Sergej Pavlovič Korolëv

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Sergej Pavlovič Korolëv

Sergej Pavlovič Korolëv, in ucraino: Сергі́й Па́влович Корольо́в (Королів)?, in russo: Сергей Павлович Королёв? (Žytomyr 30 dicembre 1906 del calendario giuliano[1], 12 gennaio 1907Mosca, 14 gennaio 1966), è stato un ingegnere sovietico. Fu il più grande ingegnere progettista di razzi sovietico, conosciuto semplicemente come il "Capo progettista".

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Žytomyr, all'epoca nell'Impero Russo e oggi in Ucraina, figlio di Pavlo Jakovyč Korolëv e Marija Mykolaïvna Moskalenko. Allievo dell'ingegnere italo-sovietico Roberto Bartini, insieme a Friedrich Zander lanciò il primo razzo sovietico a propellente liquido nel 1933, seguito da un altro nel 1936 (si trattava del 212). Venne arrestato con l'accusa di slealtà il 27 giugno 1938 e condannato a 10 anni di prigionia. Dopo circa un anno di prigionia, nel campo di lavoro di Kolyma, venne tuttavia trasferito in una šaraška (permettendogli di dedicarsi allo studio della missilistica), una sorta di prigione speciale per tecnici e scienziati, si pensa grazie all'intervento di Andrej Tupolev, altro storico ingegnere sovietico. Venne rilasciato il 27 luglio 1944 e riabilitato ufficialmente, come altri suoi colleghi, con l'avvio della destalinizzazione voluta dall'allora segretario del PCUS Nikita Chruščёv, nel 1957.

Korolëv iniziò a lavorare al programma spaziale sovietico con la costruzione di una copia esatta del missile V2 tedesco, designato dai sovietici come razzo R-1. In seguito passò alla progettazione del missile R-7, il primo ICBM, progettato per sganciare una bomba nucleare da 5.000 kg sugli Stati Uniti. Korolëv supervisionò diverse delle prime esplorazioni spaziali: il primo satellite (lo Sputnik 1), i primi esseri viventi (la cagnetta Laika) e i primi esseri umani nello spazio (tra i quali Jurij Gagarin e Valentina Tereškova), la prima attività extra-veicolare (EVA), e i primi mezzi sulla Luna e su Venere: Luna 2 e Venera 3.

Il gigantesco razzo N1 venne progettato da Korolëv per andare sulla Luna, ma egli morì prima dell'inizio dei test, durante un'operazione chirurgica per rimuovere un tumore maligno.

Il nome, la vita e il lavoro di Korolëv furono coperti, per ragioni di sicurezza (si temeva potesse essere ucciso da agenti statunitensi), dallo stretto segreto fino alla sua morte. In vita, era semplicemente conosciuto come Главный Конструктор (Glavnyj Konstruktor), cioè il "Progettista capo". Usava firmare i suoi articoli con lo pseudonimo "K. Sergeev". Dopo il lancio dello Sputnik, la commissione per l'assegnazione del premio Nobel chiese all'URSS chi ne fosse l'artefice, ma neanche di fronte a questo le autorità politiche sovietiche ne rivelarono il nome, chiedendo di non assegnarlo ad una singola persona; questo causò la sua esclusione dalla possibilità di vincita del premio.[2]

Le sue ceneri riposano presso la necropoli delle mura del Cremlino, il più alto onore per un cittadino sovietico.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Eroe del Lavoro Socialista - nastrino per uniforme ordinaria Eroe del Lavoro Socialista
— 1956 e 1961
Ordine di Lenin (3) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin (3)
— 1956 e 1961
Ordine del Distintivo d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Ordine del Distintivo d'Onore

Onori[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nelle zone appartenute all'Impero russo il calendario gregoriano venne introdotto il 14 febbraio 1918.
  2. ^ Air and Space Magazine Archiviato il 16 gennaio 2013 in Archive.is. airspacemag.com.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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