruttore di volo Vladimir Seryogin in occasione di un volo di addestramento.

Giovinezza e istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Jurij Gagarin nacque il 9 marzo 1934 a Klušino (un villaggio nell'oblast' di Smolensk, nell'allora Unione Sovietica).[1][2] I suoi genitori lavoravano in una di quelle fattorie collettive che erano sorte in Russia sul finire della rivoluzione del 1917[3]; il padre Alexey Ivanovich Gagarin faceva il falegname, mentre la madre Anna Timofeyevna Gagarina era una contadina.[4] Yuri era il terzo di quattro figli; suo fratello maggiore Valentin era nato nel 1924 e già all'età di dieci anni aiutava la famiglia seguendo il bestiame, mentre sua sorella Zoya, nata nel 1927, aiutava i genitori nel prendersi cura di "Yura" e del loro fratello minore Boris, nato nel 1936.[5][6]

Come milioni di cittadini dell'Unione Sovietica, la famiglia Gagarin patì l'invasione nazista durante la seconda guerra mondiale: Klušino venne occupata nel novembre 1941 durante l'avanzata su Mosca e un ufficiale tedesco occupò la residenza dei Gagarin. Sul terreno dietro la loro casa, alla famiglia venne permesso di costruire una capanna di fango di circa 3 metri per 3, dove trascorsero ventuno mesi, fino alla fine della guerra.[7] I suoi due fratelli più grandi furono deportati in Polonia dagli occupanti, nel 1943, per essere impiegati in lavori forzati e non tornarono a casa fino a quando il conflitto non finì due anni più tardi.[8][9] Nel 1946 la famiglia si trasferì a Gzhatsk, dove Gagarin poté riprendere gli studi secondari.[7]

Nel 1950, a 16 anni, Gagarin iniziò un apprendistato come fonditore in un'acciaieria a Lyubertsy, vicino a Mosca,[8][9] e si iscrisse ad una scuola locale di "giovani lavoratori" per le lezioni serali di settima elementare.[10] Dopo essersi diplomato nel 1951, conseguendo sia alla settima elementare che alla scuola professionale il massimo dei voti in lavori di stampaggio e fonderia,[10] venne selezionato per iscriversi all'istituto tecnico industriale di Saratov, dove studiò le macchine agricole e conseguì il diploma di metalmeccanico.[8][9][11] Mentre si trovava a Saratov, Gagarin iniziò ad appassionarsi al volo; si iscrisse ad un aeroclub, dove nel fine settimana prendeva lezioni, iniziando a pilotare prima un biplano per poi passare ad uno Yak-18.[9][11] Nel frattempo, per guadagnarsi da vivere, lavorava come marinaio sul fiume Volga.[7]

Servizio nell'aeronautica sovietica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1955 Gagarin fu accettato alla scuola di volo militare di Orenburg.[12][13] All'inizio svolse il suo addestramento sullo Yak-18, che gli era già familiare, e in seguito, nel 1956, si qualificò per il pilotaggio del MiG-15.[12] Gagarin ebbe problemi per ben due volte nel far atterrare l'aereo da addestramento a due posti, rischiando l'espulsione dalla scuola; tuttavia il comandante del reggimento decise di dargli un'altra possibilità. L'istruttore di volo gli fornì un cuscino su cui sedersi, il che migliorò la sua visuale dall'abitacolo e così atterrò con successo. Dopo aver completato la sua valutazione su di un aereo da addestramento,[14] Gagarin iniziò a volare da solo nel 1957.[8]

Il 5 novembre 1957, dopo aver accumulato 166 ore e 47 minuti di volo, Gagarin fu nominato luogotenente nelle forze aeree sovietiche. Il giorno successivo si diplomò alla scuola di volo e venne inviato alla base aerea di Luostari vicino al confine norvegese dell'oblast' di Murmansk per un incarico di due anni nella la flotta del Nord.[15] Il 7 luglio 1959 venne classificato come pilota militare di terza classe.[16] Dopo aver espresso interesse per l'esplorazione dello spazio in seguito al lancio di Luna 3 del 6 ottobre 1959, la sua raccomandazione al programma spaziale sovietico fu approvata e trasmessa dal tenente colonnello Babushkin.[15][17] A questo punto, Gagarin aveva accumulato 265 ore di volo.[15] e il 6 novembre 1959 venne promosso al grado di primo tenente,[16] tre settimane dopo essere stato intervistato da una commissione medica per la qualificazione al programma spaziale.[15]

Programma spaziale sovietico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Programma spaziale sovietico.

Selezione e addestramento[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Programma Vostok.

La selezione di Gagarin per il programma Vostok venne supervisionata da una commissione guidata dal maggiore generale Konstantin Fëdorovič Borodin del servizio medico dell'esercito sovietico e di cui facevano parte, tra gli altri, il colonnello Evgenij Anatol'evič Karpov, che sarebbe diventato il responsabile del centro di addestramento, e il colonnello Vladimir Jazdovskij, capo dei fisici che studiarono il volo di Gagarin. I candidati vennero sottoposti a test fisici e psicologici condotti presso un centro di ricerca di Mosca.[18] La commissione limitò la selezione ai piloti con un'età fra i 25 e 30 anni. L'ingegnere capo del programma Sergej Pavlovič Korolëv Korolev impose anche che i candidati, per adattarsi allo spazio limitato nella capsula Vostok, dovessero pesare meno di 72 kg e non essere alti più di 1,70 m.[19][20] Gagarin era alto 1,57 m.[21]

Da un iniziale gruppo di 154 piloti qualificati selezionati tra le loro unità dell'Aeronautica Militare, i medici militari scelsero 29 candidati cosmonauti, 20 dei quali vennero approvati dal governo sovietico. I primi dodici, incluso Gagarin, vennero accettati il 7 marzo 1960 e altri otto furono aggiunti in una serie di ordini successivi emessi fino a giugno.[18] Gagarin iniziò ad addestrarsi all'aeroporto di Khodynka, nel centro di Mosca, il 15 marzo 1960. Il programma di addestramento includeva esercizi fisici vigorosi e ripetitivi che Alexei Leonov, appartenente al primo gruppo di dodici, descrisse come affini all'allenamento per i Giochi Olimpici. Nell'aprile del 1960, iniziarono le prove con il paracadute nell'oblast' di Saratov e ciascuno degli aspiranti eseguì tra i circa 40 e i 50 lanci, sia da bassa che da alta quota, sia su terra che su acqua.[22]

Gagarin risultò il candidato preferito quando fu chiesto ai 20 prescelti di esprimere una valutazione anonima su chi avrebbe meritato di essere la prima scelta per la missione; tutti tranne tre lo scelsero.[23] Uno di questi candidati, Evgenij Khrunov, riteneva che il compagno fosse molto concentrato e esigesse da se stesso e dagli altri quando necessario.[24] Il 30 maggio 1960, Gagarin venne scelto per far parte di un ristretto gruppo di sei persone che avrebbe seguito un percorso di addestramento accelerato dal quale sarebbe stato scelto il primo cosmonauta.[25] Gli altri membri del gruppo erano Anatolij Kartašov, Andrijan Nikolaev, Pavlo Popovyč, German Titov e Valentin Varlamov. Tuttavia, Kartashov e Varlamov si infortunarono e quindi vennero sostituiti da Khrunov e Grigoriy Nelyubov.[26]

Poiché molti dei candidati selezionati per il programma, tra cui Gagarin, non avevano titoli di studio superiori, erano stati iscritti a un programma di corsi per corrispondenza presso l'Accademia di ingegneria aeronautica di Zhukovsky. Gagarin si iscrisse al programma nel settembre 1960 e non ottenne il diploma specialistico fino all'inizio del 1968.[27][28] Gagarin fu anche sottoposto a esperimenti volti per testare la resistenza fisica e psicologica, inclusi i test di ipossia, rinchiudendo i cosmonauti in una stanza da cui veniva lentamente pompata fuori l'aria, e a test di tenuta psicologica. I test psicologici inclusero il soggiorno dei candidati in una camera anecoica in completo isolamento; Gagarin ci rimase dal 26 luglio al 5 agosto.[22][29] Si addestrò per il volo imminente anche sperimentando forze g in una centrifuga.[26][30] Nell'agosto del 1960, un medico sovietico dell'aeronautica valutò la sua personalità come segue:[23]

«Modesto; imbarazzo quando il suo umorismo diventa un po' troppo audace; alto grado di sviluppo intellettuale evidente in Jurij; memoria fantastica; si distingue dai suoi colleghi per il suo senso acuto e di vasta portata di attenzione a ciò che lo circonda; un'immaginazione ben sviluppata; reazioni rapide; perseverante, si prepara scrupolosamente per le sue attività e esercizi di allenamento, gestisce con facilità la meccanica celeste e le formule matematiche ed eccelle nella matematica superiore; non si sente vincolato quando deve difendere il suo punto di vista se si considera giusto; sembra che capisca la vita meglio di molti suoi amici.»

Nel gennaio 1961 i sei prescelti furono nominati "piloti-cosmonauti" e iniziarono un ulteriore esame di due giorni capitanato dal sovraintendente del programma Vostok Nikolaj Kamanin. La commissione effettuò una simulazione all'interno di una riproduzione a grandezza naturale della capsula Vostok. Gagarin, Nikolaev, Popovič e Titov ottennero ottimi risultati.[24] Gagarin fu il migliore nel successivo test scritto e fu chiamato con Titov e Nelyubov a sostenere la preparazione finale per la missione. L'8 aprile Kamanin annunciò che Gagarin sarebbe stato il pilota principale e Titov la riserva.[24] Lo storico Asif Siddiqi scrive della selezione finale:[31]

«Alla fine, alla riunione della Commissione di Stato dell'8 aprile, Kamanin si alzò e nominò formalmente Gagarin come pilota principale e Titov come suo eventuale sostituto. Senza molte discussioni, la commissione approvò la proposta e passò ad altre questioni logistiche dell'ultimo minuto. Si presumeva che nel caso in cui Gagarin avesse sviluppato problemi di salute prima del decollo, Titov avrebbe preso il suo posto, con Nelyubov che fungeva da riserva.»

Vostok 1: primo uomo nello spazio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Vostok 1.
Gagarin esclama "poechali!" al decollo di Vostok 1
Traiettoria seguita da Vostok 1
Pannello di controllo della Vostok 1

Il volo dell'allora maggiore Jurij Gagarin cominciò il 12 aprile 1961, alle ore 9:07 di Mosca, all'interno della navicella Vostok 1 (Oriente 1), del peso di 4,7 tonnellate.

Per tale missione Gagarin aveva scelto il nominativo кедр ("kedr", cedro), usato durante il collegamento via radio.[32] Di seguito un frammento delle comunicazioni intercorse tra sala di controllo:

«Korolev: fase preliminare ... intermedia ... principale ... decollo! Ti auguriamo un buon volo. È tutto a posto. Gagarin: Andiamo! Arrivederci, fino a quando [ci incontriamo] presto, cari amici.[33][34]»

Il saluto di Gagarin a Korolev, in cui utilizzò la parola informale Poyekhali! (Поехали! - "Andiamo!") successivamente divenne nel blocco orientale un'espressione comune che fu utilizzata per riferirsi all'inizio dell'era spaziale.[35][36] I cinque motori del primo stadio si accesero fino a quando vi fu la prima separazione, che comportò l'espulsione dei quattro razzi laterali, lasciando solo il motore centrale. Successivamente, lo stadio centrale si separò mentre il razzo si trovava in una traiettoria suborbitale e con lo stadio superiore che lo spingeva verso l'orbita terrestre. Una volta terminata la fase di propulsione, lo stadio superiore si separò dal veicolo spaziale, il quale rimase in orbita terrestre per 108 minuti completando un'intera orbita ellittica attorno alla Terra, raggiungendo un'altitudine massima (apogeo) di 302 km e una minima (perigeo) di 175 km, viaggiando a una velocità di 27.400 km/h.[37] Durante il volo, con un ordine speciale, Gagarin venne promosso a pilota militare di prima classe con il grado di maggiore.[16][38]

Una riproduzione della navetta Vostok 1 e della tuta spaziale indossata da Gagarin, esposti al Museo della cosmonautica di Mosca

Osservando la Terra dallo spazio, disse:

«Il cielo è molto nero, la Terra è azzurra. Tutto può essere visto molto chiaramente"[39]»

Dopo aver completato l'orbita, un volo che Gagarin trascorse essenzialmente da passeggero (il controllo della navicella spaziale era infatti gestito da un computer a terra: i comandi di bordo erano bloccati, ma attivabili in caso di necessità agendo su un’apposita chiave), la capsula frenò la sua corsa, accendendo i retrorazzi in modo da consentire il rientro nell'atmosfera terrestre pianificato per effettuarsi in Kazakistan.[37] Gagarin divenne così il primo umano ad orbitare attorno alla Terra.[40]

Quando si trovava oramai a circa 7 000 metri da terra, Gagarin venne espulso dall'abitacolo e paracadutato a terra.[41] Nei resoconti ufficiali si affermò che era invece atterrato all'interno della capsula, per conformarsi alle regole internazionali sui primati di quota raggiunta in volo,[42][43] un'omissione che divenne evidente dopo il successivo volo di Titov su Vostok 2 quattro mesi dopo. Tuttavia, tali regole vennero modificate e Gagarin continua ad essere riconosciuto a livello internazionale come il primo umano nello spazio e il primo a orbitare attorno alla Terra.[44]

Il volo terminò alle 10:55, ora di Mosca, in un campo a sud della città di Ėngel's (oblast' di Saratov), più a ovest rispetto al sito pianificato di rientro.[45]

Dopo il volo del Vostok 1[modifica | modifica wikitesto]

Il volo di Vostok 1 fu un trionfo per il programma spaziale sovietico e Gagarin divenne un eroe nazionale, nonché una celebrità mondiale. I giornali di tutto il mondo pubblicarono la sua biografia e i dettagli della sua missione. In occasione delle celebrazioni per il suo ritorno, venne scortato in un lungo corteo da funzionari di alto rango per le strade di Mosca fino a giungere al Cremlino dove, in una sontuosa cerimonia, Nikita Krusciov gli conferì il titolo di Eroe dell'Unione Sovietica. Ulteriori manifestazioni di giubilo di massa si tennero in altre città dell'Unione.[46]

Gagarin si guadagnò la reputazione di abile personaggio pubblico e venne notato anche per il suo sorriso carismatico.[47][48][49] Il 15 aprile 1961, accompagnato da funzionari dell'Accademia sovietica delle scienze, rispose ad alcune domande in una conferenza stampa a Mosca davanti, a quanto riferito, a 1 000 giornalisti.[50] Tre mesi dopo il ritorno sulla Terra, Gagarin si recò nel Regno Unito, visitando Londra e Manchester.[47][51] Successivamente Gagarin intraprese un lungo viaggio all'estero, accettando l'invito di circa 30 paesi.[52] Nei primi quattro mesi visitò Brasile, Bulgaria, Canada, Cuba, Cecoslovacchia, Finlandia, Ungheria e Islanda.[53] Per via della sua fama in continua ascesa, il presidente degli Stati Uniti John Kennedy vietò che visitasse gli Stati Uniti.[54]

Gagarin a Varsavia

Nel 1962, Gagarin prese parte al Soviet dell'Unione[55] e venne eletto nel Comitato Centrale del Komsomol. Successivamente fece ritorno alla “Città delle Stelle”, il luogo di addestramento dei cosmonauti, dove si occupò della progettazione di un veicolo spaziale riutilizzabile. Il 12 giugno 1962 divenne tenente colonnello delle Forze aeree sovietiche e il 6 novembre dell'anno successivo fu promosso al grado di colonnello.[16] Il 20 dicembre, Gagarin divenne vicedirettore della struttura di addestramento per i cosmonauti.[56] Funzionari sovietici, incluso Nikolaj Kamanin, cercarono di tenere Gagarin lontano da qualsiasi volo spaziale, preoccupati di perdere il loro eroe in un incidente notando che era "troppo caro all'umanità per rischiare la vita per un normale volo spaziale".[57] Kamanin era anche preoccupato per l'eccessiva assunzione di bevande alcoliche da parte di Gagarin, ritenendo che l'improvvisa celebrità lo avesse messo a dura prova. Nonostante i conoscenti affermassero che Gagarin fosse un "bevitore sensibile", il suo programma di viaggi e rappresentanza lo metteva in situazioni sociali in cui si trovava a bere sempre di più alcolici.[8][11]

Gagarin con Valentina Tereshkova, seduta alla sua sinistra

Due anni dopo, venne rieletto deputato dell'Unione Sovietica, ma questa volta al Soviet delle nazionalità, la camera alta.[55] L'anno seguente, iniziò a riqualificarsi come pilota da combattimento[58] e fu nominato pilota di riserva del suo amico Vladimir Komarov per la missione Soyuz 1. Kamanin si era opposto alla riassegnazione di Gagarin per una missione spaziale in quanto, dopo cinque anni lontano dall'addestramento, si riteneva che le sue abilità di volo si fossero deteriorate. Nonostante ciò, rimase un candidato alla missione Soyuz 1 fino a quando non venne sostituito da Komarov nell'aprile 1966 e riassegnato alla Soyuz 3.[59]

Gagarin con il vice presidente degli Stati Uniti Hubert Humphrey, con il primo ministro francese Georges Pompidou e gli astronauti di Gemini 4 nel 1965 al Paris Air Show

A causa di implicite pressioni politiche, il lancio di Soyuz 1 venne affrettato,[60] nonostante le proteste di Gagarin il quale riteneva che fossero necessarie ulteriori misure di sicurezza.[61] Gagarin accompagnò Komarov sulla rampa di lancio prima del decollo e trasmise al collega, dal centro di controllo di terra, le istruzioni per tentare di risolvere i molteplici guasti del sistema che si stavano presentando a bordo del veicolo spaziale.[62] Nonostante i loro sforzi, la Soyuz 1 rientrò a Terra senza che i suoi paracadute si aprissero, uccidendo Komarov all'istante.[63] Dopo l'incidente della Soyuz 1, a Gagarin fu definitivamente vietato l'addestramento e la partecipazione ad ulteriori voli spaziali.[64] Venne anche temporaneamente sospeso da i voli per concentrarsi sugli studi accademici con la promessa che in futuro gli sarebbe stato concesso di riprendere l'addestramento in volo.[65] Il 17 febbraio 1968, Gagarin discusse la sua tesi in ingegneria aerospaziale sulla configurazione aerodinamica degli aeroplani e si laureò con lode all'Accademia di Ingegneria Aeronautica Militare Žukovskij.[28][65][66]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Gagarin con la moglie Valentina Goryacheva ad un concerto nel 1964

Gagarin era uno sportivo appassionato e giocava a hockey su ghiaccio nel ruolo di portiere.[67] Era anche appassionato di basket e ha allenato la squadra della scuola tecnica industriale di Saratov, oltre ad arbitrare.[68]

Nel 1957, mentre era un cadetto nella scuola di volo, Gagarin incontrò in occasione delle celebrazioni del Primo Maggio nella Piazza Rossa di Mosca Valentina Goryacheva,[69] un tecnico medico laureata alla scuola medica di Orenburg.[9][11][70] La coppia si sposò il 7 novembre dello stesso anno,[9] lo stesso giorno in cui Gagarin si diplomò nella scuola di volo, ed ebbero due figlie.[71][72] Yelena Yurievna Gagarina, nata nel 1959,[72] è una storica dell'arte che dal 2001 ha ricoperto la carica di direttore generale dei Musei del Cremlino di Mosca;[73][74] e Galina Yurievna Gagarina, nata nel 1961,[72] professore di economia presso l'Università russa di economia Plechanov.[73][75]

Credenze religiose[modifica | modifica wikitesto]

La figura di Gagarin venne ampiamente utilizzata dalla propaganda sovietica non solo per affermare la supremazia dell'URSS nella corsa allo spazio ma anche in favore dell'ateismo di Stato. A Gagarin è stata infatti attribuita da alcune fonti la celebre frase "Non vedo nessun Dio quassù".[76] L'attribuzione della frase in realtà è controversa; non esiste alcuna registrazione delle comunicazioni che la riporti[77] e potrebbe essere stata frutto della propaganda antireligiosa sovietica.[78][79]

Cosmonauti sovietici nel 1965; Gagarin è il secondo da sinistra in prima fila

In un'intervista rilasciata all'agenzia Interfax nel 2006,[80] l'amico intimo e collega di Gagarin, il colonnello Valentin Vasil'evič Petrov, docente presso l'accademia aeronautica militare intitolata allo stesso Gagarin, ha affermato che Jurij era battezzato nella chiesa ortodossa e credente[81] e che ebbe varie testimonianze dirette di questa sua sensibilità verso il divino. Il colonnello è convinto che fu in realtà Nikita Chruščëv a coniare la famosa frase sull'assenza di Dio nello spazio[80][82]

Nell'intervista, Valentin Vasil'evič Petrov, ha dichiarato infatti « [...] non è stato sicuramente Gagarin a dirlo, ma Krusciov! Ciò è stato durante la sessione plenaria del Comitato Centrale del PCUS in cui si decise di iniziare la propaganda antireligiosa. Krusciov [...] disse: "Perché state aggrappati a Dio? Gagarin volò nello spazio, ma non vide Dio!» Tuttavia, dopo qualche tempo, queste parole cominciarono a essere presentate in un modo diverso. Erano citate in riferimento non a Krusciov, ma a Gagarin, che era amato dal popolo, e una frase simile uscita dalle sue labbra sarebbe stata di grande importanza. Krusciov, dicevano, non è molto creduto, ma si crederà sicuramente a Gagarin. Ma Gagarin non ha mai detto questo, né avrebbe mai potuto dirlo.[80][82]

La rivista Foma nel 2011 ha riportato una frase del rettore della chiesa ortodossa della Città delle Stelle che disse che, poco prima del suo volo, Gagarin volle battezzare la figlia Elena e ha descritto come la famiglia Gagarin celebrasse ogni anno il Natale e la Pasqua, oltre a possedere in casa icone e immagini religiose.[83]

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Un MiG-15UTI, l'aereo su cui Gagarin perse la vita

Gagarin morì il 27 marzo 1968 a soli 34 anni, sette anni dopo la sua grande impresa, a bordo di un piccolo caccia MiG-15UTI, schiantatosi al suolo nelle vicinanze della città di Kiržač insieme all'istruttore di volo Vladimir Seryogin dopo che i due erano decollati dalla base aerea di Chkalovsky. I corpi di Gagarin e Seryogin vennero cremati e le loro ceneri poste presso le mura del Cremlino a Mosca.[84] Avvolta nel segreto, la causa dell'incidente che uccise Gagarin è incerta ed è diventata oggetto di diverse teorie.[85][86] Almeno tre indagini sull'incidente sono state condotte separatamente dall'Aeronautica sovietica, dalle commissioni ufficiali del governo e dal KGB.[87][88] Secondo una biografia di Gagarin scritta da Jamie Doran e Piers Bizony, il KGB operò "non solo a fianco dell'Aeronautica Militare e dei membri della commissione ufficiale, ma anche contro di essi".[87]

Il rapporto del KGB, declassificato nel marzo 2003, ha respinto le varie teorie della cospirazione suggerendo, invece, che le azioni intraprese dal personale della base aerea avessero contribuito allo schianto. Il rapporto affermava che un controllore del traffico avesse fornito a Gagarin informazioni meteorologiche obsolete e che al momento del decollo le condizioni si erano notevolmente deteriorate. La squadra di terra lasciò anche i serbatoi di carburante esterni attaccati al velivolo. Le attività di volo programmate necessitavano invece di tempo sereno e dell'assenza dei serbatoi. L'inchiesta ha concluso che l'aereo di Gagarin era entrato in una vite, a causa di un impatto con volatili o di una manovra improvvisa effettuata per evitare un altro aereo. A causa delle previsioni meteorologiche non corrette, l'equipaggio ritenne che la loro altitudine fosse maggiore rispetto alla realtà e così non riuscì a reagire correttamente per far uscire il MiG-15 dalla vite.[88] Un'altra teoria, avanzata nel 2005, ipotizza che una presa d'aria della cabina fosse stata accidentalmente lasciata aperta dall'equipaggio precedente, portando alla privazione di ossigeno e lasciando l'equipaggio incapace di controllare l'aeromobile.[85] Una teoria simile, pubblicata sulla rivista Air & Space, propone che l'equipaggio avesse riscontrato la valvola aperta e che avesse eseguito la procedura di immediata discesa ad una quota più bassa. Tale discesa gli aveva, tuttavia, fatto perdere conoscenza portandoli di conseguenza allo schianto.[86]

Targa nella necropoli delle mura del Cremlino che indica dove sono poste le ceneri di Gagarin

Il 12 aprile 2007, il Cremlino ha posto il veto a una nuova indagine sulla morte del cosmonauta. Funzionari del governo hanno dichiarato di non aver riscontrato alcun motivo per iniziare nuove inchieste.[89] Nell'aprile 2011, i documenti di una commissione del 1968 istituita dal Comitato Centrale del PCUS per indagare sull'incidente furono declassificati, rivelando che la conclusione originale della commissione fosse che Gagarin o Seryogin avessero manovrato bruscamente per evitare un pallone meteorologico o per evitare "l'ingresso nel limite superiore del primo strato di copertura nuvolosa", portando il velivolo in un "super-critico regime di volo e al suo stallo in condizioni meteorologiche complesse".[90]

Leonov, che successivamente fu anche membro di una commissione statale istituita per indagare sull'incidente, quel giorno stava conducendo sessioni di addestramento con il paracadute e sentì "due forti boom in lontananza". Ritenne che un Sukhoi Su-15 volasse al di sotto della sua altitudine minima e, "senza rendersene conto a causa delle terribili condizioni meteorologiche, fosse passato tra i 10 e i 20 metri dall'aereo di Yuri e Seregin nel momento in cui superava la barriera del suono". La turbolenza che ne sarebbe derivata avrebbe mandato il MiG-15UTI in una vite incontrollata. Leonov ha affermato che il primo boato udito era stato quello del jet che passava alla velocità supersonica mentre il secondo quello dello schianto dell'aereo di Gagarin.[91] In un'intervista rilasciata nel giugno 2013 alla rete televisiva russa RT, Leonov riferì che un rapporto sull'incidente confermasse la presenza di un secondo aereo, un Su-15 "non autorizzato", che volava nell'area. Tuttavia, come condizione per poter discutere del rapporto declassificato, a Leonov è stato impedito di rivelare il nome del pilota del Su-15 che a quell'epoca aveva 80 anni ed era in cattive condizioni di salute.[92]

Onorificenze e intitolazioni[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Jânio Quadros, Presidente del Brasile, decora Gagarin, 1961

Il 14 aprile 1961, Gagarin venne onorato con una parata di 19 km alla quale parteciparono milioni di persone e che si concluse nella Piazza Rossa. Dopo un breve discorso, gli fu conferito il titolo di Eroe dell'Unione Sovietica,[93][94] l'Ordine di Lenin,[93] e quello di pilota-cosmonauta dell'Unione Sovietica.[94] Il 15 aprile, l'Accademia delle scienze sovietica gli conferì la medaglia d'oro "Konstantin Ėduardovič Ciolkovskij", dal nome del pioniere russo dell'aeronautica spaziale.[95] Gagarin ricevette quattro medaglie commemorative sovietiche nel corso della sua carriera.[16]

Venne onorato, il 29 aprile 1961, anche come Eroe del Lavoro Socialista (Cecoslovacchia),[96][97] ed Eroe del lavoro socialista (Bulgaria, incluso l'Ordine di Georgi Dimitrov) nello stesso anno.[16] Nell'ottavo anniversario dell'inizio della Rivoluzione cubana (26 luglio), il presidente cubano Osvaldo Dorticós Torrado gli conferì il titolo primo comandante dell'Ordine di Playa Girón.[98]

A Gagarin fu anche assegnata nel 1960 la medaglia d'oro per il volo e la medaglia De la Vaulx l'anno seguente dalla Fédération Aéronautique Internationale Svizzera.[99] In quell'anno ricevette numerosi onorificenze da altre nazioni, tra cui l'Ordine della Stella della Repubblica Indonesiana (2ª classe), l'Ordine della Croce di Grunwald (1º grado) in Polonia, l'Ordine della Bandiera della Repubblica di Ungheria, il titolo di Eroe del Lavoro dalla Repubblica Democratica del Vietnam,[16] e una medaglia d'oro della British Interplanetary Society.[100][101] Il presidente Jânio Quadros del Brasile decorò Gagarin il 2 agosto 1961 con l'Ordine al merito aeronautico, grado di comandante.[102] Durante un tour in Egitto alla fine di gennaio del 1962, Gagarin fu insignito dell'Ordine del Nilo e le chiavi d'oro delle porte del Cairo.[103] Il 22 ottobre 1963, Gagarin e Valentina Tereshkova furono onorati con l'Ordine di Karl Marx dalla Repubblica Democratica Tedesca.[104]

Onorificenze sovietiche[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Intitolazioni[modifica | modifica wikitesto]

A Jurij Gagarin sono stati dedicati in Russia il centro di addestramento alla Città delle Stelle dove si preparano i cosmonauti prescelti per le varie missioni spaziali e l'Accademia dell'aeronautica militare dell'URSS (poi della Federazione Russa). In suo onore è stato eretto in piazza Gagarin a Mosca nel 1980 un monumento alto 12 metri scolpito nel titanio e appoggiato su un piedistallo di granito di 27 metri e mezzo, progettato dallo scultore Pavel Bondarenko e dall'architetto Jakov Belopol'skij.

Lo Stadio Jurij Gagarin della città ucraina di Chernihiv è a lui intitolato.

Il trofeo della Kontinental Hockey League di hockey su ghiaccio si chiama Coppa Gagarin.

In suo onore un asteroide è stato battezzato 1772 Gagarin e gli è stato intitolato anche un vasto cratere lunare sulla faccia nascosta della Luna.

Le montagne di Gagarin, una catena montuosa della Terra della Regina Maud, in Antartide, facente parte della più grande catena delle montagne di Orvin, sono state così battezzate in suo onore.

L'artista italiano Jorit ha realizzato il più grande ritratto di Gagarin al mondo, sulla facciata di un palazzo in Russia nel quartiere di Odintsovo.[105][106][107][108]

Il messaggio prima di Vostok 1[modifica | modifica wikitesto]

Prima del volo che rimarrà scolpito nella storia come quello del primo uomo a raggiungere lo spazio, Gagarin lanciò un messaggio:

«Cari amici, conosciuti e sconosciuti a me, concittadini e persone di tutti i paesi e continenti! In pochi minuti una potente astronave mi porterà nelle distanti distese dello spazio. Cosa posso dirvi in questi ultimi minuti prima dell'inizio? Tutta la mia vita sembra essere condensata in un momento meraviglioso. Tutto ciò che ho sperimentato e fatto finora è stato in preparazione di questo momento... Ti rendi conto che è difficile esprimere come ci si sente ora - quando il momento del test, per il quale ci siamo addestrati a lungo e appassionatamente, è così vicino. Non devo dirvi cosa ho provato quando mi è stato suggerito di fare questo volo, il primo nella storia. Gioia? No, era qualcosa di più. Orgoglio? No, non era solo orgoglio. Ho provato una grande felicità. Essere il primo ad entrare nel cosmo, battersi da solo in un duello senza precedenti con la natura - qualcuno potrebbe sognare qualcosa di più grande di questa? Ma subito dopo ho pensato all'enorme responsabilità che ricadeva su di me: essere il primo a fare ciò che generazioni di persone avevano sognato; essere il primo a spianare la strada allo spazio per l'umanità.
Se sono contento di partire per questo volo spaziale? Certo che sono felice. Dopotutto, in tutti i tempi e in tutte le epoche la più grande felicità per le persone è stata partecipare a nuove scoperte.
Voglio dedicare questo primo volo spaziale al popolo del comunismo, una società in cui il nostro popolo sovietico sta già entrando e in cui, ne sono certo, entreranno tutte le persone sulla Terra.
È questione di pochi minuti prima dell'inizio. Vi dico: "Arrivederci", cari amici, proprio come si dicono le persone quando intraprendono un lungo viaggio. Vorrei tanto abbracciarvi tutti, persone conosciute e sconosciute a me, amici intimi e sconosciuti. Arrivederci!»

(Jurij Gagarin[109])

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

  • Il poeta e romanziere russo Evgenij Aleksandrovič Evtušenko gli dedica nel 1969 la poesia Sono Gagarin, il figlio della terra.[110]
  • Pablo Picasso ha dedicato una serigrafia a Gagarin dal titolo Étude pour Yuri Gagarin.
  • La Swatch ha prodotto un orologio modello "Yuri".
  • La Vostok, azienda orologiera russa, ha prodotto vari modelli dedicati al cosmonauta.
  • Poljot ha creato diverse edizioni speciali moderne dello sturmanskie indossato da Gagarin.
  • Gagarin. Primo nello spazio (Гагарин. первый в космосе)[111] è un film biografico del 2013 diretto da Pavel Parkhomenko.
  • Il cantante Claudio Baglioni scrisse una canzone, appunto chiamata "Gagarin", in suo onore

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hall, Shayler e Vis, 2007, p. 332.
  2. ^ French, 2010,  p. 270
  3. ^ Dennis Tito, Yuri Gagarin, in Time Europe, 13 novembre 2006 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2008).
  4. ^ Burgess e Hall, 2009, pp. 41–42.
  5. ^ Doran e Bizony, 2011, pp. 11–12.
  6. ^ Burgess e Hall, 2009, p. 42.
  7. ^ a b c Katia Moskvitch, Yuri Gagarin's Klushino: forgotten home of space legend, su BBC News, 3 aprile 2011. URL consultato il 4 aprile 2011 (archiviato il 4 aprile 2011).
  8. ^ a b c d e Paul Rodgers, Yuri Gagarin: the man who fell to Earth, in The Independent, 3 aprile 2011 (archiviato il 4 aprile 2011).
  9. ^ a b c d e f Piers Bizony, First man of Space – the flight and plight of Yuri Gagarin, in Engineering & Technology, vol. 6, n. 3, 14 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2013).
  10. ^ a b Yury Gagarin: Biography, su RIA Novosti, 30 marzo 2011 (archiviato il 23 maggio 2012).
  11. ^ a b c d Paul Rincon e Katia Moskvitch, Profile: Yuri Gagarin, su BBC News, 4 aprile 2011. URL consultato il 20 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2018).
  12. ^ a b Burgess e Hall, 2009, p. 43.
  13. ^ Burgess e Hall, 2009, p. 352.
  14. ^ Burgess e Hall, 2009, pp. 43–44.
  15. ^ a b c d Burgess e Hall, 2009, p. 45.
  16. ^ a b c d e f g (RU) Юрий Алексеевич Гагарин [Gagarin Yuri Alekseevich], su astronaut.ru. URL consultato il 2 aprile 2019 (archiviato il 22 giugno 2019).
  17. ^ Lindsay, 2013, p. 42.
  18. ^ a b Hall, Shayler e Vis, 2007, p. 120.
  19. ^ Siddiqi, 2000, p. 244.
  20. ^ Norberg,  p. 16
  21. ^ Impey,  p. 51
  22. ^ a b Siddiqi, 2000, p. 248.
  23. ^ a b Siddiqi, 2000, p. 262.
  24. ^ a b c Siddiqi, 2000, p. 261.
  25. ^ Cavallaro, 2018, p. 96.
  26. ^ a b Hall, Shayler e Vis, p. 122.
  27. ^ Hall, Shayler e Vis, 2007, p. 135.
  28. ^ a b (RU) Vitaliy Lebedev, Диплом гагарина [Gagarin's diploma] (PDF), in New Defence Order Strategy, vol. 16, n. 4, agosto 2011, pp. 117–118. URL consultato il 13 giugno 2019 (archiviato il 22 gennaio 2017).
  29. ^ Hall, Shayler e Vis, 2007, p. 77.
  30. ^ Doran e Bizony, 2011, pp. 34–38.
  31. ^ Siddiqi, 2000, pp. 271–272.
  32. ^ Siddiqi, 2000, p. 283.
  33. ^ Hall e Shayler,  p. 150
  34. ^ French e Burgess, 2009, p. 20.
  35. ^ Dushenko, 2019, p. 1097.
  36. ^ Pervushin, 2011, Cap. 6.2.
  37. ^ a b Sheldon, 2013, p. 219.
  38. ^ Gagarin, Denisova e Borzenko, 1961
  39. ^ Il termine russo usato per indicare il colore della Terra (голубая - golubaya) può essere tradotto come "azzurra" o come "celeste". La frase russa originale fu: "Небо очень чёрное. Земля голубая. Всё видно очень ясно". Si veda: Andrey Verin, Target, Litres, 2018. ISBN 9785041054014
  40. ^ Siddiqi, 2000, p. 275.
  41. ^ Siddiqi, 2000, p. 281.
  42. ^ Angelo, 2014, p. 24.
  43. ^ Jenks, 2011, p. 112.
  44. ^ (EN) Cathleen Lewis, Why Yuri Gagarin remains the first man in space, even though he did not land inside his spacecraft, su National Air and Space Museum, 12 aprile 2010. URL consultato il 12 giugno 2019 (archiviato il 18 giugno 2019).
  45. ^ Sito di atterraggio della Vostok 1, da Google Maps.
  46. ^ Pervushin, 2011, Cap. 7.1.
  47. ^ a b Francis French, Yuri Gagarin's visit to Manchester, in Spaceflight, vol. 40, n. 7, luglio 1998, pp. 261–262. URL consultato il 14 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2011).
  48. ^ Huw Williams, Memories sought of Yuri Gagarin's way into space, su BBC News, 7 marzo 2011. URL consultato l'11 aprile 2011 (archiviato l'11 marzo 2011).
  49. ^ Robin McKie, Sergei Korolev: the rocket genius behind Yuri Gagarin, in The Guardian, 13 marzo 2011. URL consultato l'11 aprile 2011 (archiviato il 21 settembre 2013).
  50. ^ Astronaut meets press at Moscow, in The Times Record, UPI, 15 aprile 1961, p. 1. URL consultato il 15 giugno 2019.
  51. ^ John Callow, Yuri Gagarin in Manchester, su Working Class Movement Library, 17 gennaio 2009. URL consultato il 12 aprile 2010 (archiviato il 2 luglio 2010).
  52. ^ (RU) Vladimir Belyakov, На орбите дружбы [In orbit of friendship], in МК в Египте [MK in Egypt], vol. 07, n. 37, 2011. URL consultato il 15 giugno 2019 (archiviato il 15 giugno 2019).
  53. ^ Gerovitch, 2011, p. 92.
  54. ^ (EN) Richard Orange, Yuri Gagarin: 50th anniversary of the first man in space, in The Telegraph, 12 aprile 2011, ISSN 0307-1235 (WC · ACNP). URL consultato il 4 luglio 2019 (archiviato il 4 luglio 2019).
  55. ^ a b (RU) Nail Gafutulin, Космонавт и депутат [Astronaut and deputy], in Krasnaya Zvezda, 12 aprile 2011. URL consultato il 10 gennaio 2015 (archiviato il 4 marzo 2016).
  56. ^ (RU) Юрий Алексеевич Гагарин [Yuri Alekseyevich Gagarin], su astronaut.ru, 2 giugno 2013. URL consultato il 10 gennaio 2015 (archiviato il 26 giugno 2014).
  57. ^ Siddiqi, 2000, p. 568.
  58. ^ Gagarin, su astronautix.com. URL consultato il 28 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2013).
  59. ^ Siddiqi, 2000, pp. 568, 622.
  60. ^ Siddiqi, 2000, p. 590.
  61. ^ Robert Krulwich, Cosmonaut crashed into Earth 'crying in rage', su Krulwich Wonders, NPR, 18 marzo 2011. URL consultato il 12 aprile 2011 (archiviato il 7 aprile 2011).
  62. ^ Siddiqi, 2000, pp. 581-584.
  63. ^ Siddiqi, 2000, pp. 588-589.
  64. ^ Siddiqi, 2000, p. 622.
  65. ^ a b Siddiqi, 2000, p. 627.
  66. ^ (RU) Vitaliy Lebedev, Диплом Гагарина [Gagarin's Diploma] (PDF), in New Defence Order Strategy, vol. 17, n. 5, October 2011, pp. 68–69. URL consultato il 13 giugno 2019 (archiviato il 22 gennaio 2017).
  67. ^ Gavrilin, 1973, pp. 26–27.
  68. ^ Louis e Louis,  p. 43
  69. ^ Burgess e Hall, 2009, p. 44.
  70. ^ Jenks, 2012, p. 75.
  71. ^ Jennifer Rosenberg, Biography of Yuri Gagarin, first man in space, su ThoughtCo, 15 maggio 2019. URL consultato l'11 giugno 2019 (archiviato l'11 giugno 2019).
  72. ^ a b c The First Man in Space, New York, Crosscurrents Press, 1961, p. 79, OCLC 220499322. URL consultato il 22 giugno 2018 (archiviato l'11 giugno 2019).
  73. ^ a b Allen Abel, The family he left behind, in Air & Space, May 2011. URL consultato il 26 marzo 2013 (archiviato il 12 maggio 2013).
  74. ^ Gagarin in his daughter's words, su euronews.net, 12 aprile 2011. URL consultato il 27 aprile 2012 (archiviato il 15 aprile 2011).
  75. ^ (RU) 8 – 9 апреля заведующая кафедрой национальной и региональной экономики, проф. Г.Ю. Гагарина посетила г. Самару, где проходили праздничные мероприятия, посвященные 50-летию полета Ю.А. Гагарина в космос [8–9 April, Head of the Department of National and Regional Economics, Prof. G. Yu. Gagarin visited the city of Samara, where festive events dedicated to the 50th anniversary of the flight of Yu. A. Gagarin in space], su Plekhanov Russian University of Economics, 11 aprile 2011. URL consultato il 4 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 17 aprile 2013).
  76. ^ citato in Daniele Soffiati, Non ci posso credere!, Aliberti Editore.
  77. ^ (RU) Полная стенограмма переговоров Юрия Гагарина с Землей с момента его посадки в корабль (за два часа до старта) до выхода корабля "Востока-1" из зоны радиоприема, su cosmoworld.ru. URL consultato il 30 marzo 2008.
  78. ^ Gagarin e Dio, su ilsussidiario.net, 11 aprile 2011. URL consultato il 14 aprile 2020.
  79. ^ Jurij Gagarin ha detto di non avere visto Dio nello spazio?, su ortodossiatorino.net. URL consultato il 14 aprile 2020.
  80. ^ a b c I am proud to be accused of having introduced Yury Gagarin to Orthodoxy, su interfax-religion.com, 12 aprile 2006. URL consultato il 30 marzo 2008 (archiviato il 21 maggio 2013).
  81. ^ Enrico Grassani, Yuri Gagarin e i primi voli spaziali sovietici, Edizioni Selecta, 2004. ISBN 978-88-7332-046-3.
  82. ^ a b Giovanni Bensi su "Avvenire" del 13 aprile 2006.
  83. ^ Gagarin's family celebrated Easter and Christmas, Korolev used to pray and confess, su interfax-religion.com, 11 aprile 2011 (archiviato il 21 maggio 2013).
  84. ^ Cavallaro, 2018,  p. 248
  85. ^ a b Ed Holt, Inquiry promises to solve Gagarin death riddle, in Scotland on Sunday, 3 aprile 2005. URL consultato il 30 marzo 2008 (archiviato il 15 aprile 2008).
  86. ^ a b Andrew Osborn, What made Yuri fall?, in Air & Space, settembre 2010. URL consultato il 24 settembre 2010 (archiviato il 19 settembre 2010).
  87. ^ a b Doran e Bizony,  p. 221
  88. ^ a b Ben Aris, KGB held ground staff to blame for Gagarin's death, in The Daily Telegraph, 28 marzo 2008. URL consultato il 1º agosto 2008 (archiviato il 20 dicembre 2008).
  89. ^ Andrew Osborn, Kremlin vetoes new inquiry into mystery death of Yuri Gagarin, in The Belfast Telegraph, 12 aprile 2007. URL consultato il 30 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2013).
  90. ^ Anna Malpas, Russia sheds light on Gagarin death mystery, su AFP, 8 aprile 2011. URL consultato l'8 aprile 2011 (archiviato il 26 marzo 2013).
  91. ^ Leonov e Scott, 2004, p. 218.
  92. ^ Death of Yuri Gagarin demystified 40 years on, su rt.com, 14 giugno 2013. URL consultato il 14 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2019).
  93. ^ a b Henry Shapiro, Soviets give Yuri hero's welcome, in The Press Democrat, Santa Rosa, California, UPI, 14 aprile 1961, p. 3. URL consultato il 1º aprile 2019 (archiviato il 1º aprile 2019).
  94. ^ a b Moscow goes wild about spaceman, in The Courier-News, Bridgewater, New Jersey, Associated Press, 14 aprile 1961. URL consultato il 2 aprile 2019 (archiviato il 3 aprile 2019).
  95. ^ Astronaut meets press at Moscow (continued from page 1), in The Times Record, Troy, New York, UPI, 15 aprile 1961, p. 22. URL consultato il 3 aprile 2019 (archiviato il 3 aprile 2019).
  96. ^ Czechs honor Yuri, in Daily News, New York, Reuters, 30 aprile 1961, p. 35. URL consultato il 2 aprile 2019 (archiviato il 2 aprile 2019).
  97. ^ (CS) Čestný titul Hrdina socialistické práce s právem nosit zlatou hvězdu Hrdiny socialistické práce [Honorary title, Hero of socialist work with the right to wear golden star, Heroes of Socialist Labor] (PDF), su Archiv Kanceláře Prezidenta Republiky. URL consultato l'11 aprile 2019 (archiviato il 12 aprile 2019).
  98. ^ William L. Ryan, Castro to unify his gains, in The Morning News, Wilmington, Delaware, Associated Press, 27 luglio 1961, p. 3. URL consultato il 2 aprile 2019 (archiviato il 2 aprile 2019).
  99. ^ FAI Awards, su Fédération Aéronautique Internationale, 10 ottobre 2017. URL consultato il 26 marzo 2019 (archiviato il 27 marzo 2019).
  100. ^ British queen rolls out red carpet for Yuri, in Deadwood Pioneer-Times, Deadwood, South Dakota, UPI, 11 luglio 1961, p. 6. URL consultato il 1º aprile 2019 (archiviato il 1º aprile 2019).
  101. ^ (EN) Honours and Awards, in Weather, vol. 10, n. 4, 1955, pp. 133, Bibcode:1955Wthr...10..133., DOI:10.1002/j.1477-8696.1955.tb00173.x. URL consultato il 15 giugno 2019 (archiviato il 9 agosto 2018).
  102. ^ Brazilian President pins medal on Yuri, praises space flight, in Tampa Bay Times, St. Petersburg, Florida, Associated Press, 3 agosto 1961, p. 7. URL consultato il 2 aprile 2019 (archiviato il 2 aprile 2019).
  103. ^ Gagarin honored, in Lincoln Journal Star, Lincoln, Nebraska, UPI, 1º febbraio 1962, p. 20. URL consultato il 2 aprile 2019 (archiviato il 2 aprile 2019).
  104. ^ Rednauts Get Top Marx, in Daily News, New York, 22 ottobre 1963, p. 210. URL consultato il 1º aprile 2019 (archiviato il 1º aprile 2019).
  105. ^ Jorit, il Bansky italiano approda in Russia: a Mosca un suo murales gigante dedicato a Gagarin, su it.rbth.com, 30 agosto 2019. URL consultato il 2 settembre 2019.
  106. ^ Jorit, la sua arte approda in Russia: un murale dedicato a Jurij Gagarin, su 2anews.it, 21 agosto 2019. URL consultato il 2 settembre 2019.
  107. ^ La nuova opera di Jorit è in Russia: un murale dedicato a Yuri Gagarin, su bonculture.it, 20 agosto 2019. URL consultato il 2 settembre 2019.
  108. ^ Artista italiano realizza enorme volto di Yuri Gagarin su palazzo a Mosca, su it.sputniknews.com, 31 agosto 2019. URL consultato il 2 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 1º settembre 2019).
  109. ^ (RU) Citato in Anton Pervushin, Юрий Гагарин: Один полет и вся жизнь. Полная биография первого космонавта планеты Земля
  110. ^ Evgenij Evtuscenko - Pasolini e il Vangelo secondo Matteo, su pasolini.net, 10 gennaio 2015. URL consultato il 13 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2015).
  111. ^ Gagarin – Primo nello Spazio : Un Film Spettacolare sulla storia di Yuri Gagarin, su link2universe.net, 14 febbraio 2014. URL consultato il 13 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 14 febbraio 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN61673822 · ISNI (EN0000 0000 8387 5419 · LCCN (ENn50015443 · GND (DE118537105 · BNF (FRcb127780570 (data) · BNE (ESXX1050308 (data) · ULAN (EN500342574 · NLA (EN35108995 · NDL (ENJA00440377 · WorldCat Identities (ENlccn-n50015443